I LUOGHI DELLA SPERANZA
"La via del rosario del Sacro Monte di Varese"
- prima parte -

Il Sacro Monte di Varese è indubbiamente il più affascinante itinerario mariano al mondo, un monumento unico nella sua straordinarietà. Rispecchia infatti fedelmente il concetto di "ascesi" grazie anche alla struttura particolare del Rosario. La "via sacra" verso la "sacra vetta" è la più larga mai realizzata in un Sacro Monte proprio per agevolare l'ascesa delle masse lungo un cammino che è tutta catechesi.
Le 14 cappelle, veri e propri monumenti di arte e di fede, sono state volute da un frate Cappuccino, Giovanni Battista Aguggiari e tutte progettate da un geniale architetto varesino, Giuseppe Bernascone.
L'ultima delle cappelle, la quindicesima, è lo stesso santuario dove si venera l'antica immagine della Madonna.
Itinerario di pellegrinaggi o di passeggiate solitarie il Sacro Monte di Varese anche a chi vi sale come semplice turista non nasconde il suo essere "via sacra", un percorso di preghiera e di meditazione sui misteri del Rosario disegnato sulle pendici di un monte che già sedici secoli or sono, nel novembre dell'anno 489 sant'Ambrogio vescovo di Milano aveva consacrato alla Vergine Maria.

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Via via che si sale lungo il viale delle Cappelle lo sguardo si allarga a prospettive sempre più vaste. Non per niente la montagna varesina è definita il più bel balcone di Lombardia.
Verso sud lo sguardo si stende sulla pianura Padana gremita di case, di fabbriche, di strade, verso est c'è l'operosa Brianza e il Comasco, verso Ovest il dolce profilo del Monte Rosa e poi le grandi montagne che separano il Vallese dall'Ossola e dalla Valle d'Aosta, verso nord, infine, visibili o comunque prossime ci sono le cime che dominano le vallate che dal Ticino salgono verso i passi del Gottardo e dello Spluga.
Ecco così inquadrato il Sacro Monte di Varese in un sito che ha dentro il proprio orizzonte il cuore dell'Europa, i monti da cui scendono acque verso il Rodano, verso il Reno, verso il Danubio, le terre delle tre etnie, delle tre maggiori lingue (francese, tedesco e slavo) dell'intero nostro continente.

La chiesina dell'Immacolata

Prima di dare inizio alla salita diamo uno sguardo alla cappella che non fa parte dei misteri del Rosario ma ne è quasi il preludio.
Si tratta della chiesina o "oratorio" dedicata alla Immacolata Concezione della Vergine Maria. Se la dedicazione alla Vergine è del 1609, l'inizio della costruzione della chiesina è del 1604, quando un gruppo di braccianti di Malnate diedero inizio ai primi lavori sul Sacro Monte spianando il piazzale d'ingresso la vialone.
Alla chiesina si accede attraverso una bella scala fiancheggiata da una balaustra in pietra che porta ad un pronao a cinque arcate sostenute da colonne ioniche.
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Il vialone della Cappelle comincia qui con un maestoso arco detto "arco del rosario", il primo dei tre archi posti all'inizio di cinque cappelle per dividerle a seconda dei misteri del rosario: gaudiosi, dolorosi, gloriosi.

PRIMA CAPPELLA

Attraversato l'arco del Rosario ecco subito dopo pochi metri la Prima Cappella. Due le statue all'interno: l'angelo con un giglio tra le mani si avvicina alla Vergine che lo ascolta inginocchiata davanti al suo letto opera di Cristoforo Prestinari e donate nell'anno 1610 dagli abitanti di Orta in provincia di Novara. In questa cappella viene rappresentato il primo dei misteri gaudiosi: l'annunciazione. E' la semplicità e la modestia della casa di Nazareth a colpire il pellegrino che proprio qui, in atteggiamento di umiltà e preghiera inizia la salita con il Santo Rosario fra le mani.

SECONDA CAPPELLA

Una splendida meridiana sorretta da angeli in volo è la caratteristica della seconda cappella che incontriamo dopo un centinaio di metri. Il progettista, l'architetto Giuseppe Bernascone, la volle tutta all'esterno per permettere l'intera visuale dall'arco di ingresso lungo il grande vialone fino alla terza cappella lasciando intravedere la quarta e la sovrastante quinta cappella: tutti i misteri gaudiosi.
Lo scultore Francesco Silva ha dato movimento ed anima alla scena dell'ingresso di Maria nella case del profeta Zaccaria e della sua consorte Elisabetta. Dieci statue rappresentano questa scena gioiosa. Il vecchio profeta esce trepidante preceduto oltre la soglia da Elisabetta che si fa incontro a Maria. Altri sembrano dividere la gioia di questo festoso incontro: un giovane che accompagna per mano un asinello, un mendicante cieco che suona il violino mentre un servo fa la carità di un bicchiere di vino ad un viandante. C'è anche un vispo cagnolino a rendere più allegra e familiare la scena della visita ad Elisabetta.

TERZA CAPPELLA

Terzo mistero gaudioso: Gesù nasce a Betlemme.
Qui si può ammirare il più bel presepe di Lombardia: al centro il Bambino Gesù, dietro il bue e l'asino, a sinistra la Madonna e San Giuseppe, a destra alcuni pastori e un piccolo cane.
In tutto qui ci sono 26 statue, opera di Cristoforo Prestinari, gli affreschi sono di Andrea Villa e Panfilo Nuvolone.
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Sul muro di sostegno che è sul lato sinistro della Terza Cappella spicca nel suoi vivaci colori la "Fuga in Egitto", un capolavoro di Renato Guttuso inaugurata nel 1983. Il gigantesco dipinto (circa 30 metri quadrati) è stato donato dal pittore siciliano a Varese, sua seconda patria. Per vent'anni infatti questo artista di Bagheria è vissuto ed ha lavorato nella vicina Velate, sempre sulle pendici della montagna varesina. L'originalità del dipinto, un grande murale in acrilico che sostituisce un affresco di Francesco Nuvolone oggi andato perduto, è la rappresentazione della Sacra Famiglia tutta stretta in groppa all'asinello il quale porta anche gli attrezzi da falegname. In alto, nel cielo terso, la colomba dello Spirito Santo indica la strada.

QUARTA CAPPELLA

La presentazione di Gesù al Tempio. Nuova e grandiosa è la forma architettonica di questa cappella costruita nel 1618 con il finanziamento della famiglia Omodeo di Milano. La sua copertura la fa distinguere da tutte le altre cappelle costituita com'è da una grandiosa cupola in rame. Le venti statue in terracotta che compongono all'interno quattro gruppi statuari sono firmate Francesco Silva di Morbio (Svizzera) e datate 1617.

QUINTA CAPPELLA

La disputa di Gesù con i dottori.
E' ripida la salita in questo tratto del vialone verso la cappella detta "dei Varesini" perché costruita con le loro offerte. La forma poligonale rappresenta la sinagoga dove Gesù giovanetto disputa con i dottori del Sinedrio confondendo la loro sapienza. All'interno 22 statue con la quali Francesco Silva rappresenta la scena della disputa con i dottori. Nel volto di Gesù giovinetto pare esprimersi tutta la calma e la sapienza che gli viene dal Padre suo che è nei cieli. Una sapienza che contrasta con la confusione e la pertinacia dei dottori. La Madonna mentre indica a Giuseppe il figlio a lungo cercato esprime nel volto e nel gesto la meraviglia dell'animo e la gioia del cuore.

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