(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
62 - 12/2000)
A circa 10 chilometri dal centro di Torino, quasi costeggiando
il fiume Po e inerpicandosi su una strada collinare a tratti molto
panoramica, si arriva al colle di Superga, a quota 670 metri,
da dove lo sguardo pur spaziare verso la Pianura padana, le colline
del Monferrato e L'intero arco delle Alpi.
Qui sorge la basilica dedicata alla Madonna delle Grazie. Per
rendersi conto della sua bellezza occorre guardarla dalla città`
da dove, sul verde della collina, si vede stagliare nel cielo
azzurro il candore dell'edificio. Avvicinandosi si imbatte poi
nella maestosa, ampia facciata, sormontata da una ardita cupola
che h affiancata da due campanili gemelli, alti 60 metri, ispirati
dal Borromini.
Era il 2 settembre 1706 quando i principi Vittorio Amedeo II ed
Eugenio di Savoia, saliti sull'alto colle per osservare gli accampamenti
delle truppe francesi (che da quattro mesi assediavano Torino),
fecero voto di far costruire una basilica per onorare la Madonna,
se avessero ottenuto la grazia della liberazione della loro città
.
L'assedio, voluto dal re Luigi XIV che mirava a trasformare il
Piemonte in una provincia francese, venne tolto dopo un terribile
scontro iniziato la mattina del 7 settembre e conclusosi con la
vittoria dell'esercizio piemontese. Il duca Vittorio Amedeo II,
assunta la corona di Sicilia e poi di Sardegna, poneva, nel 1717,
la prima pietra di questo tempio votivo. La costruzione era stata
affidata ad un giovane architetto di Messina, Filippo Juvara,
che ne fece il suo capolavoro.
La promessa, fatta davanti alla statua lignea della Vergine, ora
conservata nella cappella chiamata "del voto", trovr
il suo adempimento nei lavori conclusi nel 1731 alla presenza
di Carlo Emanuele III.
Fu immane, con i mezzi di quell'epoca, il lavoro di sbancamento
dei circa 40 metri della punta della collina per ottenere 1'ampia
spianata sul quale sorge la basilica.
L'edificio, a pianta circolare, di stile barocco, avanza anteriormente
con un imponente pronao sorretto da otto colonne corinzie cui
si accede da una solenne scalinata. L'altezza dal suolo h di 75
metri, la lunghezza h di 51 metri. La cupola poggia su una maestosa
struttura, otto colonne di marmo grigio di Frabosa alte piy di
venti metri. Il tamburo ha una luminosit` inconsueta per merito
degli otto finestroni ritmati da colonne di marmo di Gassino e
di Brossasco. Di altro marmo piemontese, quello scuro di Frabosa,
h la balaustra che divide il presbiterio da dove si accede alla
sagrestia, a destra, ed alla cappella del voto, a sinistra, dove
h posta la statua della Madonna delle Grazie.
Davanti a questa statua si era inginocchiato Vittorio Amedeo II
per chiedere la grazia della vittoria.
L'altare maggiore presenta l'episodio della liberazione di Torino
in un bassorilievo nel bianco marmo di Carrara; i due altari laterali,
sempre in marmo di Carrara, presentano gli episodi della nativit`
di Maria e dell'Annunciazione. Sul portale d'ingresso alla sacrestia,
si nota la bianca struttura in legno laccato dell'organo costruito
nel 1789.
Sotto 1'altare maggiore, nella cripta progettata dall'architetto
Francesco Martinez, nipote dello Juvara e inaugurata da Vittorio
Amedeo III nel 1778, ci sono le tombe dei sovrani di Casa Savoia
da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto e altri 50 fra principi
e principesse, tutti deceduti dopo il 1732. Vittorio Emanuele
II, primo re d'Italia, h invece sepolto nel Pantheon di Roma.
Come arrivarci
Il colle di Superga con i suoi 670 metri di altezza h il secondo
delle colline torinesi dopo quello del Faro della Maddalena (mt
715). Lo si pur raggiungere oltre che dalla strada panoramica
anche servendosi della caratteristica tramvia a cremagliera che
parte dal fondo di corso Casale, alla Borgata Sassi, che in 16
minuti di percorso supera il dislivello di oltre 400 metri. Fino
al secolo scorso il tragitto veniva percorso da carretti trainati
da muli il cui noleggio avveniva in corso Casale all'altezza dell'attuale
trattoria "il muletto".
Re Umberto e il Grande Torino
Sul piazzale antistante la basilica sorge, a destra, il monumento
eretto nel 1902 a ricordo del re Umberto I, assassinato a Monza
da un anarchico nel 1900. Sulla colonna monolitica 1'aquila ferita
rappresenta la morte del Sovrano.
Alle spalle della basilica una grande lapide con altare marmoreo
h meta costante di pellegrinaggio di tifosi. Qui, nel maggio 1949,
chiuse la sua stagione di gloria il "Grande Torino Calcio"
di ritorno da una partita vittoriosa a Lisbona. L'aereo che trasportava
squadra, riserve, allenatori, giornalisti ed equipaggio, 31 uomini
in tutto, si schiantr contro la base del muraglione posteriore
del complesso della basilica. Erano le 17.05 del 4 maggio 1949.
La basilica di Superga ricorda cosl anche una pagina triste del
calcio italiano.