I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Il Santuariodella Vergine del Carmelo"

La storia

Il Santuario dedicato alla Vergine del Carmelo si trova nella città di Mesagne, a 15 chilometri dal capoluogo Brindisi.
Fu costruito sui resti di una piccola cappella dedicata al culto di San Michele Arcangelo, risalente al XII secolo.
Nel 1521 venne donata ai Padri Carmelitani. Poiché era in precarie condizioni i frati, insieme all'Università e ai cittadini di Mesagne, fecero richiesta al papa Leone X e a Carlo V, re di Napoli, perchè fosse ampliata e ristrutturata.
L'8 gennaio 1521, il viceré del Regno di Napoli spedì la "licenza" sovrana per questa concessione e il papa, dopo aver verificato le condizioni ambientali e spirituali del luogo, ne autorizzò l'apertura il 15 marzo 1521 con bolla speciale spedita dal Palazzo Apostolico.
La chiesa venne quindi ampliata e ristrutturata e, per la devozione che l'Ordine ha sempre avuto per la Madonna del Carmine, si volle dedicare una delle cappelle alla Vergine Santissima. Per tale compito venne incaricato il pittore Francesco Palvisino di Putignano.

Il "prodigio"

Il pittore presentò ai Padri l'opera compiuta, ma non si mise d'accordo circa il prezzo. Sperando di vendere l'immagine altrove, ad un prezzo più ragionevole, uscì dalla chiesa, ma avvenne qualcosa di "miracoloso": non riusciva più a muoversi, come se una forza sconosciuta lo bloccasse e gli impedisse di camminare. Solamente quando lasciò il quadro in un angolo della Chiesa fu libero.
Profondamente colpito da questo straordinario evento, il Palvisino decise di donare quella preziosa icona al Convento. Il quadro ligneo divenne oggetto di grande devozione e la Beata Vergine diventò la Patrona e la Protettrice di Mesagne.
In altri tragici eventi, come la pestilenza del 1657 e il terremoto del 1743, gli abitanti di Mesagne ringraziarono la Vergine Santissima del Carmelo che li aveva aiutati e protetti.

I restauri

Nel 1854 un violento incendio devastò la Chiesa distruggendo completamente il tetto in legno e buona parte degli affreschi che l'adornavano; rimasero in piedi solo le pareti laterali.
Fu necessario ristrutturare tutto l'interno, perché la vecchia struttura non poteva reggere il peso del nuovo tetto.
Le navate laterali furono sostituite da piccole cappelle e le vecchie colonne furono incorporate a nuovi pilastri a sostegno della volta.
Un altro restauro si rese necessario nel 1975 poichè, a causa di un'alluvione, il Santuario si era allagato ed il peso dell'acqua, che raggiungeva un metro di altezza, aveva fatto sprofondare il pavimento, riversandosi nell'ipogeo di San Michele Arcangelo.

Un po' di storia

La storia della città di Mesagne è molto ricca e ha radici profonde.
Pare che il nome di Mesagne derivi dai Messapi, un'antica popolazione italica che durante l'età del bronzo e l'inizio dell'età del ferro si era insediata in Puglia. Secondo altri il nome di Mesagne è una trasformazione della forma Medania, città di mezzo tra Oria e Brindisi, uno dei più importanti centri dell'entroterra ed il porto più sicuro della Puglia adriatica.
Tra il 267 e il 266 a.C., Roma sconfisse i Messapi e fondò una colonia latina a Brindisi. Testimonianze archeologiche ci attestano che a Mesagne vi fu un periodo di grande prosperità: i traffici mettevano in comunicazione Mesagne con il Medio Oriente, come dimostrano i vari ritrovamenti nelle tombe.
Durante le incursioni barbariche del X secolo fu completamente distrutta. Nel 1062 venne conquistata dai Normanni, che fecero costruire una rocca fortificata da cui derivò, poi, l'attuale castello.
Nel 1194 fu ceduta dagli Svevi all'Ordine dei Cavalieri Teutonici, ai quali si fa risalire la chiesetta di San Leonardo. Con gli Angioini Mesagne conoscerà un periodo di grande attività economica, sviluppando un fiorente commercio di vino ed olio.
Nella disputa storica tra Angioini e Aragonesi anche Mesagne subì la tirannia di Giavanni Antonio Orsini, principe di Taranto, che operò un'importante ricostruzione del castello. Dopo la sua uccisione ad Altamura, Mesagne passò nelle mani di Ferdinando d'Aragona, che concesse numerosi privilegi, come l'esenzione dal pagamento di pesanti tasse, e maggiore autonomia.
Nel 1456 un terribile terremoto e il flagello della peste (detta "delle glandole") colpì duramente la città, facendo molte vittime.
Nel 1522 Mesagne fu venduta da Carlo V ad Alfonso Beltrano. Iniziò così un lungo periodo di liti e contese tra i feudatari che terminarono solo nel 1791, con la salita al trono del Regno di Napoli di Giuseppe Bonaparte, che abolì la feudalità e formò province e distretti autonomi

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