Storia e architettura
Tra Storia e realtà
Le vicende storiche del Santuario della Madonna del Divino Amore
– Roma- hanno inizio nel XIII secolo quando in quella zona
sorgeva una specie di fortezza della famiglia Savelli-Orsini,
chiamata Castel di Leva.
Su una torre del castello c'era un'immagine della Vergine raffigurata
seduta in trono con in braccio Gesù Bambino, e con la colomba
discendente su di lei quale simbolo dello Spirito Santo, che è
appunto il Divino Amore.
L'immagine dipinta a fresco in quella stessa epoca era molto venerata
dai pastori della zona.
Si narra che nel 1740 circa, un viandante che si recava a Roma,
giunto nei pressi della torre, fu assalito da una turba di cani
e stava per essere addirittura sbranato; il poveretto alzò
gli occhi, vide la sacra effige e chiese aiuto alla Madre di Dio;
il miracolo avvenne: i cani si dispersero improvvisamente. In
seguito al prodigio, il 5 settembre dello stesso anno, l'immagine
mariana fu segata dal muro e trasferita nella vicina tenuta detta
"La Falconiana" e nella quale era la chiesetta di S.
Maria a Magos.
Dopo cinque anni, l'immagine fu ricondotta alla sua antica sede,
dove intanto era stata eretta una chiesa che fu successivamente
consacrata nel 1750 dal Cardinale Carlo Rezzonico, poi divenuto
Papa Clemente XIII.
Da allora ebbero inizio i pellegrinaggi popolari, che si fecero
sempre più numerosi e continuano tuttora.
Nel 1942 don Umberto istituisce la Congregazione delle Figlie
della Madonna del Divino Amore cui seguono, nel 1962 i sacerdoti
Oblati che da allora custodiscono il Santuario.
Qualche anno dopo, mentre Roma corre il pericolo di essere distrutta
dagli eventi bellici, il quadro della Vergine viene trasferito
in città in varie chiese e infine in quella di S. Ignazio,
dove il popolo romano per ottenere la liberazione della città
fa voto alla Madonna di rinnovare la propria vita, di erigere
un nuovo Santuario e di realizzare un'opera di carità,
in suo onore. La Madonna compie il miracolo e Roma è salva.
Dopo la guerra, il Santuario riapre i battenti, si sviluppano
opere caritative, culturali e d'apostolato.
Il Sinodo diocesano aperto (1986) e concluso (1993) davanti alla
Madonna del Divino Amore in Piazza S. Pietro, costituisce l'evento
più autorevole della Chiesa di Roma per assolvere il voto
attraverso il rinnovamento spirituale e la crescita nella comunione
e nella missione della Chiesa verso la Città e verso il
mondo.
Il 4 luglio 1999 il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha solennemente
consacrato il Nuovo Santuario sciogliendo il "voto"
fatto dai romani il 4 giugno 1944. Il Nuovo Santuario, ha per
tetto un prato verde ed immense e artistiche vetrate colorate
danno una luce mistica ed un’immagine suggestiva a tutto
lo spazio. La costruzione è stata realizzata ai piedi della
collina, fuori delle antiche mura, senza violare l'incanto della
campagna romana. Con il grande Giubileo dell'Anno 2000, per la
prima volta il Santuario è associato alle Basiliche romane
come meta per accogliere l'indulgenza giubilare.
Il Santuario è stato progettato da Padre Costantino Ruggeri
e dall'architetto Luigi Leoni ed è stato costruito secondo
avanzate e innovative concezioni architettoniche ed urbanistiche,
avendo cura di ottenere un armonioso inserimento nell'ambiente
circostante.
Il Nuovo Santuario è dotato di un moderno Auditorium ,
realizzato seguendo le più moderne tecnologie del settore
e ha una capienza di circa 800 posti a sedere, utile per ospitare
convegni,conferenze o manifestazioni.
Le vetrate
Un incantevole fascino hanno le vetrate del Santuario della Madonna
del Divino Amore impreziosite da imponenti raffigurazioni.
Sulla parete di fondo dell’aula ecclesiale è rappresentato
il mondo dell’uomo, schiavo del peccato, incapace di trovare
da solo la via della salvezza. In questa storia di fatica dell’uomo,
per liberarsi dal peso di un destino di morte, si aprono squarci
di luce: è la voce di Dio che si manifesta attraverso i
suoi profeti, è il primo annuncio della speranza.
La grande vetrata di sinistra, per chi si rivolge all’altare,
è il canto della redenzione. Le ombre, per l’umanità
intera, si interrompono per lasciare campo all’azzurro.
Presso l’altare la celebrazione della incarnazione con il
concepimento di Gesù nel grembo verginale di Maria Santissima
per opera dello Spirito Santo.
Sopra i due portali d’ingresso al Santuario vi è
il canto allo Spirito Santo, rappresentato come vento e fuoco.
In entrambe le vetrate è costantemente presente Maria..
Nella vetrata del portale, da cui si accede al sagrato a monte,
è raffigurata come candida luna, umile ancella del Signore.
Come si raggiunge
Questo incantevole Santuario si può raggiungere dal Grande
Raccordo Anulare, uscita 24 (Ardeatina), o dal centro di Roma
passando da Piazza di Porta Capena o per la via Appia Antica o
la Via Ardeatina.
Volendo utilizzare i mezzi pubblici dell’ATAC, sono disponibili
da Roma partenze in orari diversi.