I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Santuario di S. Biagio (Maratea)"

di Serena Mattio

..storia ed architettura

S. Biagio è vissuto tra i secoli III e IV ed apparteneva ad una nobile famiglia di origine armena. S.Biagio è sempre rappresentato nelle vesti di un Vescovo e sorregge un pastorale simbolo della dignità vescovile. Ai piedi o in mano porta un pettine da cardatura, in memoria del supplizio subito (fu torturato e martirizzato).Spesso è rappresentato con due candele incrociate sulla gola di un bambino a ricordo del miracolo attribuitogli ( guarigione di un fanciullo moribondo a causa di una lisca di pesce conficcata nella gola). E’ riconosciuto anche protettore degli animali, dei pastori, cardatori e tessitori .
La Basilica di S. Biagio nel paese tirrenico occupa la sommità di un monte dedicato al Santo ed è costruita in prossimità dell'ingresso principale di Maratea vecchia, ovvero il nucleo fortificato medievale della città.
Nel Santuario di S. Biagio in Basilicata sono custodite le Reliquie del Santo, patrono della città di Maratea che dal 1941 è Basilica Pontificia.
La chiesa dedicata a S. Biagio incominciò a prendere forma tra il VI e il VII secolo, modellandosi sulle preesistenti strutture di un tempio pagano, dedicato a Minerva, in seguito assunse le attuali dimensioni con lavori di ampliamento.
Nel ‘700 fu aggiunto alla facciata principale un portico a tre arcate, mentre le parti interne, subirono delle modifiche in stile barocco, con altari e bassorilievi, che ne cambiaro¬no l’aspetto primitivo.
Qualche anno fa, con un lavoro di restauro che ha eliminato le sovrapposte decorazioni accumulatesi nei secoli scorsi, sono riemerse le semplici e maestose linee architettoniche delle tre navate. Sulla destra della chiesa si eleva il campanile in stile vagamente bizantino. Nella facciata principale si notano una statua in marmo del 1600 raffigurante S. Biagio, ubicata nella nicchia al centro del timpano e il cancello in ferro battuto del ‘400.
Il cuore del santuario è costituito dal sacello in marmo eretto su committenza di Filippo IV di Spagna nel 1619, in ringraziamento per la guarigione ottenuta in seguito a una malattia alla gola. In seguito, verso il 1878, per iniziativa del Mons. Gennaro Muraglia, la cappella fu rivestita con lastre di marmo rosso e furono aggiunti la porta in marmo bianco, e il tondo raffigurante San Biagio a mezzo busto.
Originariamente disposto sulla destra della navata centrale, il sacello fu smontato nel 1941 e collocato nel presbiterio. Contiene un’urna in marmo bianco che conserva le Reliquie di San Biagio.
Nella navata destra, sul secondo alta¬re, è ubicato il bassorilievo raffigurante la Madonna della Sapienza.
Per iniziativa del Centro Culturale di Maratea tra il 1976-1982 furono effettuati recuperi e ripristini della lastra tombale, del bassorilievo raffigurante l’Annunciazione, dei sei altari, della fonte battesimale, dell’acquasantiera, del tabernacolo ubicato sul secondo altare della navata sinistra, del bassorilievo raffigurante la Madonna della Sapienza e del Sacello per le Reliquie di San Biagio.
Al lato opposto del monte, rivolta verso il mare, erge la gigantesca statua di cemento, raffigurante il Redentore, eretta negli anni 60, seconda per dimensioni soltanto a quella di Rio de Janeiro.
Sempre in cima al monte S. Biagio si trovano i ruderi dell'antica frazione Castello, che fu distrutta dall'esercito francese nel 1806.
In numerosi paesi lucani sono presenti chiese e raffigurazioni dedicate a San Biagio che è patrono oltre di Maratea anche di Rapolla e Cancellara.
La festa di S. Biagio a Maratea ha inizio il primo giovedì di maggio. La statua, rivestita di un manto color porpora, è condotta in processione da Maratea vecchia o di sopra a Maratea di sotto. Nella chiesa madre sosta fino alla domenica successiva quando sarà ricondotta nell'antico santuario sul monte.

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