| di Giovanni
Garrone
E’ ubicato a circa 1,5 Km da Assisi a mezza costa tra la
pianura e la collina di Assisi. Rappresenta una delle mete dello
spirito più significative per chi desidera sostare in un
luogo ove si respiri tutta l’atmosfera del primitivo Francescanesimo,
chi vi giunge si trova all’improvviso in un ambiente che lo
attrae per le sue umili caratteristiche e per la forza delle sue
pietre, è come un incontro con un vecchio amico che ti può
narrare la sua secolare storia con la genuità ed umiltà
di chi l’ha vissuta.
Alcuni testi fanno risalire questa chiesa al secolo VII, ma la
sua importante storia inizia nell’autunno del 1206 quando
un giovane passa davanti a questa chiesa allora diruta e da tutti
abbandonata, per un impulso divino il giovane entra ed un Crocefisso
gli parla, quel giovane era un certo Francesco e per capire meglio
quel fatto occorre prima sapere un po' della travagliata storia
di quel giovane.
STORIA del GIOVANE FRANCESCO
Francesco nacque da buona e ricca famiglia di commercianti, e come
tanti giovani rampolli benestanti di quel tempo, armò un
drappello di soldati e si mise al servizio dei potenti di Assisi
nella guerra che stavano facendo contro la vicina Perugia per la
supremazia di quella zona, si era nel 1200, in pieno medioevo.
Nel 1202 Francesco rimase ferito in una battaglia a Rivotorto e
fù preso prigioniero, in carcere assapora l’amarezza
della sconfitta, ma questo gli serve come riflessione in merito
a cosa lui vuole fare nella sua vita, e decide che lui sarà
un grande cavaliere.
Nel 1203 in una tregua di guerra Francesco viene liberato e ritorna
ad Assisi a curare una brutta malattia contratta in carcere, ma
appena guarito armò un’altro drappello di soldati e
partirono per la Puglia per mettersi al servizio di Gualtiero di
Brienne.
Durante una sosta del viaggio, a Spoleto, una notte Francesco viene
svegliato da una misteriosa e stentorea voce: “Francesco,
chi è meglio servire, il padrone o il servo? vai e torna
ad Assisi perchè è là che ti sarà detto
quanto dovrai fare!”
Francesco anelava di diventare un grande cavaliere e di rincorrere
la gloria sui campi di battaglia, ma dopo aver sentito quel messaggio
divino monta a cavallo e lo sprona per essere ad Assisi il più
presto possibile e poter ricevere al più presto un’altro
messaggio divino chiarificatore, la cosa avvenne solo tre anni più
tardi e questo ritardo fece piombare Francesco in una fase di triste
depressione e di crescente ansia.
A nulla valgono le feste e bagordi che la famiglia ed i dissoluti
amici organizzano per alleviargli le pene e riportarlo verso la
vita godereccia dei giovani ricchi di quel tempo.
Un giorno Francesco percorrendo a cavallo una stradina di campagna
fù bloccato da un repellente e rivoltante lebbroso, subito
cerca di scacciare il lebbroso, ma poi dopo scende da cavallo ed
abbraccia e bacia il fratello lebbroso, certamente questo era un
segno divino, Francesco viene subito invaso da una dolcezza infinita
e da una gioia nuova che lo accompagnerà sino alla fine dei
suoi giorni, spesso Francesco soleva dire: “Da allora ciò
che prima mi sembrava molesto ed amaro mi si cambiò in dolcezza
per l’anima e per il corpo” Francesco capì che
chi aveva abbracciato non era un lebbroso, ma era il corpo sofferente
del suo amato Dio!!! e prima o dopo il suo amato Dio gli avrebbe
indicato la via da seguire!!!
Nell’autunno del 1206 Francesco passa davanti alla diruta
e da tutti abbandonata chiesa di San Damiano, per un impulso divino
entra e si prostra dinanzi al Crocefisso, toccato da una insolita
grazia divina si trova diverso da come vi era entrato, e mentre
cerca di capire cosa gli stia succedendo l’immagine del Cristo
crocefisso parla a lui: “Francesco, vai e ripara questa mia
casa che come vedi è tutta in rovina”
Il giovane si riempie di stupore ma subito si dispone all’obbedienza
tutto concentrato da quel comando divino che attendeva da tempo!!!
da quel momento si imprime nella santa anima di Francesco la compassione
del Cristo Crocefisso, da quel giorno la sua vita cambiò
radicalmente, finalmente aveva capito come doveva spendere la sua
vita!!!
Il crocefisso che parlo’ a San Francesco è ora conservato
in Santa Chiara ad Assisi.
Iniziò lui con le sue mani delicate ed inesperte a restaurare
la chiesa, con questo Francesco lavò e purificò le
sue mani che non impugneranno mai più armi per uccidere nemici
e distruggere le loro città, le sue mani le userà
solo più per ricostruire chiese e donare pace, inizia così
la straordinaria avventura di San Francesco.
Francesco per riparare la diruta chiesa di San Damiano spese tutta
la sua parte dei beni di famiglia, il padre furente lo segregò
in un carcere della casa avita affinchè il giovane abbandonasse
le sue insane pazzie umanitarie verso il prossimo, verso Dio e verso
i Santi, e prendesse finalmente la retta ed onorata via del commerciante!!!
Ma San Francesco continuò nella sua missione nonostante
i vari problemi ed ostacoli che i potenti del tempo gli ponevano,
aveva avuto un segno divino e niente al mondo poteva fargli cambiare
idea e modo di vivere, neanche satana con molteplici tentazioni
riuscì a farlo desistere dal suo proposito maturato dopo
che il Crocefisso gli parlò!!!
LA CHIESA DI SAN DAMIANO
La successiva storia di San Damiano è legata a Santa Chiara
ed alle suore Clarisse da lei fondate che si stabilirono dal 1211
in questa “rocca di povertà”, in questo luogo
San Francesco vi ritornò nell’inverno del 1225 ormai
stimmatizzato e debilitato per riposare in una capanna che le amorevoli
suore prepararono nell’orto del monastero.
Oggi questo santuario ha un aspetto semplice per povertà
e per struttura, nel suo complesso ha forma di una “tau”
maiuscola, l’asta centrale comprende la chiesa con il coro
del piano superiore , mentre l’asta trasversale comprende
il coro delle Clarisse con il refettorio nel piano inferiore e l’infermeria
di Santa Chiara nel piano superiore
Dietro il coro si accede a un vestibolo che grazie a una stretta
scala porta a un giardinetto che dà sulla valle spoletina,
in tale luogo San Francesco fu ispirato a comporre il toccante “Cantico
delle Creature”.
Dal giardino si giunge al piccolo Oratorio dove Santa Chiara si
raccoglieva in preghiera, attraverso il dormitorio delle Clarisse
dove la Santa morì nel 1253 si scende nel Chiostro, un incantevole
esempio di semplicità con i suoi archi a tutto sesto rallegrato
dal verde all'ombra del campanile.
La tradizione vuole che nel 1240 al tempo delle invasioni saracene,
delle truppe armate volevano entrare nel Santuario per depredarlo
e distruggerlo essendo per loro un covo di infedeli, Santa Chiara
era a letto molto ammalata, ma a seguito delle urla di spavento
delle suore si alzò, prese un ostensorio, uscì in
giardino e fronteggiò le truppe saracene con la sua debole
persona, Santa Chiara alzò l’ostensorio al cielo, ed
a quella vista le truppe saracene si bloccarono e si diedero a rovinosa
fuga.
CANTICO DELLE CREATURE
E’ chiamato anche “Cantico di Frate Sole” e fù
composto da San Francesco.
Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
ACCOGLIENZA CAMPER
Nei pressi di San Damiano c’e’ un parcheggio autoveicoli
dove lasciare il mezzo per la visita al Santuario, ma per la notte
noi abbiamo preferito l’ampio parcheggio pubblico per autoveicoli
a 100 metri oltre la stazione FS di Assisi, in primavera 2005 abbiamo
pagato 5,16 Euro ogni 24 ore, asfaltato, illuminato, tranquillo,
chiuso di notte.
COLLESTRADA: AA gratuita presso centro commerciale Coop vicino
uscita Collestrada di superstrada Foligno - Perugia, valida per
CS e rifornimenti di viveri, molto rumorosa.
PERUGIA: AA gratuita in piazza del Bove vicino caserma dei Carabinieri,
uscita Perugia Prepo della superstrada Foligno - Perugia - val di
Chiana, seguire per stazione FS, a sinistra dopo area API, sterrata,
illuminata, di giorno intasata di auto, bus per il centro, caserma
dei Carabinieri appena sopra.
PASSIGNANO sul TRASIMENO: AA sul lago in zona est del paese, tra
la statale e l’imbarcadero, uscita Passignano est della superstrada
Foligno - Perugia - Val di Chiana, illuminata, asfaltata, sosta
e scarico gratuiti, 30 centesimi per carico acqua, 4 posti con prese
220 Vac, rumorosa di giorno per la statale e ferrovia, ad una certa
ora della notte è accettabile, meno rumorosa la zona a sinistra
davanti ai bar.
COME ARRIVARCI
Da autostrada A1 del Sole, uscita Bettolle Val di Chiana poi prendere
superstrada per Perugia - Assisi - Foligno, uscita Assisi, e poi
seguire le indicazioni per San Damiano.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
www.tuttocitta.it
per le mappe e cartine
www.assisi.umbria2000.it/Default.aspx?IdArt=25722&IdCatNav=541
guardianosandamiano@libero.it
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