I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"Santuario di Nostra Signora di Bonaria"

di Fabio Trucco

…..storia e leggenda


Nella prima metà del XIV secolo re Alfonso di Aragona si accampò sul colle di Bonaria, a sud est di Cagliari e lo trasformò in un accampamento prediletto per sferrare l’attacco alla città di Cagliari.
Fece costruire un castello fortificato ed una chiesa che poi donò ai frati dell’Ordine di Nostra Signora della Mercede che vi costruirono un convento.
Il santuario è un esempio di architettura gotico-catalana in Sardegna; i frati decisero,nel 1700 circa, di costruire una nuova chiesa in onore della Vergine di Bonaria che comprendesse al suo interno anche il santuario trecentesco, trasformato in cappella. Tale chiesa in origine di stile barocco subì delle interruzioni ed il progetto iniziale fu rielaborato in stile neoclassico.
Purtroppo dopo la seconda guerra mondiale l’edificio subì gravi danni e venne più volte ristrutturato. La basilica ha una facciata in calcare con ampio porticato, sopra il quale, in corrispondenza della navata centrale un timpano triangolare racchiude lo stemma dell’Ordine della Mercede e, più in basso, un’edicola sovrasta un altro timpano triangolare.
I portali sono in bronzo, di epoca contemporanea mentre sul sagrato vi sono due sculture di Franco d’Aspro.
Al suo interno la chiesa ha pianta a croce latina con cupola ottagonale, tre navate con quattro cappelle per navata.
La navata centrale ha una copertura a volte a botte mentre quelle laterali hanno volte a vela.
L’altare è sormontato da un baldacchino sorretto da quattro colonne di marmo verde, decorato da figure di angeli in rame dorato, così come i capitelli e le arcate.
Sopra l’altare maggiore vi è la statua in legno della Madonna di Bonaria.
Nelle cappelle delle navate laterali sono presenti grandi affreschi mentre, nella seconda cappella della navata destra vi è dipinto la Sacra Famiglia e nella navata sinistra è raffigurata la Madonna della Mercede.
Interessante la visita al chiostro del convento dove troviamo il Museo del Santuario che conserva le testimonianze archeologiche, modellini navali, arredi sacri ed ex-voto.
Si narra, secondo una leggenda che nel 1300 circa ,una nave spagnola fu sorpresa da una impetuosa tempesta. I marinai decisero allora di gettare in mare tutto il carico, tra cui una pesante cassa che placò inspiegabilmente la tempesta appena fu gettata in mare.
Tale cassa approdò a Cagliari, proprio sotto il colle di Bonaria. I frati del vicino convento apertala vi trovarono una statua della Vergine Maria in legno di carrubo che tiene con una mano in braccio il Bambino Gesù e dall’altra ha una candela accesa.
La devozione alla statua miracolosa si diffuse immediatamente in tutta l’isola e nel mondo, in particolare tra i marinai che la invocavano come loro protettrice.
Narra ancora la leggenda che una navicella d’avorio, offerta in ringraziamento alla Vergine da una devota, che era stata appesa davanti alla statua con una funicella di canapa, avesse iniziato a muoversi segnando i venti che soffiavano fuori dal Golfo di Cagliari e che i marinai, prima di prendere il mare, si recassero sempre nel Santuario.
Nel settembre del 1907, il papa Pio X proclamò la Madonna di Bonaria patrona della Sardegna.
I conquistadores spagnoli diedero, per devozione , il suo nome alla capitale dell’Argentina, Buenos Aires

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