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di Serena
Mattio
La costruzione del Santuario avvenne a seguito di un'apparizione
miracolosa della Madonna, che esortò una bambina epilettica
a farsi promotrice del trasporto di una vecchia immagine della Vergine
in un luogo consono alla preghiera. La bambina riuscì a convincere
la sua famiglia e l'immagine fu trasportata nella piccola chiesa
di San Nicolò, appena fuori il paese di S. Vito al Tagliamento.
Era il 1655. Da allora numerose sono state le grazie concesse a
chi venera questa immagine. Nel XIX secolo la chiesa fu ampliata
e accanto fu costruito un santuario.
Attirati dai prodigi della miracolosa Immagine della Vergine, molti
pellegrini vennero a visitare il Santuario, specie dopo la ristrutturazione
e l'ampliamento del 1836. Con l'andar del tempo, molte famiglie
cominciarono a costruire le loro case attorno alla Chiesa, per cui
nacque l'esigenza di una assistenza religiosa più costante
ed assidua per la popolazione, in quel luogo di culto. Così
nel 1906, ad officiare nel Santuario, furono invitati i Religiosi
Salesiani, che però dovettero abbandonare la loro attività
a causa della guerra e della invasione austriaca del 1917. Finito
il conflitto mondiale, a custodire il Santuario furono chiamati
i Missionari Comboniani, che si fermarono per soli tre anni, dal
1920 al 1923. Nel 1923 il vescovo di Concordia, Mons. Luigi Paulini,
invitò i Padri Francescani della Provincia Veneta ad assumere
la custodia e la direzione del Santuario di Madonna di Rosa. I primi
Frati giunsero a San Vito nel 1923, come continuatori dell'opera
svolta dal loro confratello, proprio quel Padre Vitale Vitali che,
per primo, nel lontano 1655, aveva creduto all'apparizione della
Vergine alla piccola Maria G. Una delle prime iniziative dei frati,
dopo il loro arrivo al Santuario, fu la pubblicazione di un giornalino
mensile, dal titolo "La voce di Maria", per mantenere
viva la devozione alla Madonna dei vari pellegrini e tra i molti
emigranti.
La Madonna di Rosa si fece così sentire anche lontano, ai
friulani sparsi un po' in tutto il mondo. Dal 1931, 50° anniversario
dell'incoronazione della Vergine, agli anni precedenti il secondo
conflitto mondiale, il vecchio Santuario venne abbellito con opere
di valenti artisti friulani e veneti, che si erano potute realizzare
con le offerte spontanee della popolazione. Da quando era cominciato
il secondo conflitto mondiale e molti uomini erano impegnati nei
vari fronti di guerra, su richiesta dei soldati e della gente, soprattutto
delle donne,era stata accesa davanti all'altare della Madonna, la
"Lampada del Soldato" che ardeva giorno e notte, dinanzi
alla Madre Misericordiosa, in segno di costante preghiera e di inestinguibile
amore. La guerra dilagava ormai dovunque e nessuno si sentiva più
sicuro perché i bombardamenti colpivano qualsiasi obiettivo.
Durante la II Guerra mondiale furono distrutti sia il santuario,
sia la chiesa, ma l'immagine si salvò.
Il nuovo Santuario fu costruito nel 1953; nella sua mole imponente,
tessuta di mattoni "faccia a vista", su cui spicca il
biancore della pietra d'Istria. La chiesa, a croce latina, è
in stile romanico modernizzato, con ampi rosoni e finestroni eleganti
sulla facciata e sulle fiancate. Una serie di archi gira tutt'intorno
al Santuario, nel chiostro romanico-bizantino, che infonde leggerezza
e soavità a tutta la costruzione.
Un'ampia gradinata conduce al portone centrale, nella cui lunetta
un alto rilievo mostra la Madonna di Rosa con il Bambino Gesù,
in atto di accogliere i pellegrini. Nella parte superiore della
facciata, il frontone presenta ai visitatori un ampio mosaico, che
racconta, per immagini successive, alcuni momenti della storia del
Santuario. All'interno, il Santuario appare maestoso e solenne,
con una lunga navata centrale. Passando lungo le pareti di tale
navata, si incontrano i confessionali e le varie cappelle, dedicate
a San Giuseppe, San Lucio, San Francesco, Sant'Antonio, San Giovanni
Bosco e Santa Faustina Kowalska, la santa polacca che ci ha trasmesso
la devozione a Gesù Misericordioso. Ad attirare l'attenzione
e l'ammirazione del visitatore è, sullo sfondo, il grande
mosaico dorato dell'abside, dove troneggia l'imponente gruppo marmoreo
della Crocifissione. Si possono ammirare sulla destra dell'abside,
la Cappella di Gesù Misericordioso e, sulla sinistra, la
Cappella della Madonna di Rosa, entrambe completamente rivestite
di mosaici. I due altari creano nel visitatore un clima adatto a
pause di riflessione e di preghiera. Al di là della bellezza
scenografica delle immagini e dei preziosi mosaici, il messaggio
più importante che il Santuario vuole trasmettere ai fedeli
è proprio un messaggio di speranza, di amore e pace.
Moltissime sono le grazie impetrate e ricevute attraverso la Madonna,
lungo i secoli. Questi quadretti votivi, raccolti nell'androne retrostante
il Santuario, le documentano; ma molte di più sono quelle
che rimangono scritte nel segreto dei cuori.
Il Santuario celebra la festa patronale il 2 febbraio e l’8
settembre ed è facilmente raggiungibile attraverso vari percorsi
che dirigono alla città di San Vito al Tagliamento nei pressi
di Pordenone.
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