I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Santuario della Madonna delle Grazie a Udine"

Un po’ di storia…

Probabilmente il sito era luogo di culto già dal 1200. Ma è verso la metà del Trecento, durante il governo del patriarca Bertrando, che alcune testimonianze parlano di un ospizio con relativa cappella, dedicato ai santi Gervasio e Protasio, affidato ai monaci di S. Pietro Celestino.
Nel 1478 la Chiesa viene consegnata ai Servi di Maria con l’intento di ristrutturarla e dedicarla alla Vergine come protezione contro le invasioni dei Turchi.
L’8 settembre 1479 l’icona della Beata Vergine delle Grazie, dono di Maometto II, sultano di Costantinopoli, al suo luogotenente veneziano, Giovanni Emo, viene trasferita dal Castello di Udine nella Chiesa, a seguito di un evento miracoloso accaduto nella residenza del luogotenente.
La costruzione della nuova Chiesa inizia il 12 aprile 1495 e, in onore all’icona taumaturgica, prende il nome di Chiesa della Beata Vergine delle Grazie. E subito diventa oggetto di un culto popolare che continua ancora oggi.
I lavori terminano nel 1520, con il contributo del Comune di Udine. Nel 1746 i frati richiedono al Comune di costruire una nuova cappella alla Madonna e la struttura architettonica è completata nel 1759.
Il santuario, come lo vediamo oggi, è stato restaurato nel corso del XVIII sec., con il completamento del pronao sul finire del secolo scorso.
Dal 1808 al 1923 il Santuario, che nel frattempo è diventato anche parrocchia, è stato curato da sacerdoti diocesani, poi sono tornati i Servi di Maria. Nel 1922 fu dichiarato basilica minore. Accanto al Santuario un Convento del XVI sec. Con un chiostro.


Architettura

Osservando il Santuario della Madonna delle Grazie dal Giardin grande di Udine, si rimane immediatamente colpiti dall’imponente facciata neoclassica del 1851 e dall’annesso convento abitato dai frati dell’Ordine dei Servi di Maria.
La Chiesa, terminata nel 1520, era a navata unica, di stile romanico, con soffitto a cassettoni e con facciata adorna di rosone.
Nel XVIII sec. fu prolungata e innalzata la navata, ristrutturato il presbiterio e l’abside; più tardi fu aggiunto il pronao neoclassico, poggiato su quattro grandi colonne.
All’interno del Santuario si trova la cappella della Vergine, a pianta quadrata, sormontata da una cupola e riccamente decorata.
L’altare di Giorgio Massari è un capolavoro di ordine corinzio; al centro della pala di marmo si trova la tavola della Madonna del XIV sec..
L’immagine di stile bizantineggiante raffigura la Beata Vergine Maria che tiene affettuosamente in grembo il Bimbo nell’atto di poppare.
L’interno della basilica splende per armonia e decorazioni: la cupola e il soffitto, affrescati fra il 1880 e il 1886 dai pittori Bianchini e Simoni, il coro ligneo del 1692, la pala del Monteverde raffigurante la Vergine in trono con il Bambino e i Santi Gervasio, Protasio, Sebastiano e Rocco, commissionata nel 1522 e quattro tele del Tintoretto disposte sopra agli altari laterali.
Splendido e luminoso il chiostro cinquecentesco. Inoltre nel convento si trova un’ottima biblioteca e una preziosa pinacoteca con varie tele e innumerevoli ex voto, che testimoniano cinque secoli di ininterrotta devozione alla B. V. delle Grazie.

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