I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Il Santuario della Consolata di Torino"

Di Giovanni Garrone

E’ situato in pieno centro cittadino a due passi dal Duomo e da Porta Palazzo.
E’ il Santuario più amato dai fedeli Torinesi, ed è uno dei luoghi di culto più antichi del Piemonte, nel 2004 si è festeggiato l’apparizione della Vergine Maria avvenuta 900 anni prima che fece ritrovare un’ antico quadro miracoloso della Vergine con Bambino.
L’attuale chiesa fu realizzata nel sec XVII per volere di Madama Reale Maria Giovanna di Savoia su progetto del Guarini ed ampliata nel secolo successivo dal Juvarra.

LEGGENDA E STORIA
Il delicato quadro della Madonna con Bambino qui venerato venne portato dall’oriente da San Eusebio vescovo di Vercelli che lo donò all’amico San Massimo vescovo di Torino, il quadro venne posto in una cappella che era dedicata a San Andrea.

Nel secolo IV per ringraziare la Madonna di averli protetti dalle invasioni barbariche dei Visigoti, il vescovo di Torino edificò una chiesa in un luogo dove esisteva una antica edicola venerata e molto frequentata dai fedeli sin dai primi tempi del Cristianesimo, e nella nuova chiesa vi ripose il quadro della Madonna con Bambino che sino allora era conservata nella vicina cappella di San Andrea.

Nel 820 dei fanatici distruggevano le cose sacre, il quadro ed altre immagini religiose furono nascoste in una cappella tenuta segreta che quando cadde in rovina le macerie celarono i preziosi cimeli, furono ritrovati solo nel 1015, il quadro della Madonna con Bambino fu riportato nella cappella di San Andrea che nel 1080 venne distrutta dai Longobardi, così il quadro andò perduto una seconda volta sotto alle macerie.

Qualche secolo dopo a Briancon un certo Jean Ravache cieco dalla nascita ebbe una visione della Vergine Maria che lo invitava a recarsi a Torino per ricercare il quadro con la sua effigie andato perduto, il cieco ubbidì, partì a piedi con amici, attraversò il colle del Monginevro, la val di Susa e giunse a Torino, il 20 giugno del 1104 mentre pregava sulle rovine dell’antica chiesa gli apparve la Madonna che si qualificò come “Consolatrice”, gli fece riacquistare la vista e gli fece ritrovare il quadro perduto.

Il vescovo Mainardo allora in carica elesse questa “Madonna Consolatrice” patrona di Torino e sul luogo del miracolo fece costruire una grande chiesa per conservare la sacra immagine antica ritrovata, questa nuova chiesa venne dedicata a San Andrea.

Nel 1678 per volere di Madama Reale Maria Giovanna di Savoia la chiesa venne ampliata su progetto di Guarino Guarini, altre innovazioni si ebbero dal 1715 al 1729 su disegno di Filippo Juvarra con l'aggiunta di un nuovo presbiterio, dal 1899 al 1904 Carlo Ceppi aggiunse le cappelle radiali e arricchì la decorazione interna con marmi policromi, stucchi e bronzi, la facciata in stile neoclassico fu completata nel 1.904.

Sono passati circa 900 anni dal ritrovamento dell'antico quadro della Madonna con Bambino ma è sempre ancora forte il legame tra i Torinesi e La Consolata, con la sua dolce effigie e le grazie che concede continua a sottolineare la tenerezza materna di Maria Consolatrice e la sua capacità di accoglienza di noi miseri peccatori.

La Consolata è il santuario della identità religiosa Torinese, ma è anche il simbolo della comunità cittadina dove il popolo si riunisce quando ci sono problemi importanti, ad esempio: durante l'assedio Francese del 1706 da questo luogo il Beato Valfrè esortò la popolazione a resistere, in questo luogo si riunivano i fedeli per pregare la Vergine Maria ogni volta che pestilenze assediavano Torino, ed è in questo luogo che il 13-04-1980 è stato accolto Papa Giovanni Paolo II nella sua prima visita a Torino.

VISITA AL SANTUARIO
L'ingresso ufficiale è sul lato Sud attraverso il pronao neoclassico tetrastilo del 1860, entrando spicca in fondo l’altare maggiore del Juvarra realizzato nel 1714 con appeso sopra il quadro della Consolata che è il centro della devozione di questo Santuario, questo quadro esposto è una copia fatta nel quattrocento dell’antico quadro.

Si fanno notare anche la successione di spazi ellittici Guariniani, le quattro cappelle ellittiche del Ceppi, il presbiterio ed il sacello esagonale con un'alta cupola affrescata, mirabili anche la serie di colonne con archi e architravi che sorreggono i coretti della chiesa barocca, una pala d’altare rievoca l’episodio del Miracolo del cieco di Briancon.

Appena entrati nel Santuario si nota subito la ricchezza caratteristica del barocco coi suoi marmi, stucchi dorati ed affreschi del settecento.
Le sinuosità del Barocco hanno amalgamato gli interventi succedutisi nel tempo.

Nel vano inferiore c’e’ la primitiva chiesa di S. Andrea con l’altare ed il quadro del Santo, sulla volta l’affresco del secolo XVIII raffigura la Gloria della Vergine Maria.

La “cripta delle grazie” era una chiesetta eretta nel 1015 per volere del re Arduino per riporvi l’antica immagine, ora questa cappella contiene un fine altare barocco ed ampi stucchi sulla volta risalenti al 1700 e restaurati nel 1836 dal municipio di Torino.
Su testi che narrano fatti di Arduino d’Ivrea che si proclamò primo re d’Italia in pieno medioevo è riportato che passò decenni a lottare contro la chiesa ed il potere clericale ma fece erigere le chiese di Crea (AL), Belmonte (To), e questa di Torino come ex voto per una apparizione della Madonna che lo guarì da un male incurabile.

A San Giuseppe Cafasso è dedicato un’ altare laterale dove sono conservate le sue reliquie, questo Santo fu un maestro del clero Torinese ed ebbe tra i suoi discepoli anche San Giovanni Bosco che avviò e sorresse nella sua grande opera, Cafasso è ricordato come “il prete della forca” per il suo apostolato presso i condannati a morte.

La scritta in alto sul frontone dice “Consolatrix afflictorum”, ma i Torinesi anche quando sapevano il latino, non l’hanno mai voluta tradurre alla lettera, da secoli per tutti questa è La Consolata, una parola inventata contro ogni logica, con un’ardita inversione semantica: quasi fosse lei, e non noi, ad aver bisogno di consolazione.
Nella città che si dice “più razionale d’Italia” il controsenso verbale de La Consolata è un introibo all’irrazionalità della Basilica, che avviluppa il visitatore nella tortile fantasia del barocco e lo coinvolge in una visione aliena rovesciata rispetto al mondo esterno.

La Consolata è un Santuario che testimonia il segno della presenza ecclesiale, ma anche della mediazione materna di Maria, l'antica immagine di Maria qui ritratta con delicatezza pittorica “ispira soavità" ed è Lei che guarda il fedele, non viceversa.

Le gallerie del Santuario sono musei senza transenne, migliaia di quadretti ex voto raccontano la storia di una fede popolare semplice ma non sprovveduta, una fede senza distinzioni di classi sociali, quante lacrime e quante sofferenze trasudano quelle pietre e quei muri, quante grazie invocate e ricevute in occasione di malattie, disgrazie, carestie, peste, guerre, assedi e fame, nel 1706 Torino è sotto assedio, nel 1799 i Francesi vengono cacciati; nel 1852 scoppia la polveriera di Borgo Dora; nel 1884 Torino che contava allora circa 150.000 abitanti vive sotto l'incubo di una pestilenza, ed è in tutte le storie che hanno coinvolto Torino nel passato che si vedono unite nella "personalità inconfondibile del Santuario de La Consolata” tutte le classi cittadine, dalle più povere all’aristocrazia, ed anche la stessa Casa Reale.
La riproduzione in argento della stella polare è un ex voto della Regina Margherita di Savoia in occasione della spedizione del duca di Savoia al polo Nord nel 1.899.

Nella “galleria dei quadri” che si trova appena fuori dal Santuario sono conservati una parte delle migliaia di quadretti votivi, umile testimonianza di ininterrotta gratitudine, spicca la nave che rievoca la liberazione di Torino dai corsari nel 1700.

Sulla piazza del Santuario si nota una colonna corinzia eretta dalla città di Torino come ex-voto per la liberazione dall'epidemia di colera del 1835.
Il campanile si deve all’abate Bruningo, è in stile romanico ed eretto verso l’anno 1000.

Orario di apertura del Santuario: 6.30-19.30.
Messe feriali: ogni mezz'ora a partire dalle ore 6,30 fino alle ore 12,00.
Messe festive: ogni ora a partire dalle ore 6,00 fino alle 12,00; poi ore 18,15 e 19,30.

PROCESSIONE DELLA CONSOLATA
Ogni 20 giugno si ricorda il ritrovamento dell’ antico quadro, una novena di preghiere culmina con la Processione guidata dall’Arcivescovo di Torino in carica che attira molti fedeli e turisti, dopo il tramonto la statua della Madonna è accompagnata per le vie centrali della città con una sosta davanti al Palazzo Civico, è seguita da migliaia di persone con fiaccole ardenti, ed è sempre un suggestivo momento di devozione.

AL BICERIN
Dopo aver confortato lo spirito visitando il Santuario, per confortare il corpo ci si reca in un bar caratteristico situato nella piazzetta della Consolata, è meta obbligata ed una esperienza imperdibile per i golosi, ebbe origine nel 1763 quando l’acquacedratario Dentis apre una piccola bottega di fronte al Santuario della Consolata, oltre alle bibite nostrane propone anche bevande esotiche che arrivano da lontano, caffè, cioccolata, tè, che sono richieste perché sono bevande con sapori nuovi ed odori sorprendenti, sposando gli esotici cioccolato e caffè alla nostrana crema di latte il Dentis proponeva la “Bavareisa” che era di moda, ed era a base di caffè, cioccolato, e crema di latte.

Ma per seguire meglio la golosità dei suoi clienti, il Dentis invento tre sue bevande:
- pur e fiur = caffè puro e fior di latte (crema di latte), simile all’odierno cappuccino.
- pur e barba = caffè puro e barbagliata (nome di allora della cioccolata calda).
- an poc ad tut (un po’ di tutto) = caffè, barbagliata e fior di latte, servito in bicchierini.

Quest’ultima bevanda aveva gli stessi ingredienti della Bavareisa, ma le diverse dosi conferivano alla bevanda un sapore più gradevole per i golosi Subalpini, furono i clienti a battezzare “bicerin” (bicchierino) quella prelibata bevanda corroborante di gusto dolceamaro servita nei “bicerin”, e col nome “bicerin” battezzarono anche il locale dove si poteva bere la bevanda “bicerin”, sulla ricetta vige un segreto che si dice venga tramandato solo da nonna a nipote, difesa più di quella della Coca-Cola.
Caffè Al Bicerin - piazza della Consolata 5 - 10122 Torino.
Telefono 011 436 93 25 - email: bicerin@bicerin.it - www.bicerin.it

ACCOGLIENZA CAMPER
Il Santuario della Consolata è situato in pieno centro storico di Torino, a due passi da Porta Palazzo, cercare di andarci col camper e pensare di trovare spazi di sosta vuol dire cercarsi rogne e sprecare tempo, quindi il camper lasciatelo a casa oppure in periferia ed arrivate al Santuario coi mezzi pubblici.

Chi arriva in treno alla stazione FS di Porta Nuova può prendere in corso Vittorio Emanuele II il 52 che passa in via della Consolata con fermata vicino al Santuario.
Nell’atrio Nord della stazione c’e’ un ufficio del Gruppo Torinese Trasporti dove si può avere gratuitamente la nuova carta dei trasporti pubblici urbani e suburbani.

Chi arriva col camper dalle autostrade del Nord può lasciare il camper nel parcheggio del supermercato Auchan e prendere il maxitram 4, Auchan si trova a sinistra appena finita l’autostrada Mi-To, appena dopo il primo semaforo di corso Giulio Cesare.

Chi arriva col camper dalla tangenziale Sud può uscire allo svincolo di Stupinigi, entrare in Torino percorrendo corso Unione Sovietica, ed in prossimità del capolinea Sud del maxitram 4 ci sono dei parcheggi.

Chi prende il maxitram 4 può scendere a Porta Palazzo e farsi 500 metri a piedi in mezzo al famoso mercato multietnico che ha i prezzi più bassi del Piemonte, (zona sconsigliata di notte) o scendere alla fermata di Porta Nuova e prendere il 52.

Chi arriva in auto può usare il parcheggio interrato di piazza Emanuele Filiberto e facendo 100 metri a piedi in via Giulio arriva sul lato Nord di piazza della Consolata.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
http://www.consolata.org
http://www.missionariconsolata.it
http://www.diocesi.torino.it
http://www.comune.torino.it/chiese/consolata.htm
http://www.piemonteonline.it/pagine/torino/consolata.htm
http://www.viamichelin.it per le carte e le mappe
http://www.gtt.to.it per info sui trasporti Torinesi e per scaricare la mappa in formato pdf

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