I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Paola, la città di Francesco, il taumaturgo calabrese"

di Francesco Viganò

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.75 - 6/02)

Paola, uno delle più importanti città della costa tirrenica della Calabria è nota per il suo santo, Francesco, e per il suo santuario, uno dei più frequentati dell'Italia meridionale.
Nel centro della città, ora in continua espansione lungo la sua marina anche per l'importanza dello scalo ferroviario, c'è ancora la casa dove questo santo nacque il 14 marzo 1416. E' a pochi passi dalla Piazza del Popolo fra le antiche abitazioni costruite sul pendio di un colle dominato dal castello risalente al 1056.
Nascosto fra una fitta vegetazione di una verde vallata a circa 200 metri sul livello del mare sorgono il santuario e il convento costruiti nel secolo XV dal santo paolano.
La vita di Francesco è tutta legata a questi edifici. Portato dai suoi genitori per un voto a 13 anni nel convento francescano fra i monti di San Marco Argentano e poi, a 14 anni, in pellegrinaggio ad Assisi, Roma, Loreto e Montecassino, Francesco decise di vivere da eremita in una grotta sulle sponde del torrente Isca dove, con alcuni seguaci costruì una cappella. Era il 1435 ed a 19 anni si trovò ad essere fondatore di un ordine religioso, quello dei Minimi, la cui Regola aggiungeva ai voti tradizionali di castità, povertà e obbedienza quello dell'astinenza dalle carni, della quaresima perpetua.
Il numero dei suoi seguaci aumentò così rapidamente che si vide costretto, con il loro aiuto, ad edificare un convento di maggiori proporzioni e, nel 1469, l'attuale santuario-basilica il cui progetto, dice la tradizione, gli venne suggerito in sogno da San Francesco d'Assisi.
Dopo questo convento il Santo paolano ne fondò altri in Calabria, in Campania e in Sicilia dove arrivò prodigiosamente, trasformando in una barca il suo stesso mantello.
Numerosi sono i miracoli a lui attribuiti e ancor oggi la gente accorre a Paola per chiederne l'intercessione.
Per ubbidire a Papa Sisto IV nel 1483 Francesco si recò in Francia e al re Luigi XI, cui era giunta la fama di grande taumaturgo e che sperava di ottenere il miracolo della guarigione, diede la salvezza dell'anima preparandolo alla morte.
Nel frattempo il suo Ordine religioso si diffondeva in tutti gli stati d'Europa. Francesco di Paola morì a 91 anni nel 1507 nel convento di Plessis-les-tours. Canonizzato nel 1519 da Leone X venne proclamato Patrono della gente di mare da Pio XII nel 1943 e Patrono della Calabria da Giovanni XXIII nel 1962.
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Che Francesco di Paola sia il santo della carità sembrano quasi dimostrarlo le due braccia del convento che incorniciano la basilica. Sulla facciata monumentale spicca il motto del santo paolano: "Charitas".
Il convento resistette nei secoli ai numerosi e violenti terremoti ma non alle ingiurie degli uomini: l'incendio nel 1555 da parte dei pirati turchi e le devastazioni nel 1806 della soldataglia borbonica che ne fece una caserma assalita e in parte demolita dei Francesi nel 1809.
La facciata della basilica, alta 24 metri, è tutta in pietra locale in stile classico cinquecentesco con due ordini architettonici: dorico al piano inferiore e corinzio in quello superiore.
L'interno, di modeste proporzioni, è particolarmente caro ai devoti nella "zona dei miracoli" dove sono raccolti i ricordi dei prodigi del Santo. In fondo alla navata di destra c'è la parte più antica del santuario dove sono custodite le reliquie di san Francesco.
Il reliquiario, in argento e oro racchiude in una teca cinque frammenti delle ossa del Santo il cui corpo venne bruciato dagli Ugonotti nel 1562. Quanto salvato venne venerato nella città di Tour che cedette i frammenti conservati a Paola nel 1935 in occasione del quinto centenario della fondazione dell'ordine dei Minimi.
Nel coretto dietro l'altare maggiore c'è l'affresco fatto dipingere dallo stesso Francesco e dedicato alla Madonna degli Angeli. La tradizione dice che più volte il santo paolano fu visto elevarsi in estasi davanti a questa immagine.
Annesso al santuario un caratteristico chiostro del sec. XV con due ordini di arcate, l'antico romitorio e la grotta ricavata nel tufo dove c'è la cella di Francesco.
Poco distante c'è la "fornace" servita per cuocere la calce per la fabbrica della chiesa e del convento, più avanti c'è la "cucchiarella", una caratteristica fonte fatta scaturire dal Santo battendo un masso tufaceo con un bastone per dissetare gli operai. Ancor oggi i fedeli qui attingono acqua con un grande cucchiaio e ne portano alle loro case, specialmente per gli ammalati.
Alle spalle della "fornace" e della "cucchiarella" sta sorgendo il nuovo santuario, una "grande nave" come la basilica San Pio X di Lourdes.-
Francesco L. Viganò

COME ARRIVARCI
Da Paola al Santuario si può accedere attraverso la Via del Rosario e la Via dei Miracoli.
La prima, lunga circa 500 metri, si diparte dalla superstrada ed è comoda per chi arriva in auto da Napoli, Reggio o Cosenza. Su questa strada una copia della grotta di Lourdes e 15 edicole con i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario raffigurati in terracotta policroma.
La Via dei Miracoli è la più antica. Lunga circa un chilometro parte dalla strada nazionale 107 ed ha all'inizio una bianca statua di San Francesco. Lungo il percorso 13 edicole in pietra con mosaici veneziani nei quali sono rappresentati alcuni miracoli del Santo paolano.
Il Santuario dista un paio di chilometri dal centro e dalla stazione ferroviaria di Paola. Cosenza è a 35 km., Catanzaro a 100, Reggio Calabria a 185, Taranto a 235, Bari e Napoli a 300 e infine Roma a 500 chilometri.

LE FESTE
Il culto dal Santo Paolano è una gara di affetto e devozione di fedeli che qui accorrono a centinaia di migliaia in ogni periodo dell'anno. Si comincia il primo Venerdì di gennaio con la pia pratica dei "13 Venerdì" in preparazione alla festa del 2 aprile.
Solenni funzioni sono poi programmate ai primi di maggio con l'accensione della lampada votiva, la benedizione del mare, la processione con il busto del santo. Processioni con luminarie, fiere, concerti e spettacoli pirotecnici si svolgono nelle "votive", le feste del 7 febbraio, 14 luglio e 8 settembre.
In queste circostanze giungono a Paola tanti ammalati e fedeli di ogni età, molti i bambini che indossano il tradizionale saio votivo di San Francesco. Una simpatica tradizione è quella delle nozze. Le coppie giungono anche da oltre Oceano per celebrare le nozze o per ricordarne gli anniversari davanti alle reliquie del Santo.

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