I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Montallegro, il Santuario del Tigullio"

di Francesco Viganò

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.65 - 3/01)

Era il 2 luglio 1557 e un contadino, Giovanni Chichizola, stava salendo da Rapallo al suo paesino, Canevale, sperduto in mezzo alle colline dell'entroterra ligure. Al termine di una arrampicata fra i boschi, giusto a mezzogiorno, mentre dai campanili lontani si udivano i rintocchi delle campane Giovanni si fermò per riprendere fiato ed asciugarsi la fronte madida di sudore in un punto da dove si domina gran parte del golfo del Tigullio e quei borghi dei pescatori che si chiamano ancor oggi San Fruttuoso, Santa Margherita e Portofino. Improvvisamente in un bagliore di luce gli apparve una Signora che gli parlò: "Non temere Giovanni, sono Maria, la Madre di Dio. Annuncia ai rapallesi la mia apparizione e di' loro che qui voglio essere onorata. Lascio loro questo piccolo quadro come pegno di particolare predilezione". La visione scomparve ma il piccolo quadro era lì e dalla roccia dove la Madonna aveva posato i piedi sgorgò una vena d'acqua. Tornato a Rapallo il contadino vi portò il messaggio della Signora e nello stesso giorno il parroco e non poche persone salite sul luogo dell'apparizione decisero di portare nella chiesa parrocchiale il misterioso quadretto, una tavoletta di legno di 18 centimetri per 13 raffigurante la "Dormitio Virginis", la morte e l'assunzione della Madonna al cielo. Il mattino successivo però questa icona greco bizantina sparisce dalla chiesa e la si ritrova sulla roccia dove l'aveva vista Giovanni. Fu così che venne deciso di costruire una rustica cappella sul luogo dell'apparizione dove cominciavano ad affluire i pellegrini e già avvenivano i primi miracoli. Pochi mesi dopo l'arcivescovo di Genova, dopo opportune indagini, ordina di costruire su questa altura una chiesa in onore della Vergine ed un ospizio per i pellegrini, in particolare per i poveri e gli ammalati. Il progetto dell'edificio venne affidato all'architetto Lagomaggiore e la costruzione toccò ai Maestri Comacini aiutati dalla gente di Rapallo. Fu tale l'impegno che già nel luglio 1559 il santuario poteva essere aperto mentre l'attuale facciata marmorea è assai più recente. E' opera infatti dell'architetto Luigi Rovelli che nel 1896 seppe armonizzare la grandiosità delle linee con la grazia dello stile gotico lombardo. Oggi al santuario si accede attraverso un portale di bronzo e già di qui si vede, sapientemente illuminato e incastonato sopra l'altare maggiore, il quadretto della Madonna. Più in alto il catino dell'abside è tutto un grande affresco in cui il celebre pittore genovese Niccolò Barabino descrive la scena dell'apparizione. Il santuario, a navata unica lunga 25 metri, comprende altri quattro altari in marmo. Il primo a destra dell'ingresso e' dedicato alla Visitazione di Maria raffigurata in una tela di G.B. Carlone del 1705, il secondo al Crocifisso, opera in marmo di Francesco Schiaffino di Camogli. Di fronte c'è la cappella dell'Annunciazione con una bella tela di Luca Cambiaso del 1672. La cappella in fondo è dedicata alla Madonna Addolorata raffigurata in un'altra tela del Carlone. Sul lato sinistro del santuario si apre la cappella di San Giuseppe. A destra, entrando, c'è la fontanella con l'acqua che ancora fluisce dalla sorgente scaturita nella roccia il giorno dell'apparizione. Sul lato destro si trovano la penitenzieria e la sacrestia che hanno le pareti interamente coperte di ex voto, tra cui, immancabili. quelli marinari.

IL PANORAMA
La basilica-santuario di Montallegro sorge a 612 metri sopra Rapallo al centro di un parco secolare proteso come un balcone sull'incantevole golfo del Tigullio. Una comodissima funivia lo collega al centro di Rapallo con un balzo della durata di soli sette minuti. Una volta raggiunto il santuario si aprono molti sentieri che serpeggiano fra il verde di questi pendii verso Uscio, Cicagna e Chiavari. Salendo dal santuario verso il Monte Rosa si incontrano le 14 stazioni della Via Crucis mentre percorrendo la strada pianeggiante verso la Casa del Pellegrino si possono ammirare all'ombra di lecci secolari le edicole dei 15 misteri del Rosario.

IL VOTO DEL CAPITANO
Nel dicembre 1574, 17 anni dopo l'apparizione, una nave mercantile proveniente da Ragusa di Dalmazia, oggi Dubrovnik, si trovò in difficoltà al largo delle Cinque Terre. Il suo capitano, Nicolò De Allegretis, fece con la ciurma voto alla Madonna di recarsi pellegrino ad un santuario se fossero scampati al naufragio. La nave poté rifugiarsi nel porticciolo di Rapallo e i marinai salirono sul Montallegro per ringraziare la Madonna e portarvi una tavoletta votiva. Qui riconobbero il quadretto venerato sull'altare e sostenendo che era scomparso anni prima da una loro chiesa ottennero che la città di Ragusa ne rivendicasse la proprietà al Senato della repubblica di Genova. L'arciprete di Rapallo consegnò il quadretto che venne imbarcato su una nave diretta a Ragusa. Misteriosamente però il quadretto ricomparve in santuario e da allora più nessuno lo rivendicò.

GLI ESPERIMENTI DI MARCONI
Nel 1935 Guglielmo Marconi fissa una base per i suoi esperimenti in una cabina posta nei pressi del santuario. Da qui si collega con la nave "Elettra" e con una stazione ricevente distante 150 km vicino al santuario di Montenero (Livorno). Le prove di Marconi accertano la possibilità di trasmettere con le onde cortissime le quali non subiscono interferenze da perturbazioni atmosferiche e pongono le prime basi per le trasmissioni televisive.

COME ARRIVARCI
in auto - dall'uscita di Rapallo|S. Margherita dell'autostrada A 10 il santuario si raggiunge in una ventina di minuti dopo aver attraversato il centro di Rapallo. in treno - linea ferroviaria Livorno-Genova , stazione di Rapallo, di qui si sale con la funivia in 7 minuti. Dalla stazione ferroviaria partono anche gli autobus che in 10 minuti portano al santuario. In poco più di un'ora dal centro di Rapallo si può raggiungere il santuario a piedi percorrendo un sentiero molto panoramico di circa 4 km. Qui l'ospitalità è assicurata dall'Albergo Montallegro, nelle mura dell'antica locanda costruita insieme al santuario, dalla Casa del Pellegrino e da altri locali pubblici tra cui il bar nella stazione di arrivo della funivia.


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