(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.65
- 3/01)
Era il 2 luglio 1557 e un contadino, Giovanni Chichizola, stava
salendo da Rapallo al suo paesino, Canevale, sperduto in mezzo alle
colline dell'entroterra ligure. Al termine di una arrampicata fra
i boschi, giusto a mezzogiorno, mentre dai campanili lontani si
udivano i rintocchi delle campane Giovanni si fermò per riprendere
fiato ed asciugarsi la fronte madida di sudore in un punto da dove
si domina gran parte del golfo del Tigullio e quei borghi dei pescatori
che si chiamano ancor oggi San Fruttuoso, Santa Margherita e Portofino.
Improvvisamente in un bagliore di luce gli apparve una Signora che
gli parlò: "Non temere Giovanni, sono Maria, la Madre
di Dio. Annuncia ai rapallesi la mia apparizione e di' loro che
qui voglio essere onorata. Lascio loro questo piccolo quadro come
pegno di particolare predilezione". La visione scomparve ma
il piccolo quadro era lì e dalla roccia dove la Madonna aveva
posato i piedi sgorgò una vena d'acqua. Tornato a Rapallo
il contadino vi portò il messaggio della Signora e nello
stesso giorno il parroco e non poche persone salite sul luogo dell'apparizione
decisero di portare nella chiesa parrocchiale il misterioso quadretto,
una tavoletta di legno di 18 centimetri per 13 raffigurante la "Dormitio
Virginis", la morte e l'assunzione della Madonna al cielo.
Il mattino successivo però questa icona greco bizantina sparisce
dalla chiesa e la si ritrova sulla roccia dove l'aveva vista Giovanni.
Fu così che venne deciso di costruire una rustica cappella
sul luogo dell'apparizione dove cominciavano ad affluire i pellegrini
e già avvenivano i primi miracoli. Pochi mesi dopo l'arcivescovo
di Genova, dopo opportune indagini, ordina di costruire su questa
altura una chiesa in onore della Vergine ed un ospizio per i pellegrini,
in particolare per i poveri e gli ammalati. Il progetto dell'edificio
venne affidato all'architetto Lagomaggiore e la costruzione toccò
ai Maestri Comacini aiutati dalla gente di Rapallo. Fu tale l'impegno
che già nel luglio 1559 il santuario poteva essere aperto
mentre l'attuale facciata marmorea è assai più recente.
E' opera infatti dell'architetto Luigi Rovelli che nel 1896 seppe
armonizzare la grandiosità delle linee con la grazia dello
stile gotico lombardo. Oggi al santuario si accede attraverso un
portale di bronzo e già di qui si vede, sapientemente illuminato
e incastonato sopra l'altare maggiore, il quadretto della Madonna.
Più in alto il catino dell'abside è tutto un grande
affresco in cui il celebre pittore genovese Niccolò Barabino
descrive la scena dell'apparizione. Il santuario, a navata unica
lunga 25 metri, comprende altri quattro altari in marmo. Il primo
a destra dell'ingresso e' dedicato alla Visitazione di Maria raffigurata
in una tela di G.B. Carlone del 1705, il secondo al Crocifisso,
opera in marmo di Francesco Schiaffino di Camogli. Di fronte c'è
la cappella dell'Annunciazione con una bella tela di Luca Cambiaso
del 1672. La cappella in fondo è dedicata alla Madonna Addolorata
raffigurata in un'altra tela del Carlone. Sul lato sinistro del
santuario si apre la cappella di San Giuseppe. A destra, entrando,
c'è la fontanella con l'acqua che ancora fluisce dalla sorgente
scaturita nella roccia il giorno dell'apparizione. Sul lato destro
si trovano la penitenzieria e la sacrestia che hanno le pareti interamente
coperte di ex voto, tra cui, immancabili. quelli marinari.
IL PANORAMA
La basilica-santuario di Montallegro sorge a 612 metri sopra Rapallo
al centro di un parco secolare proteso come un balcone sull'incantevole
golfo del Tigullio. Una comodissima funivia lo collega al centro
di Rapallo con un balzo della durata di soli sette minuti. Una volta
raggiunto il santuario si aprono molti sentieri che serpeggiano
fra il verde di questi pendii verso Uscio, Cicagna e Chiavari. Salendo
dal santuario verso il Monte Rosa si incontrano le 14 stazioni della
Via Crucis mentre percorrendo la strada pianeggiante verso la Casa
del Pellegrino si possono ammirare all'ombra di lecci secolari le
edicole dei 15 misteri del Rosario.
IL VOTO DEL CAPITANO
Nel dicembre 1574, 17 anni dopo l'apparizione, una nave mercantile
proveniente da Ragusa di Dalmazia, oggi Dubrovnik, si trovò
in difficoltà al largo delle Cinque Terre. Il suo capitano,
Nicolò De Allegretis, fece con la ciurma voto alla Madonna
di recarsi pellegrino ad un santuario se fossero scampati al naufragio.
La nave poté rifugiarsi nel porticciolo di Rapallo e i marinai
salirono sul Montallegro per ringraziare la Madonna e portarvi una
tavoletta votiva. Qui riconobbero il quadretto venerato sull'altare
e sostenendo che era scomparso anni prima da una loro chiesa ottennero
che la città di Ragusa ne rivendicasse la proprietà
al Senato della repubblica di Genova. L'arciprete di Rapallo consegnò
il quadretto che venne imbarcato su una nave diretta a Ragusa. Misteriosamente
però il quadretto ricomparve in santuario e da allora più
nessuno lo rivendicò.
GLI ESPERIMENTI DI MARCONI
Nel 1935 Guglielmo Marconi fissa una base per i suoi esperimenti
in una cabina posta nei pressi del santuario. Da qui si collega
con la nave "Elettra" e con una stazione ricevente distante
150 km vicino al santuario di Montenero (Livorno). Le prove di Marconi
accertano la possibilità di trasmettere con le onde cortissime
le quali non subiscono interferenze da perturbazioni atmosferiche
e pongono le prime basi per le trasmissioni televisive.
COME ARRIVARCI
in auto - dall'uscita di Rapallo|S. Margherita dell'autostrada
A 10 il santuario si raggiunge in una ventina di minuti dopo aver
attraversato il centro di Rapallo. in treno - linea ferroviaria
Livorno-Genova , stazione di Rapallo, di qui si sale con la funivia
in 7 minuti. Dalla stazione ferroviaria partono anche gli autobus
che in 10 minuti portano al santuario. In poco più di un'ora
dal centro di Rapallo si può raggiungere il santuario a
piedi percorrendo un sentiero molto panoramico di circa 4 km.
Qui l'ospitalità è assicurata dall'Albergo Montallegro,
nelle mura dell'antica locanda costruita insieme al santuario,
dalla Casa del Pellegrino e da altri locali pubblici tra cui il
bar nella stazione di arrivo della funivia.