dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.73-
4/02)
Fra i santuari italiani più recenti e più visitati
il record appartiene indubbiamente a quello della Madonna delle
Lacrime di Siracusa.
Nella parte moderna di questa splendida città della Sicilia
sorge infatti l'ardita struttura in cemento armato del santuario
ove si venera una piccola e semplice immagine in gesso della Madonna
dai cui occhi cominciarono a sgorgare lacrime il 29 agosto 1953.
L'evento miracoloso, avvenuto nella camera da letto dei coniugi
Angelo e Antonina Iannuso in via degli Orti n. 11, si ripeté
fino al primo settembre.
Antonina, vent'anni, stava affrontando la sua prima e piuttosto
sofferta gravidanza ed aveva pregato a lungo la Madonna rivolta
a quella immagine temendo di perdere il bambino. Il mattino di sabato
29 agosto dopo una penosa, irrespirabile notte di una torrida estate
siciliana la giovane sposa vede scendere delle lacrime dal volto
della Vergine e da quel momento si sente guarita dai suoi dolori
e dai suoi affanni.
Le lacrime continuarono a scendere per quattro giorni e fu anche
possibile prelevare campione di quel misterioso liquido.
A confermare l'evento miracoloso furono poi le analisi di laboratorio:
era stato accertato che il liquido inspiegabilmente sgorgato in
una calda estate da una immagine di gesso era simile alle lacrime
umane.
Un grande santuario
Da quel 29 agosto 1953 è stato grande il concorso di popolo
sul luogo dell'evento miracoloso. La piccola icona della Madonna
venne portata in un piazzale ove fosse possibile l'accesso alla
folla e le celebrazioni in onore della Vergine. Da subito era maturata
l'idea di costruire un santuario ove venerare la piccola immagine.
Il progetto, vinto in un concorso internazionale, è del 1955
ed è opera degli architetti parigini Michel Andrault e Pierre
Parat. Aggiudicato nel 1957 vide come direttore dei lavori un italiano,
l'ingegner Riccardo Morandi di Roma. Dello scultore Francesco Caldarella
è la statua in bronzo dorato, alta quasi tre metri e del
peso di 600 kg., che raffigura la Madonna delle Lacrime ed è
posta nel punto in cui si uniscono i 22 raggi in cemento della gigantesca
struttura architettonica, a circa 95 metri di altezza dal suolo.
Una curiosità: sui 22 pilastri del Santuario poggiano 22
mila quintali di cemento, cioè quasi un milione di kg. per
pilastro. L'edificio visibile anche da parecchi chilometri di distanza
ha la forma di una grande stella i cui raggi, dal pavimento in marmo,
che pure raffigura una stella, si elevano verso il cielo a far da
corona alla statua della Vergine.
Luigi Viganò
Cosa visitare a Siracusa
Particolarmente interessanti i dintorni del Santuario: la città
di Siracusa merita un viaggio per la ricchezza dei suoi monumenti.
Fondata nel 734 avanti Cristo da coloni Corinzi guidati da Archia,
un leggendario condottiero che cacciò i pochi abitanti dell'isola
di Ortigia, Siracusa venne poi chiamata così dai Greci dal
nome di una palude vicina.
Nell'isola di Ortigia, unito alla città da un ponte, è
da visitare il tempio di Apollo o di Artemide, il piò antico
dei templi siciliani, divenuto nei secoli chiesa bizantina, moschea
araba e basilica normanna. Due grandi anfiteatri, uno greco (230
a.C.)e l'altro romano (III sec.) sono scavati nella roccia.
Una curiosità e l'orecchio di Dionigi, una grotta artificiale
che si restringe in altezza a sesto acuto sino quasi a formare l'immagine
del condotto auditivo dell'uomo. Il nome gli venne attribuito nel
1586 dal pittore Michelangelo da Caravaggio che trasse ispirazione
da una leggenda secondo la quale fu Dionigi (IV sec. a.C.) a rinchiudervi
i prigionieri di guerra onde ascoltare i loro discorsi da una apertura
praticata nel soffitto. La grotta infatti ha una particolare proprietà
acustica che permette di ingigantire qualsiasi suono prodotto all'interno.
Ad 8 km. da Siracusa merita di essere visitato il Castello Eulialo,
una possente fortificazione fatta costruire da Dionigi il vecchio
fra li 402 ed il 397 a.C. per difendere Siracusa dagli assalti dei
Cartaginesi.
Curiosità
Non va dimenticata la fonte Aretusa che sgorga in un bacino posto
nella omonima piazza che si affaccia sul mare. Narra la leggenda
che la ninfa Aretusa si gettò in mare per sfuggire ad Alfeo
e ricomparire poi come fonte. Alfeo a sua volta si mutò in
fiume sottomarino per inseguirla. Si chiama Alfeo la polla d'acqua
dolce che sgorga nel porto di Siracusa.
Mangiare e dormire
La cucina siciliana prevede primi piatti come la pasta con le
sarde, pesce alla brace o condito con olio d'oliva locale e fra
le carni rinomata è la coscia d'agnello da gustare con
del vino rosso delle pendici dell'Etna. I dolci sono famosi: pasta
di mandorle, cannoli, torroni, frutta candita. Fra i gelati artigiani
speciali sono quelli di agrumi, di cocomero e di gelsomino.
Fra i ristoranti ricordiamo il Minosse, il Ciauli, Da Iannuzzo,
Archimede e Rossini. Albergo a quattro stelle è il Jolly,
a tre stelle ci sono il Villa Politi, il Park Hotel e l'Aretusa.
Maggiori informazioni sull'ospitalità si possono avere
anche dalla segreteria del Santuario Madonna delle Lacrime, 96100
Siracusa, tel. 0931/64077 e 21446.