I LUOGHI DELLA SPERANZA
"La Basilica di San Zeno a Verona"

di Serena Mattio

La grande Basilica dedicata a San Zeno, vescovo di origine africana dell'VIII secolo, è innanzitutto tempio di fede e meditazione sulla tomba del Santo e poi uno dei più affascinanti esempi dell'architettura romanica.
Il luogo dove sorse il tempio era a quel tempo ai margini della città, lungo l'importante via Gallica, ed area cimiteriale romana.
Ben presto la sepoltura del Santo divenne meta di pellegrinaggio e la piccola chiesa dovette essere ingrandita.
Per volontà di Pipino, re dei Franchi, titolare del Sacro Romano Impero, la chiesa venne ingrandita e venne pure istituito un monastero.
La Basilica fu consacrata l' 8 dicembre 806 e le reliquie del Santo furono traslate in basilica dai Santi eremiti Benigno e Caro, ancora alla presenza di re Pipino devotissimo al Santo.
Seguirono anni difficili con saccheggi e distruzioni da parte degli eserciti barbari, in
particolare gli Ungari.
Nel 963 venne dato inizio ad una nuova ricostruzione con ampliamenti della basilica stessa, del monastero e del chiostro.
Nell'XI secolo si provvide ad un nuovo ampliamento, sul perimetro delle strutture attuali, e venne sistemata la spettacolare cripta costituita da diverse colonne marmoree'.
Nel 1117 un violentissimo terremoto, che fece distruzioni in una larga fetta del territorio Veneto rovinò gran parte della basilica ancora in via di ultimazione, del chiostro e del monastero, nonché il campanile.
I lavori ripresero subito e si protrassero per vent'anni.
L'intenso cromatismo con prevalenza dei toni rossi è segnato dall'alternanza di
pietre di tufo e mattoni e rende indimenticabile la visita alla Basilica e al chiostro.
Altri interventi, quali la sopraelevazione del chiostro, il completamento della facciata e la definitiva sistemazione del rosone centrale, ad opera del Maestro Briolato (1225),
sono avvenuti nel XIII secolo.
Di questo periodo anche la torre dell'Abbazia, sul lato esterno sinistro della facciata.
Di straordinaria importanza per la storia dell'arte romanica sono l'apparato scultoreo della facciata e l'architettura del portone d'ingresso.
Duecentesca è pure la statua marmorea di 'San Zeno che ride', probabilmente collocata originariamente sulla chiave di volta dell'arco trionfale romanico; la statua, caratterizzata dal bastone episcopale 'pescatore di anime', desta particolare interesse dei
visitatori.
Risalgono agli ultimi anni del 1300 il rifacimento dell'abside e la definitiva sistemazione del tetto con una affascinate struttura lignea a forma di carena di nave.
Seguono negli anni seguenti numerosi affreschi policromi anonimi che ingentiliscono le
pareti della chiesa superiore ed inferiore.
Verso il 1500 venne costruito un imponente scalone che collegava la chiesa superiore, sopra le strutture della cripta, con la vasta aula per il popolo.
La basilica fu oggetto di predazioni da parte di Napoleone e con l'arrivo degli austriaci, nel 1806 la chiesa divenne parrocchiale.
Lo scalone centrale fu demolito nel 1870 per far posto alle attuali scale laterali e allo scalone che scende nella bellissima cripta.
Venne anche risistemata l'iconostasi che separa la chiesa superiore, con il posizionamento di antiche statue trecentesche di scuola tedesca raffiguranti il Cristo e gli Apostoli.
Seguirono accurati lavori di salvaguardia e restauro che portano ad una sistemazione definitiva della Pala dell'Abbazia Mantegna e, al recentissimo (2006) restauro
dello spettacolare campanile romanico che così può riprendere l'originale funzione e regalarci nuovamente il suono delle campane.

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