I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Il Duomo di Orvieto"

di Fabio Trucco


La storia

Il Duomo venne costruito per celebrare il prodigioso miracolo avvenuto nel 1263 a Bolsena e costituisce una delle più belle e significative opere architettoniche del gotico italiano.
I lavori iniziarono nel 1290 sul luogo dove già sorgevano la cattedrale di S. Maria Prisca e la Chiesa Capitolare di S. Costanzo.
L'opera, in stile romanico, fu portata a termine, dopo lunghe vicissitudini, da vari artisti.
Il progetto iniziale è attribuito ad Arnolfo di Cambio, mentre la costruzione fu diretta da Fra Bevignate da Perugia. Il suo successore, Giovanni Uguccione, sensibile allo stile gotico che sempre più si stava affermando, ne trasformò la costruzione, causando però cedimenti.
Lorenzo Maitani, architetto e scultore senese, appositamente chiamato, ne ricostruì l'abside con una graziosa quadrifora, disegnando poi la facciata tricuspidale nelle sue eleganti, stupende linee gotiche (1320-1330).

La pianta

Il Duomo di Orvieto presenta una pianta a croce latina su tre navate. La navata centrale, ampia il doppio delle due laterali, è scandita da dieci colonne e due pilastri con ricchi capitelli che sostengono le due file di arcate a tutto sesto. L'aspetto più affascinante e che più caratterizza l'edificio è dato dal rivestimento a fasce orizzontali bianche e nere, tipico della tradizione romanica toscana. Esso, insieme all'arco a tutto sesto, conferisce al Duomo l'aspetto massiccio, ma anche maestoso ed elegante, di una basilica romanica.
Solo nel presbiterio rettangolare ritroviamo lo slancio del gotico, esplicitato dall'arco a sesto acuto, e alcune importanti opere d'arte, come i due altari con rilievi di Raffaello e Francesco da Montelupo (1514-1547), il Crocifisso (sopra l'altare maggiore), il coro ligneo e una delicata Madonna affrescata da Gentile da Fabriano (1425).

La facciata

La parte inferiore della facciata è caratterizzata da tre portali profondamente strombati e sormontati da tre cuspidi affrescate (Il Battesimo di Cristo, L'Assunzione e La Natività della Vergine) .
Le quattro torri poligonali, che evidenziano all'esterno le navate, terminano con altrettanti pilastri ricoperti di meravigliosi bassorilievi, opera di Lorenzo Maitani e della scuola Umbro-senese, che rappresentano scene tratte dall'Antico (entrando, a sinistra del portale centrale) e dal Nuovo Testamento (a destra).
Un lungo loggiato che attraversa l'intera facciata separa la parte inferiore da quella superiore.
La parte superiore è ornata da mosaici che rappresentano Lo Sposalizio di Maria (entrando, a sinistra), L'incoronazione della Vergine (al centro) e La Presentazione al Tempio. Al centro della facciata, incastonato come una gemma preziosa, è il rosone, incorniciato da un fregio quadrangolare, opera di Andrea Orcagna.

La Cappella Nuova

La Cappella Nuova, detta anche Cappella della Madonna di San Brizio, si trova in fondo al braccio destro del transetto, riparata da una cancellata in ferro battuto. Su due vele delle volte a crocera si ammirano gli affreschi di Beato Angelico, che rappresentano Profeti e Cristo Giudice.
Ma è sulle pareti che si può ammirare uno dei maggiori cicli pittorici del Rinascimento italiano: Il Giudizio Universale (1499-1504), opera di Luca Signorelli. La forza espressiva, l'energia plastica e la drammaticità di queste immagini ispireranno addirittura Michelangelo per alcune soluzioni della Cappella Sistina. Al di sotto della scena, lungo tutto il perimetro, vi è uno zoccolo decorato con figure grottesche e, all'interno di tondi e riquadri, poeti e filosofi.

La cappella del Corporale

In questa cappella (che si trova sul lato opposto del transetto rispetto alla Cappella Nuova) è custodito il reliquiario che contiene il ''Corporale'', le prodigiose reliquie del miracolo di Bolsena. Eseguito nel 1337 da Ugolino di Vieri è uno dei maggiori capolavori dell'oreficeria italiana.
In occasione del Corpus Domini viene portato in processione, rimanendo poi esposto nella cappella all'ammirazione e venerazione dei fedeli.

La città

Orvieto si eleva, compatta nella sua struttura medievale, su una massa di tufo vulcanico in mezzo allo stupendo scenario dei campi e dei vigneti della pianura solcata dal fiume Paglia.
Quattro monumentali porte permettono di accedere alla città fortificata, oltre che dalla difesa naturale delle rupi, da una massiccia cinta muraria.
Come testimonia la necropoli ai piedi della rupe, già nell'epoca etrusca Orvieto era un importante e fiorente centro. Probabilmente abbandonato in età romana, rifiorì durante il Medioevo, come testimoniano gli stretti vicoli medievali, il centro storico e il Duomo. E’ una città ricca di opere d'arte e vanta monumenti civili e religiosi di grande pregio artistico.
Oltre al Duomo sono assolutamente da visitare: i palazzi papali, tra cui il palazzo di Bonifacio VIII, sede del Museo dell'Opera del Duomo, e il palazzo Faina, che contiene una ricchissima collezione di vasi etruschi e greci, il palazzo comunale, il Palazzo del Popolo, il Pozzo di San Patrizio, la necropoli etrusca…
Orvieto è inoltre famosa per i suoi caratteristici prodotti dell'artigianato, nonché per il vino, i ristoranti tipici e le trattorie rustiche.

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