(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
66 - 5/2001)
La devozione del Rosario ha antiche radici in queste terre bagnate
dal Po fra le province di Piacenza e Parma. Più di quattro
secoli or sono, nel 1592, il Capitolo generale dei religiosi domenicani
riunitosi a Venezia infatti decretava la creazione della Confraternita
del Rosario seguendo le disposizioni emanate nel 1572 da domenicano,
fra' Michele Ghislieri, Papa Pio V. Per la Vergine del Rosario Pio
V, impegnato nella riforma decretata dal Concilio di Trento (1563),
aveva istituito una speciale festa a lei affidando la ripresa spirituale
della Chiesa. Fu così che anche i padri domenicani del convento
di San Giuseppe di Fontanellato ordinarono ad un anonimo artista
di Parma di scolpire nel legno la statua della Madonna del Rosario
che ora si venera nel santuario di Fontanellato.
La sacra immagine della Madonna vestita di panni preziosi con un
regale e benedicente bambino e che sembra porgere ai fedeli la corona
del Rosario venne portata con solenne processione del santuario,
piacque moltissimo e suscitò subito grande devozione tra
il popolo.
I domenicani erano a Fontanellato dal 1512, invitati dalla contessa
Veronica da Correggio, vedova di Giacomo Antonio Sanvitale, che
viveva nella storica rocca del XII secolo. L'Ordine dei frati predicatori,
i domenicani, fondato da san Domenico nel 1216, aveva un convento
in Santa Maria delle Grazie a Zibello e dal Priore di questo convento,
padre Alberto da Milano, la vedova Sanvitale ottenne che un gruppo
di padri arrivasse a Fontanellato per procurare la "salus animorum",
cioè pregare, celebrare le Messe,evangelizzare il popolo,
assistere spiritualmente gli ammalati che si trovavano nei casolari
sparsi nei campi. Ottenuta una antica chiesetta (del 1397) dedicata
a San Giuseppe e un terreno adiacente i domenicani già nel
1514 avevano il loro primo convento nel quale un loro confratello,
p Isidoro Isolani da Milano, iniziava a scrivere la "Summa
de donis sancti Joseph", un capolavoro di dottrina teologica.
Già nel 1521 il convento subì un primo saccheggio
dalle truppe francesi che avevano occupato il ducato di Parma e
nel 1543, per far fronte all'esercito milanese i signori di Fontanellato
demolirono il convento per ricavarne pietre da usare per le fortificazioni.
Terminata la guerra nel 1522 i domenicani poterono tornare alla
loro missione, poi affidata dalla Madonna del Rosario. Veri maestri
di teologia i Padri predicatori seppero far imitare le virtù
della Vergine e rivivere i momenti gaudiosi, dolorosi e gloriosi
della sua vita.
Una devozione così illuminata portò ravvivò
la fede e le cronache del tempo riferiscono del gran fiorire di
grazie e prodigi, oggi testimoniati da una miriade di ex voto. Il
primo miracolo, approvato dalla curia di Parma e rappresentato anche
in un quadro votivo, si verificò nel 1628 quando tale Gianpietro
Ugolotti di Borgo San Donnino (oggi Fidenza) di 65 anni, colpito
da forti febbri ottenne immediata guarigione dalla Vergine di Fontanellato.
Si pensò in quell'epoca di costruire un più vasto
santuario ma due eventi bloccarono ogni progetto: la peste del 1630
e la guerra del governatore di Milano contro il duca di Parma. La
statua della Vergine venne portata nottetempo a Parma per salvarla
da temuti atti sacrilegi. Qui avvenne un altro miracolo documentato
dalla Curia vescovile.
Le Suore Agostiniane che vivevano in povertà avevano come
unico sostentamento del pane che mangiavano intinto nel vino. Improvvisamente
il vino diventa imbevibile e la madre priora propone alle consorelle
di pregare la Vergine di Fontanellato. Il mattino successivo, spillato
il vino dalle botti fu trovato "sanissimo, chiaro e bello come
un rubino". Nel 1637, tornata la pace, la venerata immagine
potè essere riportata a Fontanellato ove nel 1641 ebbe inizio
la costruzione della chiesa attuale e nell'agosto 1660 la statua
venne incoronata Regina dai vescovi di Fidenza, Parma e Cremona.
Nel 1663 vengono ordinati i sette quadri per gli altari e nel 1690
viene sistemato sopra la porta di ingresso un organo monumentale,
nel 1700 viene benedetta la cappella del Crocifisso, nel 1701 sono
pronti gli otto paliotti in scagliola policroma posti davanti agli
altari laterali. I tempi difficili non erano però ancora
terminati. Nel 1769 il duca di Parma allontana i domenicani dal
Santuario e permette loro di rientrare solo nel 1775. Poco dopo,
nel 1805, è Napoleone I, re d'Italia, a sopprimere gli ordini
religiosi, tra cui i domenicani che poterono riprendere la custodia
del santuario solo nel 1822. Si lavora al restauro di muri e di
coscienze ma nel 1866 c'è un altro decreto di confisca: i
domenicani debbono smettere il loro abito religioso e il loro convento
e il monastero della suore domenicane passa all'amministrazione
municipale. La famiglia domenicana riesce a "riscattare"
gli edifici nel 1879 e in un clima di spavaldo anticlericalismo
riprendono numerosi i pellegrinaggi a Fontanellato.
La costruzione della attuale facciata è del 1925 come la
statua del cardinale Ferrari. Del 1948 è il monumentale orfanotrofio,
oggi centro recupero cerebrolesi, del 1965 il lungo e ampio viale
fiancheggiato dai portici, del 1978 il nuovo chiostro dei religiosi.
Ancora oggi gli edifici del complesso di Fontanellato sono un cantiere
e grande è la vitalità apostolica di questo santuario
mariano
Un cardinale miracolato
Fra i tanti pellegrini a Fontanellato merita di essere ricordato
il beato cardinale Andrea Ferrari (1851-1921), arcivescovo di Milano.
Sulla base del monumento a lui dedicato e che troneggia sul sagrato
e' riportata una sua frase: "I piu' bei giorni della mia esistenza
sono legati al ricordo di questo caro devotissino santuario. Ma
mia stessa vita la debbo, nella sua conservazione, alla Madonna
di Fontanellato". Da bambino Andrea Carlo Ferrari venne portato,
gravemente malato, dalla mamma ai piedi della Madonna di Fontanellato
ottenendo piena guarigione. Qui don Ferrari, novello sacerdote,
nel 1873 celebra la sua prima messa. Tra le tante grazie ottenute
per intercessione della Vergine di Fontanellato va anche ricordata
l'improvvisa guarigione ottenuta da Anna Micheli (1828-1871), cofondatrice
delle Piccole Figlie di Parma e la guarigione da epilessia del chierico
Guido M. Conforti (1865-1931) poi vescovo di Parma e fondatore dei
Missionari Saveriani.
Da visitare
A poche centinaia di metri dal Santuario c'è la storica Rocca
appartenuta per secoli ai Conti Sanvitale, nobile famiglia parmense
ed oggi sede del municipio. Nello splendido museo (visite guidate
e a pagamento) custodisce tra tante opere d'arte una deliziosa stanza
affrescata dal Parmigianino, giustamente famosa in tutto il mondo.
Come ci si arriva
Autostrada del Sole, A1,
per chi viene da Milano uscita di Fidenza, km.9
per chi viene da Bologna uscita Pontetaro, km.9
dall'area di parcheggio "Fontanellato" sulla A1, uscita
solo pedonale, a 500 metri il santuario Autostrada della Cisa,
A15,
uscita Parma Ovest in localita' Pontetaro, km.9 Via Emilia, da
Pontetaro, Sanguinaro a Fontanellato, km.9
da Parma (km.19), stazione Fs, servizio autobus