I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Chiesa di San Lorenzo Maggiore"

di Serena Mattio

… arte e storia

La facciata della Chiesa di San Lorenzo Maggiore compare come una visione tra gli stretti vicoli di Spaccanapoli (una delle strade più celebri di Napoli, dove arte, tradizione, storia e cultura napoletana si coniugano mirabilmente in un “mix“di sensazioni), ed è considerata uno dei principali monumenti di età gotica di tutta l'Italia del Sud.
A San Lorenzo Maggiore furono sepolti numerosi membri della casa reale angioina, tra cui la prima moglie del duca Carlo di Calabria, Caterina d'Austria.
Importanti artisti presero parte alla realizzazione dei capolavori all'interno della chiesa, come Antonio Baboccio da Piperno che eseguì il Sepolcro di Ludovico Aldomorisco, situato ora tra la prima e la seconda cappella destra, Colantonio, grande esponente della pittura del Quattrocento a Napoli, che dipinse il bellissimo Polittico per la famiglia Rocco e Giovanni da Nola, eccellente scultore napoletano del Cinquecento, che effettuò il maestoso altare maggiore. Le tracce del periodo barocco, seppur eliminate in gran parte dai successivi restauri, sono ancora visibili in due zone precise: la terza cappella a destra della famiglia Cacace ed il cappellone di Sant'Antonio da Padova nel transetto sinistro, entrambi avvolti dai marmi policromi intarsiati di Cosimo Fanzago.
La chiesa ha una maestosa torre campanaria, detta anche "torre di Masaniello" perché adoperata come fortino in cui nascondere armi e cannoni durante i moti insurrezionali del 1647.
Le vicende dello sviluppo e della crescita di questa chiesa sono piuttosto articolate, infatti su una zona già impegnata in età romana da un mercato coperto, e successivamente abbandonata, fu edificata una basilica paleocristiana in omaggio al protomartire Lorenzo. In questa stessa area giunse la prima comunità francescana, presente a Napoli dal 1230 circa, grazie ai benefici di una donazione del vescovo Giovanni d'Aversa ai Frati Minori. Quando si stabilì a Napoli la dinastia angioina, i Francescani godettero dello slancio di iniziative edilizie fortemente volute dai nuovi potenti del Regno. Intorno al 1270, con il supporto economico e la volontà di Carlo I, cominciarono i lavori per la nuova chiesa, molto più ampia della precedente basilica del VI secolo e con uno stile architettonico ispirato al gotico francese.
Tutta la parte absidale di San Lorenzo, con il meraviglioso deambulatorio a cappelle radiali e l'alto presbiterio, fu realizzata con questo stile per le pressioni della corte angioina che effettuava le sue richieste non solo rispetto allo stile ma soprattutto per motivi di affermazione politica. Il passaggio dalla zona absidale a quella della navata con uno stile gotico decisamente italianizzato, è il simbolo di un cambiamento non solo dei progettisti ma proprio dei rapporti che esistevano tra i Francescani e la corte.
Il complesso divenne anche sede di diverse magistrature cittadine e delle riunioni degli Eletti dei Seggi della Città e dei Parlamenti Generali del Regno. Nei secoli che seguirono la chiesa subì diverse ristrutturazioni e variazioni, anche a causa di disastrosi terremoti che si verificarono a Napoli.
Nel particolare clima della controriforma, i cambiamenti divennero sempre più decisi, fino ad eliminare del tutto l'aspetto gotico, sostituito da sovrastrutture barocche. Dopo periodi di difficoltà nell'Ottocento e nei primi del Novecento, dovuti al pericolo di crolli ed ad un inevitabile decadenza, la chiesa di San Lorenzo ha attualmente recuperato il suo straordinario aspetto originario, grazie a lunghi lavori di restauro.
Và ricordato pure il complesso archeologico di San Lorenzo Maggiore che si sviluppa su una zona che corrisponde a parte dell'area commerciale della città antica.
Al di sotto del complesso di San Lorenzo si può visitare ciò che resta dell'agorà greca e del foro romano. Si possono ammirare antiche strutture del IV secolo a. C. di epoca greca con fondazioni di blocchi di tufo, su cui si colloca un complesso che risale alla seconda metà del I secolo d. C., quindi di età imperiale, che è stato identificato con il macellum, l'antico mercato degli alimenti parzialmente coperto. La struttura di questo impianto doveva essere formata da un grande porticato quadrangolare con botteghe sui quattro lati ed era organizzato interamente a terrazzamenti a causa della pendenza del terreno.
Tra le zone più interessanti dell'area archeologica sotterranea si evidenzia un bel tratto di strada su cui si trovavano botteghe commerciali. Uno di questi edifici era molto probabilmente l'antico Erario, dove si preservava il tesoro della città. Tutta la zona però fu soggetta con il passare del tempo ad un impoverimento culminato purtroppo con un abbandono determinato da un'alluvione che cancellò il complesso.

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