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La Certosa del Galluzzo sorge sulla sommità del Monte Acuto, detto anche
«Monte Santo», vicino all'abitato del Galluzzo, paese
a Sud di Firenze.
Essa è strutturata come un castello feudale e anche il suo
aspetto esteriore la rende più simile ad una fortezza degli
uomini piuttosto che ad un luogo di fede.
La fondazione di questa Certosa si deve ad un banchiere fiorentino,
Niccolò Acciaiuoli, che con altri si fece promotore della
sua costruzione nel 1341.
Sotto la guida dei monaci certosini, l’edificio subì
varie ristrutturazioni sino all’800.
Il nucleo centrale rimase quello dell’età del Rinascimento.
E’ un complesso monumentale molto articolato e ricco di opere
d’arte che, verso il 1957 venne affidata ai monaci cistercensi
di Casamari .
Si possono distinguere tre parti: il Palazzo degli studi, la chiesa
di S. Lorenzo ed il monastero.
Il palazzo degli studi venne fatto costruire da N. Acciaiuoli per
accogliere gli studenti fiorentini. Al piano terra un grandioso
salone immette in un altro di più recente restaurazione,
il tutto forma una grande pinacoteca con affreschi sulle lunette
e sulle pareti.
La chiesa di S. Lorenzo si presenta divisa in due parti: il coro
dei conversi e quello dei monaci che comprende stalli intagliati
ed intarsiati.
La Chiesa di San Lorenzo, dalla tipica architettura manieristica,
ricca di affreschi e di dipinti, presenta un sontuoso altare marmoreo
del XVI secolo e una cripta che conserva numerose tombe, per lo
più appartenenti alla famiglia Acciaioli.
Dalla chiesa si ha accesso al grande chiostro di armoniosa linea
rinascimentale, decorato da un grande pozzo e da terracotte di Andrea
e Giovanni della Robbia (sec. XV-XVI); su questo si aprono le celle
dei frati, alcune delle quali visitabili e testimonianza suggestiva
della vita monastica; ciascuna è formata da una stanza per
dormire e una per pregare, entrambe arredate severamente e affacciate
ad un piccolo giardinetto isolato.
Nel chiostro grande erano originariamente conservate le cinque lunette
dipinte dal Pontormo, con gli episodi della Passione di Cristo;
staccate a causa delle loro pessime condizioni, sono oggi visibili,
insieme ad una cospicua raccolta di opere dal XIV al XVIII secolo,
nella pinacoteca del monastero.
Oltre al grande chiostro è possibile accedere al Chiostro
dei Conversi, piccolo e bellissimo, costituito da due loggiati sovrapposti;
questo dà accesso al refettorio, decorato da un grande lavabo
in pietra serena e da un pulpito, da cui venivano lette le orazioni.
La chiesa si articola in diverse cappelle ed ambienti quali: il
presbiterio cinquecentesco e la sacrestia dove fanno mostra armadi
in radica del 1700.
Degno di attenzione è il “colloquio”, luogo di
riunione dei monaci, che è dotato di sei caratteristiche
finestre con vetrate a colori.
La Certosa del Galluzzo è stata uno dei più potenti
monasteri d'Europa: enormemente ricco, ospitava centinaia di religiosi
e vi erano conservate, prima delle spoliazioni napoleoniche, ben
cinquecento opere d'arte.
La visita interna al Monastero, soggetta ad alcune limitazioni e
che avviene per gruppi, segue un percorso obbligato ed è
guidata da un monaco.
La visita alla Certosa offre tutt'oggi una preziosa testimonianza
di vita monastica: infatti vi abita un piccolo gruppo di monaci
cistercensi, che provvedono a gran parte del loro sostentamento
con lavori interni al monastero e che si sono tramandati nel tempo,
come la distillazione di liquori ricavati dalle erbe e la lavorazione
di piccoli oggetti di artigianato religioso.
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