I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Cascia, la patria di Santa Rita"

di Francesco Viganò

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 1 - 1/2000)

Roccaporena 1380, Cascia 1457: questi due luoghi e queste due date racchiudono tutta la vita di santa Rita, il cui corpo incorrotto da cinque secoli viene venerato in questo piccolo borgo della verde Umbria.
Cascia, che conta 3.500 abitanti, é arroccata su uno sperone posto a 653 metri di altitudine sulle pendici settentrionali del Monte Meraviglia (Appennino Umbro), alla destra del fiume Corno.
La basilica dedicata alla Santa degli impossibili; é stata costruita nell'immediato dopoguerra per iniziativa di una religiosa agostiniana, Madre Maria Teresa Fasce (una suora ligure vissuta a Cascia fra il 1906 e il 1947), che ha reso popolare in tutto il mondo la figura di santa Rita.
Nel moderno santuario, in una suggestiva cappella posta sulla sinistra dell'altare, é conservato in un'urna di cristallo il corpo della santa che in un Venerdì Santo ebbe la fronte trafitta da una spina della corona del Crocifisso.
La basilica é stata costruita nel decennio fra il 1937 ed il 1947 (anno della morte di Madre Fasce) sopra i ruderi di una piccola chiesa del '500, posta a fianco del monastero delle Suore Agostiniane ove Rita morì il 22 maggio 1457.
Nel monastero si possono visitare un chiostro del 1400, le fessure nel muro ove vivono le api di Cascia, la cella della santa e il roseto miracoloso.
Qui viene anche venerato 1'affresco del 1300 dedicato a Cristo in croce nel luogo ove la tradizione dice che santa Rita sia stata trafitta da una spina del Crocifisso.
A cinque chilometri da Cascia c'é Roccaporena, il borgo ove la santa nacque e dove c'é ancora la sua casa trasformata in una chiesa consacrata nel XVII secolo.
Santa Rita, pur sentendo giovanissima una particolare vocazione religiosa, venne costretta dai familiari a sposare un giovane rivelatosi poi violento. Avuti due figli, Rita se li vide morire entrambi in giovane età per malattia nello stesso anno in cui le venne ucciso il marito invischiato in intrighi politici.
Nella preghiera Rita trovò la forza di superare quei difficili momenti che dovette poi affrontare anche per farsi accogliere, dopo essere rimasta sola e senza alcun vincolo familiare, nel monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena in Cascia.
Qui Rita trascorse in una povera cella i suoi ultimi anni, già riconosciuta in vita come una santa.
Il suo processo di beatificazione si concluse solo nel 1.628 per opera di papa Urbano VIII nella chiesa di Sant'Agostino in Roma, mentre papa Leone XIII la proclamò santa in San Pietro nel maggio del 1900.

Come ci si arriva

AUTO La via più agevole é l'autostrada A1 Firenze-Roma. Le uscite consigliate sono Valdichiana. (Chiusi Chianciano,. Orvieto-Attigliano e Orte) . Di qui ci si dirige verso Perugia o Terni, per arrampicarsi poi verso Cascia.

TRENO. Da nord via Firenze o Ancona. da sud via Roma verso Orte, Spoleto (km 53 da Cascia).

AEREO. Pochi i voli per l'aeroporto regionale Umbro di Sant'Egidio di Perugia, mentre sono abbastanza agevoli i collegamenti (200 km) in pullman con Roma-Fiumicino.

Alcune distanze

Bari 534 km, Bologna 362, Firenze 253. Milano 550. Palermo 1.050. Roma. 150, Torino 651, Venezia 510.

Curiosità

Se Cascia é oggi un cuore pulsante di spiritualità, meta ogni anno di almeno ottocentomila pellegrini e sosta obbligata per moltissimi credenti, se santa Rita é il modello per tante madri di famiglia e tante suore sparse in tutto mondo. La ragione sta nelle iniziative intraprese e realizzate nei difficili anni fra il 1920 ed il 1.947 da Madre Fasce: santuario, la casa del pellegrino, il seminario. l'ospedale, l'orfanotrofio e la casa per esercizi spirituali.

E stato un giornalino voluto nel 1923 da Madre Fasce, intitolato Dalle api alle rose (oggi tradotto in francese, inglese, tedesco e spagnolo e diffuso in quattrocentomila copie in ogni angolo del mondo) a lanciare 1'idea della costruzione del grande santuario di Santa Rita.

Lo shopping

Spoleto, Perugia, Gubbio, Assisi, Deruta e Città di Castello sono centri famosi per la ceramica d'arte. Ad Assisi, inoltre, si possono acquistare oggetti in rame e ferro battuto, ma anche tessuti, arazzi, cuscini e ricami. Da non trascurare mobili e soprammobili di squisita fattura artigianale.

Mangiare e dormire
La cucina umbra si basa tutta sull'ottimo olio d'oliva locale ed é insaporita dal tartufo nero di Norcia. Fra i piatti caratteristici, i salumi, i tordi in pasta di pane e le fave con le cotiche; ottime le trote e le anguille e le carni cotte allo spiedo. Fra le verdure, gli asparagi, il sedano bianco e il cicorione; fra i dolci, i panpepati, la ciaramicola e il torcolo.

Il vino va bianco ed é il classico Orvieto.
Buoni alberghi a Cascia sono il "Delle Rose", il "Monte Meraviglia", il "Cursula" e il "Centrale" .

I dintorni
La parte meridionale dell'Umbria, ai confini fra le province di Terni e Rieti, presenta un paesaggio tormentato e impervio di suggestiva bellezza per le sue luci e i suoi colori. Merita una visita la cittadina di Norcia, la patria di san Benedetto (480-547), fondatore nel 540 del monastero di Montecassino e promotore del monachesimo nell'Occidente cristiano.

Di notevole interesse turistico é la Cascata delle Marmore, la più alta d'Italia con il suo salto di 165 metri, anche se é visibile solo in giornate ed ore prefissate, poiché l'acqua viene sfruttata da una vicina centrale dell'Enel.

A Terni (110.000 abitanti), importante centro industriale, meritano di essere visitati le mura e l'anfiteatro romano, il duomo e le chiese di San Francesco (sec. XII), di San Pietro e di San Lorenzo, oltre al Palazzo Spada, opera del Sangallo il Giovane.

Meritano una visita anche il suggestivo lago di Piediluco, nella valle del Velino, e la cittadina di Sangemini, nota stazione termale, vicino alla quale si trova l'antica città romana di Carsulae con i resti del foro, del teatro e delle terme.

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