(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
1 - 1/2000)
Roccaporena 1380, Cascia 1457: questi due luoghi e queste due
date racchiudono tutta la vita di santa Rita, il cui corpo incorrotto
da cinque secoli viene venerato in questo piccolo borgo della
verde Umbria.
Cascia, che conta 3.500 abitanti, é arroccata su uno sperone
posto a 653 metri di altitudine sulle pendici settentrionali del
Monte Meraviglia (Appennino Umbro), alla destra del fiume Corno.
La basilica dedicata alla Santa degli impossibili; é stata
costruita nell'immediato dopoguerra per iniziativa di una religiosa
agostiniana, Madre Maria Teresa Fasce (una suora ligure vissuta
a Cascia fra il 1906 e il 1947), che ha reso popolare in tutto
il mondo la figura di santa Rita.
Nel moderno santuario, in una suggestiva cappella posta sulla
sinistra dell'altare, é conservato in un'urna di cristallo
il corpo della santa che in un Venerdì Santo ebbe la fronte
trafitta da una spina della corona del Crocifisso.
La basilica é stata costruita nel decennio fra il 1937
ed il 1947 (anno della morte di Madre Fasce) sopra i ruderi di
una piccola chiesa del '500, posta a fianco del monastero delle
Suore Agostiniane ove Rita morì il 22 maggio 1457.
Nel monastero si possono visitare un chiostro del 1400, le fessure
nel muro ove vivono le api di Cascia, la cella della santa e il
roseto miracoloso.
Qui viene anche venerato 1'affresco del 1300 dedicato a Cristo
in croce nel luogo ove la tradizione dice che santa Rita sia stata
trafitta da una spina del Crocifisso.
A cinque chilometri da Cascia c'é Roccaporena, il borgo
ove la santa nacque e dove c'é ancora la sua casa trasformata
in una chiesa consacrata nel XVII secolo.
Santa Rita, pur sentendo giovanissima una particolare vocazione
religiosa, venne costretta dai familiari a sposare un giovane
rivelatosi poi violento. Avuti due figli, Rita se li vide morire
entrambi in giovane età per malattia nello stesso anno
in cui le venne ucciso il marito invischiato in intrighi politici.
Nella preghiera Rita trovò la forza di superare quei difficili
momenti che dovette poi affrontare anche per farsi accogliere,
dopo essere rimasta sola e senza alcun vincolo familiare, nel
monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena in Cascia.
Qui Rita trascorse in una povera cella i suoi ultimi anni, già
riconosciuta in vita come una santa.
Il suo processo di beatificazione si concluse solo nel 1.628 per
opera di papa Urbano VIII nella chiesa di Sant'Agostino in Roma,
mentre papa Leone XIII la proclamò santa in San Pietro
nel maggio del 1900.
Come ci si arriva
AUTO La via più agevole é l'autostrada A1 Firenze-Roma.
Le uscite consigliate sono Valdichiana. (Chiusi Chianciano,. Orvieto-Attigliano
e Orte) . Di qui ci si dirige verso Perugia o Terni, per arrampicarsi
poi verso Cascia.
TRENO. Da nord via Firenze o Ancona. da sud via Roma verso Orte,
Spoleto (km 53 da Cascia).
AEREO. Pochi i voli per l'aeroporto regionale Umbro di Sant'Egidio
di Perugia, mentre sono abbastanza agevoli i collegamenti (200
km) in pullman con Roma-Fiumicino.
Alcune distanze
Bari 534 km, Bologna 362, Firenze 253. Milano 550. Palermo 1.050.
Roma. 150, Torino 651, Venezia 510.
Curiosità
Se Cascia é oggi un cuore pulsante di spiritualità,
meta ogni anno di almeno ottocentomila pellegrini e sosta obbligata
per moltissimi credenti, se santa Rita é il modello per
tante madri di famiglia e tante suore sparse in tutto mondo. La
ragione sta nelle iniziative intraprese e realizzate nei difficili
anni fra il 1920 ed il 1.947 da Madre Fasce: santuario, la casa
del pellegrino, il seminario. l'ospedale, l'orfanotrofio e la
casa per esercizi spirituali.
E stato un giornalino voluto nel 1923 da Madre Fasce, intitolato
Dalle api alle rose (oggi tradotto in francese, inglese, tedesco
e spagnolo e diffuso in quattrocentomila copie in ogni angolo
del mondo) a lanciare 1'idea della costruzione del grande santuario
di Santa Rita.
Lo shopping
Spoleto, Perugia, Gubbio, Assisi, Deruta e Città di Castello
sono centri famosi per la ceramica d'arte. Ad Assisi, inoltre,
si possono acquistare oggetti in rame e ferro battuto, ma anche
tessuti, arazzi, cuscini e ricami. Da non trascurare mobili e
soprammobili di squisita fattura artigianale.
Mangiare e dormire
La cucina umbra si basa tutta sull'ottimo olio d'oliva locale
ed é insaporita dal tartufo nero di Norcia. Fra i piatti
caratteristici, i salumi, i tordi in pasta di pane e le fave con
le cotiche; ottime le trote e le anguille e le carni cotte allo
spiedo. Fra le verdure, gli asparagi, il sedano bianco e il cicorione;
fra i dolci, i panpepati, la ciaramicola e il torcolo.
Il vino va bianco ed é il classico Orvieto.
Buoni alberghi a Cascia sono il "Delle Rose", il "Monte
Meraviglia", il "Cursula" e il "Centrale"
.
I dintorni
La parte meridionale dell'Umbria, ai confini fra le province di
Terni e Rieti, presenta un paesaggio tormentato e impervio di
suggestiva bellezza per le sue luci e i suoi colori. Merita una
visita la cittadina di Norcia, la patria di san Benedetto (480-547),
fondatore nel 540 del monastero di Montecassino e promotore del
monachesimo nell'Occidente cristiano.
Di notevole interesse turistico é la Cascata delle Marmore,
la più alta d'Italia con il suo salto di 165 metri, anche
se é visibile solo in giornate ed ore prefissate, poiché
l'acqua viene sfruttata da una vicina centrale dell'Enel.
A Terni (110.000 abitanti), importante centro industriale, meritano
di essere visitati le mura e l'anfiteatro romano, il duomo e le
chiese di San Francesco (sec. XII), di San Pietro e di San Lorenzo,
oltre al Palazzo Spada, opera del Sangallo il Giovane.
Meritano una visita anche il suggestivo lago di Piediluco, nella
valle del Velino, e la cittadina di Sangemini, nota stazione termale,
vicino alla quale si trova l'antica città romana di Carsulae
con i resti del foro, del teatro e delle terme.