I LUOGHI DELLA SPERANZA
"Il Santuario della Madonna di Montenero"

di Francesco Viganò

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 53 - 5/99)

Sono centinaia e centinaia e sono esposti lungo le pareti di due gallerie, segni tangibili di devozione e di riconoscenza e nello stesso tempo emblematico messaggio per tutti i visitatori.
Gli ex voto del santuario di Montenero sono stati definiti "bocche parlanti". Quelle immagini, infatti, semplici, povere e a volte ingenue proclamano tutta la gratitudine per l'ottenuta protezione della Madonna in un momento difficile della vita.
Montenero, il borgo che da il nome al santuario adagiato sopra un colle, dista pochi chilometri dal centro di Livorno.
Oggi ci si arriva agevolmente con i mezzi pubblici tra cui una funicolare che sale sino alla piazza antistante il Santuario.
Il nome gli deriva da antiche dicerie che volevano questo monte infestato da briganti e nascondiglio di corsari.
Il primitivo santuario h stato qui costruito nel XIV secolo quando l'immagine della Madonna venne trovata da un pastore, nel luogo ove sorge ora una caratteristica cappella detta dell'Apparizione.
L'immagine oggi venerata con il nome di "Madre di tutte le grazie", é dipinta su tela sovrapposta ad una tavola e gli esperti l'attribuiscono a scuola giottesca.
L'attuale struttura del santuario che si apre su un vasto sagrato é del 1575, con un rifacimento del 1721; il maestoso campanile é stato completato nel 1820 per opera dei Benedettini di Vallombrosa la Congregazione cui é affidato il santuario fin dal 1792.
Montenero offre ai visitatori un panorama incomparabile.
Di qui si domina la città ed il porto di Livorno, l'ampia costiera che va dalla punta di Castiglioncello al Golfo della Spezia, le folte pinete di Tombolo e Coltano e poi Pisa e le Alpi Apuane.
La tradizione dice che il primo miracolo di fronte al simulacro mariano venerato nel santuario di Montenero avvenne il 15 maggio 1345 con la guarigione dello stesso pastore storpio che gli si era prostrato davanti in venerazione.
Nello stesso anno 1345 il Vescovo di Luni, oggi Sarzana, e quello di Pisa riconobbero l'evento prodigioso.
Da allora la venerata immagine della Vergine ed il suo santuario sono meta di innumerevoli pellegrinaggi come quello dei livornesi scampati allo spaventoso terremoto del 1742. Ancora questo ringraziamento "perpetuo e solenne per lo scampato pericolo" viene rispettato dalle autorità municipali portando la tradizionale offerta di dieci libbre di cera.
Ma il segno tangibile della profonda riconoscenza dei devoti é negli ex voto esposti nelle due gallerie che fiancheggiano il santuario. Il più famoso h indubbiamente il dipinto ad olio attribuito al livornese Giovanni Fattori, il massimo esponente dei macchiaioli, che presenta un giovane cavaliere sbalzato di sella sul duro acciottolato e miracolosamente illeso.
Fra i "voti" più curiosi un giubbino e due babbucce ricamate che sono conservate in una cornice con questa descrizione: "Verso il 1800 la giovinetta Ponsivinio trovandosi in riva al mare nei pressi di Antignano fu rapita dai turchi che la portarono a Costantinopoli per l'harem del Sultano. Di fronte all'ignominia che la sovrastava fervidamente invocò la Madonna di Montenero che non tardò ad ascoltarla. Un giorno si vide arrivare nei giardini dell'harem il proprio fratello che con somma accortezza e non senza un aiuto speciale della Vergine, come attesta il voto, riuscì a ricondurla a Livorno".
Un maresciallo di polizia ha portato come voto la sua maglia insanguinata con cucito sopra la medaglia della Madonna di Montenero. Fu quella medaglietta, la sera del 24 novembre 1935, a fermare la pallottola sparata da un malvivente nella direzione del cuore del poliziotto.
Singolare fra gli ex voto una tempera su carta datata 1873 ed attribuita a Louis Renault. Raffigura una goletta fra i marosi, ed h stata portata dal capitano e dall'equipaggio come ringraziamento per lo scampato naufragio.
Per due secoli fino alla metà del 1800 le navi che facevano vela nel Tirreno salutavano con lo sventolio della bandiere lo sparo a salve dei cannoni la Madonna di Montenero. Dal piazzale del santuario la gente rispondeva accendendo falò.
Sono numerosi gli ex voto che presentano naufragi prodigiosamente evitati, bimbi salvati da rovinose cadute da finestre o balconi, passanti travolti dai carri o dal treno o salvati da sicuro annegamento.
Nella galleria degli ex voto ci sono anche tavole, funi, ancore, armi, oggetti di ogni genere portati dalla gente di mare, da viandanti, da militari: piccole povere cose espressione di spiccata arte popolare.
Qui si pur vedere, comprendere tangibilmente che quando una disgrazia si abbatte fulminea su una persona, una famiglia, una comunità, quando si vivono momenti di ansia, di paura o di angoscia, é la Madonna di Montenero a portare, oggi come ieri, conforto ai suoi devoti.

COME ARRIVARCI
AUTO. Dalla Via Aurelia prendendo la deviazione di via di Montenero, appena in vista della Cappella dell'Apparizione fino a Piazza delle Carrozze. Da qui si pur proseguire a piedi, 15 minuti di salita, in spirito di devozione o di penitenza oppure si prende la funicolare. Ci sono altre strade: dal viale Tirreno fino al Piazzale della Patrona, da Via del Castellaccio, lungo la panoramica di Quercianella-Sonnino, da Antignano fino a Piazza delle Carrozze e, per chi viene con l'Aurelia da Grosseto, verso il Castellaccio-Montenero.
TRENO. Dalla Stazione Centrale di Livorno con il servizio filobus s funicolare. Pur essendo le corse in continuit` durante la giornata va calcolata circa un'ora fra la Stazione e il Santuario (km. 8).
FUNICOLARE. Sale da piazza delle Carrozze fin sul piazzale del Santuario. Le corse sono frequenti e in coincidenza con i filubus.

FESTE PRINCIPALI
Il 4 maggio, anniversario della Incoronazione della Madonna (1690); il 15 maggio, festa litugica della Madonna di Montenero Patrona della Toscana; l'8 settembre festa popolare in occasione della Natività della Madonna, e il 12 settembre festa liturgica del Nome di Maria, titolare della basilica. Festa popolare di Montenero la domenica successiva.

CURIOSITA'
Il santuario ha avuto inizio nel 1345 con l'Apparizione della Madonna nei pressi dell'Ardenza ove ora sorge la suggestiva Cappella dell'Apparizione. E' dedicato alla Madonna delle Grazie ed il piy antico e celebre della Toscana. La Madonna di Montenero h stata proclamata "patrona della Toscana" da Papa Pio XII. Gli ex voto, i cimeli e le opere d'arte ne fanno oggi uno scrigno prezioso affidato ai Padri Benedettini della Congregazione di Vallombrosa fondata da San Giovanni Gualberto nel 1039. Il loggiato antistante il santuario ospita, come Civico Famedio, lapidi e tombe di personaggi illustri tra i quali il pittore Giovanni Fattori, lo scrittore Francesco Guerrazzi, il patriota Carlo Meyer, il poeta Giovanni Marradi, il musicista Pietro Mascagni.

 

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