(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
2 - 2/2000)
Ventitré cappelle e un grande santuario nel cuore del Monferrato:
questo é Crea, un luogo di preghiera voluto all'inizio del
IV secolo da Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli.
Le prime notizie storiche dell'esistenza di una chiesa sul colle
di Crea risalgono al XII secolo ed i primi custodi di questo santuario
dedicato alla Madonna Assunta furono i Canonici venuti dall'antica
Abbazia di Vezzolano che dista da Torino una trentina di chilometri.
Nel 1820, dopo la rivoluzione francese e la soppressione napoleonica,
il santuario passò ai Francescani che ristrutturarono gli
edifici (fra i più antichi edifici sacri dell'intero Piemonte)
e sullo svettante campanile (alto 37 metri) fecero installare un
concerto di 8 campane.
La facciata della chiesa, ampliata e abbellita attraverso i secoli,
presenta oggi una imponente facciata con in alto uno splendido mosaico
raffigurante la Madonna Assunta alla quale h dedicato il santuario.
L'interno a tre navate con archi ogivali e volte a crociera cordonate
racchiude preziose opere d'arte. In alto a sinistra il quadro del
Padre Eterno, opera di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1600),
a destra il dipinto della Madonna in preghiera (1503), opera di
Macrino d'Alba, sopra l'altare maggiore l'Assunzione di Maria, una
tela dipinta da Guglielmo Cairo di Casale.
La cappella di Santa Margherita, monumento nazionale per gli splendidi
affreschi del '400 che descrivono il martirio della Santa, ha una
volta con gli affreschi dei quattro dottori della chiesa ed in trittico
centrale con la Madonna col bimbo in grembo e gli angeli musicanti.
Il gioiello più prezioso del santuario é la suggestiva
e antichissima cappella della Madonna, costruita sul luogo di preghiera
di sant'Eusebio. Nella nicchia centrale sopra l'altare di marmo
c'é la venerata immagine della Vergine, una piccola statua
in legno di cedro che il tempo ha inscurito, da cui il nome di Madonna
Bruna di Crea. La Vergine é seduta e tiene il Bambino, seduto
sulle sue ginocchia. Un ricco manto ricopre il gruppo scultoreo.
La caratteristica della Madonna di Crea é la fissità
del suo sguardo che penetra acuto negli occhi di chi la guarda e
muove il cuore di chi la prega.
Nel corridoio accanto alla chiesa sono esposti numerosissimi ex
voto, piccoli, ingenui quadri dipinti da pittori dilettanti ma sempre
pieni di espressione nell'esprimere il ringraziamento e la riconoscenza
per una grazie ricevuta.
Sono rappresentate un po' tutte le disgrazie, le guerre, le malattie:
quanto fa soffrire e piangere l'umanità.
Poco più avanti del vasto piazzale del Santuario si sale
lungo il viale che conduce alle Cappelle con la rappresentazione
dei 15 misteri del Rosario.
Si tratta del viale che corre tutti intorno al monte offrendo una
passeggiata pianeggiante e panoramica per più di un chilometro;
parte, sulla strada che si eleva dolcemente fino all'altezza della
Cappella detta del Paradiso dove viene raffigurato l'ultimo dei
Misteri Gloriosi del Rosario: l'incoronazione di Maria Vergine.
Alle 15 cappelle del Rosario vanno aggiunte le altre, cioé
quella detta del Martirio di Sant'Eusebio sotto la quale si trova
la fontana, quella del Riposo di Sant'Eusebio, e poi quelle dedicate
alla vita di Maria. Si tratta della Cappella della Beata Vergine
profetata, di quella della Concezione di Maria, della Natività
della Vergine, della Presentazione di Maria al tempio e dello sposalizio
della Madonna dove sono di particolare valore gli affreschi del
Moncalvo.
Una delle cappelle più artistiche é indubbiamente
la prima dei Misteri Gaudiosi, quella dell'Annunciazione. Qui vi
hanno lavorato i fratelli Tabacchetti, il Moncalvo, P. Latini e
il Fiamminghino.
Pregevoli sono anche le statue che popolano la cappella dedicata
alla visita di Maria a Santa Elisabetta, la Nascita di Gesù
Bambino, la Presentazione al Tempio e il ritrovamento di Gesù
fra i dottori. Ai Misteri Dolorosi sono dedicate le cappelle che
raffigurano l'Orazione nell'Orto, la Flagellazione alla colonna,
l'incoronazione di Spine e la salita al Calvario. Quest'ultima cappella,
eseguita dal famoso scultore Leonardo Bistolfi fra gli anni 1892
e 1895 é la più moderna. La Via Crucis viene qui raffigurata
con una dovizia di particolari sui quali spiccano tre figure: nel
mezzo il Cristo, dietro di lui la madre e Giovanni, il discepolo
prediletto.
Prima della cappella dedicata a Gesù morente in croce c'é
quella che rappresenta il primo suo miracolo, la conversione dell'acqua
in vino alla Nozze di Cana.
Le cappelle degli ultimi misteri del Rosario partono da quella dedicata
alla Resurrezione, proseguono con l'Ascensione, la Discesa dello
Spirito Santo e l'Assunzione delle Vergine e si concludono nel tempio
dedicato alla Incoronazione di Maria Vergine.
Questo tempio di forma circolare sorge sul luogo di un antico castello
chiamato "Castrum Cretae" da cui il nome di Crea dato
a questo colle del Monferrato.
Due alte gradinate portano a questa ultima cappella detta anche
"del Paradiso" al cui interno circa 300 figure compongono
una rosa rovesciata con al centro la Santa Trinità che incorona
Maria attorniata da angeli e da una fitta schiera di santi.
SANTUARIO DI CREA
Come arrivarci
AUTO Da Casale Monferrato (casello autostradale sulla A26 Genova-
Gravellona Toce) si prende la strada per Moncalvo fino al bivio
per Serralunga di Crea, da qui si sale verso il santuario seguendo
le indicazioni.
TRENO La stazione ferroviaria di Serralunga di Crea, sulla linea
Asti-Casale-Mortara, dista poco più di 4 chilometri dal piazzale
del santuario.
BUS. Linea autocorriere da Casale Monferrato
Alcune distanze
Alessandria km. 50, Asti km 32, Casale km. 19, Genova, km. 135,
Milano km. 96, Torino km.70, Vercelli km.45.
Feste principali
Il 15 agosto, Madonna Assunta, cui é dedicato il santuario
e l'8 settembre, festa della Natività di Maria.
Periodo di visita
Da primavera all'autunno inoltrato
Curiosità
Il santuario e l'itinerario delle Cappelle é posto in cima
da un colle da dove si apre una vasta area incorniciata dal Monviso
ad Ovest verso il Monte Bianco, il Monte Rosa sino al lontano Adamello
oltre l'immensa vallata del Po dominando le ridenti colline del
Monferrato con gli splendidi vigneti ed i turriti castelli di Ceresolo,
Forneglio, Salabue, San Giorgio, Camino e Gabiano.
Monferrato secondo la più comune etimologia significa Mons
ferax, cioé collina ferace, ricca di vino e di grano. Qui
i pregiati vini barolo e dolcetto, moscato, grignolino e barbera
racchiudono la forza e il profumo di una terra rossa o grigiastra
che viene ancora coltivata con amore particolare.
Le bellezze naturali e paesistiche sono la ridente cornice di queste
colline che si stendono fra prati e boschi e vigneti. Questa é
una terra ricca che é stata vieppiù arricchita da
tanti tesori di storia, di arte, di fede.