CIRCOLO CULTURALE "INSIEME"

"CAMPER E CULTURA…INSIEME"




La lettera dal Circolo Culturale “Insieme”
RACCONTI: UN ANGELO PEL DI CAROTA
di Ivana Zuccali

Gli angeli esistono? Lascio ad ognuno di voi la libertà di scegliere la risposta che preferisce. Io posso affermare di averne conosciuto uno, che ha lasciato una traccia indelebile nel mio animo e mi ha fatto capire che i sentimenti veri superano il confine della razionalità.

La vidi per la prima volta addormentata sul ripiano di un mobile a giorno, un batuffolo di bambina dalla pelle di porcellana e dai capelli rossi.
Fu amore a prima vista, ma capii subito che quella non poteva certo essere la classe adatta a lei.
Doveva necessariamente cambiare sezione, ma nella mia purtroppo non c’era la possibilità d’inserirla, ero già al numero massimo di bambini iscritti e frequentanti.
Che fare? M’impegnai con tutte le mie forze e riuscii ad inserirla nella sezione a fianco la mia.
Fortunatamente, nel frattempo, si era liberato un posto, evento raro alla scuola dell’infanzia.
Inutile dire che tra me e lei era inevitabilmente nato un feeling.
Ogni giorno, puntuale come un orologio, mi veniva a trovare: sentivo in lontananza il suo passo cadenzato dagli scarponcini blu, subito seguito dalla porta che si spalancava.
Entrava in classe e sembrava esplodere in lei l’attimo liberatorio della sua giornata scolastica.
Era sempre pallida, ma tremendamente “ pacioccosa “, bellissima e nel contempo buffa con i suoi corti capelli rossi o meglio “ pel di carota “, che reclamavano, ogni volta, di essere accarezzati.
Subito, il più bel sorriso di bambina che io abbia mai conosciuto, illuminava la mia giornata, i suoi occhi furbi scioglievano il mio animo ed ogni suo desiderio, per me, diventava un ordine. In men che non si dica la sua vocina copriva le voci degli altri bimbi fino a farle, come per incanto, sparire.
Parlava, raccontava, inventava ed il mondo sembrava fermarsi ad ascoltare quel tripudio di parole infantili che a poco a poco riempivano la classe.
Aveva sempre tante cose da dire, da chiedere, gesticolando incessantemente quasi ad incalzare una risposta immediata; le espressioni del suo viso, accompagnati dai gioiosi movimenti del suo corpo, facevano di lei una bambina unica e speciale. Ogni giorno il nostro sodalizio si rafforzava sempre più, fino a diventare per me una necessità quotidiana. Mi piaceva guardarla mentre curiosava tra i giochi e vedere le sue manine che, con movimento frenetico, sceglievano, toccavano, prendevano.
Nell’osservarla, non potevo non vedere che il suo splendido viso diventava sempre più pallido.
La sua avversione congenita e patologica al cibo, non le permettevano una vita normale, diventando per lei un calvario quotidiano. I mesi passarono veloci e la sua permanenza alla scuola dell’infanzia, con mio gran dispiacere, giunse al termine.
La rividi a settembre, raggiante scolaretta di prima elementare! Mi mancava ovviamente la sua “ ingombrante presenza giornaliera,” ma la vita doveva fare il suo corso. Già, la vita … la vita dà, la vita toglie.
Un’ indimenticabile mattina di novembre, un gelo scese nel mio cuore, attorno a me sentivo solo il silenzio che “ ricopriva “ il vociare dei bambini. Dentro di me qualcosa si era spezzato, lei se n’era andata.
La vidi nella mia mente spalancare una porta, ma questa volta non era quella della mia classe, era quella del Paradiso.
Mentre camminavo lungo la strada che mi avrebbe condotta a casa sua, dove per l’ultima volta avrei potuto accarezzare e suoi rossi capelli, avvertii dentro di me la sensazione che un filo invisibile, un qualche cosa d’irrazionale ci avrebbe unite per sempre.
Da quel giorno, ogni sera, sono io che vado da lei, non apro la porta, ma un cassetto, e lei è lì ad aspettarmi sorridente, le manine intrecciate, il colletto bianco ad incorniciarle il viso, gli occhietti vispi, i capelli rossi.
Le dico semplicemente “ Ciao piccola Ele “, ma basta per tenerci unite in un modo che va oltre i confini terreni.
So che lo stereotipo degli angioletti è l’essere biondi, ricci, scalzi, ma io sono certa che da qualche parte del cielo, su una nuvoletta o accanto ad una stellina che brilla più delle altre, c’è un angioletto che calza degli scarponcini blu, non è riccio, non è biondo, ma è diverso da tutti gli altri e se guardate con gli occhi del cuore, forse lo potete vedere anche voi perché meravigliosamente è “ un angelo pel di carota”.

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