La
lettera dal Circolo Culturale “Insieme”
Ma noi siamo degli extraterrestri?
di Ivana Zuccali |
Sono passati ormai alcuni anni da quando ho lasciato la scuola
e la nostalgia per i bambini, per l’insegnamento (vera
passione), per il buon rapporto che sapevo instaurare con
le mamme, è sempre tanta: la mia mente, devo ammetterlo,
purtroppo non mi aiuta, scava sempre nel passato! Ogni tanto
la rimprovero, le porto gli esempi vantaggiosi di non avere
più vincoli lavorativi, ma il chiodo fisso rimane.
Così, come penso facciano molte mie “colleghe
pensionate”, quando non posso “relazionarmi”
(praticamente chiacchierare), per inserirmi in un fittizio
contesto, accendo la TV e giro da una stanza all’altra
con scopa, straccio per la polvere e quant’altro serve.
Sono pochi a dire il vero i programmi televisivi che seguo
(a parte ovviamente i telegiornali ), in quanto non mi piacciono
le telenovele, i reality tipo Grande Fratello, l’Isola
dei Famosi, ecc. ecc.
Seguo invece su rete 4 le cause (presumo vere) che vengono
dibattute al tribunale di Forum: alcune simpatiche, altre
definite dai conduttori ”un po’ forti” (figli
contro genitori, mogli esose nei confronti dei mariti ridotti
al lastrico, extracomunitari discriminati, ecc. ecc.).
A volte mi sorprendo a commentare ad alta voce le sentenze
emesse dai giudici, oppure a criticare le opinioni del pubblico
presente in studio.
Intendiamoci, non è che sono ridotta così male
perché qualche volta parlo da sola, sarà sicuramente
capitato anche a voi (ditemi di sì altrimenti mi preoccupo!);
questo è semplicemente un modo per me virtuale d’
interagire con le persone.
Poco tempo fa una causa che è stata dibattuta, mi ha
coinvolta più del solito, al punto che ho smesso di
mettere i piatti nella lavastoviglie e mi sono piazzata davanti
al televisore.
“Pretendo, esigo – diceva rivolta verso il giudice,
una moglie che aveva portato in causa il marito, convinto
e orgoglioso camperista – che mio marito venda il camper:
non ne posso più di questa vita da zingara, sempre
a cucinare il pesce che quotidianamente pesca, a pulire sino
a mezzanotte l’interno del camper che puzza di fritto
o di brodetto; per non parlare di tutto quello che c’è
da fare quando si arriva a destinazione e quando si deve ripartire:
tira già il tendalino, ritira su il tendalino, tira
fuori le sedie, rimetti a posto le sedie, monta il tavolino,
smonta il tavolino.
Ogni volta che ritorno da un viaggio sono completamente distrutta,
i capelli sono in disordine, gli abiti non sono stati neppure
indossati perché non mi posso mai vestire bene, e poi
in camper …… non c’è il bidet!”
Ora, tutto questo ci può stare (a parte l’insormontabile
questione che nel camper non c’è il bidet !?!),
ma un rimedio ad uno dei tanti disagi sopra esposti esiste:
chiedere al marito di non andare tutti i giorni a pescare
oppure ributtare nel fiume, nel lago o nel mare il pesce in
modo da poter preparare qualche volta mozzarella e pomodoro,
insalata col tonno, uova sode e maionese; penso che tutte
noi abbiamo messo in tavola almeno una volta una di questi
piatti, salvaguardando così la nostra capigliatura
ed il nostro look!!! Inoltre non è necessario indossare
abiti eleganti che sarebbero fuori luogo, una bella e pratica
tuta, un maglioncino all’ultima moda con un jeans, non
sminuiscono certo la nostra femminilità, ma ci possono
far sentire a nostro agio mentre cuciniamo o siamo sedute
ad una tavolata insieme agli amici di viaggio.
L’agguerrita camperista ha poi proseguito nel suo attacco
personale al marito che non ne voleva sapere di vendere l’amato
camper, con queste affermazioni: “Le soste le facciamo
sempre in posti deserti, dove non c’è nessuno
solo natura, col rischio di essere assaliti da qualche malavitoso;
per non parlare delle cavallette, delle formiche e dai topi
che prendono d’assalto il camper.
Dopo 20 anni che girovaghiamo, mi sono stancata di questa
vita e voglio fare le vacanze in hotel servita e riverita”.
Naturalmente io ribattevo in continuazione, anche se nessuno
dall’altra parte dello schermo mi poteva sentire.
Francamente posso dare ragione alla signora se dopo tanti
anni è stanca di fare la camperista e preferisce un
genere di vacanza dal suo punto di vista più confortevole.
La cosa che però mi ha indispettito è come sono
stati esposti i fatti: per chi non ci conosce, per chi non
si è mai avvicinato al nostro modo di fare vacanza,
l’impressione è sicuramente stata che siamo delle
persone poco pulite, malvestite e che vivono in mezzo agli
insetti.
Fortunatamente in studio c’era una camperista che ha
cercato, in un breve intervento, di sdrammatizzare la situazione
e accennare al vantaggio dei raduni, però non so quanto
le sue parole siano state recepite da chi non ha mai sperimentato
questo genere di esperienza.
Io ricordo che anni addietro, abbiamo invitato i miei zii
più di una volta a venirci a trovare in campeggio al
lago dove, chi ci conosce, sa che abbiamo una roulotte con
annessa casetta.
La risposta è sempre stata no, perché soprattutto
mio zio ha sempre sostenuto che in campeggio si vive in mezzo
alle formiche.
Chi non vede e non prova non può trarre a priori delle
conclusioni; se però ad avvalorare delle tesi sbagliate,
sbandierandole ai quattro venti, è chi queste esperienze
le ha vissute ed ora scredita la categoria semplicemente per
il desiderio di trascorrere in modo diverso le vacanze, la
cosa mi indispone enormemente.
Ecco perché quel giorno ho avuto un incalzante monologo
davanti alla TV.
Inoltre ho espresso ad alta voce il mio disappunto nel momento
in cui hanno inquadrato il viso sconfortato del marito alla
lettura della sentenza emessa dal giudice, che stabiliva che
il camper andava venduto ed il ricavato diviso tra i due coniugi.
Per quanto riguarda la causa, era scontato che non si poteva
addivenire ad altra soluzione, mentre per la brutta immagine
di noi che è “passata” attraverso lo schermo
televisivo cercherò, ogni volta che mi sarà
possibile, di riscattare la nostra categoria, facendomi portavoce
che amare le vacanze a contatto della natura, vivere all’aria
aperta non significa essere nel mirino dei banditi, né
tantomeno preda dei roditori! La limitazione all’igiene
personale perché nel camper manca un accessorio ritenuto
indispensabile dalla ormai ex camperista, mi sembra un problema
inesistente in quanto, come tutti noi ben sappiamo, esiste
la doccia! Ribadisco e sottolineo “noi sappiamo”.
Perché questa precisazione? Pochi giorni fa parlando
con delle persone, mi è stato detto con espressione
tra lo stupito, il sorpreso e lo stralunato: “Ah, perché
voi in camper avete la doccia?” Meditiamo amici, meditiamo,
siamo nel terzo millennio, la tecnologia sta ormai stravolgendo
le nostre abitudini, ma noi siamo ancora considerati degli
extraterrestri con navicella quattroruote al seguito.
A quando un raduno sulla luna?
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