CIRCOLO CULTURALE "INSIEME"

"CAMPER E CULTURA…INSIEME"




La lettera dal Circolo Culturale “Insieme”
RACCONTI: TOM
di Pino Santacroce


Vi parlerò di un cane, il MIO cane, TOM nome poco fantasioso ma semplice e d'effetto sicuro, suscettibile di variazioni come: ciccio, cucciolo, piccolo, un fischio e.......LEI (per mantenere le distanze quando lo rimprovero). E' sempre lui che risponde.
Un giorno un mio amico che aveva una cucciolata nata per un incidente tra un Setter ed una Breton mi propose: lo vuoi un cane da caccia; non mi feci pregare e andai a sceglierlo tra i tanti.
Appena aperto il canile uno sciame di pallottoline bianche e nere cominciò a correre nel giardino dirigendosi in tutte le direzioni, lui no!
Dritto come un fuso venne verso di me e si accoccolò su un mio piede (vizio che gli è rimasto).
Che cosa avreste fatto? Mi aveva scelto e meglio di lui chi poteva sapere quale era la persona più indicata per le sue esigenze.
Lo presi in collo ed addormentato come era lo portai a casa.
Si sa che al cane non si devono dare vizi, che deve essere abituato fin da piccolo a stare all'aperto e così'...........la prima notte dormì a letto con me!!!
Avrei voluto vedere voi, lo avevo portato via dalla sua mamma, piangeva disperato e si veniva a rincantucciare cercando protezione.
Non sono mica un negriero io!
Dopo qualche giorno si abituò a dormire in cucina ma c'era un inconveniente, la mattina quando aprivo la porta, la cucina era un lago. Non avrei mai creduto che la produzione di liquidi di un cane di circa 500 grammi potesse essere tanta e continua.
Per fortuna si abituò facilmente a fare i suoi ettolitri quotidiani di pipì sui giornali che io diligentemente stendevo per terra.
Cercai anche di fargli capire che non ero un azionista del Corriere della Sera, ma lui niente, quando aveva bagnato bene tutte le pagine stese in terra ricominciava con costanza dai primi che gli sembravano un po' meno impregnati ed arrivava al mattino nel solito laghetto alpino.
Però non bagnava mai dove dormiva, il suo angolo era sempre asciutto. Mica scemo eh ? !
Mentre procedevo ad asciugare giornalmente a mezzo idrovore, pompe sommerse etc. lui cresceva e fortunatamente i fluidi diminuivano con la crescita, a tal punto che la sera prima di andare a letto bastava dirgli: Tom vai a fare la pipì e lui tranquillo si andava a fare il suo litro serale per poi tornare nel suo angolo in cucina.
Da notare che l'angolo eletto a suo domicilio invernale è quello dove a fior di parete passano i tubi del termosifone e c'è un tale caldo che le prime volte avevo paura si sentisse male. Cane da caccia Boh!?
A questo punto è iniziato l'addestramento e anche oggi devo capire se sono stato io ad addestrarlo o l'esatto contrario; comunque sia l'importante è che ci capiamo alla perfezione.
Non esagero se vi dico che con lui io posso parlare come con una persona. Pensate che quando fa qualcosa che non deve ed io lo rimprovero basta che lo apostrofi dicendogli: " Chi e' che ha rotto il vaso ?".
Come prima reazione tenta un'aria di indifferenza del tipo "Dice a me?..", al perdurare insistente del mio sguardo inizia la seconda reazione; la confessione: orecchie basse, coda tra le gambe ed "assogliolamento" (unico termine con cui posso tentare di definire una riduzione di altezza al garrese tale da farlo diventare quasi un bassotto) vistosi irrimediabilmente scoperto ; con aria da derelitto , zoppicando per una inesistente lussazione all'anca , con gli occhi che implorano comprensione ed esprimono sdegno per il trattamento subito si rifugia nella sua cuccia , dependance estiva , dalla quale si rifiuta categoricamente di uscire sino al momento in cui torno a chiamarlo col nome di battesimo , abbandonando il distaccato "LEI".
A quel punto salti di gioia, baci , abbracci ; non ridete perché mi abbraccia veramente. Mi spiego meglio , nel mio giardino c'è un muretto dove lui staziona nell' attesa del mio ritorno a casa, questo muro dalla parte bassa fa si che io con le spalle mi trovi esattamente alla sua altezza così che per lui diventa naturale mettermi le zampe sulle spalle e la testa nell'incavo del collo , dove resta una quantità di tempo proporzionata al malanno per cui era stato punito.
A questo punto ha perfettamente compreso che tutto è tornato normale , è di nuovo il mio amico più sincero , che al ritorno a casa mi aspetta sulle scale allungando il collo per riuscire a vedermi fino da quando sono in cima alla discesa che porta a casa.
Qualcuno deve avergli regalato un orologio a mia insaputa , perché sta ad aspettarmi con una puntualità esemplare dalle 19.45 alle 20.00 , orario del mio rientro , se tardo , entra in casa e se ne va a cuccia come a dire " figurati se posso stare tutta la sera di ronda".
Questi sono stati alcuni brevi colpi di flash sulla vita del mio cane e quindi sulla mia , purtroppo ora Tom non c'è più ma se c'è un paradiso dei cani lui sicuramente è li e mi controlla con il solito affetto scodinzolando.


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