CIRCOLO CULTURALE "INSIEME"

"CAMPER E CULTURA…INSIEME"




La lettera dal Circolo Culturale “Insieme”
IL 1° GIORNO DI SCUOLA
di Ivana Zuccali

Ciao bimbi belli, ma soprattutto ciao Remigini. Si avvicina per voi una data importante: il 1° GIORNO DI SCUOLA. Anch’io l’ho vissuto tanti anni fa e così ho pensato di raccontarvelo, e se volete un consiglio, chiedete alla mamma, al papà, ai vostri nonni di raccontarvi il loro 1° GIORNO DI SCUOLA. Sicuramente sarà un piacevole ricordo per tutti e per voi un simpatico momento, nel frattempo ………. W I REMIGINI !!!

OTTOBRE 1954 – Mi rivedo nel mio grembiulino bianco, raggiante, attraversare il grande cortile nel caseggiato popolare dove abitavo. La mia piccola mano sinistra stringeva quella del mio amichetto Egidio, la manina destra stringeva fiera la cartella. Già, la mia cartella: quanto l’avevo desiderata! Enorme, di pelle nera, con due grandi tasche esterne: una per l’astuccio, l’altra per la merenda. Se ci penso sento ancora nell’aria il profumo di pelle nuova. I miei genitori, a costo di un enorme sacrificio economico in quanto era stata realizzata rigorosamente a mano, me l’avevano comperata dal signor Giordano, il pellettiere sotto casa. Io dalla gioia, dormivo con la cartella posata sul pavimento e vicina al mio letto. L’odore della pelle doveva essere insopportabile, ma per me superava qualsiasi profumo. Quel giorno, quel primo giorno di scuola, finalmente potevo mostrarla al mondo intero, anche se la mia piccola statura mal si addiceva ad una cartella così grande. Sfioravo il marciapiede,ma lei era “la mia cartella”, e non avrei mai permesso a mia mamma di impossessarsene per il tragitto che separava la mia casa dalla scuola. Giunti finalmente a destinazione, io e il mio inseparabile amico d’avventura, fummo impietosamente divisi:le classi dei maschi in un’ala dell’edificio, le classi delle femmine in un’altra ala; a separare il tutto un interminabile corridoio, dove al centro si trovava la Segreteria con l’ufficio del Direttore. Terminato l’appello, finalmente mi sono ritrovata nella mia classe. Animata dal desiderio di poter stare il più vicino possibile alla maestra, occupai il posto centrale della prima fila. Da quella “postazione” la maestra sarebbe stata tutta per me. Mi sembrava bellissima, ma a pensarci bene forse non lo era affatto, nascosta sotto il grembiulone nero, capelli grigiastri, occhialoni dalla montatura nera. Finalmente il suo nome: Luisa, Pacchiano Luisa. Tutto mi piaceva di lei, il nome, il cognome, ma soprattutto mi piaceva la sua scrittura. Svolazzava sul foglio del mio quaderno dalla copertina nera, con quella scrittura antica,ma per me sempre inimitabile. Io l’ammiravo mentre scriveva e mi sembrava un pittore che dal bianco della tela, fa emergere il dipinto che già esiste e che attende di vedere la luce. Felice nel mio banco di scuola, mi guardavo attorno gioiosa e vogliosa d’imparare ciò che la mia maestra avrebbe avuto la pazienza d’insegnarmi. Mi piacevano anche Mariangela e Rossana, le compagne che stavano nei due banchi vicino al mio, tutto mi piaceva, …… ma il Direttore no! Mi faceva tremare le gambe, alto, serio, con due enormi baffi. Al suo ingresso in classe, la maestra ci ordinò di alzarci e di fare silenzio. Silenzio, per me una parola quasi impossibile da mettere in pratica, ma per amore della scuola ero disposta al sacrificio. Che mattinata quella del mio primo giorno di scuola, la rammento come fosse ieri, uno dei ricordi più belli della mia vita. Da allora sono passati tanti anni, ma la scuola ha segnato il ritmo dei miei giorni, e anche ora, che da pochi mesi l’ho lasciata, vive perennemente nel mio cuore!

Che ne dite bambini del mio entusiasmo di Remigina? E’ quello che io auguro a tutti voi, perché un saggio proverbio dice “Chi ben comincia è già a metà dell’opera”. Mi concedete ancora qualche minuto? Anch’io ho una Remigina da festeggiare e a lei vorrei dedicare queste poche righe.


SETTEMBRE 2006 – Anche per te Giada tra poco arriverà il 1° GIORNO DI SCUOLA. Non avrai per mano un tuo amichetto, ma avrai la fortuna di avere Manuel, il tuo fratellino, che ti accompagnerà sulla porta della tua nuova scuola. Non avrai un’enorme cartella nera, ma un grazioso zainetto griffato ricolmo di variopinti quaderni, matite colorate, pennarelli fluorescenti. Non avrai l’impatto con la “tua” maestra, oggi sono più di una e le conosci già. Non avrai difficoltà a crearti nuove amicizie, alcuni compagni hanno già condiviso con te l’esperienza della scuola dell’infanzia. Non avrai un Direttore serio, dagli enormi baffi, ma una dolcissima Direttrice. Ma allora io e te, Giada, mia dolce principessa, io e te, nonna e nipote, non abbiamo proprio niente in comune per il primo giorno di scuola? Si , tesoro mio, abbiamo entrambe una passione in comune: l’amore per la scuola! Vedo già il tuo sguardo interessato ad ogni spiegazione, vedo già il tuo viso impegnato ad imparare a scrivere, vedo già in te un’ottima scolaretta. E allora, piccola principessa, cosa stai aspettando? Infilati il grembiulino, metti lo zainetto sulle spalle e vai fiduciosa verso il tuo futuro, e se una piccola delusione ti si presenterà sul tuo cammino dopo il primo giorno di scuola, ricordati che anch’io come te l’ho già vissuta, e ti sono vicina con l’amore che meriti. Vai, principessa, tra poco il suono della campanella segnerà l’inizio di una fase nuova della tua vita e spero che, ogni volta che ci incontreremo, mi farai partecipe della tua felicità.


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