La
lettera dal Circolo Culturale “Insieme”
NOTIZIE SU GIUSEPPE, IL BAMBINO
ADOTTATO A DISTANZA DAL CAMPER CLUB LA GRANDA
di Edelgard Shrighter |
Alla vigilia della Pasqua e giunta questa
lettera spedita in occasione del Natale e che dà notizie
di Giuseppe, il bambino adottato dal camper Club la Granda.
Progetto Sociale “Petite Fiamme”
Movimento dei Focolari
R.D. del Congo
Carissimi genitori “adottivi” dei bambini di
“Petite Fiamme”,
con questa lettera vi giunga l’augurio più caloroso
per la Festa di Natale ed i nostri migliori auguri per l’Anno
Nuovo. Con gli auguri vi arrivi anche il nostro GRAZIE dal
più profondo del cuore! Abbiamo potuto fare tante cose
e tutto grazie alla vostra generosità e al vostro amore.
Speriamo che con l’ultima lettera, assieme alle notizie,
vi sia arrivata anche la foto attuale del vostro bambino con
una sua lettera.
Con questa lettera e con gli auguri colorati a mano ad uno
ad uno dai vostri bambini, vorremmo darvi un po’ di
notizie della vita del progetto, ora che il Paese, dopo le
prime elezioni democratiche, cerca di uscire dalla guerra,
nella speranza di un futuro di pace e giustizia sociale per
tutti. La strada è ancora lunga e difficile da percorrere
ed i frutti si fanno attendere, sopratutto per chi è
più debole e indifeso.
Una delle decisioni più importanti è stata quest’anno
la fondazione di una cassa malati a cui è iscritto
ogni bambino, con un contratto stipulato - a Kinshasa - con
un nostro Centro medico, di nome “Moyi mwa ntongo”
(Aurora) e nelle altre città con centri sanitari validi
che, in stretta collaborazione con l’ospedale più
vicino, assicurano non solo le cure mediche immediate per
i bambini con una malattia in fase acuta, ma anche un’assistenza
regolare a quei bambini affetti da malattie-ereditarie come
l’anemia SS falciforme o che sono particolarmente deboli
e sofferenti a causa della malnutrizione, bambini orfani di
AIDS ed altri vittime di violenze di ogni tipo.
La nostra pediatra, Dr. Ester Naweh (a Kikwit Dr. Kongolo),
segue con un programma di prevenzione tutti questi bimbi con
risultati sorprendenti. Continua anche il programma di prevenzione
delle malattie degli occhi con la Dr. Antoinette Mbula. Seguiti
con cura ed amore i nostri bambini fanno dei grandi progressi.
Permettete che vi raccontiamo una piccola storiella. Nelle
vicinanze della nostra scuola di Kikwit si trova un Monastero
della Trappa, di fondazione italiana, le Suore di Vitorchiano.
Le Religiose conoscono bene quei bambini, li hanno visti crescere,
in quelle famiglie nella miseria di quel quartiere. Dubitavano
della loro intelligenza, finché un giorno, così
ci raccontano Suor Barbara e Suor Patrizia, trovano questi
bimbi nella loro chiesa, ben vestiti con la loro divisa scolastica.
Li osservano e si accorgono che stanno parlando con Gesù,
davanti al grande crocefisso di legnò che domina la
chiesa. Recitano le preghiere, in francese, imparate a scuola
e poi tutte le varie filastrocche e poesie che hanno appreso.
Interrogati su cosa stavano facendo, hanno spiegato che parlavano
con Gesù, perché a casa nessuno capisce il francese,
ma “Gesù ci ascolta e lui capisce tutte le lingue.”
Le Suore sono rimaste sbalordite dei progressi costatati sia
nella salute che nell’intelligenza.
Un secondo fatto che desideriamo raccontarvi é che
col vostro aiuto abbiamo potuto quest’anno dare in adozione
27 neonati, abbandonati nei posti più vari. Questi
bambini diventano bellissimi, paffutelli e intelligenti, circondati
dall’amore della famiglia che li ha accolti, grazie
anche alla generosità di una famiglia “adottiva”
in Italia.
La guerra, come ora la speranza di pace, comporta grandi movimenti
di popolazioni intere. Molte famiglie che nei dieci anni di
guerra hanno cercato di sfuggire alle violenze e trovare protezione
nelle città, ora cercano di ritornare a casa loro.
A numerosi “parenti adottivi” abbiamo dovuto comunicare
in questi anni che il bambino o la bambina erano partiti con
i nonni o con gli zii nella speranza di trovare una migliore
vita altrove. Vi ringraziamo della vostra comprensione! Ora
con gioia vediamo numerosi ragazzi e ragazze ritornare, ormai
cresciuti ma sempre felici di ritornare nella loro famiglia
di “Petite Flamme”. Non mancheremo di darvi loro
notizie.
Come loro sanno, noi referenti svolgiamo il lavoro per la
corrispondenza nel tempo che ci resta dopo il nostro lavoro.
Maria Pia è infermiera e Edeltraud lavora all’Ambasciata
tedesca. Francesco, un giovane italiano studente di relazioni
internazionali, venuto in Congo per fare la sua tesi su “Petite
Fiamme”, ci aveva fatto osservare l’insufficienza
del nostro schedario e ci aveva dato dei consigli molto utili
come migliorano. Ora stiamo facendo grandi lavori per creare
uno schedario che contenga tutti i dati di ogni bambino, perciò
domandiamo perdono se nel passato c’è stato qualche
disguido nell’invio delle foto o delle lettere personali
dei bambini.
Un bellissimo progresso lo notiamo anche nella formazione
professionale dei vostri bambini ormai cresciuti: sei ragazzi
hanno terminato la formazione come meccanici/autisti, uno
come muratore, un altro come elettricista, cinque come falegnami,
sette ragazze hanno terminato la formazione di economia domestica,
otto giovani ciechi hanno terminato con successo il primo
anno di formazione in musica all’Istituto Artistico
Nazionale ed ora sognano di incidere il loro primo CD e di
dare concerti. Ognuno/a ha ricevuto in regalo gli strumenti
necessari per lavorare. Non vi so descrivere la loro gioia
e l’orgoglio di poter ora guadagnarsi.
Matondo, un ragazzo sordomuto, frequenta ora la scuola di
falegnameria ed é felicissimo di poter guadagnarsi
da vivere.
Plustard, un ragazzo che nessuno riusciva più a motivare
nello studio ora segue con entusiasmo un corso di meccanica
per auto. Cosi ognuno trova il suo posto. I ragazzi e le ragazze
saranno ancora accompagnati in questo nuovo cammino della
loro vita. Dovranno ora imparare a gestire le loro piccole
“imprese”, fare i preventivi, risparmiare e gestire
i piccoli guadagni.
Una notizia che ci ha dato tanta gioia è che un esperto
rabdomante ha trovato, in due posti del terreno di Petite
Fiamme, precisamente a Kikoti, alla periferia di Kikwit, un
corso d’acqua potabile a soli 10 m. di profondità.
In questi ultimi due anni il problema dell’acqua era
diventato molto pesante. L’unica sorgente d’acqua
potabile, oltre ad essere lontana, era talmente affollata,
che quotidianamente nascevano risse e lotte anche violente,
tanto che andare a cercare l’acqua era diventato un
vero pericolo. Avevamo costruito delle grandi cisterne ai
quattro angoli delle case per raccogliere l’acqua piovana,
ma nella stagione secca rimanevano vuote. Uno dei nostri “padri
adottivi”, consulente ambientale, si é già
offerto per venire ad aiutarci a scavare il pozzo e la comunità
di Molteno in Italia ha fatto un’azione bellissima e
di grande generosità mettendoci a disposizione i fondi
per costruire il pozzo, acquistare la pompa e i condotti dell’acqua.
Due nuove scuole si sono aperte quest’anno, una nel
più grande campo militare di Kinshasa per 124 bambini
orfani di questa guerra ed un’altra a Kisantu, una regione
rurale a 120 km da Kinshasa, per bambini orfani o abbandonati.
Un uragano aveva fatto volare il tetto di tre aule della scuola,
una costruzione appena terminata, a Idiofa. Con l’aiuto
di tutta la popolazione si sono potuti recuperare in un’area
molto vasta tanti pezzi di lamiera e le riparazioni sono già
in corso. Pensiamo di piantare al più presto degli
alberi in questo terreno per ovviare a questo problema frequente
sull’altopiano della savana.
Il Ministero degli Affari Sociali finalmente si è accorto
del grande problema dei bambini “da recuperare”
ed ha concesso già l’anno scorso a “Petite
Fiamme” il permesso che i nostri ragazzi vengano ammessi
agli esami di sesta elementare, esami che aprono la strada
alle scuole superiori. Con grande gioia di tutti, i nostri
ragazzi che ora frequentano le scuole superiori, sono risultati
primi agli esami di fine anno. Anche quest’anno 98 bambini
delle classi del recupero di “Petite Flamme” sono
stati ammessi alle scuole superiori, vuoi dire che in tre
anni di scuola a “Petite Fiamme” hanno potuto
recuperare 6 anni di scuola ed ora studiano con ragazzi della
loro età. Si organizza per loro un programma di dopo
scuola dove si garantisce anche un pasto, la sorveglianza
dei compiti, i giochi e se necessitano anche lezioni particolareggiate.
A Kikwit abbiamo potuto costruire due aule per queste attività
del doposcuola.
Siamo grati per quanto si è potuto fare, ma abbiamo
dei progetti anche per il futuro. Sentiamo di dover andare
in profondità e di migliorare i servizi offerti ai
bambini con una formazione continua e professionalmente valida
per gli insegnati, gli educatori e gli assistenti sociali.
Abbiamo iniziato con corsi di educazione alla pace, perché
la guerra ha lasciato i suoi segni.
Sono previsti anche dei programmi di educazione sportiva,
anche questi occasione per i ragazzi di imparare la tolleranza
e l’accettazione dell’altro oltre a dare il meglio
di se.
Vogliamo offrire un programma di attività teatrale
e di marionette, perché anche qui i bambini possano
trovare soluzioni pacifiche ai loro problemi e risolvere i
conflitti senza l’uso della violenza.
Vorremmo ora darvi un po’ di dati statistici per capire
meglio la situazione del Paese:
La situazione economica del Congo è ancora molto precaria
e con effetti devastanti sulla popolazione già impoverita
da decenni. Secondo le ultime statistiche circa l’84
% della popolazione vive al limite della dignità umana
con solo 0,30 dollaro per persona al giorno. L’86% delle
famiglie consumano meno di tre pasti al giorno. L’apporto
calorico è di 1.800 calorie/giorno per persona, allorché
la norma minima secondo I’OMS é di 2.300 calorie.
La disoccupazione è una delle cause maggiori della
povertà (83,6 % delle persone che vivono con meno di
un dollaro al giorno non hanno un lavoro decente). Circa 98%
della popolazione attiva è direttamente colpita dalla
disoccupazione. L’attività informale rappresenta
il 72% della popolazione attiva. Il debito estero della RDC
ammonta a 10 miliardi di USD.
Il lato positivo è l’elezione democratica del
Presidente e del governo (il primo eletto democraticamente
nella storia della RDC) all’inizio del 2007. Si sentono
i loro primi passi democratici e la loro lotta contro la corruzione
che finora era istituzionalizzata.
Ma la popolazione è impaziente di vedere i primi risultati
concreti dei “5 cantieri del Presidente” (casa,
acqua e elettricità, educazione, salute, strade). I
primi passi visibili non sono sempre indovinati. A Kinshasa,
per esempio, si limita il numero di persone nelle macchine
(non più di 5 persone) ma poiché mancano le
macchine, aumentano i prezzi e gli affollamenti alle fermate
e la gente è costretta ad andare a piedi. Vengono distrutte
lungo le strade tutte le case costruite abusivamente ed anche
tanti mini commerci (un tavolo ed un ombrello) che offrivano
vari servizi, come l’uso del telefonino, vendita del
pane, riparazione d’orologi, di scarpe. E’ aumentata
così la gente senza un tetto e tanti non hanno più
una occupazione.
Le strade diventano insicure, soprattutto la notte. Tanti
militari o poliziotti — pagati solo 15 USD il mese —
sono tentati di derubare la gente. All’Est del Congo,
l’insicurezza sposta decine di migliaia di persone.
Più di 4.500 donne e bambine sono state stuprate nei
primi mesi del 2007.
Le infrastrutture stradali, fluviali, ferroviarie, aeree sono
scarse e rovinate. Certo tanti finanziatori internazionali
(BAD, FED, BM, UCOP) e la Cooperazione di diversi Paesi finanziano
la ricostruzione e le prime strade si aprono (come Matadi
—Kinshasa, finanziata dall’UE). I Cinesi finanziano
anche strade ma non pagano sempre bene il personale congolese.
Il cemento è prodotto da solo 2 ditte (di cui una statale).
Visto che manca il cemento sul mercato, alcuni intermediari
venali fanno salire il prezzo da 10 USD al sacco di 50 kg
a 22 USD a Kinshasa ed a 30 USD all’interno. Perciò
chi si costruiva pian piano una casetta per uscire dalla tenaglia
degli affitti sempre più esagerati di case fatiscenti,
si trova bloccato.
All’interno del Paese, chi produce prodotti agricoli
— in molte regioni non si è potuto coltivare
i campi a causa della guerra - non può vendere i suoi
prodotti perché nessun camion può arrivare da
loro per mancanza di strade. Perciò gli agricoltori
devono trasportare il loro raccolto sulla bicicletta in quantità
assolutamente insufficiente e in tempi troppo lunghi per garantire
che le verdure arrivino fresche sul mercato.
Difficilmente una persona potrà uscire da sola dalla
miseria, senza l’intervento straordinario di qualcuno
che l’aiuta ad iniziare un’attività professionale.
Ed in questo processo si inserisce la loro generosa iniziativa:
aiutare un bambino a diventare un adulto maturo, capace di
collaborare per lo sviluppo della società.
Carissimi “genitori adottivi”, ancora una felice
Festa di Natale e la benedizione di Dio per l’Anno Nuovo.
A nome di tutti i collaboratori
Edelgard Shrighter
Per informazioni è possibile telefonare al numero 0143-837604
, inviare fax al numero 0143-824406 o e mail a piero.marenco@tin.it