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Nonno Natale, ovvero Nonno Giò
di Gian Luigi Bonardi |
Fra le tante storie che gli Angeli narrano nei sogni, loro
che ne sanno una più del diavolo, c’è
la vera storia di Nonno Natale, il papà della vergine
Maria e quindi nonno del piccolo Gesù, e papà
di tutti coloro che amano i bambini del mondo, ivi compreso,
s’intende, il famoso Babbo Natale, che pose la propria
dimora a Rovanjiemi, in Finlandia.
Prima di quello che per i Cristiani è considerato l’anno
zero, come racconta l’antico vescovo Giovanni Damasceno,
ritenuto Santo, nonna Anna e nonno Gioacchino, in tarda età,
ebbero la grazia di generare Maria, che a sua volta diede
alla luce nella grotta di Betlemme il piccolo Gesù,
allora chiamato “Angelo di grande consiglio”.
Gioacchino, che, col suo permesso, possiamo anche chiamare
“nonno Giò”, era un uomo estremamente ricco
ed era uso dire: “Quanto per me è superfluo,
sarà per tutto il popolo, e quanto è dovuto
per la remissione dei miei peccati, sarà per il Signore,
quale espiazione in mio favore”.
Quella saggia dote di benefattore si trasmise miracolosamente
nel DNA di molti del suo popolo, soprattutto in tutti coloro
che apprezzavano il suo innato senso di gratuita dedizione
verso i poveri e gli indifesi.
Si sa che i bimbi del mondo sono soliti indirizzare al piccolo
Gesù, fin da tempi sconosciuti, una infinità
di letterine, per esprimere i loro pensieri colorati, un dubbio,
una confessione, un grazie e tante richieste di doni.
Così avvenne che un gruppo di Angeli, facendo proprio
uno spicchio di quel grande sogno d’amore, chiesero
al piccolo Gesù di nominare un Suo rappresentante,
perché dedicasse ogni intero anno a raccogliere i doni
che i bimbi del mondo, con le loro letterine, richiedevano
direttamente al piccolo Gesù. Quest’ultimo acconsentì,
e concordò con i suoi Angeli fedeli il luogo ove potesse
essere posto l’indirizzo ove dovevano giungere tutte
quelle letterine: via Stella n. 1 – Rovanjiemi –
Finlandia.
La scelta di quel luogo era dovuta a due principali motivi:
- il primo perché quella bella città, che, miei
cari amici, esiste davvero, si trova in un punto estremamente
favorevole, uno dei luoghi più centrali del nord della
Terra, da dove è più facile raccogliere e inviare
i doni;
- il secondo perché in quel luogo c’è
una grande quantità di renne, che sono ben felici di
collaborare con l’Angelo distributore.
Mancava solo di dare un nome a quell’Angelo speciale,
e venne chiesta ai bambini la definizione più appropriata.
La riposta, che si può ancora oggi riscontrare nelle
migliaia e migliaia di letterine pervenute e conservate, è
stata unanime: Babbo Natale.
Come nonno Giò, ai suoi tempi, riceveva messaggi dalle
carovane, che attraversavano i sentieri della “posta
del deserto”, e utilizzava sudditi e cammelli per le
spedizioni di ogni tipo di dono, così Babbo Natale
ancora oggi riceve messaggi via mare, via terra e via cielo,
e utilizza numerosissimi fratellini, tutti in perfetta divisa
rossa con bordatura e folta barba bianca, per condurre le
tante carrozze trainate da renne, capaci di raggiungere per
tempo ogni più lontana meta.
E Nonno Natale? Non temete, piccoli amici, lui è davvero
felice mentre osserva i suoi “figlioli” in azione:
annuisce, fa l’occhiolino, suggerisce, accarezza, sorride.
Ogni tanto, come capita anche a noi nonni della terra, non
riesce a trattenere qualche lacrimuccia di fronte alle tante
ingiustizie che ancora oggi gravano sulla luminosa innocenza
dei più piccoli ed indifesi, ma statene certi che non
è tipo da lasciarsi prendere dall’indifferenza.
Quando infatti sentite parlare di iniziative benefiche, o,
un esempio per tutti, quando vi accorgete che mamma o papà
stanno digitando sul cellulare uno speciale numero, abbiate
fede, lì sotto non è “gatta che ci cova”
ma “Nonno Natale”, proprio quello che confidenzialmente
oggi abbiamo conosciuto ed abbiamo chiamato “Nonno Giò”.
Come?, volete sapere dove abita ora Nonno Giò? In verità
lui non ha un indirizzo preciso, abita in tutti i cuori dei
bimbi che chiedono una carezza, uno sguardo buono, il calore
di un affetto, il sapore di un buon cibo, il soffio di una
speranza, i colori di un arcobaleno, la gratuità di
una protezione, di una sicurezza, una sincera compagnia.
Comunque, se proprio desiderate incontrare Nonno Natale, la
cosa più semplice è entrare a coccolarvi in
un sogno e scoprire che nel grande cielo azzurro c’è
una strana freccia che indica un luogo preciso, sulla quale
potrete leggere “Gioacchino”. Si dice che lì
abitino tanti nonni, tanti angeli premurosi, tutti amici di
Nonno Giò.
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