Mario Rigoni Stern fu insignito della «Medaglia
d'argento al valor militare»; era stato sergente
del 6° Alpini «Battaglione Vestone».
Nella motivazione è definito «Sottufficiale
di alti sentimenti, volontario, ardito, sprezzante
del pericolo: durante l'attacco di una forte posizione
avversaria, assumeva il comando di un plotone di fucilieri,
che era rimasto senza ufficiale, portandolo arditamente
sulla quota assegnata, infondendo in tutti ardimento,
calma e serenità». Ma Rigoni Stern è
ricordato anche per i suoi interventi in favore di
alcuni civili in condizioni disagiate e incapaci di
sostentarsi, che sono sopravvissuti grazie a lui.
Ne è un esempio Nikolaj Sanvelian, che da bambino
è stato salvato da Mario e che diverrà
uno dei più apprezzati scrittori russi.
DOPO LA GUERRA
Finita la guerra Rigoni Stern ritorna ad Asiago da
dove non si trasferirà più e dove ha
vissuto fino alla morte. Assunto all'Ufficio imposte
del Catasto, mantiene questo impiego fino al 1970,
quando lo lascia per dedicarsi appieno all'attività
di scrittore. Nel 1946 si sposa con la moglie Anna
dalla quale avrà tre figli.