di Gianluigi Bonardi
Don, il nome di un fiume ampio e silenzioso, un grande
fiume che, forse solo per caso, ha nel proprio nome
il suono di un rintocco di campana. Ormai sono trascorsi
più mesi dal giorno in cui abbiamo in silenzio
incontrato quella campana, per udirne il suono, in
tutte le sue armoniche diversità, per custodirne
il fascino e trasmettere il dolore in una memoria
che ritorna, anche dopo sessantacinque anni, nei cuori
di coloro che vi si affidano con la unanime speranza
di ritrovare improbabili gocce di vita nelle tante
vibrazioni indecifrabili. L’eco di quella campana
ce lo siamo portato dietro e l’abbiamo posto
anche nel nostro sito dal quale inaspettatamente si
è propagato a dismisura, raggiungendo molti
dei nostri lettori interessati alla sua musica familiare.
Sono per lo più parenti ormai non più
prossimi di soldati dati per dispersi in Russia, dei
quali si vuole ancora sapere qualche cosa, anche affidandosi
a chi, come noi, ha ben poca probabilità di
soddisfare quelle esigenze. Vero che siamo stati là,
vero che conosciamo qualcuno dei reduci, vero che
ci diamo comunque da fare anche quando l’impresa
è simile a quella di infilare il solito crine
di cammello nella cruna dell’ago, ma è
anche vero che da tutto questo sta nascendo e va prendendo
vita una forma di “stare insieme” che
non sospettavamo. Continuate, amici, ad inviarci e-mail;
il nostro non sarà solo un leggere ed ascoltare,
ma approfittando dell’occasione che da oggi
offrirà il sito, le vostre richieste potranno
avere maggiore risonanza, ed insieme potremo sperare
in qualche risposta soddisfacente.
Per questo motivo si è pensato di far trovare
posto ai vostri e-mail relativi a reduci, caduti e
dispersi in Russia, in questa pagina, ove per ragioni
di privacy non figureranno indirizzi e numeri telefonici
dei mittenti. Chi vorrà dare risposte potrà
rivolgersi alla Ns. associazione, che provvederà
a darne immediata comunicazione agli interessati,
pubblicandone i contenuti nel sito.
per il Circolo Culturale INSIEME
Chi è nato nel periodo anteguerra e ha avuto
la sfortuna di avere un genitore o un parente di cui
si ignora la sorte, sa cosa vuol dire sopportare questa
mancanza. E’ un dolore talvolta languido e talmente
sottile che porta chi vive questa ansia a chiudersi
in se stessi, rifiutando di rassegnarsi ad accettare
che il corpo tanto cercato di una persona amata sia
sepolta da qualche parte anche con la parola
IGNOTO.
Abbiamo inserito il testo di modalità di ricerca
tratto da "
ONORCADUTI", sperando
possa essere utile a qualcuno.
Clicca
qui per leggerne il contenuto
Per
informazioni è possibile inviare un e mail a
beppe@cnnet.it
(Beppe),
oppure gianluigi.bonardi@fastwebnet.it
(Gian Luigi), oppure
piero.marenco@tin.it
(Piero)
CONTATTI AVUTI
DA ARDIANA DE VENTURA (27.8.2006)
Gentile Beppe,
Con emozione e molto dolore ho scoperto la storia
di guerra di Eugenio Bonardi, che se non ho capito
male era suo padre.
Con molto dolore perché e la stessa storia
di mio padre, Alpino del 7º Reg. della Divisione
Tridentina, 254 Compagnia del Val Chiese, anche Lui
superstite della ritirata russa, soldato senza rango.
Il suo compito era nelle pattuglie di avanzata perché
era allenato in sci veloce nella scuola di Aosta,
trasmetteva le posizione degli nemici.
Anche lui ha combatutto in tutti i luogi che suo padre
racconta nel diario. Arrivó al Don in Ottobre
del 42 e ritorno a Tarvisio nel mese di marzo del
43 faccendo la stessa cuarentena.
Poi e stato a Tarvisio fino al 8’settembre dove
un comando SS lo catturó portandolo in Germania
a lavori forzati nelle ferrovie tedesche fino alla
fine della guerra, per rifiutarsi a lottare per Hitler
o Mussolini.
Prima di tutto questo inferno, ha ragiunto la frontiera
con la Francia. Da li fu a combattere nella Albania
e catturato dai greci rimanendo sei mesi prigioniero
nella isola di Creta.
Cuando ritornó al suo paese, Caviola in Canale
d’Agordo non soportó le lotte fra in
faccisti e partigiani che ancora rimanevano.
Con la dureza dei sei anni di guerra e stanco ha presso
la valigia ed emigró in Argentina. Un altra
dura lotta, ma in questo paese si respirava la pace
e si sentiva il caldo del sole. Il fredo della Russia,
le barbarie nei campi de lavoro nazisti erano per
fino sepolti.
Per fortuna e ancora vivo, ha 90 anni, mai ha parlato
della guerra, fino che io o deciso gravare la sua
storia.
Mi avrei piaciutto tanto fare il viaggio per percorrere
i luogi dove sono stati gli Alpini.
La saluto cordialmente. Adriana De Ventura
DA ROSANGELA VISTOLA (3.9.2006)
Ho letto l’articolo del signor Marenco, molto
toccante per me. Sono la nipote di un soldato disperso
in Russia, chissà se qualcuno sia in grado
di dare qualche notizia di mio zio, qualche reduce
che lo ricordi, noi lo abbiamo cercato ma la ricerca
non ha dato nessun risultato. Adesso anche un semplice
ricordo di un commilitone ci farebbe piacere. Il nome
è PORTA FERDINANDO nato a Caltagirone , porvincia
di Catania il 24 aprile 1922 e appartenente al 38°
fanteria Ravenna.
La ringrazio sentitamente
Se qualcuno volesse scrivere può usare il mio
indirizzo di posta elettronica o quello postale :Rosangela
Vistola - via ruggero VII , 4 - 95041 Caltagirone
cordiali saluti Rosangela Vistola
INVIATO DA GIAN LUIGI BONARDI A FRONTERUSSOUNIRR
Egr. Dr. C. Vicentini,
nel porgerLe gli auguri per un felice nuovo anno,
Le giro una richiesta di notizie (anche da parte di
chi lo potesse aver conosciuto) relativa al soldato
PORTA Ferdinando, nato a Caltagirone (Ct) il 24.4.1922
del 38^ fanteria Ravenna, che risulta disperso in
Russia (richiesta fattaci dalla nipote VISTOLA Rosangela,
via Ruggero VII, 4 - 95041 Caltagirone - ros_wis@hotmail.com).
La nostra pagina "culturale" del Camper
Club La Granda suscita qualche interesse, e riceviamo
ogni tanto notizie di famigliari di Alpini reduci,
anche se spesso già deceduti. Fra questi mi
piace accennare ad un e-mail ricevuto dall'Argentina
dalla signora DE VENTURA Adriana, figlia di un alpino
tutt'ora vivente (91 anni) che sul Don era all'avanguardia
nella divisione Tridentina, 254a compagnia del battaglione
Valchiese e partecipò alla battaglia di Nikolajewka.
Se qualcuno dovesse conoscerlo (purtroppo mi manca
il nome) ho un indirizzo e-mail: omissis.
So che le richieste di cui sopra appartengono ad un
semplice sentimento di riconoscenza e di amicizia,
e desidero anche sapere se questa è la via
più giusta per porgerle, o se è più
opportuno seguire una via diversa. Nel rinnovare gli
auguri, resto in attesa di un Suo eventuale riscontro.
cordialmente Gian Luigi Bonardi
INVIATO DA GIAN LUIGI A GIOVANNI SCOTTI E AD
ALTRI (6.12.2006) a seguito di e-mail erroneamente cancelato.
Cari amici, l'e-mail di Giovanni Scotti, il cui padre,
come il mio, è stato reduce dalla campagna
di Russia, è il sintomo evidente che la generazione
dei "figli degli Alpini di Russia" ha un
crescente interesse emozionale e storico volto alla
conoscenza di quei tristi eventi, che i nostri padri,
in un certo senso, sono stati in un primo tempo "consigliati"
di non raccontare, quasi che le loro gesta fossero
un brutto sogno, un pezzo di macchia storica da dimenticare,
se non addirittura di cui vergognarsi. Mario Rigoni
Stern, nell'intervista televisiva di due giorni orsono,
ancora pareva "scusarsi" di essere vivo,
poichè nell'animo dei vivi c'era ed esiste
ancora quello strano senso di rimorso per non aver
potuto condividere fino in fondo, con tutti i loro
compagni, la speranza di restare uniti. Eppure ricordo
quanto gli occhi di
mio padre si illuminavano, quando sapeva di poter
recarsi ad una delle tante adunate alpine, a ritrovare
gli amici Gaza, Prisco, Fachinetti etc etc. Dopo oltre
sassanta anni, si fanno oggi strada con insistenza
memorie per troppo tempo soffocate, i figli scoprono
lettere, diari, recensioni, si informano fondendo
fonti ufficiali con racconti di reduci ed hanno l'opportunità
di ricostruire granelli di verità, che fanno
crescere la riconoscenza e l'affetto per i propri
genitori alpini e per i loro più sfortunati
compagni, morti recuperati o morti ancora dispersi.
Caro Giovanni, nell'atmosfera che si è creata
ci sentiamo fratelli, e scommetto che anche tu senti
forse il desiderio di incontrare qualche figlio di
superstite, per scambiare esperienze di racconti antichi
e recenti. Credo che si farà. La nostra associazione
in
campo di aggregazione ha infinite risorse. Abbiamo
anche avuto richieste di notizie di dispersi....in
questo ci sentiamo piccoli e impotenti, e affidiamo
le dette richieste alle associazioni preposte, come
l'UNIRR (Unione Italiana Reduci dalla Russia). Se
me lo permetti, Giovanni, e se ciò è
consentito anche da Beppe Tassone e Piero Marenco,
i nostri angeli custodi in materia anche di scelte
redazionali, la lettera di tuo padre potremmo inserirla
fra le righe del nostro quaderno sul "viaggio
della memoria", magari in calce ad esso, quasi
che si tratti di una "voce" postuma rispetto
al viaggio stesso, risvegliata anche da questo nostro
modesto libretto, in attesa di pubblicazione. E sempre
fra
le righe potremmo inserire i nominativi dei "dispersi
ricercati", non con la presunzione di fungere
da ufficio informazioni, ma con la semplice
intenzione di lanciare quei nomi per iscritto nel
tempo, sperando che il tempo ci possa ritornare qualche
pezzo concreto della loro memoria. Attendo dunque
i debiti consensi ad eseguire quanto sopra e voglio
terminare con una preghierina interattiva da dedicare
ai nostri padri ed ai loro amici alpini e combattenti.
"Per aspera ad astra"..... gian luigi bonardi
INVIATO DA GIOVANNI SCOTTI A PIERO MARENCO (7.12.2006)
Carissimo Piero,
ieri sera all'apertura della posta ho trovato la Tua
comunicazione ed è stata una graditissima sorpresa,
non avevo certo dubitato del Tuo interesse considerando
i tuoi impegni. Ho immediatamente aperto il sito ed
ho notato il tuo "lavoro", ho letto e rivisto
tutto d'un fiato quanto hai pubblicato con molta maestria,
rispetto e ritengo anche con tanta passione. Riguardando
le foto di mio padre pubblicate e ricordando allo
stesso tempo il filmato che Lucio Bovo mi ha gentilmente
inviato ho rivissuto in modo particolarmente intenso
i ricordi di mio padre e per questo Ti ringrazio,
anche a nome dei miei familiari.
Voglio ringraziare in modo particolare anche i Tuoi
amici e collaboratori che hanno contribuito a creare
le pagine del "Viaggio della Memoria suo Don",
rivedendo il filmato ho persino cercato di conoscere
i loro nomi, durante la visita dei "luoghi in
terra di Russia" ho notato la commozione di tutti,
il rispetto di quanto stavano osservando ed ho cercato
di capire i loro pensieri.
Per il momento non ho altre parole.... forse riuscirari
a capire la mia commozione.
A Te ed ai Tuoi amici un ringraziamento di cuore per
quanto avete saputo trasmettermi.
A risentirci e di nuovo un grazie.
Giovanni
INVIATO DA PIERO MARENCO A GIOVANNI SCOTTI (10.12.2006)
Carissimo Giovanni,
pubblicare nelle pagine del sito internet dedicate
a quegli eventi, una parte dedicata al tuo papà,
era il minimo che potessimo fare.
Testimoniare con testi, fotografie ed altro quanto
molti dei nostri padri hanno dovuto soffrire in quel
terribile inverno Russo è un dovere da parte
nostra, è un dovere lasciare anche ai nipoti
di quei soldati del fronte del Don una traccia di
quanto i loro nonni hanno sofferto e di come hanno
vissuto quella tragica guerra. Penso avrai letto l'e-mail
che ti è giunto da Gian Luigi Bonardi il quale
chiedeva a te se eri d'accordo nell'inserire sul nostro
quaderno del Viaggio della memoria", che stiamo
approntando, la lettera che il tuo papà ha
letto in chiesa al funerale della salma del suo amico
Damiani tornata dal fronte.
Da parte mia e di Beppe Tassone, il presidente del
club, non ci sono problemi, quella lettera è
una delle tante testimonianze, non solo di guerra,
ma di eccezionali atti di umanità e di amicizia
che neppure quasi
60 anni hanno cancellato nella mente del tuo papà
e che potrà far capire a molti come vi siano
valori nei rapporti umani che vanno ben oltre le piccole
cose di tutti i giorni alle quali, spesso diamo erroneamente
più importanza, di quello che in realtà
hanno.
Giro i tuoi ringraziamenti ai miei compagni di quel
viaggio ai quali invio anche questa mail
A presto
Ciao Piero
INVIATO DA GIOVANNI SCOTTI A PIERO (10.12.2006)
Carissimo Piero,
ho appena letto l'email che mi hai inviato e Ti ringrazio
nuovamente.
Non mi è ancora giunta alcuna e-mail da Gian
Luigi Bonardi, ma sono senz'altro d'accordo su quanto
mi riferisci, sempre che questo non vi crei troppo
disturbo. Sono pienamente d'accordo su quanto mi scrivi
in merito ai "ricordi", il progresso, il
benessere, ci porta a dimenticare con troppa facilità
e questo non è giusto, ogni tanto dovremmo
fermarci, pensare al passato e RICORDARE!
Le guerre continuano, ma vengono vissute e recepite
come una quasiasi notizia divulgata dagli organi di
stampa, dalla TV, il valore di una vita umana è
diventato solamente un fattore economico.
Ti ringrazio nuovamente per tutto quello che hai fatto,
un particolare ringraziamento a Beppe Tassone, presidente
del club, ed a tutti i tuoi compagni e collaboratori.
A risentirci presto e grazie.
Giovanni
ANCORA DA PIERO A GIOVANNI SCOTTI (10.12.2006)
Carissimo Giovanni,
ti ho girato la mail che ti aveva inviato Gian Luigi
ma mi sono accorto che aveva sbagliato il tuo indirizzo
inserendo una "a" di troppo e così
a seguire trovi il contenuto di quanto aveva scritto
il 6 dicembre scorso.
Inseriremo senza dubbio anche la lettera di tuo padre
sul nostro quaderno del "Viaggio della memoria".
Ciao Piero
DA GIOVANNI SCOTTI RINGRAZIAMENTI (5.2.2007)
Sono Giovanni Scotti, figlio di Alessandro alpino
reduce di Nikolajewka.
Piero Marenco si è¨ prestato a mettere
una pagina sul Vostro sito internet con un breve racconto
di alcuni ricordi di mio padre.
Mi scuso per il ritardo, ma volevo ringraziarLa per
avermi fatto partecipe, anche con la Sua meticolosa
documentazione, della sua presenza alla commemorazione
dei caduti di Nikolajewka a Brescia una città
abbastanza vicino a me che abito in provincia di Bergamo.
Un particolare ringraziamento per l'attenzione a nome
mio e dei miei familiari.
Giovanni Scotti
DA GIOVANNI DUINA (5.1.2007)
Navigando nel web alla ricerca di informazioni sull’ARMIR
- Fronte Russo 1942 - 43 di cui mio padre Paolo Duina,
classe 1914 faceva parte come fante della Divisione
Vicenza, disperso su quel fronte durante la ritirata,
ho letto la vostra pagina e sarei interessato alla
vostra iniziativa oltre che ad avere informazioni
dal Sig. Sirio Sintoni sulle vicende della Vicenza.
Le sembrerà strano che dopo 64 anni qualcuno
sia ancora alla ricerca di informazioni su quei lontani
avvenimenti, ma per noi orfani, anche se siamo già
nonni, quella è una piaga che non si è
mai rimarginata.
Anche se sappiamo che ormai non può più
caambiare nulla per noi cresciuti senza un padre mai
conosciuto e aspettato per tanto tempo, è una
grande consolazione sapere che ancora qualcuno, oltre
a noi, si ricorda di quei tanti giovani morti in solitudine,
lontani dagli affetti e con il gelo fuori e dentro
il cuore.
Grazie quindi per la vostra bella iniziativa e per
le informazioni che riuscirà a darmi.
Dott. Giovanni Duina
RISPOSTA DI GIAN LUIGI BONARDI A GIOVANNI DUINA
(7.1.2007)
Egr. Dott. Giovanni Duina,
ho ricevuto tramite Beppe Tassone e da Piero Marenco,
presidente e vice presidente del Camper Club La Granda,
la Sua richiesta di informazioni relativa alla iniziativa
di mantenere viva la memoria di caduti, dispersi e
reduci della campagna presso il Don nella seconda
guerra mondiale. Andare con i nostri camper in quei
luoghi ha risvegliato in alcuni di noi il desiderio
di conoscere meglio quei fatti che la storia ci tramanda
con la fievole voce dei superstiti. Il gelo fuori
e dentro il cuore spezzato non ha permesso ai più
di esprimere al meglio il valore degli ideali per
cui ha combattuto e si è sacrificato, nè
tanto meno la propria opinione su quella azione bellica
che la storia definisce ancora oggi quasi un episodio
secondario, un sacrificio apparentemente inutile nel
tentativo di conquistare un posto al tavolo della
pace. Piero mi definisce "storico", in realtà
non sono mai stato, fino ad ora, cultore ed amante
della storia, materia nella quale ai tempi della scuola
fui anche rimandato ad ottobre. La verità.
E’ che chi ha avuto, come me, Lei e Piero un
padre protagonista di quel triste pezzetto di storia,
se solleticato dall'occasione di meglio conoscere
gli eventi, prende in mano un libro, poi un altro,
e così, piano piano, si appassiona, e la commozione
cresce. La voglia di approfondimento poi si trasforma
in amore, considerazione e rispetto per i propri padri
e diventa un grande, infinito abbraccio per tutti
coloro che hanno preso parte a quel pezzo di storia,
divenendo per lo più quelle voci senza nome
e quei nomi senza voce che oggi ancora ci interrogano,
quasi che vogliano trsmetterci il messaggio di non
dimenticarci di loro, ma di riscaldare la loro memoria,
magari con un semplice viaggio in quei luoghi che
ormai i loro occhi non sono più in grado di
contenere. E' ora certo nostro dovere lasciarci condurre
per mano, osservare, consolarci nella grande speranza
che tutto ciò sia di monito a noi stessi ed
a chi non sa, perchè si comprenda che da questo
nostro grande abbraccio possono riaffiorare ed espandersi
tutti i veri ideali che la rabbia, il gelo, la necessità,
la costrizione hanno finito per seppellire con i morti
e dentro ai vivi. Oggi sembra più facile riparlarne,
ed è certamente commozione, ma diventa dovere,
quando l'oggetto del nostro ricercare, conoscere,
ricordare sono il calore di una famiglia, l'onore
di una patria, la speranza di pace. Per questo ora
stiamo per pubblicare un libretto, che chiamiamo "quaderno
di insieme" e conterrà episodi inediti
e considerazioni mescolate con nostri diari di viaggio.
E' un piccolo contributo alla memoria,
ma ci accorgiamo anche che sta suscitando un rispettoso
interesse in alcuni che, come Lei, vuol sapernedi
più.
Vedremo che cosa possiamo fare. Per ora stiamo raccogliendo
indirizzi di figli di combattenti in Russia. Forse
un giorno potremo organizzare qualcosa insieme, per
scambiarci ricordi, impressioni, notizie. Non saremo
certo i primi, ci sono varie associazioni di reduci
cui ci si può rivolgere, anche tramite internet,
per poi ritrovare il calore di incontri e partecipazioni
più ravvicinati. Un Cordiale fraterno saluto
gian luigi bonardi
INVIATO DA GIAN LUIGI A FRONTERUSSOUNIRR (8.1.2007)
Egr. Dr. Vicentini,
La prego di perdonarmi se aggiungo a quanto richiesto
nell'e-mail precedente oggi inviatoLe, anche ciò
che segue, pervenutoci recentemente.
Anche questo caso è a dimostrazione che i figli
degli Alpini di Russia sono affratellati dal desiderio
di conoscere e far propria la memoria dei propri cari,
caduti, dispersi o reduci. Chi ci ha scitto ha un
e-mail: (segue e-mail di Giovanni Duina). Spero possa
ricevere qualche notizia, anche se tutti sappiamo
quanto sia difficile, essendo trascorso ormai tanto
tempo. Ma le vie degli Alpini non conoscono ostacoli!
Questa nostra generazione vuole impossessari di un
testimone importante, da passare ai figli e, chi sa,
forse ai nipoti... Ancora cordiali saluti gian luigi
Bonardi
DA FRANCESCA (11.2.2007)
Egregio Signor Beppe,
ho trovato la sua email sul sito www.camperclublagranda.it
nella pagina in cui suo papà (presumo), Dino
Marenco, ed il suo amico Gian Luigi Bonardi raccontano
le vicende della divisione Ravenna durante la terribile
campagna di Russia.
Ho un enorme favore da chiederle: il fratello di mia
nonna, caporale Augusto Nicolini, da quella campagna
non è più tornato e non risulta nemmeno
nell’elenco dispersi ufficiale. Solo da poco
ho iniziato a leggere le lettere che mandava a casa
e a cercare di capire la sua storia. Potrebbe chiedere
ai signori Marenco e Bonardi se lo conoscevano? Sarebbe
bello poter avere qualche ricordo in più.
Sperando nella sua attenzione, la ringrazio e la saluto
cordialmente.
RISPOSTA DI GIAN LUIGI BONARDI A FRANCESCA (15.2.2007)
Gent. sig.ra Francesca,
la sua richiesta di notizie del caporale Augusto Nicolini,
fratello di sua nonna, temo che non possa avere subito
adeguate risposte, ma non dobbiamo mai recedere dal
nostro desiderio di sentirlo vicino. Purtroppo la
ricerca di coloro che dalla Russia non hanno fatto
ritorno, come anche lei avrà sperimentato,
porta raramente al successo. Ma alla speranza che
qualche notizia possa miracolosamente affiorare è
giusto non rinunciare.
Il solo fatto che Lei ce ne abbia parlato, fa già
di Augusto un nostro vecchio amico, lo sentiamo presente
nella memoria e lo possiamo far rivivere nelle nostre
preghiere e, se ce lo concede, sul nostro sito internet,
che è un mezzo di amplificazione notevole,
capace a volte di produrre insperati successi.
Se lo crede, saremmo lieti di conoscere meglio la
figura del suo caro parente, per ricostruire, se possibile,
la sua figura spirituale e morale traendola anche
da suoi brevi scritti, per divenire compartecipi delle
sue speranze giovanili e dei suoi ideali così
prematuramente strappati alla nostra conoscenza. Anche
questo potrebbe essere un modo per ritrovarlo e per
sentirlo con noi, che facciamo parte di una grande
famiglia, figli o nipoti che siamo, ma pur sempre
uniti da un affetto che ci lega in un abbraccio incredibile,
che ultimamente sembra volersi allargare per contenere
quanti più possibile hanno desiderio di approfondire
per non dimenticare.
Con affetto gian luigi bonardi
PS: Dino Marenco, fante reduce della divisione Ravenna,
ancora vivente, è figlio di Piero, il Vice
Presidente della nostra associazione, mentre io sono
figlio di Eugenio, tenente della 254 compagnia del
battaglione Valchiese della divisione Tridentina,
gruppo 6° Alpini (mancato nel 1976). Il suo e-mail
mi è stato girato da Beppe Tassone, Presidente
della nostra associazione di camperisti.
DA STEFANO PRETI (21.02.2007)
Buongiorno,
Mi chiamo Stefano Preti e sono il figlio di Dino Preti,
reduce della campagna di Russia artigliere della divisione
Ravenna.
Ho visto su internet il resoconto del vs. viaggio
a Nikolajewka il 27 Gennaio, mi piacerebbe se non
fosse troppo disturbo riceve delle informazioni di
eventuali raduni.
Mio padre è ancora vivo e sono certo sarebbe
felice di incontrare persone che come lui hanno vissuto
quella tragedia.
Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali Saluti
S.Preti
DA FRANCO BERETTA (20.3.2007)
Come posso avere informazioni di mio padre anche
lui partecipe a quella sciagurata esperienza sul Don?
Ho una matricola, la data della chiamata alle armi
,e dei lontani ricordi quando, bambino, ci raccontava.
Vorrei conoscere divisione e reggimento. in attesa,ringrazio.
DA CARLO GIACOMINI (9.6.2007)
Buongiorno,
E’ possibile trovare un elenco, anche parziale,
dei caduti, dispersi e priginieri dell’ARMIR?
Saluto e ringrazio per l’informazione.
Carlo Giacomini
DA SERGIO BEDINI
Buongiorno,
ho trovato il suo indirizzo email sul sito
http://www.camperclublagranda.it/camperpiero/Russia_Don_2005-web/lacronaca.htm
Avrei bisogno di mettermi in contatto con il prof.
Alim Morozov per una delegazione di alpini che deve
recarsi negli stessi luoghi da voi visitati e descritti
nel vostro bel sito internet.
Vi sarei molto grato se potrete aiutarci nel metterci
in contatto con il prof. Morozov
Cordiali saluti Sergio Bedini
All’e-mail che precede hanno debitamente risposto
Gian Luigi e Piero.
DA SILVIA CINZIA FALCA (5.9.2007)
Egregio Signor Beppe,
ho letto con interesse del vostro viaggio in Russia
sulle tracce dell’armir. Vorrei sapere se ha
contatti con il reduce della Divisione Vicenza, Signor
Sirio Sintori. Vorrei contattarlo per via del mio
prozio deceduto in Russia con la Vicenza, del quale
però non si conosce il campo di internamento.
Una testimonianza potrebbe essere importantissima.....
Grazie,
Silvia Falca
DA LAURA BALLESTRIERO (1.2.2007)
Sono Laura Ballestriero e ci siamo sentiti per telefono
,circa 15 giorni fa’,e volevo meterti al corente
di quanto mi era capitato quest’estate-andando
in russia.provo spiegarmi.quest’estate con un
gruppo di 8 camper siamo andati a visitare alcune
localita’ della grande russia portando in alcune
zone degli aiuti umanitari.una di queste zone e’
stata la citta’di ROSSOSCH dove una signora
russa e venuta a conocsenza del nostro arrivo ci mi
ha chiesto se in qualche modo potevo darle una mano
a ritrovare il nome o la persona o i parenti o delle
informazioni che potessero in qualche modo riguardare
un soldato italiano che nel 1943 assieme ad altri
4 o 5 soldati italiani sono stati nascosti nella casa
del nonno di questa signora.mi ha dato un quadro dipinto
da questo soldato e due gavette con delle inziali,lei
vorrebbe che tutto questo fosse messo in qualche museo
in’italia.potresti aiutarmi in questa difficile
impresa? per lei tutto questo e’ molto inportate,perche’
ci sembra di avere capito che questo soldato pittore
fosse suo padre.noi siamo ancora in collegamento con
questa signora.fatemi sapere qualcosa.
grazie Laura
DA SILVANA
Salve beppe io sono silvana, ho letto sul sito della
testimonianza del signor sintori della divisione vicenza,
mio zio era della pasubio a verona e risulta disperso
dal dicembre 42 sul don a cherkowo. Io cerco notizie
se qualcuno è ancora in grado di fornirmele
compreso il sintori. grazie
ANCORA DA SILVANA (11.2.2007)
Ciao Beppe ma mi vuoi occupare tutte le pagine di
posta elettr. con la tua pagina sui viaggi? Io andrei
solo in ucraina sulle tracce dell' ARMIR e poi da
sola non riuscirei, come mai il tuo amico Bonardi
non mi risponde ancora???
Grazie ciao da Silvana.
DA GIAN LUIGI BONARDI IN RISPOSTA A SILVANA
(15.2.2007)
Cara Silvana,
dalle e-mail giratemi da Beppe Tassone e da Piero
Marenco so che avresti piacere di aggregarti ad un
eventuale viaggio da effettuarsi sulle orme dell'ARMIR.
Dopo il nostro "viaggio della memoria" purtroppo
l'Associazione non ha ancora potuto preventivare un
nuovo viaggio in quelle località , soprattutto
per ragioni logistiche (cambio dell'agenzia di viaggio),
ma anche perchè si tratta di un viaggio impegnativo
sia per l'aspetto logistico che per l'aspetto emotivo.
Chi è intervenuto nel primo viaggio era certamente
motivato da ragioni umane, familiari, storiche e culturali
che altri non hanno fino ad ora ancora manifestato
in numero adeguato. Ciò non significa che un
nuovo viggio non sia possibile. La possibilità
di ripercorrere una simile avventura ci sarebbe, ma
occorrerebbe che un numero adeguato di volonterosi
lo richiedesse ai nostri capi, che certamente si prodigherebbero
per soddisfare tali richieste. Non
essendo preposto a questo compito, posso solo aggiungere
che nell'immediato forse chi lo desidera potrebbe
interessarsi direttamente visitando i molti siti dell'A.N.A.
(UNIRR - L'ALPINO - ONORCADUTI), tenendo presente
che nell’anno 2008 sarà il sessantacinquessimo
anniversario della battaglia di Nikolajewka, e alcuni
gruppi di parenti di reduci e dispersi si stanno attivando
(anche con camper) per recarsi sui luoghi della ritirata
di Russia, per una commemorazione più diretta
e partecipata. Il mio cuore sarà con loro,
ma gli impegni di lavoro e famiglia mi trattengono.
Un buon modo per "mettersi in lista" potrebbe
essere intanto quello di partecipare, come parente,
a qualche riunione commemorativa (vedi raduno nazionale
di Cuneo), ove è possibile conoscere direttamente
progetti di viaggi e modalità di partecipazione,
oltre che avere il piacere di incontrare qualche reduce,
magari della divisione Pasubio, che possa offrire
momenti di commozione. Lieto dell'incontro, invio
i miei migliori saluti (e se hai qualche ricordo di
quei tristi momenti (lettere - diari - documenti),
sarebbe bello che ce ne facessi partecipi, migliorando
così le nostre possibilità di approfondimento).
gian luigi bonardi
DA GIUSEPPE PEZZOTTI (11.2.2007)
Ho letto con piacere le vostre pagine e vedendo il
vostro attaccamento a questa manifestazione e a queste
persone reduci da una tremenda esperienza, oso chiedere
aiuto.
Sono figlio di un Sergente della Tridentina e sono
nato pochi giorni dopo (13/02/43) la Battaglia di
Nikolajewka (26/01/43).
Purtroppo mio padre è mancato quasi 10 anni
fa, ma poco prima che morisse gli ho promesso che
mi sarei recato sui luoghi della loro sofferenza.
E' tanto tempo che cerco di sapere se sono in organizzazione
pellegrinaggi a Nikolajewka ma non trovo riscontri.
Ora chiedo cortesemente a Voi che avete effettuato
un viaggio in Camper in quei luoghi di conoscere nel
dettaglio cosa serve e quali sono le indicazioni stradali
(cirillico permettente), perchè a costo di
andare in auto da solo, voglio celebrare lì
il 65 anniversario degli Alpini in Russia.
Fiducioso in un Vostro aiuto porgo cordiali saluti
Giuseppe Pezzotti
INVIATO IN RISPOSTA DA GIAN LUIGI BONARDI A
GIUSEPPE PEZZOTTI (15.2.2007)
Caro Giuseppe Pezzotti
Beppe Tassone e Piero Marenco mi hanno girato la Tua
e-mail, nella quale
esprimi il desiderio di recarti sulle orme della ritirata
di Russia. Come avrai letto nel Ns. sito, mio padre
era anch'egli della Tridentina (tenente nella 254
compagnia del battaglione Valchiese) ed anch'egli
è mancato nel 1976.
Sulle particolarità del viaggio, su cosa serva,
su quali documenti predisporre è necessario
che ti risponda direttamente Piero, anche se già
andando a visitre il Ns. sito, (grandavventura 1 dal
don al mar nero 2005) potresti trovare che cosa normalmente
occorre per un simile viaggio. Non sei il solo che
propone a noi questa richiesta di aiuto, ma ci sentiamo
un po' impreparati in proposito.
So che l'A.N.A. sta preparandosi per celebrare alla
meglio il 65° anniversario della battaglia di
Nikolajewka, e molte sezioni quest'anno si stanno
prodigando in singole manifestazioni, come quella
di Brescia, alla quale ho partecipato (per la prima
volta) sentendomi accolto come uno "di famiglia"
(vedi allegato).
Un prossimo raduno alpino per Nikolajewka è
previsto domenica prossima alla Cittadella di Padova
(vedi l’ALPINO). Partecipare a questi incontri
può rivelarsi molto utile per conoscere se
vi sono programmi per andare a Nikolajewka...basta
chedere agli organizzatori, che normalmente ne sono
a conoscenza e possono dare le giuste informazioni.
So che ormai spesso vengono organizzati anche viaggi
in camper con effettivi, parenti e qualche reduce
irriducibile (ormai pochissimi per la verità).
Altro metodo per saperne di più è visitare
i siti dell'UNIRR o similari, cosa che probabilmente
già avrai fatto. Mi dispiace di non poter essere
d'aiuto più di tanto, ma mi ha fatto piacere
incontrarti anche solo per via mediatica. Ci lo sa,
mgari in un prossimo futuro potremmo anche conoscerci
meglio, scambiandoci informazioni e memorie e ricordando
insieme i nosri amati genitori alpini. A disposizione
per qualsiasi altra cosa e ricordati del raduno nazionale
di Cuneo, altra buona occasione.
Un abbraccio gian luigi bonardi
RETTIFICA AL PRECEDENTE E MAIL (15.2.2007)
Gent. sig. Pezzotti, il presente per precisarLe che
in un mio e-mail precedente ho commesso l'errore di
scrivere che il 65° a Nikolajewka sarebbe
stato quest'anno, mentre sarà nel 2008. C'è
quindi tempo per ottenere informazioni utili per il
viaggio che intende intraprendere. Come richiesto,
se verrò a conoscenza di programmi o persone
che vogliano esaudire lo stesso suo desiderio, sarÃ
certo mia cura renderla edotta.
Cordialmente gian luigi bonardi
DA GIUSEPPE PEZZOTTI RINGRAZIAMENTI (15.2.2007)
Un grazie di cuore a tutti Voi per avermi risposto.
Spero con tanto entusiasmo di tenere sempre viva la
promessa fatta a mio padre.
Voglio toccare quel suolo reso sacro dal sacrificio
di tanti nostri italiani.
Se verrete a conoscenza di iniziative per il 65°
a Nikolajewka, Vi prego di inviarmi una e-mail.
Ai Sign.Beppe Tassone, Piero Marenco e alla Sign.ra
Laura Ballestriero chiedo se non disturbo troppo di
conoscere il tragitto geografico, permessi, visti
e quant'altro serva.
Di nuovo un forte grazie, cordiali saluti.
Giuseppe Pezzotti
DA ROBERTO PISTRIN (11.7.2007)
Buona sera signore, vi scrivo della Argentina, di
Buenos Aires, sono argentino, figlio d’italiani
e per dirvi che giorni fa ho trovato delle lettere
di mio zio inviate dal Fronte russo, era fratello
di mio padre, già scomparso 4 anni fa, e mi
hanno troppo emozionato. Lui e scomparso in Russia,
l’ultima lettera ricevuta da mia nonna fu il
04 Dicembre 1942. Secondo le lettere apparteneva al
11ª Raggruppamento di Corpo Armata Alpina 53
Gruppo 7 che partì di Buttrio, nel Friuli in
Giugno dall’42.
So che mia nonna e mi padre hanno fatto dopo la guerra
delle rechieste per sapere su di lui, perche non hanno
mai trovato il suo corpo, secondo loro mi dicevano,
era scomparso e non hanno avuto mai notizie su di
lui. Quello mi faceva sempre pensarci, adesso che
ho 43 anni e che anche io ho passato per una situazione
similare, anni fa, nel 1982 ero soldato in tempo della
guerra delle Falklands (Malvinas) vorrei sapere se
si può conoscere di piu sulla situazione della
guerra e di quel gruppo. Il suo nome era ANGELO PISTRIN
nato a Rivignano (Friuli) credo che nell’anno
21ò 22 e prima della guerra abitava a Bologna,
dove si era transferito con tutta la famiglia.
Mi piacere molto poter ricevere posta di voi e così
saperne di piu su un periodo della vita della mia
famiglia que e stato molto tràgico.
Scusi del mio scritto, ma e da tempo che non scrivo
in italiano.
Vi saluto e ringrazio de tutto che potesti fare,
ROBERTO PISTRIN
INVIATO DA GIAN LUIGI BONARDI A ONORCADUTI (30.7.2007)
Il sig. Roberto PISTRIN (Argentino), mi chiedeinformazioni
su suo nonno PISTRIN ANGELO nato a Rivignano tra il
1920 ed il 1921, affermando che apparteneva all'11
Ragguruppamento Corpo di Armata Alpino 53
Gruppo 7, di cui non si hanno notizie dopo la campagna
di Russia. L'ultima lettera alla famoglia è
datata 4 dicembre 1942.
Ringrazio anticipatamente per qualisasi risposta.
Cordiali saluti
Gian Luigi Bonardi
L'e-mail dell'interessato è il eeguente....segue
e-mail
RISPOSTA A ALL’E-MAIL DI GIAN LUIGI CHE
PRECEDE (31.7.2007)
Per le ultime notizie sui dispersi di Russia (di
cui purtroppo noi non
ci occupiamo) ci si deve rivolgere a:
Unione Nazionale Reduci di Russia Via Monti Vincenzo,
59
20145 Milano (MI) tel. 02 4816447 oppure 02 4817371
Cordiali saluti www.laltraverita.it
ancora da ROBERTO PISTRIN (17.8.2007)
Caro Gian Luigi, vorrei sapere se ha qualche novità
della vicenda che gli ho raccontato a Beppe, li ringrazio
molto per occuparsi e aspetto notizie sue.
Grazie
ROBERTO
DA MARCO GIANNA (5.8.2007)
Beppe buongiorno,
ho letto sul giornale di brescia della pubblicazione
di un libro edito dal gruppo alpini di Borgosatollo
riguardante la ritirata di Russia nell’ultima
guerra, avrei piacere avere notizie su come si fa
a riceverne una copia, ti ringrazio anticipatamente
Marco.
RISPOSTA DI GIAN LUIGI BONARDI A MARCO GIANNA
Egr. Sig. Marco, rispondo con ritardo al suo e-mail
trasmessomi da Beppe
Tassone, che a torto mi ritiene un esperto di reduci
e dispersi di Russia.
Sono solo figlio di un Alpino, e a certe richieste,
come la Sua, mi è possibile dare soddisfazione.
Il libro “SIAMO TORNATI A BAITA” sponsorizzato
dal Gruppo Alpini di Borgosatollo e scritto “alla
garibaldina” con la supervizione di Giovanni
Coccoli dai due alpini Giulio Baiocchi e Angelo Viviani,
che ho avuto l’onore
di incontrare al rduno di Brescia di quest’anno
per la commemorazione della battaglia di Nikolajewka,
credo che Lei lo possa richiedere ed otenere rivolgendosi
direttamente al detto Gruppo Alpini di Borgosatollo,
c/o Giovanni Coccoli - Via IV novembre 325 - 25010
BORGOSATOLLO (Bs), ovvero telefonando o inviando un
fax al n. 030/2702063 oppure inviando una e-mail al
seguente indirizzo: info@anaborgosatollo.it.
Mi faccia sapere.
Cordialmente Gian Luigi Bonardi
RISPOSTA DI GIAN LUIGI BONARDI A MARCO GIANNA
(20.10.2007)
Egr. Sig. Marco, rispondo con ritardo al suo e-mail
trasmessomi da Beppe
Tassone, che a torto mi ritiene un esperto di reduci
e dispersi di Rssia. Sono solo figlio di un Alpino,
e a certe richieste, come la Sua, mi è possibile
dare soddisfazione. Il libro "SIAMO TORNATI A
BAITA" sponsorizzato dal Gruppo Alpini di Borgosatollo
e scritto "alla garibaldina" con la supervizione
di Giovanni Coccoli dai due alpini Giulio Baiocchi
e Angelo Viviani, che ho avuto l'onore di incontrare
al rduno di Brescia di quest'anno per la commemorazione
della battaglia di Nikolajewka, credo che Lei lo possa
richiedere ed otenere rivolgendosi direttamente al
detto Gruppo Alpini di Borgosatollo, c/o Giovanni
Coccoli - Via IV novembre 325 - 25010 BORGOSATOLLO
(Bs), ovvero telefonando o inviando un fax al n. 030/2702063
oppure inviando una e-mail al seguente indirizzo:
info@anaborgosatollo.it. Mi faccia sapere.
Cordialmente Gian Luigi Bonardi
DA FABIO GIANNELLI (6.8.2007)
Vorrei sapere se ai mai trovato notizie del sottotenente
Mario Tenti del 278° reggimento, 2° battaglione
della divisione Vicenza disperso in Russia.
Grazie,
Fabio Giannelli
DA GIANCARLO ZAMBELLI (18.8.2007)
Salve e buona sera. Chiedo scusa se le rubo un pò
di tempo.
Mi chiamo zambelli Giancarlo,vivo in un paesino vicino
al grande fiume Po precisamente Boretto,vicino al
piu famoso paesino Brescello paese di Don Camillo
provincia di Reggio Emilia.alcuni anni fa incominciai
una ricerca di un mio cugino dato per disperso nella
ritirata di Russia. Era della Div. Julia 3° Art.
14° batteria Conegliano. Dopo anni di ricerche
avevo trovato un suo sergente Battistuzzi Olindo,il
quale mi ha aveva detto che Osvaldo era morto nella
notte del 14 Gennaio a Rossok dopo una furiosa battaglia
con i famosi T34. mentre le notizie ufficiali del
Col. Giuseppe Boranga ,il quale scrive alla famiglia
in data 10 Gugno 1943 che l’art Zambelli osvaldo
si è fermato per un live congelamento hai piedi
vicino al fiume Oskol, per tanto si presume che sia
stato fatto prigionieri dai Russi. Si prega di ascoltare
notizie radiofoniche della Croce rossa .Ormai signor
Beppe sono anni che non mi do pace vorrei conoscere
meglio la verità. Purtroppo il signor Batistuzzi
Olindo e morto in un incidente stradale,dopo quello
che ha passato il destino la voluto morto nella sua
terra a Conegliano. Ora cerco altre persone,mi rendo
conto che avranno una certa età ma gli alpini
sono una scorza dura,sono sicuro che qualcuno lo avrà
conosciuto. nel frattempo ho scritto al mensile “L’
ALPINO” dove ho mandato la fotografia dello
Zambelli, mi hanno detto che uscirà la notizia
nel mese di settembre.
Mi sto attivando su tutti i fronti letture e persone
che mi possono dare una mano,l’ultimo libro
che ho letto in queste ore è quello di Luigi
Pauluzzi “Alpini,Muli e Cristiani. Se lei signor
Beppe avesse qualche segnalazione libraria da consigliarmi
le sarei grato. Le chiedo scusa di questa mia lunga
lettera, ma oramai la ricerca è iniziata e
la voglio finire in bellezza trovando qualche suo
commilitone, o meglio un vecio alpin.
Con stima la saluto ZAMBELLI GIANCARLO
segue e-mail inviato dallo stesso Zambelli Giancarlo
al’ANA di Conegiano:
Carisssimi Alpini, Sono ormai anni che cerco di conoscere
la vera storia di mio cugino Zambelli Osvaldo classe
1922 nato a Mezzano inferiore (Provicia di Parma)
fece il CAR a Gorizia. Partì per il fronte
Russo in settembre del 1942 era nella div. Julia 3°
ART. Alpina 14°batteria Conegliano PM.202. Alcuni
anni fa ebbi la fortuna di conoscere l'alpino serg.
Olindo Battistuzzi il quale mi disse che zambelli
Osvaldo era nella sua batteria e precisamente nella
sua squadra,la sera del 14 Gennaio 1943 proveniente
da Golubja prima linea si erano fermati a Rossosch
per riposare, in quella sera avenne un accerchiamento
dei carrarmati T34 e avvenne un massacro dei nostri
soldati.
Fin qui la versione del suo sergente
In data 10 giugno PM. 264 1943 una lettera del comando
del 3° regimento Artigleria Alpina Julia,indirizzata
alla mamma di Osvaldo con n° di Prot. 35 Come
oggetto informazioni sull'art Zambelli Osvaldo. cosi
recita la lettera: Dalle ricerche fatte fra gli ufficiali
e militari della batteria cui vostro figlio apparteneva,
risulta che egli è stato diperso il giorno
20 gennaio del 43 atowoloshawka sul fiume OSKOL. Sembra
che egli si sia fermato per glieve congelamento ai
piedi; di conseguenza l'ipotesi della prigionia è
la più attendibile. Firmato
Il Colonnello-Comandante. = Giuseppe Boranga=
Mi sembra che in questo comunicato ci siano delle
discordanze,molto gravi, per tanto chiedo a tutti
gli alpini che lo hanno conosciuto in particolare
modo quelli della sua batteria o squadra farmi saper
qualcosa. Mi rendo conto che il tempo passato è
tanto ma la fibra dell' alpino è resistente.
Chi volesse aiutarmi a capire meglio questa tragedia
ne sarei grato,sono disposto ad incontrare personalmente
chi lo ha conosciuto,e che ha vissuto questa immane
tragedia.
segue indirizzo.
DA MARIO CARRARA (14.11.2007)
Sig Beppe sto cercando informazioni su mio padre
(classe 1915) richiamato alle armi durante la seconda
guerra mondiale per la campagna di Russia. Tutto cio'
che so e che si trovava sul Dnieper.
Lei è in grado di dirmi quando questa classe
fu mandata in Russia?
grazie e saluti
RISPOSTA A MARIO CARRARA (10.12.2007)
Egr. Sig. Mario Carrara,
per la risposta alla Sua domanda che via e-mail Beppe
Tassone mi ha girato, mi avvalgo di quanto riferisce
per iscritto il nostro "storico" Pino Danese,
che ha "scavato" fra le fonti ufficiali.
Anche mio padre Eugenio (classe 1913) credo sia partito
per la Russia nel 1942, per rientrare dopo Nikolajewka
(26.1.1943).
“Lo CSIR parte dall’Italia alla fine
di luglio 1941 e raggiunge in treno la Romania. Di
qui con mezzi propri passa in Bessarabia a Botosani,
base di partenza delle operazioni.Con molta difficoltà,
derivanti dalla insufficiente ed inidonea dotazione
di mezzi di trasporto, le Divisioni italiane seguono
con molta fatica l’Armata Corazzata tedesca
alla quale erano state aggregate. Tuttavia, nonostante
le antiquate artiglierie e la mancanza di mezzi corazzati,
si comportano valorosamente; superano i fiumi Bug
e Dnjeper ed avanzano verso il bacino minerario del
Donetz.A metà novembre 1941 conquistano gli
importanti centri di Stalino, Nikitovka, Gorlovka
e Rikovo.L’inverno incombente e l’estremo
logoramento subito dai reparti italiani in questa
guerra di movimento, per la quale non sono equipaggiati
né sono stati addestrati, obbliga lo CSIR a
fermarsi sulle posizioni raggiunte e ad organizzarsi
per trascorrere un inverno che si annuncia estremamente
rigido. Il giorno di Natale i russi sferrano contro
le nostre posizioni, tenute dai bersaglieri e dalle
Camicie Nere, una vigorosa offensiva che viene però
contenuta e respinta con notevoli perdite. A metà
febbraio giunge in Russia il primo reparto alpino:
il Battaglione Monte Cervino. Un mese dopo lo CSIR
viene potenziato con l’invio del 60 Reggimento
Bersaglieri e del 1200 Reggimento Artiglieria Motorizzata”
E' solo una piccola goccia di storia, ma spero possa
soddisfare la sua
richiesta.
Cordiali saluti gian luigi bonardi
DA MORFEUS 1980 (9.12.2007)
Buona sera, sono il nipote di un soldato disperso
durante la seconda guerra mondiale in Russia. Apparteneva
alla divisione Vicenza (278 Regg.Fanteria 3 battaglione
comando n. 156. Mio zio, si chiamava Mondano Francesco,
nato nel 1921 a Frattamaggiore Napoli) partito nell'anno
1942.
Distinti saluti per ulteriori informazioni mi può
rispondere a questo indirizzo di posta elettronica
o chiamando al .....
RISPOSTA A MORFEUS 1980 (10.12.2007)
Caro amico,
ho ricevuto da Beppe Tassone del Camper Club La Granda
la Sua e-mail.
Non essendo in grado di offrire una risposta alla
richiesta, Le comunico che la stessa verrà
inserita quanto prima nel nostro sito, ove, per rileggerlo,
dovrà cliccare nelle "info" il paragrafo
"Circolo Culturale", quindi "viaggio
della memoria dal Don al Mar Nero" ed infine
cliccare sul capitolo "Il Richiamo del Don".
Purtroppo, per tentare di soddisfare la Sua richiesta,
non abbiamo altro modo che renderla nota ai più
pubblicandola sul nostro sito, con l'augurio che trovi
riscontri.
Tuttavia La invito a quanto sottoindicato:
"I familiari dei deceduti o dei dispersi possono
richiedere informazioni piú complete a:
ONORCADUTI Commissariato Generale
Onoranze Caduti in guerra P.le L. Sturzo 23 - 00144
Roma
U.N.I.R.R. Unione Nazionale Italiana
Reduci di Russia, Sez. Provinciale di Cuneo, info
- Vicepresidente Vernassa Valter, cell. 3400011994
U.N.I.R.R. Unione Nazionale Italiana
Reduci di Russia Via Vincenzo Monti, 59 - 20145 Milano.
Sito Web dell'UNIRR www.fronterussounirr.it
mail: fronterussounirr@libero.it
Cordialmente
gian luigi bonardi
Chi è nato nel periodo anteguerra e ha avuto
la sfortuna di avere un genitore o un parente di cui
si ignora la sorte, sa cosa vuol dire sopportare questa
mancanza. E’ un dolore talvolta languido e talmente
sottile che porta chi vive questa ansia a chiudersi
in se stessi, rifiutando di rassegnarsi ad accettare
che il corpo tanto cercato di una persona amata sia
sepolta da qualche parte anche con la parola IGNOTO.
Per iniziare razionalmente la ricerca del luogo di sepoltura
del Caduto occorre:
• acquisire i dati anagrafici completi presso
il comune di nascita
• acquisire la data di morte presso il Comune
di nascita
• acquisire presso il distretto militare di appartenenza
il Foglio Matricolare ( da cui desumere il numero di
matricola, l’Arma di appartenenza, l’evento
bellico causa della morte, la data, nonché l’intero
curriculum militare). Il Foglio Matricolare è
il documento più completo, rispetto all’Estratto
Matricolare che riporta informazioni sommarie nonché
sintetiche descrizioni dei caratteri antropometrici;
• contattare il Ministero della Difesa - Direzione
Generale per il Personale Militare- Ufficio Ricompense
ed Onoreficienze, 3° Reparto, 8^ Divisione, via
XX Settembre 8 00187 Roma (potrebbero essere state conferite
delle onoreficienze, ad esempio Croci al merito di Guerra
• Contattare il Commissariato Generale Onoranze
Caduti in Guerra (Onorcaduti), piazzale Luigi Sturzo
23, 00144 Roma scrivendo una lettera, completa di tutti
i riferimenti matricolari e anagrafici, di richiesta
informazioni sull’eventuale luogo di sepoltura
del Caduto o Disperso (Onorcaduti possiede la banca
dati informatizzata dei Caduti, ed è istituzionalmente
preposta alla gestione dei Sacrari Militari in Italia
e all’estero, alla ricerca dei Caduti, al recupero
e alla traslazione delle salme ancora oggi ritrovate
in terra straniera). Allegare, se possibile, copia del
Foglio Matricolare.
Se si vuole approfondire la conoscenza dell’area
e degli avvenimenti bellici avvenuti in prossimità
della data del decesso, occorre contattare i seguenti
Uffici Storici o Comandi:
• Stato Maggiore Esercito, Ufficio Storico, via
Lepanto 1 00192 Roma
• Stato Maggiore della Marina, Ufficio Affari
Generali e Relazioni Esterne, 1° Ufficio, Ufficio
Storico, via dell’Acqua Traversa 151, 00135 Roma
• Stato Maggiore dell’Aeronautica, 5°
Reparto, Ufficio Storico, Viale dell’Università
4, 00185 Roma
• Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri,
Ufficio Storico, Viale Romania, 00197 Roma
• Comando Generale della Guardia di Finanza, 5°
Reparto, Ufficio Storico, Viale XXI Aprile, 00162 Roma
• Polizia di Stato, Piazza Viminale 1, 00184 Roma
• Corpo Forestale dello Stato, via Carducci 5,
00187 Roma
• Consultare i titolari dell’Archivio di
Stato, Corso Rinascimento, Roma
• Consultare l’Archivio Centrale dello Stato,
P.le degli Archivi EUR Roma