CIRCOLO CULTURALE "INSIEME"

"CAMPER E CULTURA…INSIEME"


UN RADUNO TRA VIAGGIO, TURISMO, CULTURA, STORIA E RICORDI
"DAL DON AL MAR NERO"

"COME L'ECO"
di Gian Luigi Bonardi

Caro Mario Rigoni Stern, la tua semplice ma importante lettera del 28/XII/05 scritta a Vitto Carion, con gli auguri a tutti i soci de “La Granda”, mi offre lo spunto per ricambiare, a nome di questi tutti, gli auguri per un felice e operoso anno 2006, e ci rende nel contempo, se ce lo permetti, orgogliosi per le parole semplici con le quali ci hai espresso il tuo senso di commozione, dopo aver esaminato il modesto materiale riguardante la memoria dei nostri combattenti sul Don.
Eravamo là, con i nostri camper, nella grande distesa colma di girasoli, contro mano rispetto alla residua immaginaria folla di voci dei combattenti superstiti, fantasmi di un passato che non vuole e non può tirare giù il sipario, ma ancora sa creare “commozione ed emozioni di tempi tanto lontani” in chi, sergente nella neve, ha dovuto essere protagonista ed ha saputo raccontare, con passione e partecipazione invidiabile, le gesta di eroi senza nome e di compagni più o meno fortunati. Il ricordo commuove anche noi, figli di un passato tormentato, scritto dai nostri padri con il sangue raggelato nell’inverno russo ed ucraino, sul nostro stesso percorso a ritroso, ove abbiamo unanimemente concordato di nominare il silenzio, per quella volta, Signore dei nostri gesti, in segno di rispetto.
Con semplici ma toccanti cerimonie abbiamo gettato un sassolino nella fontana della memoria, e il piccolo foro formatosi nell’acqua di ieri si è fatto breve perimetro circolare e con veloce espansione ha raggiunto i bordi ed è tornato con frammenti di luce riflessa in frange numerose, verso il centro, a riferire ad ogni goccia d’acqua l’accaduto.
L’eco del nostro procedere in silenzio tra balche strisciate dal sole e mandrie di mucche sorprendentemente calme, sta soffiando le nostre emozioni lontano, oltre chi ci ha visto passare, al di là delle grandi pianure sconfinate, nelle quattro direzioni. Abbiamo seminato le pulsazioni del nostro cuore, con l’intenzione di offrire, a chi ne abbia sete, il fiore dell’amicizia e della pace, fiore di scanzonati camperisti, capaci, tutti insieme, di mescolare i colori del tempo e farne una seria bandiera, che sia degna per tutti.
Non abbiamo fatto altro che raccogliere le tue parole scritte, caro Mario, insieme a quelle di altri testimoni oculari, per essere più consapevoli e più pronti a comprendere, senza voler tanto giudicare quanto imparare ed apprezzare. Il nostro silenzio, la nostra immaginazione, il nostro desiderio di rintracciare nella natura circostante, nei luoghi, nei volti ospitali e sorpresi dei Russi qualche rara testimonianza di quel passato così complicato per chi non l’ha vissuto, erano anche il frutto di un tuo monito, che ci ha accompagnato nella “Grandavventura” e già più volte è stato richiamato nel “sito” de La Granda: “ovunque andrete lungo il vostro viaggio nella zona che va tra Charkov e il Don, in ogni isba, in ogni villaggio, in ogni angolo ci saranno degli alpini morti, ovunque! Ricordatevelo!!!” Che male c’è allora se qualche lacrima è stata versata senza bisogno di nasconderla? Anche per questo, grazie, caro Mario Rigoni Stern, e concedimi un abbraccio particolare, con l’affetto di un figlio della grande famiglia degli Alpini.
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