SIRIO SINTORI, REDUCE DELLA DIVISIONE VICENZA, SULLA VICENDA
DELL’ARMIR, FRONTE RUSSO 1942/43, IN OCCASIONE
DELLA MOSTRA ORGANIZZATA PER “IL GIORNO DELLA
MEMORIA”
Il concittadino Sirio Sintoni, uno dei reduci della
tragedia italiana sul fronte russo, ha raccontato questa
sua vicenda, ricca di particolari, nel volume “Topi
della steppa” di cui il Comune curò la
presentazione nel 1999. Oggi, in occasione del programma
approntato per “Il giorno della Memoria”,
che si celebra il 27 gennaio, riportiamo una sua testimonianza
su questa drammatica pagina di guerra:
“L’11 dicembre 1942 di 60 anni fa, sul
fronte russo, iniziavano le fasi di logoramento contro
l’Armata Italiana e Romena, schierate sul fiume
Don. I primi colpi di cannone i russi li spararono
contro due delle sei Divisioni dell’8^ Armata
Italiana (ARMIR): la “Cosseria” e la “Ravenna”,
schierate sul Fronte Sud. Successivamente, giorno
dopo giorno, scendendo il corso del fiume, attaccarono
la Divisione “Pasubio” e la “Torino”
e aumentando forze e potenze di fuoco, raggiunsero
la Divisione “Celere” e “Forzesca”
coinvolgendo anche la 3^ Armata Romena, dove proprio
in quel settore le Armate Russe erano decise a varcare
il fiume Don per defluire le loro Armate, alle spalle
di quelle tedesche, che da mesi combattevano per occupare
Stalingrado sul fiume Volga. Così le Armate
Russe insistettero nell’offensiva alimentando
con nuove truppe le brecce aperte sul fiume; il 19
dicembre sferravano l’attacco decisivo, costringendo
le Divisioni Italiane e le due Legioni, 3 gennaio
e 23 marzo del CC.NN del Fronte Sud a ritirarsi. Una
massa di uomini, stanchi, logorati da un freddo insopportabile,
privi di tutto camminò fino e dopo il 31 dicembre
1942. I Russi con quella prima offensiva riuscirono
a distruggere la 3^ Armata Romena e oltre il 60% delle
forze combattive della nostra 8^ Armata; fu la fine
del Fronte Sud.
Il 1 gennaio 1943, sul Fronte Nord troviamo ancora
il C.D. Alpino con la Divisione di fanteria “Vicenza”
schierati sul fiume Don. Quel settore si mantenne
tranquillo fino al 15 gennaio, quando all’alba
una colonna di carri armati carichi di fanteria russa
attaccò la città di Rossosc, sede del
Comando del C.D.A. e proseguì con le battaglie
sul fiume nei giorni 16 e 17 gennaio, quando giunse
l’ordine di lasciare le postazioni sul DON per
le 17 ore precise. Alla truppa furono consegnate viveri
a secco per i tre giorni occorrenti a raggiungere
gli avamposti tedeschi di Valujki. Quella sera-notte
fonda 100.000 uomini, Alpini della “Julia”,
“Cuneense”, “Tridentina” e
i fanti della “Vicenza”, rimasti di retroguardia,
si incamminarono lungo le piste gelate, con una temperatura
dai 25 ai 32 gradi sotto zero; iniziava così
quello che poi diventerà la più grande
tragedia della seconda guerra mondiale. Con quella
ritirata si combatterono le battaglie di Postojalvi,
Varvarovka, Scheljakino e Nikolajevka. Dopo aver percorso
oltre 450 chilometri di piste gelate, con le poche
slitte stracariche di feriti e congelati, costretti
a essere abbandonati lungo le piste, pochi fortunati
sopravvissero a quella tragedia solo perché
si trovarono a seguire la Divisione “Tridentina”.
Dei giorni per uscirne fuori ne impiegarono dai 14
ai 17. Arrivarono a piccoli gruppi a Logovoje, più
morti che vivi. C’ero anch’io. Era il
3 febbraio 1943.
Quello che restava delle altre due Divisioni Alpine
“Julia” e “Cuneense”e della
Divisione “Vicenza”, che distanziate,
proseguivano per Valujki ignorava che la cittadina
era già stata occupata dai russi. Vi finirono
prigioniere nei giorni 26 e 27 gennaio, con i suoi
Generali Comandanti. Dopo 60 anni da quella tragedia,
nascosta dal governo-regime di allora, a noi superstiti
protagonisti viventi, ora in possesso dei dati del
dopo guerra, è sempre più difficile
capire la mostruosità di tante vite spezzate.
L’ARMIR era formata da 10 Divisioni e da 2
Legioni di CC.NN. 229.005 uomini.
Le perdite subite dal 5 agosto 1941 al 30 gennaio
1943
CADUTI DISPERSI e PRIGIONIERI 141.993
UOMINI
SUPERSTITI………………………………………………….……N°
87.012
DI CUI FERITI E CONGELATI RIMPATRIATI…………………....N°
43.282
UOMINI VALIDI DOPO LE DUE RITIRATE RIMPATRIATI ….....N°
33.700
PRIGIONIERI RIMPATRIATI A FINE GUERRA……………....…
N° 10.030
TOTALE DEI RIMPATRIATI…………………………………....…N°
87.012