CIRCOLO CULTURALE "INSIEME"

"CAMPER E CULTURA…INSIEME"


UN RADUNO TRA VIAGGIO, TURISMO, CULTURA, STORIA E RICORDI
"DAL DON AL MAR NERO"

ALESSANDRO SCOTTI UN ALPINO SUL FRONTE DEL DON
ricordo del papà, di Giovanni Scotti

Ho ricevuto un e-mail di giovanni Scotti, il quale, navigando in Internet, è capitato nel nostro sito dedicato al viaggio della Memoria che abbiamo realizzato nel 2005 in Russia lungo il Don, il quale descriveva molti dei luoghi che gli erano stati descritti da suo papà Alessandro, Alpino della Tridentina sul Don, e dopo uno scambio di e-mail gli ho chiesto se aveva del materiale da inserire su queste pagine del sito inerenti il suo papà.
Mi ha inviato la storia di una cerimonia di rientro di una salma dal fronte, avvenuta nel 1999, di un disperso, l'Alpino Luigi Damiano amico di Alessandro.
La lettera del suo papà, dedicata all'amico sfortunato e letta in chiesa durante la cerimonia, che riporto in questa pagina, è una struggente testimonianza di come anche a distanza di molti anni, Alessandro non abbia dimenticato quanto aveva vissuto negli anni della sua gioventù, così provati da un evento come lo era stato quella ingiusta guerra in terre così lontane alle prese con il terribile inverno Russo.
E' questo un omaggio che il Camper Club la Granda dedica con tutto il cuore ad un nostro Alpino della Tridentina.
Piero Marenco

Ho letto con attenzione l'e-mail di Piero Marenco che con poche parole mi ha riassunto quanto già avevo avuto modo di visionare sul Vs. sito Internet
http://www.camperclublagranda.it/camperpiero/Russia_Don_2005-web/default_russia.htm
Le parole di Piero Marenco mi fanno tornare alla memoria quanto mio padre mi ha raccontato, sin da piccolo, in merito ai suoi ricordi della Campagna di Russia e della "sua Tridentina" alla quale era particolarmente legato per le vicissitudini vissute in terra di Russia.
Ringrazio anticipatamente tutti per l'opportunità e colgo l'occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
Giovanni Scotti
Il paese di Botta
Una frazione del Comune di Sedrina dove è nato mio padre, vissuto e sepolto il 26 agosto dell’anno 2004
Piccolo paesino di 1.000 abitanti sito nella Valle Brembana a 12 Km da Bergamo e a circa 11 km da San Pellegrino Terme
Una foto di mio padre (a destra) scattata l'11 aprile 1999 (all'età di 86 anni). E' ripreso insieme ad un ufficiale di sua conoscenza, presso la chiesetta del cimitero, al termine della cerimonia in occasione del ritorno in patria della salma di un caduto in terra di Russia, commilitone di mio padre.


11 aprile 1999
Un ricordo dell'alpino Alessandro Scotti classe 1913 in occasione della commemorazione della salma del caduto EUSEBIO DAMIANI

Carissimo Luigi,
o meglio, per noi tutti "EUSEBIO",
oggi finalmente le tue spoglie sono tornate, per ricongiungersi alle radici della tua terra, in cui, ancora giovane, facesti mille progetti, ignaro che il terribile e lungo INVERNO BIANCO della Russia, sibilante di quel vento dal sapore vivido di morte, che per troppo tempo ci riempì le narici, trascinasse con sé la Tua vita e con essa anche tutto quel futuro di pace, tanto sognata da tutti, che ti aspettava di diritto, diritto che purtroppo però la guerra non conosce.
Oggi, più che mai, mi appare nitido il ricordo di quell'ormai lontano giorno, senza data, senza ora precisa, in cui, uscendo da un'isba, dove avevo rimediato un po' di cibo, volgendo gli occhi verso la "colonna" alla quale appartenevo, incrociai il Tuo sguardo ed abbranciandomi, prendesti di fretta una delle mie patate; ancora non sapevo che sarebbe stato l'ultimo cibo che avremmo condiviso ed ora, se mi soffermo a pensare, risento intorno alle mie spalle la forza disperata di quell'abbraccio, rimastomi vivo nel cuore, unito a migliaia di ricordi.
Sì Eusebio, io sono stato più fortunato, io sono tornato, ma l'INVERNO BIANCO ha fatto sì che alcuni frammenti di vita, chiamati ricordi, si fondessero con pezzi di morte interiore.
Soltanto chi, come me è reduce da quell'atroce esperienza, può veramente capire il vero messaggio espresso in questa mia affermazione; soltanto loro possono condividere il mio pensiero, quando dico o parlo dell'amara gioia del ritorno a casa, inizio d'interminabili notti insonni o popolate da allucinanti incubi, dove ogni colpo tuonava come realtà, tornando a massacrare con venti polari e granate, assetate di giovani vite innocenti, in cerca di ultime disperate invocazioni d'aiuto per la ricerca spasmodica di vita o per trovare "sollievo nella morte”.
Quanti risvegli, o mio compagno, mi hanno trovato imperlato di sudore. Ancora oggi, dopo una lunga vita, colma di sacrifici, ma anche di gioie, non trascorre un solo giorno senza che il mio pensiero torni in Russia, impotente nell'impedire il riaffiorare di quegli anni intrisi di dolore che ricordano spietati il pianto di chi è rimasto violato laggiù, senza nome né croce.
E' per questo motivo che assistendo oggi al Tuo rientro, non posso che pregare, così come ho sempre fatto, che quel fatidico giorno in cui hai incontrato la fine della vita terrena, lassù, tu non abbia mai più provato l'INVERNO BIANCO, ma, bensì, l'azzurro intenso del cielo, dove DIO, abbia potuto accoglierti con lo stesso forte abbraccio che ci scambiammo quell'ultima indimenticabile volta.
Sono certo che in questo giorno, finalmente ritroverai nella tua terra, fra i tuoi cari e la tua gente, un rinnovato, completo e meritato senso di pace eterna
Con immutato affetto e stima
Alessandro Scotti



11 aprile 1999
La bara con i resti dell’Alpino Damiani Eusebio, caduto nella campagna di Russia, giunta da Roma è nella chiesetta del cimitero di Botta in attesa della commemorazione e della sepoltura

11 aprile 1999
La bara dell’alpino viene accompagnata in corteo dalla chiesetta del Cimitero di Botta verso la Chiesa Parrocchiale

11 aprile 1999
La bara dell’Alpino Damiani Eusebio durante la commemorazione nella Parrocchia di Botta
Due “”ex reduci della Campagna di Russia (mio padre 86 enne in primo piano) accompagnano la salma dell’Alpino durante la cerimonia di commemorazione e sepoltura

11 aprile 1999
Alla fine delle cerimonia una lettura:
“Un ricordo dell'alpino Alessandro Scotti classe '1913 in occasione della commemorazione della salma del caduto EUSEBIO DAMIANI”
Mio padre accanto alla bara ascolta e probabilmente rivive nuovamente quell’incontro all’uscita dell’isba nel lontano “1942 in terra di Russia

11 aprile 1999
Il corteo accompagnato dai parenti, dalle autorità, dai reduci di Nikolajewka e dalla popolazione di Botta, che ha assistito commossa e numerosa alla cerimonia si avvia verso il cimitero.

Una lettera dell'Alpino Luigi Damiani caduto al fronte pubblicata dall'Eco di Bergamo
Torna dalla Russia la salma di un soldato che prima di partire ebbe uno strano presentimento
«Quel campanile, io non lo rivedrò più»
Storie di guerra, della guerra di ieri che ha spento i sogni di tanti ragazzi.
Sono gli anni Quaranta, gli anni tristi del richiamo alle armi.
A Botta di Sedrina arriva una cartolina intestata all'alpino artigliere Luigi Damiani, che in paese tutti conoscono come Eusebio.
I suoi vent'anni si sono fermati nella steppa russa.
E lui se lo sentiva che dal fronte non sarebbe tornato: "Quel campanile lì, io non lo rivedrò più".
Si era voltato ad indicare la torre del suo paese al fratello Carlo, che aveva 12 anni e lo ascoltava col cuore in gola, mentre camminavano insieme lungo la strada che portava al treno, alla piccola stazione di Clanezzo.
Era il '42. Tempo un anno e tramite un cappellano arriva al Comune di Sedrina un telegramma: Eusebio è morto. Era la Pasqua del '43: il soldato Damiani era caduto il 26 gennaio.
Sono passati cinquantasei anni: è di nuovo Pasqua e il ricordo commuove ancora. Anche perché Carlo, il ragazzo della stazione, oggi sa dov'è stato seppellito il fratello maggiore: hanno trovato la piastrina in un cimitero campale ungherese, hanno dissotterrato la salma e la bara arriverà mercoledì a Botta.
I familiari saranno ad attenderla al casello autostradale di Bergamo fra le 11 e mezzogiorno. Arriverà da Roma, riportata in Italia grazie alle ricerche che da tempo ormai si stanno effettuando in Russia e negli altri Paesi dell'ex blocco sovietico.
La notizia del ritrovamento era stata comunicata già a dicembre, il giorno due. "Non ce l'aspettavamo", racconta Carlo classe del '31, muratore in pensione che vive con la famiglia in via Campana, parrocchia di Botta, ma oggi Comune di Villa d'Almè. Ad aspettare la salma di Eusebio ci saranno anche gli altri due fratelli, Giuseppe e Teresa.
Accompagneranno l'alpino artigliere a Botta, nella chiesetta del cimitero, e domenica 11 aprile nella parrocchiale sarà celebrata una Messa di suffragio alle 10,30. A rendere omaggio anche i combattenti e i reduci.
E in paese risuoneranno i rintocchi cupi di quelle campane che il soldato Damiani si era portato nel cuore.
Correva l'anno '42, un anno così lontano e così vicino.

L' Eco di Bergamo - 4 aprile 1999

Estratto del foglio Matricolare rilasciato ad Alessandro Scotti nel 1970 a Monza


Per informazioni è possibile telefonare al numero 0143-837604 , inviare fax al numero 0143-824406 o e mail a piero.marenco@tin.it

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net