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di Mario Rocco
l turismo all'aria
aperta o sotto le stelle che dir si voglia (o "en plein air"
o "open air") lo praticano sempre più persone,
ma poche conoscono a fondo la sua storia, le sue radici, le fondamenta
solide e serie su cui si basa.
Mario Rocco, campeggiatore e camperista torinese, ne ha tracciato
la storia con questa richiesta di grande valore che viene pubblicata
a puntate su Insieme.
Conoscere la nostra storia, sapere da dove veniamo è importante
anche per tracciare i programmi futuri perché non vi è
domani senza la memoria storica di ieri, nulla nasce dal nulla
neanche
il turismo.
Ecco perché queste pagine e questa rubrica sono importanti,
perché parlano di noi anche quando
non eravamo ancora
nati!
ALLA SCOPERTA DELLE RADICI
UN PO' DI NOSTRA STORIA..........
Cari Amici Camperisti,
Ho avuto occasione di ascoltare molti discorsi sul campeggio ed
in particolare su quello di tipo itinerante, praticato in maggior
misura dai possessori di tende ed ovviamente di camper. Le caravan
hanno forse segnato un attimo il passo diventando via via più
spaziose e comode, arricchendosi di dotazioni di base ed accessori
eclatanti a scapito di un parametro indispensabile : "la trainabilità".
In molte delle parole che, politici e non, fanno sul campeggio riappaiono
qua e là argomentazioni che fanno parte di un "patrimonio
storico" legato a personali interpretazioni di questo fenomeno
che ha comunque, e a dispetto di molti, avuto un'evoluzione forse
più rapida di quanto gli stessi enti preposti a gestirlo
non si aspettassero.
Proprio in considerazione di questi fatti e disponendo di un discreto
materiale "storico" in materia mi sono riproposto di metterlo
a disposizione di tutti gli Amici, sia "anziani", sia
"giovani" non d'età fisica ma come Campeggiatori
sperando di fare cosa gradita ai più e dimostrare a tutti
che in realtà molti dei problemi d'oggi, nonostante un crescente
e dirompente progresso tecnologico, sono i problemi di ieri e forse
di sempre.............
Potrei cominciare a mostrare documenti che datano dal lontano 1939
ma in attesa di poter avere tutto questo materiale coerentemente
ordinato mi limito in questa prima puntata a trasmettere il condensato
di tre articoli comparsi sul nº 2 della rivista CAMPEGGIO del
giugno 1948.............
MA CHI SONO QUESTI
PAZZI ?
Signori e signore, ecco i pazzi. Siamo precisamente quei mentecatti
che, udite udite, lasciano le loro case con termo-bagno, letti morbidissimi,
frigidaire e similia, per rifugiarsi sotto ad una tenduccia da portarsi
magari a spalla, con pochi aggeggi e molte scomodità, a dormire
sul duro, additati a scherno dalle folle.
Non stupitevi amici campeggiatori che questi discorsi ce li siamo
sentiti più di una volta, da persone molto serie, magari
accompagnati dalla conclusione che il campeggio turistico in Italia
non potrà mai avere fortuna.
A tutti gli incerti, ai novizi, e ai più o meno convinti
oppositori teniamo a far presente i seguenti punti base dell'attività
campeggistica in Italia.
1) - Il campeggio turistico va fatto come si deve con materiale
appropriato. Purtroppo se vi è un po' di mentalità
di cui sopra, è data dalle reminiscenze militari, in cui
la tenda voleva dire dormire in quattro o in sei sotto quattro teli
abbottonati, con un po' di maglia, l'incubo di una tromba, freddo
e molte cimici.
Tutt'altro è la tenda borghese, spaziosa e col doppio tetto,
e con mille accorgimenti di comodità, ricordatevi che il
sacco-letto, il materassino o il lettino sono indispensabili per
assicurarvi un buon riposo senza il quale non farete mai del buon
campeggio.
2) - Corredatevi secondo i vostri mezzi e secondo il tipo di campeggio
praticato, con materiale leggero se andate a piedi o in bicicletta,
con materiale comodo e nei limiti anche pesante se disponete dell'automobile,
o il vostro campo dura parecchio.
3) - Non è vero che l'ambiente sia ostile e malsicuro in
Italia. Comportatevi con criterio dalla scelta del campo alle precauzioni
durante il vostro soggiorno. Avvisate, consultate e piegatevi alla
volontà delle autorità del posto, fosse se non altro
la guardia comunale, e spiegate chi siete ed a quale associazione
appartenete. Se essi sono al corrente vi saranno prodighi di aiuto,
se non lo sono vi staranno ad osservare e si persuaderanno e farete
una preziosa opera di propaganda.
Persuadete voi stessi che l'ambiente non vi è ostile, che
ovunque troverete almeno un amico e un simpatizzante o comunque
chi, attraverso i giornali, o la nostra propaganda o il Touring
Club ecc. ha sentito parlare di campeggio e vuoi vederne l'esercizio
pratico. E anche nei paesi più sperduti è già
passato almeno un campeggiatore prima di voi
Non lasciate nulla fuori della tenda nelle ore notturne e affidate
in custodia ciò che è facilmente asportabile, se vi
allontanate. La percentuale di rapinatori, vagabondi, ladri, ecc.
non è certo inferiore in Francia che in Italia, malgrado
ciò il campeggio vi viene normalmente praticato, essendo
in genere la delinquenza radunata attorno alle grandi città.
Nè si ha il ricordo di fattacci mai accaduti in campeggio.
4) - "Il campeggio è costoso" così tutti
ripetono: "per acquistare una tenda e relativo corredo posso
andarmene in albergo".
Rispondiamo che il campeggio individuale è uno sport e non
una forma di villeggiatura per i pezzenti. Vi sono altri sport ben
più costosi e apparentemente illogici, di assai più
difficile iniziazione che non il campeggio. Il paragone dello sciatore
che spende un capitale in sci, laminature, maglioni. giacconi, scarpe
e aggeggi vari, s'alza di notte e viaggia per centinaia di chilometri
con mezzi costosi e scomodi come l'autobus affollato e il treno,
per rompersi le ossa e prendere un sacco di freddo e ritornare dopo
poche ore fradicio e pesto in città, non ci è dettato
da uno spirito antisciatorio, ma da esperienze che tutti abbiamo
fatto le prime volte che abbiamo messo gli sci ai piedi. Per il
campeggio non occorre iniziazione e le sue soddisfazioni sono alla
portata di tutti.
Ricordate che una buona tenda dura almeno dieci anni, il soggiorno
costa niente (Allora nel 1948!! N.d.r.) la cucina con mezzi adatti
non è scomoda e ultra economica, e se siete tra amici ammortizzerete
ogni spesa in pochissimo tempo. E anche in casa vostra potrete ingegnarvi
a costruire il materiale più costoso, con la guida di chi
di ciò sia esperto. Siamo qui anche per questo.
5) - "Il campeggio in Italia non potrà mai svilupparsi
perché non siamo maturi"!
In Italia e neppure in Francia non si fu mai maturi per nulla, nè
per lo sci, nè per il ciclismo, nè per l'automobile.
Eppure in Italia abbiamo ora una serie di Automobile Club con diecine
di migliaia di soci, tutti vanno a sciare, comprese le dattilografe
e i padri di famiglia, per non parlare della bicicletta e del calcio.
In Francia attualmente vi sono 300.000 campeggiatori, da noi lo
sviluppo fu più lento anteguerra per motivi già più
volte ripetuti, comunque nel 1942 l'Italia contava già più
di 2.000 soci. Ora i suddetti motivi stanno scomparendo, l'interesse
per il campeggio si fa vivissimo e ci viene documentato in mille
modi, in ogni città si raccolgono gruppi di appassionati.
Continueremo quindi la nostra opera perché siamo sicuri,
tirate le somme, di ciò che facciamo, contenti di questa
nostra pazzia che è amore per la libertà, il verde
l'aria aperta e il movimento.
LA PRIMA NOTTE IN TENDA
Generalmente si cede alle insistenze di un cortese amico "vieni,
vieni, passerai una giornata in campeggio con me... tanto per provare...""
ma io non ho nè tenda nè materasso pneumatico, non
ho niente...
"Non importa! sarai mio ospite... vuoi dire che dovrai arrangiarti
un po' "
E così dopo un po' di schermaglia, trascinati dalle entusiastiche
descrizioni dell'amico, si acconsente. Segue una buona preparazione
morale a base di opuscoletti e di riviste straniere e si conoscono
a menadito gli altisonanti nomi dell"'ltisa" delle "Tour
du Monde", delle "Canadesi", del "duvet",
della "popote" e altre parole assolutamente misteriose
ai profani.
Si vaga per la casa alla disperata ricerca di tutti gli oggetti
che abbiano una certa attinenza col campeggio e dopo aver tentato
di mettere in spalla la vecchia poltrona pieghevole della nonna,
o la branda della serva, si fa un bei rotolo di coperte, un cuscino,
il sacco delle cibarie, la borraccia e si parla con l'amico, il
quale amico, in genere dotato di materiale perfetto ed ultraleggero,
non dispone che di un solo materasso e di un solo sacco-letto.
Cosicché dopo aver goduto di una bellissima giornata al sole,
gustando il verde e l'aria aperta e contemplato il paesaggio, si
avvicinano le ore della sera e si fa urgente il problema del dormire.
E allora si inizia con il vecchio saccone tolto al materasso di
casa. il giro dei cascinali in cerca di paglia o fieno, specie in
montagna si scopre che paglia e fieno, sono tenuti in conto di preziosità,
e solo dopo molti sforzi si può convincere il proprietario
dello stallaggio del paese, l'unico che ne possegga, perché
alleva un maiale, a concedere poca e magra paglia sminuzzata e polverosa.
Col saccone a spalla si rifà il percorso fino all'accampamento,
attraverso la via principale del paese, tra gli sguardi ironici
dei villeggianti.
Dopodiché, calata la notte, si stende il saccone, si chiude
la tenda e al lume di candela, alla meglio ci si conca e ci si tira
addosso le coperte, la paglia scricchiola, degli spuntoni duri si
insinuano nella schiena e si cerca di stare in bilico su quello
stretto budello di materasso.
L'amico cortese ben infagottato nel suo saccoletto, disteso sul
morbido "pneu" in un baleno è già addormentato
e russa della grossa.
E allora ci si sente soli, fra i rumori del bosco, un filo d'erba
che si raddrizza pare il calpestio di un animale, il vento di tanto
in tanto fa ondeggiare la tenda. Le ore passano e non ci si riesce
ad addormentare, i rumori esterni si ingigantiscono, non ci si può
rigirare per non buttare all'aria le coperte. Si sentono le ore
che battono ad un campanile lontano... E finalmente ci si addormenta
in un sonno tormentato ed interrotto, che però verso l'alba
gelida, soffi che si infiltrano sotto le coperte, fugano irrimediabilmente.
Ci si gira a tentoni si cerca di ripararsi, ma col freddo, il sonno
non viene più. Pian piano per non svegliare l'amico, ci si
accosta all'entrata e si apre uno spiraglio per uscire; fuori l'aria
è gelida, solo un lieve chiarore annuncia l'alba.
Ci si ritrova due ore più tardi, la tenda in pieno sole.
con gli occhi pesti. dopo aver fatto una passeggiata nei dintorni
saltellando con una coperta addosso, maledicendo il campeggio e
giurando di mai più lasciarsi prendere sotto una tenda.
Ma ormai si è già passata una notte e il microbo del
campeggio è entrato nel sangue. L'anno dopo si diventa proprietari
di una "canadese" e magari si invita un amico per "una
giornata di prova"
C.A.
N.d.r. Gli articoli in originale portano le firme di Carlo Anfosso
fondatore e direttore della rivista stessa
Questo è tutto per questo numero , come vedete non ho del
tutto sbagliato nell'affermare che buona parte dei problemi di oggi
sono tutto sommato quelli di sempre..............
Se qualcuno di voi desidera inviarmi materiale da inserire in questa
"Nostra storia.." sarà ben accetto e sicuramente
inserito nelle prossime puntate.
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