LE NOSTRE RADICI - OVVERO LA STORIA DEL TURISMO ALL'ARIA APERTA
"1949, il Peuterey - ultima parte ed altro....."

di Gian Mario Rocco

Le firme e le impressioni alternate dalle tante tragiche escursioni per le quali l'ACTI ha partecipato all'opera di soccorso, sono centinaia. Con l'inizio degli autografi si legge: "Con la più affettuosa benedizione Maturino Blanchet. Vescovo di Aosta. Don Cirillo Penon Parroco di Courmayeur. Sacerdote Giovanni Maina celebrante della prima messa, seguito da Don Peppino (ora parroco di Trezzano sul Naviglio) e altri cinque sacerdoti".
Centinaia di dediche (nel 1971 gli album erano tre, due completi) eccone alcune:
"Fra queste cime eterne, Gianluca piccolino, prega la Madonnina che lo faccia crescere sotto la sua benedizione e protezione che è grande più di ogni cosa terrestre, anche delle Alpi".
"Ultimo della fila, ma non della devozione alla "nostra" Madonnina le rinnovo il mio grazie per la protezione avutane nei due mesi qui trascorsi! Michele Migliore".
"Escursione per l'Aiguille Noire du Peuterey. Ritorno per le 14 di giovedì". Bricca
"Deux campeurs francais garderons toujours un excellent souvenir de la bènèdition de cette chapelle et sourtout du sympatique accueil et de la franche amìtié que leur ont reservé les campeurs. Dominique et Gerard Berthoud".
"Le guide di soccorso: Ulisse Brunod, Albino Pennard, Franco Sallucerd, Cesare Gex, Renato Petigax, Alessio Olier
"Se dopo il paradiso dovessi scegliere il luogo da abitarci per sempre sceglierei questo. Giamolo Elio".
"La Dora che scorre veloce nel suo letto porti via con se tutti i nostri pensieri e ci permetta la comunione con Dio. Raffaele Lotardo
Lenti passano gli anni, veloci i mesi di agosto. Sopra la nicchia arriva la stazione metereologica, molto consultata.
Arriva il 1968! E interessante scorrere ancora l'album:
15 Agosto - Campionato bocciofilo 1° Giubergia Roberto,
2° Quaranta Giovanni, 3° Corongi Gaetano, 4° Pavesio
Antonio, 5° Giacotto Giovanni.
17 Agosto. Bufera sulle Grands Jorasses. Guida valdostana muore sfinita per salvare due alpinisti.
Si decide l'acquisto di un altarino da campo e di un organo elettrico. La "pietra sacra" è stata offerta da Monsignor Bessone vescovo della missione africana di Merù,
Al Peuterey da anni si richiedeva il telefono, ma era difficile averlo, mancava la linea. Era necessario sia per l'elevato numero di campeggiatori. sia per avvisare il soccorso alpino, e questo si verificava purtroppo frequentemente e bisognava scendere fino a Courmayeur.
Presidente della Federazione Italiana del Campeggio era l'On. Paganelli pure presidente della società dei telefoni. Mi appellai a lui, in tre giorni con una linea volante al Peuterey arrivava anche il telefono, e fu subito utile!
Ai lati della cappella vi era sempre una schiera di potenti cannocchiali di appassionati puntati sui monti, chi teneva il computo dei camosci, chi seguiva le cordate. Un campeggiatore aveva inquadrato una di queste cordate, chiamò la moglie a vedere, questa appena ebbe l'occhio all'oculare lanciò un grido di spavento, aveva visto la cordata precipitare. Valendoci del telefono pochi minuti dopo il soccorso alpino di Courmayeur era in movimento.
1969 - La cappella ha dieci anni. Sull'album si nota "Sac. Giovanni Maina. Nel preciso decennio della prima firma con orgoglio e con immensa soddisfazione". Seguono ancora centinaia di firme e dediche, nomi noti ed ignoti, tramandiamone alla storia ancora qualcuno:
"Aspettando di diventare nonno, auguro alla mia cara Sandra. tanti, tanti auguri. mi contemplo la maestosità delle montagne circostanti e mi godo questo campeggio con un tempo galantuomo. Ramella Pompeo".
"Ti ringrazio Madonnina del Peuterey. La mia adorata mamma è venuta fin quassù a trovarmi. Non pensavo a questa visita perché ha compiuto a luglio 80 anni I Anna Orecchia Pesando".
"VENNI VIDI E RESTAI! R.R.".

Sul lato destro della Cappella avevamo iniziato l'applicazione di targhe commemorative dei campeggiatori defunti: non era solo pietà individuale, ma un ricordo in forma insolita per sentire gli amici di tante ore gioiose ancora con noi al Peuterey, come se non ci avessero lasciati e le nostre preghiere arrivassero a loro più direttamente.
L'organizzazione al Peuterey durò fino al 1971, anno in cui in meno dì 30 giorni si raggiunsero
26.000 presenze.
Ci preparammo adeguatamente per le vacanze del 1972, ma ahimé, i campeggiatori hanno sempre dato molto a Courmayeur (già fin dal 1934 come abbiamo visto) ma forse non sono mai stati ospiti graditi.
L'abbandono del campeggio del Peuterey, provocato dal Comune di Courmayeur, ha interrotto questa pietosa opera di rimembranza e le opere previste che avrebbero portato il piano ed il bosco a caratteristiche di particolare bellezza, inserite come gemme nell'incomparabile ambiente.
Nel retro della cappella era già stato progettato il "Patio" con la possibilità di tenere ogni sera il "Fuoco di campo" ed a valle, ove esiste un vasto acquitrino sorgivo, si progettava la realizzazione di un laghetto alpino, colmando l'unica lacuna di quella pIaga. Il Peuterey sarebbe diventato, in piccolo, come la VaI Ferret svizzera, ma con un contorno unico di colossi alpini.
Improvvisamente l'otto giugno 1971 da Courmayeur arriva l'invito a partecipare ad una gara per l'assegnazione del campeggio al miglior offerente. Si avevano sei giorni di tempo: le buste delle offerte sarebbero state aperte il 14 giugno. Ben conoscendo, per la lunga esperienza, le possibilità di ricavo, avremmo potuto partecipare alla gara con buone possibilità di successo, ma alcune clausole del capitolato ci sconsigliarono; avremmo dovuto fare la recinzione con zona ridotta, strade interne (erano già state da noi iniziate) ed in particolare si sarebbero dovuti costruire ben 80 gabinetti. Per noi non valdostani non vi sarebbero state tolleranze, come avvenne invece per i successori, che ne costruirono sei!. Comunque furono esaminate dal Consiglio dell'ACTI tutte le possibilità: ma ancora la clausola che stabiliva che tutti gli impianti, dopo cinque anni, sarebbero passati di proprietà comunale, ci costrinse a rinunciare. Ben si fece poiché in sostituzione si realizzò ACTILAGO a PonteChianale, oggi molto frequentato.
Noi perdemmo il Peuterey, al quale avevamo dedicato tante fatiche e tanta passione, Courmayeur perdette la collaborazione dei campeggiatori, insostituibile, con una conduzione unica, che l'aveva resa famosa e di gran richiamo in tutta l'Europa.

Il 15 luglio 1984 compiendosi il giubileo dell'erezione della cappella "Madonna dei campeggiatori" siamo risaliti ancora una volta al Peuterey. Abbiamo ritrovato la nostra cappella in un ambiente meno gioioso di quello al quale eravamo adusi. ma era sempre il Peuterey, che avevamo e che abbiamo nel cuore: chi ama la montagna, la vera montagna ancora selvaggia, non toccata dal cemento e dalla grande civiltà, con quell'odore di muschio e di stalla, la montagna degli alpini e degli alpinisti puri, può comprenderci. Tanta nostalgia: chi vi ha campeggiato anche una sola stagione non può dimenticare e confermerà essere la più bella località del mondo per campeggiare.

Terminata questa digressione torniamo indietro.
Siamo ancora nel 1949, il campeggio continua la sua evoluzione. Notizie arrivano dall'ACTI Novara che ha organizzato un campeggio a Soldo di Lesa sul lago Maggiore, ove si sono fermate torti correnti di campeggiatori svizzeri ed anche tedeschi, alla ricerca del sole d'Italia. L'ACTI Novara, fondata il 4 aprile 1946, è molto attiva per il dinamismo del suo presidente Dr. Enrico Bonola, direttore dell'Ente Provinciale per il Turismo, che avevamo già conosciuto a Meina nel 1938 , proprio colui che non voleva la tenda offertagli da Bergera perché ne aveva già sofferta troppa sul Carso, durante la guerra del 1915/18.

Le notizie più interessanti però arrivano da Firenze, ove il 6 ottobre viene costituito il C.C.F. - Campeggio Club Firenze - alla cui presidenza viene eletto l'avv. Lamberto Ariani, presidente poi della Federazione Italiana.
A Torino Bergera si assicura la collaborazione di due ottimi campeggiatori, scrittori ed organizzatori, di cui abbiamo già parlato, Carlo Anfosso e Carlo Gaidano, i quali, sulle ali dell'entusiasmo e della passione, fanno ancora uscire il “CAMPEGGIO", che non porta numeri (potrebbe essere il n. 3), ma è indicato come Autunno 1949. Le notizie sono interessanti, sia per quel tempo sia oggi, a distanza di anni. Non essendo possibile per ragioni di spazio riprodurlo per intero, ne scorriamo le 12 pagine.
Gli unici tre fabbricanti Italiani hanno presentato i loro modelli di tende alla Mostra dell'Occidente a Torino dal 10 al 26 settembre: è interessante esaminare quanto finalmente è disponibile per i campeggiatori italiani.
La SICEA dì Genova, collegata con la Ferrino di Torino anche da rapporti familiari, presenta le novità per il 1950:
La tenda "LUPPOLA" - 1/2 persone, peso kg 1,8; La "ITISA" - 3/4 persone, kg 2,5;
L"'ALPINA" - 3 persone, kg 4;
La "PIEMONTESINA", che ebbe larga diffusione - 3/4 persone, kg 3,5
La "PO E DÒRA" - 8/10 persone, kg 9;
La "CAPANNINA 400" - m. 3,70x2 - altezza m. 1,80-Peso kg 10. L.65.000.
La Ettore Moretti di Milano espone la nuova serie PTEROS con:
"PIAN RÒSÀ" - 2 persone, kg 4;
"CLITUNNO" - 3 persone, kg 5;
"PAMIR ISOTERMICA" - 3 persone, kg 5,5;
"JAMBOREE' - 10 persone, kg 10;
"CAPANNA MOTTARONE" - 8 persone, kg 8.
Sempre su "CAMPEGGIO Autunno 1949" l'editoriale di Bergera "Ma che fa questa ACTI?". Seguono la relazione sul X Rally Internazionale, svoltosi dall'8 al 18 luglio in Francia nella foresta di Fontainebleau.
Piero Datta, presidente della Federazione Italiana Pesca Sportiva, presenta una completa informazione con il titolo "Il campeggio e la pesca sportiva", Carlo Anfosso "Dormire sotto la tenda" e Carlo Gaidano "Il campeggio a piedi".
Ancora notizie su nuovi terreni di campeggio al lago di Meugliano e a Diano Marina e sulle tende esposte alla Fiera di Trento.

La rivista conclude con le notizie dagli altri clubs, che, per l'interesse storico, e a conclusione di questa storia, riporteremo per intero nei prossimi numeri .

Ciao da GianMario Rocco

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net