LE NOSTRE RADICI - OVVERO LA STORIA DEL TURISMO ALL'ARIA APERTA
"Ci avviciniamo alla conclusione…. Borgo SS. Apostoli 29 - Firenze"

di Mario Rocco
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E´ stata costituita in Firenze un´ associazione denominata: Campeggio Club Firenze con lo scopo di promuovere e diffondere il campeggio come modo di vita all´ aria aperta ed in particolare la forma di campeggio cosiddetto turistico collaborando con enti turistici sportivi ed amministrativi di Firenze e di altre città italiane e straniere al fine di facilitare sempre più il campeggio come mezzo di turismo, di soggiorno e come ausiliario dello sport, per risolvere i problemi inerenti al soggiorno dei campeggiatori turisti Italiani e stranieri nella città di Firenze e negli altri centri turistici della Toscana.

Il club ha sede in Borgo SS Apostoli 29. dove tutti possono rivolgersi per informazioni e per le adesioni. Essendo un Club apolitico chiunque può essere ammesso come Socio purchè di buona condotta morale.

Il C.C.F. ha in programma di far creare in Toscana uno rete di campi appositamente attrezzati per Ospitare i campeggiatori e fin dal momento dello sua costituzione dispone del Campo urbano di Firenze. Questo campo ho il suo ingresso sul viale Michelangelo; zona bellissima e ben nota a molti turisti ed è attrezzato con tutti i servizi indispensabili, custodia. spazio per parcheggio auto, acqua potabile, lavatoi, gabinetti, docce, ecc. E' assai vicino al centro della città e vi sono ammessi i campeggiatori muniti di tessera C.C.F., A.C.T.1., I.F.CC. o di altre associazioni che aderiscono alla I.F.C.C. Le tariffe, di pernottamento sono riscosse dal custode presso il quale si può prendere visione del regolamento di campo.
L'assemblea costitutiva ha designato il seguente Consiglio Direttivo che rimarrà in carica fino alla prossima Assemblea generale dei Soci:
Avv. Lamberto Ariani. Presidente - Dott Prof. Anna Berzi Sberna, V. Presidente - Dott. Giorgio Mondaini. Slegretario – Prof. Ugo Rindi - Avv. Mario Giangrandi - Sindaci Revisori: Dott. Edoardo Abbele; Comm. Mario Novelli; Dott.. Aldo Bersi.

Il Club aderisce all'A.C.T.I. ed alla I.F.C.C.

La costituzione del C.C.F. è venuta a concludere la prima parte dell'efficace attività che l'avv. Lamberta Ariani va volgendo in' favore del campeggio turistico. La tenacia, la serietà e l'entusiasma dell'amico avv. Ariani sono garanzia di successo per il C,C.F.

Porgiamo il più cordiale benvenuto al nuova Club, a nome dell' A.C.T.I,, dei suoi Dirigenti e di tutti i campeggiatori, auspicando una sempre maggiore diffusione del campeggio turistico in Italia.

ASSOCIAZIONE CAMPEGGIATORI SAROGLIA

Largo Brescia 51 – Torino

Il campeggio estivo a Cervinia ha avuta ottimo successo, non soltanto per qualità e numero di campeggiatori, ma anche .e soprattutto per la sua ottima organizzazione. Il campeggio ha richiamato l'attenzione di tutti i villeggianti e dei turisti ed anche di qualche importante quotidiano che ha citato il campeggia Saroglia fra le cose interessanti di Cervinia.

Per noi campeggiatori che conosciamo l'abilità organizzativa del signor Saroglia ed il suo entusiasmo, immutato dopo tanti anni, l'avvenimento non fa meraviglia ed attendiamo anzi i frutti che verranno nella nuova sua Associazione di campeggio aziendale.

Saluto ad “ ARIA APERTA”

Il dott. Guelfo La Manna, nota figura del mondo editoriale e pubblicitaria milanese arguto scrittore e compilatore dell'unico manuale di campeggio esistente in Italia, si è fatto promotore, non senza sacrifici, di un giornale mensile interamente dedicato al campeggio.
Salutiamo con piacere il confratello - Aria aperta -
Giornale dei campeggiatori. che si affianca alla nostra opera e ci dedica anzi non poco spazio; e ringraziamo La Manna delle sue dichiarazioni, di simpatia e di amicizia.
Per chi volesse abbonarsi, l'abbonamento costa 350 lire, e va indirizzato alla Redazione, via Durini 27, Milano
La pubblicazione è mensile e ne sono già usciti due numeri.

NOTIZIE BREVI

I campi che nel 1949 hanno visto maggior movimento di turisti sono: Campo di Laigueglia, Campo di Villa Olmo a Como, Campo di Torino, Campo di Firenze, Campo di Solcio di Lesa ed altri con un totale (solo per quelli nominati) di circa 15 mila giornate di presenza da parte di campeggiatori di tutti i paesi nei quali il campeggio turistico è praticato.

Si può facilmente prevedere che in occasione dell'Anno Santo la cifra sopra riportata aumenterà di parecchie grandezze.


Importante e decisiva la costituzione del C,C. Firenze, poiché era e fu il trampolino di lancio per la costituzione della Federazione Italiana del Campeggio, che avrebbe dovuto già attuarsi solo nove mesi dopo, a metà del 1950.
L’ ACTI Saroglia teneva i contatti con la Federazione Internazionale, andava a ritirare i bollini per il Carnet per l'ACTI Torino e per le associazioni che si formavano,
Nella pubblicazione, per quanto riguarda l'attività dell'ACTI Saroglia, vi fu un'inspiegabile errore di località, poiché, come é stato descritto, il campeggio estivo non si era svolto a Cervinia, bensì al Peuterey in comune di Courmaveur.
Il campo Leopardi di Torino verrà per l'anno prossimo notevolmente migliorato, benchè costituisca già una dei migliori campi finora apprestati in Italia. Si spera che il Municipio di Torino conceda all'A.C.T.I. una diversa delimitazione del terreno per dare maggiori possibilità all'impianto dei vari servizi.

· Presso la Segreteria dell'A.C.T.I. gli Interessati passano prendere visione della schedario delle località di campeggio, ricco di circa 500 segnalazioni riguardanti tutte le regioni d'Italia,

Anche Milano si stava muovendo; gli amici milanesi, anche da noi ripetutamente sollecitati, erano convinti che i tempi fossero maturi per riprendere, dopo l'intervallo della guerra, non solo l'attività campeggistica dei singoli, ma la riunione delle forze individuali in gruppi associativi organizzati che potessero svolgere una fattiva azione di propaganda e contemporaneamente ottenere dalle autorità e dall'opinione pubblica dei riconoscimenti per lo meno incoraggianti.

IL CAMPING CLUB LOMBARDO

Crediamo opportuno collocare questa cronaca ancora nel 1949, poiché già fin dal mese di maggio si incontrarono i pionieri del campeggio milanese: Giuseppe Rigoldi (primo costruttore italiano di caravans), Guelfo La Manna (giornalista fondatore e direttore della rivista Aria aperta), Ferruccio Casorati (olimpionico di canottaggio, grande ricercatore di materiali da campeggio, nel suo magazzino si trovavano tutte le novità europee: mecenate presente a tutti i raduni), Luigi Polenghi (anch'egli distributore di materiale da campeggio, fondatore e direttore della rivista "Campeggio Canoa e Turismo" dal 1950 al 1956), Berretta (scopritore di un'isola ideale per il campeggio sul Ticino), Colombo, Limonta ed altri. Le varie riunioni, per ridare vita ad una delle vecchie associazioni d'ante guerra, fosse l'ASCI (ma nel frattempo la sigla era stata assunta dall'Automobile Club togliendo la "R" di reale che componeva la precedente sigla "RACI") o una sezione dell'Associazione Campeggiatori Turistici d'Italia - ACTI - o di costituirne una nuova, magari limitatamente a carattere locale, forte dell'appoggio degli anziani e delle nuove leve vibranti d'entusiasmo.
Le riunioni si susseguivano senza che si riuscisse a trovare una base fattiva d'intesa e si protrassero per il resto dell'anno senza una conclusione definitiva, sebbene fossero incoraggiate dal giornale Aria Aperta, che si era posto al servizio dei campeggiatori italiani.
Gli amici milanesi avrebbero potuto molto semplicemente riprendere l'ACTI Milano (come si era fatto a Torino), derivante dall'associazione già fondata il 4 gennaio 1939 e trasformata in ACTI dal decreto del 9 marzo 1940, ma quella parola "sezione" d'anteguerra, quando la centrale era a Roma ed essendovi un'ACTI a Torino, creava in loro una diffidenza paventando una sudditanza, e non si resero conto che con la fine della guerra, la completa libertà associativa garantiva che nessuna tutela potesse essere esercitata e che Torino non aveva mai, per quanto primogenita, espresso idee di prevalenza, ma aveva ripetutamente affermato che le ACTI dovevano essere considerate i figli di uno stesso padre, che, raggiunta la maturità, avevano formato una propria famiglia, portavano lo stesso nome e nelle festività (leggi raduni) si ritrovavano per festeggiare insieme.
Infine fu costituito un Comitato Promotore composto da Antonini, Casorati, Bertarelli, Berretta e Anderloni. Dopo diverse riunioni e la preparazione dello Statuto, fu indetta l'assemblea costituente che il 19 febbraio 1950, nella sala del Bar Commercio in piazza del Duomo, presieduta dal La Manna, diede alla luce il Camping Club Lombardo ed elesse il 1º Consiglio Direttivo. Erano presenti, oltre ai promotori, i seguenti campeggiatori: Antonini Giantranco, Biaggi Lodovico, Biaggi Marco, Botner Riccardo. Fezzi Giovanni, Funaro Casimiro, Fusco Vincenzo, Laeng Gualtiero, Leri Bruno, Marelli PierLuigi, Orlando Carlo, Perindani Giovanni, Recchia Emanuele, Rigoldi Giuseppe, Rigoldi Sergio, Zanetta Giuseppe. Con i promotori, i suddetti son da considerare i fondatori del Camping Club Lombardo.
lì primo Consiglio Direttivo risultò così composto: Presidente Gualtiero Laeng - Segretario: Federico Antonini -Consiglieri: Emanuele Recchia - Bruno Leri - Carlo Orlandi
- Vincenzo Fusco.
lì Consiglio provvide a predisporre il distintivo sociale ed organizzare la ricerca di terreni di campeggio. Il vero animatore, che potenziò l'associazione, fu Federico Antonini e ben presto ne fu il Presidente, carica che tenne contemporaneamente a quella di Consigliere della Federcampeggio, sino alla sua improvvisa dipartita avvenuta il 4 novembre 1969.
Antonini va ricordato tra i grandi pionieri del campeggio al quale portò anche la sua lunga esperienza quale funzionario del Touring Club Italiano e presso il quale il Camping Club Lombardo, ebbe sede per molti anni. Nel dicembre 1965 iniziò la pubblicazione della rivista "La ca' depertutt" che continua tutt'ora.

Chi fosse Antonini, quanto grande fosse la sua passione, come sentisse il campeggio ce lo dimostra un'apologia che su di un grande cartello campeggia nell'atrio della Federazione e dice:

Il campeggio è la casa che segue ovunque il proprietario,
l'albergo in tasca, l'aria pura, la salute,
la forza permanente nei nostri polmoni e nel corpo;
è il metodo più piacevole per studiare il volto della terra e
degli uomini;
è la libertà che ha per limite la sola giustizia divina;
è la bellezza, la poesia, la semplicità, la fraternità
sempre presenti nello spirito;
è la dimora più frequentata dalla letizia.
Federico Antonini

Segui alla presidenza del Camping Club Lombardo Carlo Anfosso, che nel 1974 lasciò l'incarico a Parisotto, seguito poi da Gianni Portinari, valido continuatore di tanta tradizione.


SAN SILVESTRO

AL CAMPEGGIO SULLA NEVE


Notizie arrivavano dalla Francia e dalla Svizzera di campeggi sulla neve, anche di raduni; ne era alfiere e grande propagandista l'editore parigino Susse con la rivista "Camping Plein Air", che già dal 1945 aveva ripreso le pubblicazioni.
La voglia di campeggio, costretta alla stasi dalla stagione invernale, (la passione e la curiosità ci attiravano) era grande e solo sfiorata da una certa esitazione derivata dall'inesperienza e dall'impossibilità di chiedere consiglio a chi già aveva provato: 'infatti, mentre all'estero si campeggiava in pianura o ai laghi, noi finimmo ai 1800 metri del Monginevro
Di campeggiare sulla neve se ne era parlato fin da agosto al Peuterey, ma una cosa è pensano d'estate, altra è quando si tratta di partire d'inverno. Se ne parlò ancora in occasione della tradizionale "Bagna Caoda" e fu deciso:tra torinesi, milanesi e novaresi eravamo una decina.
Dovetti pensare all'attrezzatura, non possedevo nulla di speciale, di tende isotermiche non se ne parlava ancora; considerai che la più adatta era ancora la grande canadese Spatz-Patruille lunga m. 3,45 e vi inserii
all'interno una piccola canadese Spatz III (m. 2x1,30> eliminando il doppio letto. Poiché la Patruille, per la sua lunghezza, aveva un palo centrale che avrebbe interferito con la tenda interna, lo sostituii con un palo a "V" rovesciato costruito appositamente e cucii una serie di anelli all'altezza dei "muri" ai quali agganciai i tiranti della tenda interna.
Ne risultò un'ottima sistemazione con tre teli sopra, due tappeti sotto, preceduti da un foglio di carta catramata.
Si decise di partire la mattina del 31 dicembre, naturalmente forniti di pale, sci ed abbondanti viveri, per festeggiare degnamente il nuovo anno.
Già fin dal giorno precedente qualcuno comunicò che non poteva partecipare; le rinunce con scuse varie continuarono, (eravamo già in cortile saliti in auto, quando fummo ancora chiamati al telefono: i motivi erano sempre i medesimi, impegni sopravvenuti, mancata concessione del permesso da parte della moglie che temeva di avere il marito congelato, ma il vero motivo era la mancanza di coraggio di provare!>.
Ci ritrovammo solo in tre: lo, Anfosso ed il Professore; caso unico, non ebbe disavventure e per campeggiare sulla neve era il meno preoccupato, lui che il campeggio invernale l'aveva conosciuto sul Carso durante la guerra del1915/18.
Arrivammo al Monginevro verso le 11, cercammo un posto che potesse ricevere presto il sole al mattino, e lo trovammo sulla terra di nessuno o più esattamente "sulla neve di nessuno", perché di terra o di erba non se ne vedeva. Ci installammo tra le due barre doganali di frontiera e invitammo i doganieri a venire in serata da noi per brindare al nuovo anno, ma prudentemente non si fecero vedere.
Trovata la buona posizione, controllammo la neve, era soffice e farinosa; misurando con uno sci affondato in verticale, risultò alta m. 1,20. Avevo portato dei picchetti di una tenda Cervino della Ferrino (tipo Croce Rossa> costruiti cori ferri a "T", saldate ai lati con alette a delta, in lamiera, che avrebbero dovuto fare presa nella neve, ma questa era talmente soffice che nessun picchetto teneva sufficientemente per tenere la tenda in tensione. Se volevamo un ricovero per la notte, non vi era altra soluzione che spalare fino a trovare il suolo e l'erba; in certo qual modo fu anche opportuno, perché nella notte tirò vento, ma questo sfiorava la sommità delle tende ed il muro di neve che ci circondava ci proteggeva.
Spalare, spalare, fu una faticaccia non prevista nell'esercizio del campeggio, anche se frequentemente ci davamo il cambio; fortunatamente era uscito il sole. lì giorno dopo misurammo la grande buca che avevamo scavato e accertammo che avevamo spaIato 26 metri cubi di neve.
Non fu tutto, nella ricerca di un posto... solatio non avevamo previsto che dovevamo arrivare alle automobili per prendere le tende ed il materiale: fu necessaria una spalatura supplementare, quasi un'aperitivo per il pranzo che era ancora lungi da arrivare. Realizzammo cosi uno stretto viottolo che pareva un camminamento o trincea della guerra di posizione.
Montammo le tende e finalmente alle 17, con qualche dolorino di schiena per tanta ginnastica spalatoria, eravamo pronti per metterci a tavola.
Avevamo una grande comodità, inconsueta al campeggio, l'acqua a portata di... pentola: era sufficiente affondarla nel muro di neve che ci circondava e metterla sul fornello. Era la prima volta che si gustavano gli spaghetti cotti nell'acqua di neve; furono ottimi, forse per la fame arretrata e questa si rivelò subito.
Fin da ragazzo avevo sentito dire "Brutta come la fame" e ne ebbi la prova; avevo scolato la pasta e stavo per versarla nei piatti degli amici, quando dalla pentola che precedentemente avevo appoggiato sulla neve, caddero delle gocce di acqua nera; mi ritirai velocemente per asciugare il fondo, ma la fame era tanta che i compagni insorsero, non potevano più attendere, la fame prevaleva su tutto e non erano alcune gocce di neve fusa che potevano far ritardare la cena. Non mi picchiarono per un residuo di Stima, ma era illogico ritardare ancora!
Si mangiò abbondantemente, tanto che, quando scoccò la mezzanotte ed arrivò il nuovo anno, si mangiava e si beveva ancora, riuniti sotto la tenda come d'estate; non avevamo freddo; la spalatura del pomeriggio, la formidabile mangiata con le abbondanti libagioni ci avevano messo in corpo un certo calore, completato dalla lampada a benzina per l'illuminazione che già in altre occasioni aveva dimostrato di essere un'ottima fonte di calore.
Ben coperti, dormimmo come a casa, confermando il detto dei nostri nonni che non potevano riscaldare tutta la casa: “Mangiare al caldo e dormire al freddo".
Erano le nove del primo giorno del nuovo anno, quando fummo svegliati dal personale di un vicino albergo : da Torino avevano telefonato per avere notizie e sapere se non eravamo congelati.
In effetti non avevamo sofferto il freddo, ma l'acqua dei piatti lasciata nella parte anteriore libera della grande tenda, era gelata.
Questo fu il primo campeggio sulla neve; ne seguirono altri due, organizzati dal giornale "Aria Aperta", uno a Bardonecchia, contemporaneamente al festival del cortometraggio dei film di campeggio, ed un'altro successivo all'Abetone.

1950

Siamo cosi giunti al 1950, 18º dalla fondazione dell'Autocampeggio Club Piemonte, anno di intensi avvenimenti campeggistici, ed inizio di quello che fu definito il "Miracolo Italiano", realizzato esclusivamente dagli italiani che lavorano.
Nel 1950, per la prima volta in Italia, fu superata la produzione di 100.000 autovetture e più precisamente 101.310; furono costruiti 23,557 autocarri, e 2.980 autobus, per un totale di 127.847 veicoli.
Il parco circolante in Italia raggiunse 342.021 autovetture, 223.520 autocarri e 11.596 autobus.

Arrivederci alle prossime dove assisteremo alla nascita dei primi Camper

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