|
di Mario Rocco
Le nostre associazioni
di campeggio (sempre le sole due, Torino e Milano) non erano neanche
più nella possibilità di fare programmi, ma non si
rassegnavano; riportiamo stralci delle uniche circolari diramate:
Soci caduti sul campo
dell'onore
Con fiero dolore vi comunichiamo la gloriosa morte sul campo dell'onore
del nostro socio Tenente dei Granatieri Marsilio Rossi.
Egli era un socio fondatore della nostra sezione, partecipò
alle battaglie sul Fronte orientale e sul fronte greco. Parti volontario
in un battaglione anticarro per il fronte russo: rimasto ferito,
rifiutava i soccorsi per continuare a combattere finché cadde
sul pezzo. Egli è stato proposto per la medaglia d'Oro al
valor militare.
E ancora...
Soci al Fronte.
In questi momenti
volgiamo un pensiero riconoscente a tutti coloro che sui lontani
fronti combattono per la grandezza della Patria. Un particolare
saluto mandiamo ai nostri soci che sono partiti o che stanno per
partire.
A questi saluti aggiungiamo il nostro intimo compiacimento e il
nostro vivo orgoglio, sapendo che molti di essi sono partiti volontari.
Augurando a tutti un glorioso ritorno, stringiamo i ranghi nella
più fiduciosa attesa.
I momenti attuali ci obbligano a segnare il passo nella nostra attività
campeggistica, ma siamo ben vivi e vitali per riprendere, a vittoria
conseguita, la sicura marcia a ritmo accelerato.
Invitiamo caldamente le famiglie a farci avere l'indirizzo dei soci
alle armi.
Il Segretario (Luigi Torazzi)
Povero Torazzi, aveva
ancora tante illusioni, ma soprattutto anelava fare del campeggio.
Fu l'ultima volta che ebbi sue notizie
Anche a Torino non si fece più nulla, la gente aveva problemi
seri: il pasto quotidiano e le levatacce per arrivare al lavoro
ed il rientro alla sera.
Io mi ero procurato, meglio, costruito, il minimo indispensabile
per fare del campeggio: avevo trovato una canadese Ferrino a due
posti che scambiai con 20 litri di benzina. Costruii due lettini
molleggiati su sei molle, a parte il peso funzionava come delle
sospensioni, tavolino sedie ecc.
Ero ancora pronto per le vacanze. Iniziai con dei fine settimana,
naturalmente a Pian Soletti in Valle di Lanzo che era vicino a Torino
e potevo lasciare il materiale presso la centrale elettrica.
Per motivi di lavoro avevo il permesso di circolazione per la Fiat
1100 ; circolavo però a metano con due grosse e lunghe bombole
poste sul "dorso" della vettura. Poiché il permesso
di circolazione non era valido alla domenica, partivo al pomeriggio
del sabato e rientravo al mattino del lunedì. Non esistevano
ancora le radioline e quindi dal sabato al lunedì ero completamente
isolato e senza notizie degli avvenimenti, la qual cosa non mi disturbava,
anzi avevo il piacere del campeggio e due notti senza l'incubo degli
allarmi.
Il 14 luglio si ebbe a Torino il più forte e disastroso bombardamento
di tutto il periodo della guerra.
Il 24 luglio, sabato, ero salito al campeggio per l'ultimo fine
settimana prima delle ferie.
Il lunedì 26 quando rientrai a Torino mi trovai tra la folla
in grande agitazione, si osannava al Re ed a Badoglio, si abbattevano
e si distruggevano gli emblemi del fascio. Trovandomi improvvisamente,
per quanto l'ora mattutina, tra tanta folla festosa, inneggiante
con grande sventolio di bandiere, non potevo rendermi conto cosa
si potesse festeggiare in periodo di guerra con tante distruzioni
e lutti.
Fui fermato da qualcuno, come venivano fermati tutti, anche gli
autocarri, per togliere dalle targhe una specie di piombino su cui
vi era un fasciolino: era costato dieci lire a favore dell'Opera
Nazionale Balilla. Chiesi spiegazioni, mi dissero "Il Re ha
fatto arrestare Mussolini, la guerra è finita". Che
la guerra fosse finita purtroppo era un'illusione e la conferma
venne dal proclama di Badoglio.
Torino 17 Maggio 1943
Stralci dell'ultima circolare in tempo di guerra.
Sede Sociale... Quote sociali,..
Indirizzi dei soci, Invitiamo i soci a voler comunicare al più
presto il loro eventuale indirizzo. (N.d.R. In conseguenza dei bombardamenti
aerei, molti per non dire tutti erano sfollati, cambiando anche
residenza, avevano sfollato anche i mobili e a Torino venivano solo
per il lavoro o la scuola).La circolare continua:
Inoltre saremo grati se ci verrà comunicato eventualmente
dai famigliari l'indirizzo dei soci richiamati alle armi.
Permesso speciale per
il passaggio con le imbarcazioni sotto i ponti del Po.
Come negli anni precedenti si danno le disposizioni burocratiche
per i canottieri.
Proposta di campeggio
estate 1943
Invitiamo i soci che desiderano partecipare ad un campeggio estivo
a comunicare in segreteria entro il 25 maggio la loro probabile
adesione ed altresì la loro preferenza relativa al campeggio
marino o montano.
Il Segretario (Avv. Cornelio Brosio)
Il comunicato ufficiale:
Roma 25 Luglio:
Sua maestà il Re Imperatore ha accettato le dimissioni
dalla carica di Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di
Stato, presentate da sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini
ed ha nominato Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato
Sua Eccellenza I! Cavaliere Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio.
Seguivano i proclami del Re e Badoglio.
Vittorio Emanuele
agli Italiani.
Roma 26 Luglio
"Italiani!"
"Assumo da oggi il comando di tutte le Forze Armate, Nell'ora
solenne che incombe sui destini della Patria, ognuno prenda il suo
posto di dovere, di fede e di combattimento. Nessuna deviazione
deve essere tollerata, nessuna recriminazione può essere
consentita.
Ogni italiano si inchini dinnanzi alle gravi ferite che hanno lacerato
il Sacro suolo della Patria!
L'italia per il valore delle sue Forze Armate, per la decisa volontà
di tutti i cittadini, ritroverà nel rispetto delle istituzioni
che ne hanno sempre confortata l'ascesa, la via della riscossa.
Italiani!
Sono oggi più che mai indissolubilmente unito a voi dall'incrollabile
fede dell'immortalità della Patria".
Vittorio Emanuele
Controfirmato Badoglio
- Roma 25 Luglio 1943.
Il Proclama di Badoglio
Roma 26 Luglio 1943.
S.E. il Maresciallo Badoglio ha rivolto agli' italiani il seguente
proclama:
"Italiani!"
"Per ordine di S.M. il Re Imperatore assumo il governo militare
del paese con pieni poteri.
"La guerra continua.
"L'Italia duramente colpita nelle sue province invase, nelle
sue città distrutte, mantiene fede alla parola data, gelosa
custode delle sue millenarie tradizioni.
"Si serrino le file attorno a S.M. il Re Imperatore, immagine
vivente della Patria, esempio per tutti.
"La consegna ricevuta è chiara e precisa; sarà
scrupolosamente seguita, e chiunique si illuda poterne intralciare
il normale svolgimento o tenti turbare l'ordine pubblico sarà
inesorabilmente colpito.
"Viva l'Italia!"
Firmato Badoglio
Si arrivò così
alle ferie: non trovai un amico disposto a venire a campeggiare,
sfollavano ogni sera, erano già in campagna e potevano fare
vacanza i 5 giorni senza doversi alzare ancora a notte e rientrare
quando già annottava. Molti a seguito dei bombardamenti avevano
perso anche la casa e erano domiciliati in provincia.
Partii solo, unico compagno il fedele volpino. ormai pure lui esperto
campeggiatore.
Tenda e materiale erano ospitati nella Centrale Elettrica di Pian
Soletti quindi non avevo problemi, salvo quelli degli approvvigionamenti.
Trascorrevo le giornate andando per lumache e con la macchinetta
facevo ogni giorno le tagliatelle fresche.
Frequentemente alla notte ero svegliato dal rombo dei motori degli
aerei che andavano a bombardare Milano, Torino e Genova.
Mi alzavo. e da un punto più elevato, ove sorgevano i resti
di uno di quei tanti piloni votivi che si incontrano frequentemente
nelle nostre valli, potevo vedere il cielo di Torino illuminato
dai bengala e arrossato dagli incendi.
Terminato l'allarme, poiché alla Centrale vi era un filo
telefonico diretto con la Centrale di Torino-Stura e dalla quale
si mettevano in comunicazione con il mio stabilimento, potevo avere
immediate notizie. In uno di questi bombardamenti andarono distrutte
le impalcature e le armature già pronte per le gettate del
cemento.
Il mattino del i 5 agosto la montagna era cosparsa di striscioline
di carta con un lato nero e l'altro metallizzato argento. Ne avevo
anche sulla tenda. Si seppe poi a guerra finita che erano "irrorate"
dagli aerei anglo americani per disturbare l'azione dei Radar che
potevano individuare la posizione degli aerei. Né noi, né
i tedeschi si possedeva il radar, ma gli alleati non ne erano certi.
Finirono le vacanze 1943
e si riprese il lavoro.
8 Settembre
la grande sorpresa ......
Ancora una volta l' illusione
che la guerra fosse finita
Quella frase "La Guerra Continua", che forse era stata
determinata per rassicurare i tedeschi ed avere il tempo per le
trattative per l'armistizio, fu una grande delusione per gli italiani
che per 24 ore si erano illusi di essere al termine di tanti sacrifici
distruzioni e lutti.
Alle ore 19,45 dell'otto settembre il Maresciallo Badoglio ha fatto
alla radio la seguente comunicazione.
"Il governo italiano riconosciuta l'impossibilità
di continuare l'impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria,
nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure
alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower comandante
in capo delle forze alleate anglo americane. La richiesta è
stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro
le forze anglo americane deve cessare da parte delle forze italiane
in ogni luogo. Esse reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi
altra provenienza".
Ancora l'illusione della fine della guerra, questa doveva durate
altri 20 mesi con tanti drammi, la fuga di Badoglio e del Re al
Sud, lo scioglimento dell'esercito italiano, l'occupazione tedesca,
le deportazioni, i campi di sterminio, la lotta partigiana.
Tutta la popolazione si prodigò nell'aiutare e rivestire
con panni borghesi i militari che cercavano di raggiungere i propri
paesi; chi non riuscì, su tradotte senza viveri e senz'acqua
fu deportato in Germania.
Abbiamo dovuto accennare a tanti tragici avvenimenti per dovere
di cronisti; è stato un periodo tragico, lungo, che pareva
non finisse, con tanti rischi per tutti, il cui ricordo ancora oggi
dopo oltre quarant'anni ci fa ripiombare nelle tante paure di ogni
giorno: rischio per procurarsi il mangiare, fioriva la borsa nera,
che proprio da quel periodo ha assunto questa definizione, rischio
per lavorare se non si possedeva il lasciapassare "bilingue"
perché stampato in italiano ed in tedesco. Se si finiva in
una delle tante retate si rischiava il campo di concentramento,
nel miglior dei casi si perdeva la bicicletta, preziosa poiché
serviva per le lunghe pseudo gite in campagna alla ricerca di viveri.
Un avvenimento che si seppe a posteriori, e che si concluse bene
nonostante le paure, e che se avesse avuto un altro esito avrebbe
potuto influire sugli sviluppi del campeggio dell'immediato dopoguerra,
lo visse il nostro fondatore Luigi Bergera.
L'otto settembre quale capitano d'artiglieria si trovava in servizio
alla caserma Macao di Roma (che un tempo era sede del corpo dei
granatieri).
Nella capitale i tedeschi furono più solleciti che altrove
ad occupare le caserme, le installazioni dell'esercito, della Marina
e dell'Areonautica, A Bergera furono strappati i gradi e la sciabola.
Non esistendo evidentemente ancora ordini precisi, fu lasciato libero
e ne approfittò per recarsi a casa e mettersi in abiti borghesi.
Quando la situazione si fece più critica e pericolosa, fu
ospitato in un sottoscala nella villa di un amico sulla via Salaria.
Naturalmente fu subito ricercato, ma la signora rispondeva che si
trovava al Nord ed a Lanzo rispondevano che si trovava al Sud.
Vi era il problema del vitto, Roma non sfuggiva alla carestia, accentuatasi
con l'occupazione tedesca; mancava anche l'acqua. Ricordiamo di
essere stati a Roma nel marzo 1944, nei giorni che precedettero
l'eccidio noto con il nome di via Rasella, le lunghe code alle fontanelle
per rifornirsi di acqua, tutti gli alberghi erano requisiti dalla
Wermach e trovai un letto in un albergo proprio in via Rasella.
Per portare da mangiare al marito, la signora Bergera faceva lunghi
giri in bicicletta, anche perché temeva di essere seguita.
La mancanza della possibilità: comunicazioni, provocava il
mancato arrivo di vivere dalla pianura, quindi maggiori disagi per
i partigiani, la popolazione e numerosi sfollati.
L'inverno 1944-1945 fu il più duro dei cinque di guerra,
si andava fuori città non solo per cercare polli, uova, farina
e burro, ma anche legna per riscaldarsi.
|