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di Mario Rocco
1941! Secondo anno di
guerra. Gli sforzi e l'attività delle due associazioni, Torino
e Milano, sollecitate e seguite da Bergera da Roma, furono rimarchevoli.
La passione per il campeggio e la necessità di approfittare
della propaganda e dei successi delle manifestazioni degli anni
Trenta consigliavano ed incitavano ad agire per la continuità,
dell'espansione e del proselitismo.
Purtroppo la lunga durata della guerra (59 mesi, quasi 5 anni!)
e gli avvenimenti tragici dovevano annullare questi sforzi. A guerra
terminata si dovette ricominciare da zero. Occorsero anni ed il
miracolo italiano per ottenere l'inizio della ripresa, per far sapere
agli italiani quanto bello fosse il campeggio, come l'Italia ne
sia il paese ideale con monti, mari e laghi ove si può campeggiare
tutto l'anno!
Il primo risveglio dopo la stasi invernale e nonostante la guerra
lo porta una circolare della sede centrale di Roma che riportiamo:
Roma
19 marzo 1941-XlX~
A TUTTE LE SEZIONI PROVINCIALI
In occasione della Fiera Campionaria di Milano (12-27 aprile
1941) la sezione provinciale di Milano allestirà un posteggio
di propaganda sul campeggio.
Tale posteggio, nel quale risulterà dimostrata l'attività
della sede in generale e nel quale saranno montate due tende complete
d'ogni accessorio ed esposto materiale da campo vario, dà
un certo affidamento di essere un'interessante e redditizia manifestazione
propagandistica.
Allo scopo di dare un carattere nazionale al posteggio stesso, la
sezione di Milano, su invito di questa sede Centrale, ha stabilito
di riservare un congruo spazio (per un fotomontaggio alle consorelle
sezioni provinciali a tutt'oggi regolarmente costituite.
Questa sede Centrale invita perciò codesta sezione a voler
inviare alla sezione provinciale di Milano - via Camperio 2 - entro
il giorno 5 aprile p.v. una o più fotografie (al massimo
5) riproducenti località turistiche interessanti il campeggio
nella zona di codesta sezione. nelle dimensioni di: altezza cm 36
- lunghezza libera che a cura della sezione organizzatrice saranno
a regola d'arte montate ed esposte.
Tali fotografie dovranno essere in cartoncino pieghevole e stampate
in bianco e nero, e su di esse dovrà risultare
- nella parte anteriore - una scritta col nome della località
e il nome della sezione stessa.
Contando sulla pronta collaborazione di codesta sezione, si invita
a dar conoscenza a questa sede centrale, dell'invio del materiale
fotografico sopra richiesto, con relativa descrizione.
Il materiale inviato rimarrà di proprietà di questa
sede centrale per eventuali prossime manifestazioni del genere.
Il Segretario Generale (Luigi Bergera)
La circolare a firma
Bergera da Roma calcava e ripeteva la definizione "Sezione"
non era gradita neppure a lui e questo ripeterlo con insistenza
era forse un'amichevole presa in giro. La guerra aveva fermato ogni
sviluppo, molti campeggiatori erano sotto le armi, e le sezioni
erano solo due: Torino e Milano con la sede Centrale che era solo
amministrativa.
Al posteggio della Fiera furono esposte due tende, una Moretti ed
una Ferrino, unici fabbricanti del tempo, una brandina con il telo
teso e pochi accessori. lì liquigas era già sparito,
si era ritornati ai fornelli ad alcool, già descritti sopra
e che erano anche largamente utilizzati nei paesi dai tanti sfollati,
per sottrarsi dai bombardamenti. Non mancava naturalmente la sedia
a sdraio in legno, esisteva già prima del campeggio, ed alcuni
accessori di cui diamo illustrazione:
a- Chiamata moscheruola
o moscarola. Rivestita da una fine tela retinata serviva a conservare
le vivande e tenerle al riparo dalle formiche e dalle mosche. Specialmente
in campagna queste erano numerose e noiose, non vi erano ancora
gli antiparassitari arrivati solo a fine guerra con il DDT portato
dagli americani. Si appendeva ad un ramo o all'interno della tenda.
b- Ora è chiamata "popote" costituita da una batteria
di pentole e padelle di diametro differenziato e quindi rientranti,
allora era chiamata "cucina da montagna" perché
largamente usata dagli alpinisti, così come
c- portauova.
d- La lampada a petrolio, molto protetta contro i possibili incendi.
e- Bottiglia in lamiera di ferro per l'alcool sempre di derivazione
alpinistica.
f- Era un riparo in lamiera con 4 lati di cui 3 incernierati per
poterlo ripiegare a portafoglio. Serviva a riparare dal vento i
fornellini ad alcool. In gergo campeggistico era chiamato "Carolina",
ora sono scomparsi.
g- Minuscolo macinacaffè in alluminio. Parrà strano
che in tempo di guerra con il caffè, che essendo d'importazione
era completamento scomparso, si pensi a macinarlo. In effetti "macinacaffè"
era solo di nome, e chi ha vissuto il tempo di guerra ben sa quali
sostitutivi "autarchici" si siano ricercati, provati e
bevuti. Di caffè si aveva solo l'illusione visiva perché
del medesimo colore essendo tostati.
Quando si riusciva ad
avere del vero caffè, naturalmente a "borsa nera"
e si invitava qualcuno, per assaggiarlo e distinguerlo dai tanti
surrogati. si usava la doppia parola "caffè caffè".
Nel corso di questo stesso 1941 vi sarà l'occasione di ritornare
sul vero caffè.
Alla Fiera di Milano
furono esposte fotografie degli autocampeggi del 1933-1934-1935
ma essenzialmente quelle molto valide e significative del grande
Rally di Meina del 1938, che finirono a Roma alla sede centrale
e non se ne ebbe più notizia.
Il 22 aprile la sezione di Milano per festeggiare lo sforzo della
partecipazione alla Fiera inviava ai propri soci ed alle associazioni
un invito.
Crediamo interessante riportarlo. Oggi è curioso, ci fa sorridere
per la forma usata. ma nel 1941 era consueta ed anche obbligatoria
per non incorrere nelle reazioni delle autorità fasciste.
Ecco il testo:
Milano 22/4/1941 XIX E.F.
Caro Camerata,
Sabato 26 corr. in occasione della chiusura della Fiera Campionaria.
ci raduneremo alle ore 20 per un rancio cameratesco al Ristorante
dell'Orologio, corso Vittorio Emanuele 2.
Vi parteciperà il Camerata Dr. Bergera. Segretario Generale
della Sede Centrale di Roma e potranno parteciparvi Soci, amici
e simpatizzanti.
La quota è di L.14. Vi preghiamo di mandarci la Vostra adesione
in temo utile.
Camerateschi saluti.
Sezione di Milano.
(Firmata dal vicepresidente)
A Milano si era veramente attivi, e l'importanza della sezione lo
esigeva; il 15 maggio diramava la circolare n. 4. Alcune comunicazioni
sono normali per un'associazione, ancora attuali ma per la cronaca
è da riportare.
SOCI MILITARI - Si
pregano i Soci chiamati alle armi, e per essi i congiunti di comunicare
alla segreteria il loro indirizzo.
TELEFONO - Si comunica che il numero della nostra sede è
il seguente: 14.166.
OUOTA SOCIALE - Si rinnova preghiera ai pochi soci ritardatari di
versare la quota dell'anno sociale XIX0.
RITROVO SOCI - I locali sociali sono aperti ai soci la sera del
primo martedì di ogni mese. Il terzo martedì di ogni
mese i soci potranno radunarsi in un locale del ristorante dell'Orologio.
allo scopo di rinsaldare sempre più i sentimenti di cameratismo
non solo tra i soci, ma tra i familiari e i simpatizzanti.
MANIFESTAZIONI - In attesa di ricevere l'autorizzazione ufficiale.
si comunica in via ufficiosa che la Direzione Generale del Turismo
ha concesso anche quest'anno. malgrado gli eccezionali momenti,
l'effettuazione del raduno campeggistico annuale nel mese di agosto.
In attesa di comunicare maggiori dettagli. si fa noto che la località
sarà scelta probabilmente nell'Alto Adige.
I soci raggiungeranno la località di campeggio con mezzi
propri o a mezzo ferrovia, usufruendo della riduzione del 50% concessa
per i luoghi di soggiorno.
Il materiale da campeggio, sarà riunito entro il 20 luglio
e trasportato in luogo a mezzo vagoni ferroviari completi.
In detti vagoni potranno eventualmente prendere posto anche i rimorchi
contenenti materiali da campeggio. oppure rimorchi trasformabili
in tende o carovane.
Coloro che intendono partecipare. possono sin d'ora predisporre
che il proprio equipaggiamento sia messo entro sacchi. valigie o
cassette. Si pregano i soci di frequentare i martedì sociali
onde apprendere i dettagli dell'organizzazione.
AFFITTO MATERIALE - La sezione potrà disporre di un certo
numero di tende. di lettini e di materiali da affittarsi ai soci
e simpatizzanti. Si prega di presentarli in tempo
Sez. Prov. di Milano
Le circolari, in particolare
dalla sede di Roma. si susseguivano con ritmo intenso; ne riportiamo
i punti salienti e che possono interessare chi nel futuro vorrà
ancora scrivere sul campeggio in Italia.
Roma
16 maggio 1941-XIX
A TUTTE LE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI ACTI
OGGETTO. - ORGANIZZAZIONE
MANIFESTAZIONI CAMPEGGISTICHE ESTATE 1941
Questa sede Centrale
in data 3 maggio ha richiesto al Ministero della Cultura Popolare,
l'autorizzazione ad organizzare nella prossima estate attraverso
le proprie sezioni a ritmo ridotto e con la massima economia, qualche
manifestazione campeggistica.
Si invitano pertanto le sezioni dipendenti che hanno tale intenzione:
1- a darne immediata notizia a questa sede Centrale. comunicando
la località prescelta con relativi dati. nonché il
periodo di tempo in cui la manifestazione si svolgerà
2- a volersi attenere nell'organizzazione alle norme impartite il
16/7/1940
3- ad organizzare i campeggi con la massima economia, facendo fin
d'ora presente che l'attuale momento e le forti difficoltà
di bilancio non permettono a questa sede Centrale, in alcun modo,
nessun contributo finanziario.
Il Segretario Generale (Luigi Bergera)
Il giorno successivo sempre da Roma
31 maggio 1941-XIX
Si invitano con la
presente le dipendenti sezioni a voler, entro il 15 giugno. provvedere
all'abbonamento al settimanale: "Gazzetta Azzurra" - Genova
- Casella postale 1003 - Prezzo di abbona mento L.20 intestando
ben chiaramente il sopracitato abbonamento al nominativo: Associazione
Campeggiatori - Sezione Provinciale di.......
Il Segretario Generale (Luigi Bergera)
<N.di R.>. Non
è dato di sapere cosa fosse questo settimanale, se interessasse
il campeggio o se Bergera avesse avuto pressioni dall'alto alle
quali non poteva esimersene per incrementare la tiratura. Forse
qualche lettore genovese ricorderà e potrà informarci
effettuando ricerche presso le locali biblioteche pubbliche.
Nello stesso 31 maggio
la sede Centrale inviava il "Regolamento" per l'organizzazione
da parte delle sezioni di campeggi per non tediare il lettore sorvoliamo.
Gli articoli erano 8 e tutti fanno ancora da base attualmente.
Il 14 giugno con la
circolare n. 5 la sezione di Milano comunica:
CAMPEGGIO DI VIPITENO - Località Prati di Vizze - A complemento
del programma generale si comunica:
TRASPORTO PERSONE - Il biglietto per Vipiteno 3° classe, costa
L. 83 - andata e ritorno con l'obbligo di fermarsi almeno 6 giorni
e con validità di due mesi,
TRASPORTO MATERIALE - Si stanno svolgendo pratiche per ottenere
dalle F.F.S.S. un vagone completo con la riduzione del 50%.
Il vagone partirà da Milano non oltre il 12 luglio per avere
la sicurezza che arrivi a Vipiteno prima del 26, di conseguenza
occorrerà far pervenire il materiale da campeggio all'istituto
Nazionale Trasporti Scalo Farmi, telefoni 691.263 e 690.488 (richiedere
del sig. Melloni) entro il giorno 10.
L'Istituto Nazionale Trasporti si incarica anche di ritirare a domicilio
in Milano, i colli dei partecipanti al prezzo di L.7 il quintale.
Questa sezione fornirà in tempo utile sufficiente numero
di etichette per essere applicate ai colli.
Queste etichette porteranno il nome del partecipante e la lettera
di serie e il numero progressivo dei singoli colli. Si pregano i
partecipanti di compilare una distinta in triplice copia. Ogni distinta
dovrà essere compilata ad esempio così:
collo serie A n. 1 Sacco brande.
collo serie A n. 2 Sacco tenda.
collo serie A n. 3 Valigia.
collo serie A n. 4 Materassi, ecc.
E consigliabile mettere il materiale in sacchi, ceste, valigie o
anche cassette. Per i rimorchi prendere accordi con la sede.
A Vipiteno il materiale sarà scaricato dal vagone e portato
in apposito locale in località Prati di Vizze, per modo che
i campeggiatori potranno prelevare i rispettivi colli al loro arrivo.
Arrivando a Vipiteno si possono avere informazioni dal locale Ente
Soggiorno e Turismo che gentilmente si presta per l'organizzazione
rivolgendosi alla persona dell'egregio sig. Valentino Wais.
Nel paese di Vipiteno non si possono noleggiare biciclette, perciò
le medesime potranno essere caricate sul vagone insieme al materiale.
Per chi arriva in ore notturne, si comunica che esiste davanti alla
stazione, l'albergo Parco, ove si potrà pernottare: sarà
conveniente preavvisare l'eventuale arrivo.
Vipiteno fornisce normalmente generi di prima necessità non
tesserati. Portare le tessere.
A tempo opportuno questa sezione dovrà comunicare al Podestà
il numero dei partecipanti per provvedere ai vari generi razionati.
GUIDA - E in vendita a L.7 la guida di Vipiteno e delle sue vallate
edita dal sig. Wais. Prenotatevi.
BANDIERINA RICORDO - Non essendo possibile, negli attuali momenti,
farne stampare un quantitativo rilevante, ci si deve limitare a
farne confezionare a mano un certo numero, Ogni bandierina costa
L.8 su prenotazione.
In questi momenti particolari, nei quali tutte le attività
sportive, culturali e turistiche della nazione continuano a svolgersi
con ritmo normale di pace, anche i campeggiatori devono contribuire
nel modo più efficace alla buona riuscita della manifestazione.
La Presidenza della Sezione di Milano, conta perciò sullo
spirito di collaborazione e di disciplina di tutti
- indistintamente.
Martedì 7 giugno nel solito raduno al ristorante Orologio,
si potranno avere maggiori chiarimenti e dettagli.
Martedì sera sarà presentato ai soci un nuovo tipo
di tavolino smontabile costruito dal campeggiatore Ernesto Saroglia
della Sezione di Torino.
Si informa inoltre che a Vipiteno esistono un buon numero di piccoli
alberghi presso i quali potranno trovare comodo alloggio gli amici
o parenti dei campeggiatori che venissero a visitare il nostro campeggio.
Chiedere tariffe all'Azienda di Soggiorno e Turismo di Vipiteno.
Sezione di Milano
CONSIDERAZIONI E COMMENTI
- Si può obiettare che riportare per intero una circolare,
concernente l'organizzazione di un campeggio simile alla quale se
ne fanno tante per i Raduni, sia superfluo e monotono. Ma vi sono
indicate difficoltà che dovettero essere superate e curiose.
Mancava l'automobile, mezzo principale ad indispensabile per fare
del campeggio. Non si parlava più come negli anni precedenti
di "autocampeggio", si ripiega sul treno e sulla bicicletta.
Il biglietto ferroviario andata e ritorno Milano Vipiteno costa
L.83. Somma con la quale oggi non si acquista una scatola di fiammiferi.
La necessità delle tessere annonarie per l'approvvigionamento
dei viveri compreso il pane. Una minuziosa organizzazione per il
trasporto dei materiali e di cui va reso merito ai dirigenti milanesi
Torrazzi, La Manna e Colombo.
Si confezionano le bandierine, consuetudine di tutti i campeggi
o raduni, oggi in disuso perchè molto cara.
Sì concludono le informazioni ancora con la stramba parola
"VINCERE" (omessa nel riportare i testi precedenti) che
si riferiva ovviamente all'esito della guerra.
Si parla anche di un tavolino realizzato da un campeggiatore, sarebbe
superfluo parlarne, ma è una dimostrazione come a quel tempo,
non solo per lo stato di guerra, si mancasse delle più normali
attrezzature, ma si era ancora alla ricerca delle soluzioni, del
pratico e del funzionale. Oggi possiamo trovare tavolini dì
fogge diverse e corrispondenti perfettamente alle necessità,
ma si è passati in tanti anni attraverso piccoli e continui
miglìoramenti0 poiché tale è il progresso in
tutti i campi raggiungendo il meglio e frequentemente con la maggiore
semplicità.
ALTEZZA 76
LARGHEZZA 65 x 65
PESO kg 5,6
Che non sono le misure
di una qualche fantomatica "miss" , ma semplicemente quelle
di quel tavolino che abbiamo abbandonato alla fine della precedente
cronaca.
Osservando quel tavolino e confrontandolo con gli attuali, non si
può fare a meno di riderne; qualcuno si domanderà
come non si fosse pensato subito ad un tavolino come quelli che
si usano oggi, ma è l'evoluzione, è come chiedersi
perché si è impiegato l'olio per l'illuminazione e
non subito la candela o il petrolio. Anche i tavolini hanno avuto,
e continuano, il loro progresso.
Come curiosità, illustro brevemente il tavolino 1941 ed autorizzo
i lettori a riderne con me.
Potrà sembrare strano ma per comprendere il tavolo bisogna
pensare ad un letto Alle estremità delle traverse vi erano
dei ganci in ferro a cuneo. Chi ha avuto occasione di montare un
letto ricorderà che alle estremità delle due traverse
longitudinali che collegano le testate vi sono i medesimi "ganci"
i quali si incastrano in feritoie o asole delle testate che nel
caso del tavolo si trovano sui quattro lati delle gambe nella parte
superiore. Incastrando 4 traverse in 4 gambe si ottiene un telaio
molto rigido sul quale viene appoggiato il piano , costituito da
regoli in legno come una tapparella, arrotolabile e tenuti insieme
da 2 nastri, gli stessi che ogni giorno afferriamo per aprire o
chiudere le tapparelle di casa.
Il tavolo era rapido da montare e molto rigido. Il fatto di avere
le asole sui quattro lati delle gambe lo rendeva componibile",
cioè si potevano collegare più tavoli con disposizioni
diverse. L'attacco in certe combinazioni sostituiva una gamba come
visibile nella figura del tavolo doppio.
Si potrebbe affermare che questo tavolino da campeggio ha precorso
l'era dei mobili componibili "modulari".
Spero che lo spazio sia sufficiente a pubblicare i due schizzi del
tavolo montato e di alcune delle oltre quaranta disposizioni possibili
utilizzando più tavolini "agganciati" , è
il caso di dirlo , fra loro per formare un unico complesso.
Chissà che non faccia nascere in qualcuno un'idea per agganciare
insieme più tavoli di quelli moderni in materia plastica........
Era comunque già passato un anno. La guerra che pareva dovesse
risolversi in pochi giorni continuava. Le difficoltà aumentavano,
ma il peggio doveva ancora arrivare.
I più anziani fra noi pur con il velo del tempo trascorso
ricorderanno quei tempi. A chi non ha vissuto quegli anni, è
impossibile rendersi conto non solo dei disagi, ma anche delle normali
necessità quotidiane, in prima linea poter mettere in tavola
l'indispensabile per i pasti.
Si rimediava parzialmente con le tessere, tutto era tesserato e
di qualità scadente: l'olio, lo zucchero, il burro, le carni,
il pane. Questo continuava a peggiorare, era sempre più immangiabile
e scuro, del pane conservava unicamente il nome! Il caffè
era sostituito da semi vari abbrustoliti, ognuno faceva le sue ricerche
ed esperimenti; i semi degli acini d'uva ebbero un certo successo.
I campeggiatori, quei pochi che si erano formati in quasi dieci
anni resistevano ed è il caso di dire fermissimamente volevano;
chiedevano poco, un prato su cui montare la tenda, e pur accontentandosi
nella massima semplicità, continuavano a praticare il loro
hobby.
A MILANO frattanto...
Dalla "Gazzetta dello Sport" - 11 luglio 1941
Si piantano le tende
a Vipiteno
Tutti sanno perché
i turisti stranieri hanno per meta le nostre incantevoli spiagge,
i nostri laghi luminosi, i turriti baluardi alpini guarniti di ghiacciai
scintillanti? A questa semplice domanda che vi pongo, non vi può
essere che una risposta altrettanto semplice: la nostra Patria dal
clima particolarmente dolce, ha attirato ed attirerà sempre
tutti gli amanti dei bello, tutti gli studiosi della natura, poiché
l'Italia con le sue risorse naturali primeggia insorpassata tra
i luoghi più attraenti della terra.
Turismo moderno
Masse di turisti stranieri
annualmente visitano le più notevoli regioni del nostro Paese,
si soffermano dove vi è maggior incanto della natura o l'opulenza
della città. Tra queste masse che con "coscienza turistica"
percorrono l'Italia, emergono coloro che partiti dal loro paese
a piedi, in bicicletta, con canotti smontabili ed altri mezzi di
trasporto, autonomi, raggiungono la meta esclusivamente con questi
mezzi, pernottando nei luoghi trovati lungo il cammino, che risaltano
per la loro notevole bellezza, a mezzo della leggera e fragile casa
di tela.
Questi sono i campeggiatori !
È necessario conoscere oggi il campeggiatore come è
necessario non scambiano per un vagabondo qualsiasi, senza fissa,
dimora e vivente alle spalle del prossimo.
(N.d.R. E trascorso più di mezzo secolo ma in certi sindaci
tale mentalità permane. Ne sanno qualcosa i camperisti!).
Il campeggiatore veramente degno di questo nome (e purtroppo in
certe regioni d'Italia continua ad essere guardato con diffidenza)
non ha nulla a che vedere con i cosiddetti "giramondo"
che viaggiano lentamente ed esclusivamente per sbarcare il lunario,
offrendo delle fotografie come riconoscenza alla buona disposizione
d'animo di chi impietosito o seccato, concede qualche lira per facilitare
l'acquisto del pane quotidiano.
Infatti il campeggiatore non chiede nulla a nessuno, spende forse
più di ogni altro turista e se viaggia con mezzi propri lo
fa perché è amante della natura e vuoi vivere a stretto
contatto con essa.
Il campeggio (lo sport dei campeggiatore) è un importante
ramo del turismo che in tutti i Paesi del mondo viene curato, propagandato
e sviluppato. Anche da noi (sino a qualche anno addietro era praticamente
professato da singoli individui e da società importanti)
oggi conta parecchie migliaia di appassionati riuniti in associazioni
create con lo scopo di mettere in contatto tutti i membri, organizzare
campeggi ed aree di sosta, diffondere pubblicazioni e guide, infine
far conoscere tutto ciò che è necessario allo sviluppo
e alla divulgazione del campeggio.
Non voglio dilungarmi ad elencare i vantaggi della vita all'aria
aperta, vantaggi che si possono facilmente intuire. Desidero però
accennare all'importanza del campeggio per l'avvenire della razza
e per la formazione di futuri uomini e donne .
La gioventù ha bisogno di vivere all'aperto. La rarefazione
dello spazio nella città, la moderna dinamica vita non devono
avere effetti deleteri sul fisico della gioventù. Il campeggio
è il sicuro antidoto.
Mentre il fiume scorre
lento sotto i ponti......
Giornale "La
Sera" - Milano 8 agosto 1941
Serenità di vita
ai piedi delle Alpi
In una bella radura,
presso Prati di Vizza, ai piedi delle Alpi Aurine è sorto
il campo alpino organizzato dall'attiva Sezione di Milano.
Il campo al quale partecipano un centinaio di campeggiatori e relative
famiglie rappresentanti Milano, Torino, Mantova, Trento, Bologna,
Venezia ed altri centri, è raggiungibile in un quarto d'ora
da Vipiteno, la medioevale cittadina dell'alta valle dell' Isarco
percorrendo la stradale per Piazza e S. Giacomo di Vizze.
Contro tutte le pessimistiche previsioni il numero dei partecipanti
è considerevole.
SOTTO LA TENDA
La sezione di Milano
ha messo a disposizione di chi non ha materiale proprio, tutto quanto
serve al campo (tende, materassi). Per quel che riguarda invece
il vitto, ognuno deve arrangiarsi da solo. Caratteristica peculiare
di questo campo, che si differenzia veramente da tutti quelli che
in questa stagione sono sorti nelle valli e sui monti d' Italia,
è la "individualità". I campi , secondo
i dirigenti dei Club ,domani diverranno individuali e mobili per
dare un notevole contributo a mezzo della tenda al nostro turismo.
Le vacanze, così quali un tempo le si concepivano, e cioè
come lento trascorrere di lunghe giornate oziose in villa, non sono
oggi, nella pratica, che un retaggio delle vecchie generazioni.
i giovani d'oggi amano spostarsi rapidamente ed è perciò
che la tenda confortevole e non ingombrante rifugio, anche per la
sua leggerezza e la sua resistenza, ha numerosi appassionati.
Non bisogna credere anche che i campeggiatori siano dei "vagabondi"
che girano vivendo alla giornata coi sussidi di associazioni o privati.
Tutt'altro, il campo di Prati di Vizza per esempio è frequentato
da fior di professionisti e da benestanti, basta esaminare certe
tende e certi accessori per convincersene!
Lo sportivo ama la libertà ed è per questo che durante
le vacanze vuoI costruirsi con le proprie mani una dimora per la
notte. E così si allontanano le paure della vita e a contatto
unicamente con la natura, se ne godono i doni.
Ognuna delle tende, che sono poste a raggiera attorno al palo della
bandiera ha una sua caratteristica. La mano della donna concorre
spesso ad abbellirla. Ve ne sono di quelle che sfoggiano rustici
portafiori costruiti al momento con corteccia di conifere.
Direttore del campo è il cav. Luigi Torazzi, vicepresidente
della sezione di Milano , che durante la visita ci ha messi al corrente
dell'attività che verrà svolta durante il mese corrente.
Sono in programma visite a Castelli medioevali della zona, escursioni
sui monti della Val Ridanna e di Vizze, gite in bicicletta a Racines,
a Colle Isarco ed alle Terme dei Brennero. Come vedete nessuno avrà
da annoiarsi e nessuno neanche è obbligato ad andare in gita.
Come ci riferisce il cav. Torazzi, durante il campo si raccoglie
anche un'ampia documentazione tecnica sui materiali da campo, sulle
guide e sulle pubblicazioni turistiche.
Nel settore dei turismo sportivo in Italia c'è veramente
molto da fare. Siamo appena agli inizi. Manca veramente una pubblicazione
che tratti ampiamente e con competenza tutti i problemi turistici.
Manca ancora una rivista che non sia asservita agli interessi di
società, di alberghi, di consorzi.
Vedremo se la rivista "Campeggio" di imminente pubblicazione
sarà la pubblicazione che ai campeggiatori turistici e sportivi
italiani sinora mancava.
Fra qualche anno si avrà una tale documentazione di tutti
i centri turistici montani, lacustri e marini ove migliaia di italiani
potranno rizzare la loro tenda nelle vicinanze di paesi, sicuri
di trovarvi buona assistenza. Il campo fra qualche anno diverrà
indubbiamente individuale ed i campeggiatori si ritroveranno tutti
uniti soltanto in occasione dei raduni internazionali che dopo la
conclusione della guerra si organizzeranno nuovamente nei paesi
europei.
Un tipo in gamba
Prototipo del campeggiatore
nuovo, al campo di Prati di Vizza, è lo studente Ernesto
Enrico Tauber, conosciuto fra i campeggiatori di mezza Europa col
nomignolo di Pippo Kempf. il giovane Tauber ha partecipato a consimili
campi in Italia, in Francia e nella Svizzera. Con una bicicletta
del rispettabilissimo peso di kg 18 nell'epoca del duralluminio,
e con un bagaglio di una trentina di chili, Pippo ha già
visitato durante le vacanze estive degli scorsi anni, le valli ed
i laghi di mezza Europa. E un ragazzo simpatico, tenace che va additato
ai suoi coetanei sportivi. Sarà un giovane che farà
parlare di sè anche se disdegna le esibizioni. Al campo di
Vizzer l'accompagnano anche i genitori, coppia intonatissima e che
paiono fatti per la vita al campo, tanto sono felici e sereni
E. Galfas jr.
(N.d.R.) il servizio
sul giornale "La Sera" di E. Gajfas, si presta ad un esame
di confronto fra le sue considerazioni e lo sviluppo del campeggio,
alcune naturali e normali che possono anche non essere rilevate
dal lettore campeggiatore attuale, altre che possono destare meraviglia.
Si era al tempo in cui il campeggio era praticato e conosciuto,
oltre che dagli eserciti, dalle grandi organizzazioni, come Touring-Club,
CAI, e delle attività premilitari e studentesche, ove il
partecipante era più o meno un... pensionante.
Si rileva, quasi con meraviglia che per il vitto "ognuno deve
arrangiarsi"; è questa una novità, inizia il
campeggio "tipo famiglia".
Le vacanze sono ancora in pochi a goderle, appannaggio soprattutto
coloro che possiedono "la villa".
Molte sono oggi le famiglie il cui padre è passato per l'esperienza
giovanile del campeggio in bicicletta, con l'autostop; i giovani
oggi, che turisticamente campeggiano in tenda sono centinaia di
migliaia, si sono motorizzati. In un campeggio toscano durante le
ferie di qualche anno fa abbiamo contato 250 motociclette. Domani
saranno ,con la famiglia, caravanisti, camperisti ecc.
Si parla di guide, cioè di pubblicazioni che indicano località
di campeggio con chiaro riferimento alla Guida con 60 località
già pubblicata dall'ACTI ; non si immaginavano ancora i campeggi
di oggi con tante, forse troppe comodità, si prevedevano
solo posti di sosta. Si accenna all'impronta della donna nell'arredamento
della tenda. Non si poteva certamente ancora immaginare la caravan
che è quella che veramente ha portato in massa le donne ai
campeggio. La donna nel periodo delle vacanze continua ad essere
la vera "regina della... Caravan"
Si parla della rivista "Campeggio". Uscì e fu veramente
la prima, nell'immediato dopoguerra, a cura di Luigi Bergera e Carlo
Anfosso; non continuò perché ebbe il torto, come altre
che la seguirono, di nascere prima dei campeggiatori e di una vasta
industria che avrebbe potuto finanziarla.
Tauber, il giovane studente molto popolare, non mancava mai ove
si faceva del campeggio: molto comunicativo e gioviale è
da considerare il protocampeggiatore dei giovani. Nel dopoguerra
non si vide più , forse fu una delle vittime di questa.
Si preconizza il campeggio "solo individuale ed i campeggiatori
si troveranno tutti uniti soltanto in occasione dei Raduni internazionali".
invece sono sorti i grandi campeggi dove i campeggiatori sono centinaia,
anche migliaia; da marzo ad ottobre non vi è fine-settimana
che non annoveri più di un Raduno, organizzato prevalentemente
dalle associazioni, tanto che ne è risultata addirittura
la necessità di concordarli per evitare la contemporaneità
di date e la vicinanza di luoghi. L' aumento esponenziale di praticanti
il turismo itinerante rende forse inutile questa "precauzione"
ma in italia si fanno delle apposite riunioni per concordarli, seguite
dalla pubblicazione di luoghi e date. Anche in Inghilterra da qualche
anno è stata iniziata la pubblicazione di appositi opuscoli
dei Raduni.
Due parole su VIPITENO (AGOSTO 1941)
A Vipiteno tra i torinesi
vi erano Bergera con la famiglia, e l'avv. Brosio. Molte difficoltà,
come previsto, per il rifornimento dei viveri; non era possibile
ricorrere alla borsa nera, come per la sopravvivenza si è
fatto ovunque. Non che nella regione questa non esistesse, ma si
diffidava e, come da sempre, si osteggiava chi non parlava tedesco.
La signora Bergera salvò la situazione; essendo di madre
lingua tedesca, si recava nelle fattorie e nei cascinali, avviava
la conversazione e riusciva a rifornire la colonia dei campeggiatori
di uova e burro.
Il 1941 fu un'annata eccezionale , oltre che per aver dato i natali
a chi oggi vi riporta questa "storia" , anche per i funghi,
non era infatti necessario allontanarsi molto dal campeggio e parlare
tedesco per farne grandi raccolte; essi furono naturalmente il piatto
del giorno per i campeggiatori, oltre tutto anche molto economico.
Tra i torinesi vi erano anche un marchese e signora (nel dopoguerra
fu anche Consigliere al Comune di Torino) fanatico del campeggio;
amava praticano al più completo stato brado, cucinava con
fuoco a legna, lo si vedeva accovacciato a terra a soffiare per
alimentare la fiamma. La signora marchesa con gli occhi lacrimosi
per il fumo, il marchese andava a pescare: i loro pranzi furono
sempre a base di funghi e trote, non disdegnando legumi reperiti
negli orti !!!!
Di quell' agosto '41
l' amico Ernesto ricorda e scrive.
Per quel che mi riguarda,
non mi rassegnavo a rinunciare al campeggio ed alla caravan, ma
non era possibile portarla fino a Vipiteno. Fin dal mese di maggio,
alla domenica, in bicicletta con un amico, percorremmo le valli
che a raggiera confluiscono verso Torino. La Valle di Lanzo è
la più vicina, proprio in questa trovammo il postò
adatto, un piccolo spiazzo, sovrastante la Stura; lontano dalla
provinciale; da questa vi si poteva arrivare seguendo una stradina
che portava ad; una centrale elettrica denominata di Pian Soletti,
due chilometri prima di Ala di Stura, 52 da Torino e 9 da Ceres
capolinea della ferrovia secondaria. Dopo l'esperienza dell'anno
precedente con il trasporto della caravan a Laigueglia, non fu difficile
trovare la soluzione; ad Ala trovai un autotrasportatore che aveva
il permesso di circolazione perché portava la legna da riscaldamento
alla stazione; rilevai le misure della parte posteriore dell'autocarro,
preparai una lunga staffa all'estremità della quale montai
la sfera del gancio. Fissammo l'appuntamento per il primo sabato
di agosto alla stazione di Ceres; spedii la caravan per ferrovia,
la stazione di Torino non era lontana da casa mia e quindi la caravan
fu spinta a mano, non vi erano veicoli in circolazione e quindi
nessuna difficoltà come si troverebbero oggi se si dovesse
fare quel percorso. L'autotrasportatore fu quasi puntuale, in pochi
minuti imbullonai la staffa ed agganciai la caravan, caricate le
biciclette sull'autocarro, in poco meno di mezz'ora eravamo al nostro
campeggio, località alpina a circa 1000 m., circondata da
pini, acqua in abbondanza che con una pompa a mano pompavamo dal
torrente; per l'acqua potabile e servizi potevamo valerci della
vicina centrale elettrica.
Eravamo solo tre persone; per quanto invitate non se ne erano trovate
altre, i campeggiatori non esistevano ancora, i pochi che avevano
fatto del campeggio negli anni precedenti o erano a Vipiteno o avevano
rinunciato anche per mancanza del mezzo di trasporto.
Si presentava anche per noi il problema degli approvvigionamenti.
Per il pane, si andava a turno in bicicletta ad Aia, superando due
chilometri di strada erta ma senza traffico; burro e uova si potevano
trovare presso le malghe della zona, per il latte erano più
reticenti, ma poi avendo sollecitato presso diversi produttori,
questi, spinti da un maggior ricavo, ci davano fin quattro litri
di latte al giorno! Tra le nostre scorte che durante tutto l'anno
avevamo ricercato e conservato in previsione del campeggio, vi erano
96 scatole di "budini", tenuti al fresco nel torrente,
cosicché si rassodavano e completavano sempre i nostri pasti.
Avevamo un sacchetto di farina e la macchinetta per la pasta: ci
specializzammo e le tagliatelle non mancarono mai! Avevamo anche
dell'ottimo caffè. Chi ha vissuto il periodo della guerra
ricorderà quanto fosse sofferta la mancanza di questa bevanda
nazionale. Nell'inverno precedente ero stato in Albania ed avevo
portato un chilogrammo di caffè. Quasi un tesoro per quel
tempo, però era da tostare. Al campeggio, con la disponibilità
di tempo e la pazienza si risolvono problemi che in città
sarebbero insolubili, e ci si diverte!
Trovai una latta con coperchio, di quelle che servono per vernice,
era un po' arrugginita, ma alla fiamma si ripulì; con un
chiodo feci tanti fori a grattugia lungo la periferia, un foro assiale
sul centro del coperchio e del fondo nei quali infilai un robusto
filo di ferro con un'estremità ripiegata a manovella. Posai
il tutto su due picchetti incrociati e piantati in terra come una
V rovesciata, ne risultò una specie di girarrosto efficiente.
Acceso il fuoco, poco dopo si diffondeva per la montagna, un profumo
di caffè, dimenticato dall'inizio della guerra, che sovrastava
quello di resina delle conifere e del bosco. Ho creduto fare il
racconto di questo caffè non solo perché era un'eccezione
in un periodo in cui tutti cercavano ed inventavano solo surrogati,
ma fu lo spunto per un incontro tra campeggiatori che dovevano durare
per sempre.
Trascorsero otto giorni, non si vide persona, sù sulla provinciale
solo verso sera passava la corriera che faceva servizio tra Ceres
e Balme e trasportava gli sfollati pendolari.
Un mattino, mentre salivo per andare per pane, osservai che su di
un pianoro sopra di noi, non accessibile ai veicoli e non visibile
dal nostro campeggio, si montavano delle tende. Salutai, dissi che
campeggiavo al piano di sotto, lieto di essere utile nel caso avessero
delle necessità. Trascorse la giornata, non si fecero vivi;
avevo un cagnolino volpino che evidentemente sentiva le voci, e
tentava salire e dovevo richiamarlo. Verso sera gli misi al collare
il seguente biglietto "i campeggiatori del piano di sotto invitano
i campeggiatori del piano di sopra a prendere un Caffè-Caffè".
La doppia indicazione sottindendeva, ed era ben conosciuta, che
non si trattava di un surrogato ma di un vero caffè.
Dopo mezz'ora il cagnolino ritornò con la risposta "laviamo
soltanto i piatti e poi veniamo giù". Fu una bella serata
di quelle che si trascorrono soltanto in campeggio e così
fu per tutta la settimana. Erano tre famiglie, due coniugi tedeschi
che abitavano da tempo a Torino, la famiglia Parigi con padre madre
e due signorine, la terza i signori Luigi e Tilde AIi, lui aveva
fatto la guerra del 15/18, era provetto alpinista e conoscitore
delle nostre montagne. Si stabili una grande amicizia, per quasi
trent'anni fino alla sua dipartita trascorremmo insieme al campeggio
le vacanze.
Giorni come quelli trascorsi a Pian Soletti di Ala di Stura, nel
vero campeggio e con tanta amicizia, non si dimenticano più;
fu un'oasi di serenità e di felicità in tempo di guerra,
ignari delle drammatiche pene che ci attendevano; ma pensando al
campeggio dell'anno successivo.
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