LE NOSTRE RADICI - OVVERO LA STORIA DEL TURISMO ALL'ARIA APERTA
" L'anno 1940"

di Mario Rocco

L'ACCP Autocampeggio Club Piemonte di Torino e l'ACI Associazione Campeggiatori Italiani di Milano si chiamano "ACTI"
Con decreto del 9 marzo 1940 del Ministero della Cultura Popolare si dava mandato al gerarca Galeazzo Guidi di Bagno ed al dr. Luigi Bergera di costituire l'ACTI - Associazione Campeggiatori Turistici d'Italia" con sede a Roma in via Po 14.
Conseguentemente l'ACCP e l'ACI assumevano rispettivamente le denominazioni di ACTI Sezione di Torino e ACTI Sezione di Milano.
Veniva subito redatto lo Statuto, non è possibile e sarebbe monotono riportarlo per intero.
Così in clima di "non belligeranza", con molta paura di guerra, era nata l'A.C.T.I. Associazione Campeggiatori Turistici d'Italia con sede centrale a Roma in via Po 14, senza soci, una sezione a Milano con un manipolo di attivi appassionati, sorpresi in contro piede proprio nella fase organizzativa; con decisione si adeguarono e continuarono.
Notevole fu l'importanza della sezione di Torino con un'organizzazione che aveva l'esperienza delle manifestazioni del 1933, 1934, 1935 e del 1938 a Meina, il cui successo aveva attirato l'attenzione delle autorità e dato l'avvio alla costituzione dell'ACTI nazionale.
Il diario di Ernesto Saroglia con pagine fitte di note riporta minuziosamente nomi, avvenimenti, schizzi e cronache del tempo che fu, bellissime a leggersi soprattutto dopo averne conosciuto l'autore. Questa sede non permette di essere troppo prolissi, ed è quindi giocoforza riassumerle cercando di non privarle della loro anima e dell'entusiasmo che ancora oggi trasmettono.

Dice ......sempre Ernesto

Nel frattempo la guerra aveva passato l'inverno quasi statica, sporadici scontri di pattuglie. Gli eserciti franco-inglesi attestati sulla linea fortificata Maginot, i tedeschi sulla linea Sigfrido: entrambe erano considerate insuperabili, ma non fu così, durante quella calma apparente si preparavano le grandi invasioni.
In Italia ancora sullo slancio delle sanzioni del 1935 stampa e radio propagandavano "'Autarchia" che non era altro che una preparazione alla guerra e la ricerca a produrre quanto la guerra non avrebbe più permesso di importare.
Tra tante difficoltà, esitazioni, timori, la grande voglia di campeggio. Chi oggi fa del campeggio, non può rendersi conto dello stato d'animo, il timore di dover rinunciare ad uno svago che avevamo tanto apprezzato, troppo poco praticato, ancora tutto da scoprire, attrezzi ancora da inventare, un entusiasmo ed un'ansia che si può paragonare approssimativamente all'impazienza che ognuno ha avuto al secondo anno di campeggio dopo averlo scoperto ed assaporato l'anno precedente.
I temi ed i problemi che ossessionavano ed appassionavano era due. La propaganda e l'attività vera e propria del campeggio. Per la propaganda il primo passaggio era la bandierina e il distintivo.

Per l'attività vera e propria di campeggio che era quanto più ci premeva ed il fine per cui ci davamo tanto da fare, fu considerato che nel 1933 si era fatto un campeggio itinerante e prevalentemente in montagna, nel 1934 a Panpincieux di Courmayeur, nel 1935 ancora in montagna al Breuil-Cervinia e nel 1938 sul lago a Meina; mancava un campeggio sul mare dove si avevano anche maggiori garanzie di partecipanti e quindi di successo. Con una circolazione delle automobili limitata e regolamentata, pochi erano campeggiatori; parafrasando una famosa frase di Giuseppe Mazzini si poteva dire: "Abbiamo fatto il campeggio in Italia, bisogna fare i campeggiatori italiani". Con tanta gente che pensava alle ferie, al mare si doveva raggiungere un buon risultato nonostante l'incerta situazione che gravava sull'Europa; non potevamo sapere cosa ci avrebbe portato l'avvenire e quindi eravamo entusiasti dei nostri programmi.
La località prescelta fu Laigueglia sulla riviera di ponente, proprio dove inizia la salita di Capo Mele, il primo dei tre colli famosi della corsa ciclistica Milano 5. Remo e cioè Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta. Solo l'Aurelia separava il campeggio dalla spiaggia; praticamente eravamo sul mare, proprio come deve essere un campeggio marino.
Un grande ed ombroso oliveto, dopo un grande piano a filo strada più terrazze tutte campeggiabili, sovrastanti. L'abitato di Laigueglia non arrivava al cimitero; verso ponente vi era il campo di calcio e ad un centinaio di metri sempre verso ponente il campeggio.
Attualmente la località è tutta costruzioni incastrate una con l'altra, la classica e confusa invasione del cemento, alberghetti, pensioni, bar e ville. Questo iniziò dopo il 1950, ricordo e che ancora nel 1948, in quell'oliveto vi trascorsi in tenda un fine settimana.
Per l'ACTI si presentava la necessità di fare la propaganda, far conoscere la possibilità di passare le ferie al mare in campeggio, anche senza automobile; era ritornata in auge la bicicletta, si era previsto il trasporto dei materiali a mezzo treno merci con una spedizione unica. Per coloro che non sarebbero arrivati in bicicletta, furono la maggioranza, fu organizzato un pulmann in partenza da Torino.
L'Automobile Club fece propaganda tra i suoi soci, ma un fattivo, insperato aiuto venne da una classica manifestazione torinese.


IL PALAZZO DEL GIORNALE

Non esisteva ancora il grande complesso di To-Esposizioni che tutti conoscono, ove si svolge biennalmente il Salone dell'Automobile e Ogni anno il Salone delle Vacanze, manifestazione principe del campeggio e di Caravan Europa. Su quell'area all'estremità Ovest del parco del Valentino sorgeva quello che i torinesi chiamavano il Palazzo del Giornale perché nel 1911 aveva ospitato tutto quanto riguardava la stampa ed in particolare i giornali.
Era consuetudine, quando si effettuavano le grandi esposizioni internazionali della durata di sei mesi, di lasciare a ricordo costruzioni interessanti e di grande utilità. Così l'esposizione del 1884 lasciò il noto Castello Medioevale con relativo villaggio, ancora nel 1961 per le celebrazioni per l'Unità d'Italia fu realizzato il Palazzo del Lavoro.
L'esposizione del 1911 aveva lasciato il Palazzo del Giornale che fu frequentemente utilizzato per manifestazioni successive e proprio nell 940 il Centro Moda di Torino all'insegna dell'autarchia, organizzò dall'i 1 maggio al 10 giugno una Mostra denominata "Moda e Costume".
LACTI fu invitata a partecipare per fare propaganda al campeggio previsto a Laigueglia, non era moda ma un vero e proprio Costume, una nuova forma di fare le vacanze.
Si allestirono due posteggi confinanti, uno come ACTI, l'altro come E.P.T. In definitiva era un solo posteggio che invitava a Laigueglia e l'E.P.T. vi appariva perché pagava le spese.
Nel primo posteggio al centro a grandi lettere si leggeva:

CAMPEGGIO IN RIVA AL MARE
"LAIGUEGLIA"
DAL 5 AL 25 AGOSTO

Sul cartello a destra:

IL CAMPEGGIO SORGERÀ IN BOSCO DI ULIVI, SU TERRENO ASCIUTTO E RIPARATO DAI VENTI. A 700 METRI DAL PAESE E 25 DALLA SPlAGGIA. GLI OSPITI TROVERANNO OGNI COMODITA'

A pochi giorni dall'apertura del Salone "Moda e Costume" vi erano degli spazi liberi che bisognava coprire per completare la Mostra, la moda poteva offrire ottime sfilate ma poco materiale in esposizione. Mi fu chiesto di esporre la carovana, anche questa faceva parte del Costume e veramente lo fu, ma venti anni dopo, così l'ing. Quadri che era il primo e l'unico costruttore di "Autocase" vi portò due caravan della sua produzione.
Nel frattempo gli eventi di guerra maturavano e la grande tragedia prendeva l'avvio; scorriamo velocemente e brevemente i mesi riportando per dovere di cronaca solo gli avvenimenti più importanti.

10 aprile: Hitler occupa la Danimarca e parte della Norvegia.

11 aprile: I tedeschi invadono Belgio e Olanda. Per la prima volta si parla di Quinta colonna.
Al Palazzo del Giornale del Valentino si inaugura "Moda e Costume".

14 maggio: La Maginot belga sfondata,

15 maggio: L'Olanda si è arresa.

16 maggio: La Maginot francese sfondata in tre punti.

17 maggio: Inizia il giro ciclistico d'Italia. Bizzi vince la prima tappa Milano-Torino e indossa la prima maglia rosa.

25 maggio: I tedeschi sono a Calais. Capitolazione del Belgio. In Italia mobilitazione civile.
Censimento degli uomini da 19 a 70 anni.

3 giugno: L'Ambrosiana <attuale Inter> vince lo scudetto seguita da Bologna e Juventus.

4 giugno:300 aeroplani tedeschi volano su Parigi. I nostri giornali presuntuosamente, per disposizioni che venivano dall'alto, pubblicano che la fine della guerra è nelle mani dell'Italia.
6 giugno: Giro d'Italia. Sui monti Bartali e Coppi forzano, Bartali con Coppi a ruota è primo nella tappa Cadore-Ortisei. Coppi primo in classifica generale.

9 giugno: Fausto Coppi astro della nuova generazione, vince il suo primo giro d'Italia davanti a Mollo,Cottur e Vicini.

10 giugno: L'Italia dichiara guerra all'Inghilterra e alla Francia. Le ostilità iniziano a mezzanotte.

11 giugno: I tedeschi sono oltre la Senna. i primi paracadutisti calano su Parigi.

12 giugno:Dalle ore 0,30 alle 3 primo allarme con bombardamento su Torino. 1 7 morti tra la popolazione, erano tutti fuori dai rifugi a vedere lo spettacolo dei bengala che illuminavano a giorno la città. Durante tutto l'arco della guerra dal 12 giugno 1940 al 21 gennaio 1945 gli allarmi aerei furono 248 di cui 51 con lancio di bombe. i torinesi trascorsero in totale 322,31 ore nei rifugi.
Il 13 giugno andai al Palazzo del Giornale a ritirare la carovana, incontrai Bergera in divisa da capitano d'artiglieria: era in procinto di partire per il fronte occidentale. Mi aiutò ad uscire con la caravan, il palazzo era stato colpito parzialmente e le macerie ostruivano i passaggi. Nel dopoguerra il palazzo fu completamente demolito e sulla stessa area sorse l'attuale To-Esposizioni.

15 giugno: La linea fortificata francese Maginot sfondata ed aggirata. Le truppe tedesche entrano a Parigi.

23 giugno: A Compiègne come nel l918. a parti invertite, viene firmato l'armistizio tra Germania e Francia. Sul fronte italiano dalle Alpi alla costa il fuoco viene cessato alle ore 1,30.

25 giugno: Per la circolazione delle automobili le licenze e le tessere in corso sono prorogate fino al 30 settembre. Così pure le quantità di benzina assegnate.

30 giugno: Italo Balbo, uno dei quadrumviri, è abbattuto con il suo aereo nel cielo di Tobruk. Si disse che fosse stato abbattuto per sbaglio dalla nostra contraerea.
Dopo tutti questi avvenimenti non vi era italiano che non fosse convinto che la guerra era finita, lo era certamente anche Mussolini, e fu il suo primo grande sbaglio.
Noi pensavamo al campeggio, con speranza e convinzione della ripresa: continuava l'organizzazione del campeggio di Laigueglia.

Per me si presentava il problema di portare la carovana; avevo un permesso di circolazione per motivi di lavoro per la Fiat 1100, ma non per la 522, l'unica che mi dava la certezza del perfetto traino. Non trovai altra soluzione che il trasporto a mezzo ferrovia; misi in difficoltà i funzionari, si trattava di un trasporto di merce che non esisteva sui tariffari, decisero di applicare la tariffa dei circhi equestri. Pagai L. 180 all'andata e 194 al ritorno. Per il trasferimento dalla stazione al campeggio, legai il timone sotto il pianale di un carro, così trainata da un cavallo la caravan arrivò al campeggio.
Con nomine d'autorità erano state definite le direzioni delle associazioni: la carica di Presidente era scomparsa e sostituita dall'equivalente di Segretario, Bergera era stato nominato Segretario della sede nazionale di Roma e a sua volta aveva nominato Segretario della Sezione di Torino l'avvocato Cornelio Brosio.
Il 5 agosto arrivammo al campeggio. Tutti avevamo una bicicletta, io avevo introdotto nella caravan una Stucchi da corsa in sella alla quale nella Primavera del 1919 il "campionissimo" Costante Girardengo aveva vinto la corsa Milano-Torino.

Il 5 agosto 1940 la "Gazzetta del Popolo" pubblicava:

IL PRIMO CAMPEGGIO
IN LIGURIA HA INIZIATO LA SUA VITA

Laigueglia e Alassio sono due stazioni balneari care particolarmente ai torinesi e ai milanesi che da due secoli ne fanno il loro soggiorno estivo. Entrambe vivono, direi gomito a gomito, e sempre in timore della concorrenza: Alassio si proclama nelle sue pubblicazioni e nei manifesti murali, la "Gemma della spiaggia ligure". Non c'è troppa modestia, ma la pubblicità, dicono, è l'anima delle imprese. Laigueglia si accontenta, quasi in contrapposto alla mondanità di Alassio, della sua ben nota fama di spiaggia familiare, riservata alle belle famiglie prolifiche, insomma di spiaggia dei bimbi.
Con tutto ciò il Comune di Alassio ha sempre cercato di incorporare il vicino "comunello" di Laigueglia, che ha però resistito ed ha difeso la sua autonomia vittoriosamente.
La spiaggia di Laigueglia venne valorizzata circa cinquant'anni fa dal Duca Tommaso e dalla Duchessa Isabella di Genova, che l'avevano scelta per la loro numerosa prole. lì futuro Principe di Udine e oggi Duca di Genova, mostrò già fin dai suoi primi anni la passione per il mare ed una spiccata simpatia per la pesca. Rammentano i vecchi che sgambettava seminudo scorrazzando tra i pescatori ed i marinai, osservandoli nei loro lavori preparatori, assistendoli avido di cognizioni, al ritorno dalla pesca e salutandoli alla partenza.
Allora nè Laigueglia e neppure Alassio erano affollate come oggi, anzi Laigueglia era un modesto paesino di pescatori e naviganti. Oggi, tengono a far sapere, e noi li accontentiamo volentieri, che era già una cittadina, la quale si amministrava da sé e che la sua denominazione rileva una nobilissima origine romana "Aquilia" vocabolo forse suggerito dalle insegne di Roma presenti in questo seno di mare, per sottomettere le fiere tribù degli Ingauni.
L'Associazione Campeggiatori Turistici d'Italia volendo quest'anno scegliere per la prima volta una località in Liguria, prescelse Laigueglia e creò in un bosco di ulivi pieno di poesia (chè la poesia è il piatto forte di ogni campeggio> a pochi metri dal mare, il grazioso paesino di tende che ieri mattina è stato inaugurato e formerà per tutto il mese l'attrattiva suggestiva della popolazione e dei villeggianti di questo solatio arco di riviera.
L'avv. Cornelio Brosio di Torino si è moltiplicato per far sorgere questa singolare villeggiatura estiva. L'ingegnosità di taluni campeggiatori e specialmente di geniali signore ha cooperato a dare a questo attendamento un segno di gusto e di grazia. Gli impianti di lavatoi, di acqua, di illuminazione (ben intesi azzurrata vigendo l'oscuramento>, di altoparlanti, di radio, di una tenda ricovero, di un ristorante e soprattutto una familiare cordialità che con la brezza marina spira tra gli ulivi, sono un indice felice di quanto si possa fare anche in Italia in materia di campeggi, una passione che è giunta tardi da noi, ma troverà sviluppo per i moltissimi luoghi sorridenti di cui la nostra divina patria è ricca. L'industriale Saroglia ha qui trasportato una graziosissima autocasa che per poterla applicare e godersela, tanto è l'affluenza dei curiosi, ha dovuto stampare un cartello orario come per i musei con la scritta "Le visite sono gradite solo dalle 10 alle 12".
Alla inaugurazione di ieri hanno partecipato il generale di Divisione Mondino con un gruppo di ufficiali, il Podestà di Alassio e quello di Laigueglia coi segretari politici dei rispettivi Fasci, il presidente dell'Ente Turistico di Alassio e il segretario della sezione laiguegliese dello stesso Ente turistico, nonché notabilità ed una eletta ed elegante folla di signore torinesi, milanesi e genovesi. Una musica militare rendeva gli onori. Ha parlato il podestà di Laigueglia ringraziando la direzione dell' Acti per la magnifica organizzazione della iniziativa. Al podestà ha risposto con nobili parole il presidente dell'Automobile Club di Torino comm. Mussino, salutando questa prima riunione di campeggiatori in terra ligure e auspicando a nuove e più grandi iniziative del genere quando il destino vittorioso della Patria sarà prossimamente compiuto.
Con il saluto al Re Imperatore e al Duce Fondatore dell'Impero, ha avuto luogo la cerimonia dell' alza bandiera. Il tricolore è salito sull'alta antenna che domina il campeggio con i vessilli dell' Acti e del R.A.C.I. a garrire verso l'azzurro nostro mare, salutato dagli inni della Patria invincibile.
Firmato in originale : Ercole Moggi

Considerazioni
Leggere un articolo giornalistico, dopo più di mezzo secolo è interessante, sia per l'autorevole firma, sia per inserirci e comprendere un modo di pensare e di giudicare di quel tempo.
Si parla di Podestà che era l'equivalente odierno di Sindaco; di segretari di Fasci, erano considerati ed avevano autorità; di principi e duchi che oggi pochi sanno chi erano e dove siano, per arrivare al Re Imperatore di un impero che stava già dissolvendosi e di un destino vittorioso conclusosi poi con tante tragedie per il popolo.
Non è dato di sapere se il giornalista Ercole Moggi sentiva in sé stesso quanto scriveva; ma era una forma sempre insita ed obbligatoria per chi doveva scrivere o parlare pubblicamente in quel periodo della storia del nostro paese.
Era la prima volta che sulla nostra riviera si vedevano tende di campeggiatori, una grande novità! Tanta curiosità! Il comm. Mussino è stato profetico, almeno in questo, nel prevedere uno sviluppo al quale nessuno pensava ancora e che potessero sorgere a distanza di anni (senza la guerra gli anni sarebbero stati pochi) tanti campeggi, portare tanto incremento turistico ed è doveroso affermano, tanta ricchezza a chi i campeggi ha realizzato.
Oggi se la Calabria è la regione che vanta il maggior numero di insediamenti turistici di tipo campeggio, la Riviera di Ponente ne ha la maggior concentrazione in rapporto alla superficie
La gente accorreva numerosa interessata e meravigliata perché vi erano da vedere persone che non erano militari, che soggiornavano e passavano le ferie sotto la tenda. Vi era una caravan, non se ne erano mai viste, e non era il solito carrozzone degli zingari, che si poteva rimorchiare con l'automobile, non si sapeva neanche come chiamarla, Moggi la definì "autocasa", ma auto non era, questa definizione sarebbe oggi adatta ai camper, motorcaravan e motorbome.
Non si conosceva ancora l'impropria "roulotte" e anche se Moggi l'avesse già sentita e conosciuta, in periodo di autarchia anche linguistica non avrebbe potuto usarla su di un grande giornale.
lì campeggio di Laigueglia del 1940 nonostante le limitazioni di guerra fu uno di quelli che si fanno ricordare. Erano tempi in cui i divertimenti erano pochi, ed i frequentatori poterono passare vacanze veramente eccezionali.
Al mattino si usciva dalla tenda e ci si tuffava direttamente in mare; il lato Sud del campeggio confinava con l'Aurelia, non vi era che da attraversarla e si era sulla spiaggia, non vi era naturalmente transito, non passava un'automobile in tutto il giorno, solo saltuariamente nostre truppe appiedate che rientravano dal fronte francese.
Oltre ai bagni, naturalmente, si effettuavano lunghe gite in bicicletta, anche fino a Sanremo; come ginnastica mattutina era di prammatica la salita sino a capo Mele. Marco Contini, famoso come pseudo ispettore della navigabilità sul Po, sul basso muricciolo che divideva l'Aurelia dalla spiaggia, organizzava interminabili partite a carte. Serate con canti accompagnati dalla fisarmonica, per la prima volta senza fuoco di campo, vigeva l'oscuramento. Per l'illuminazione solo candele o lampade a petrolio; nonostante le molte precauzioni e le limitazioni al mattino successivo arrivavano i militi dell'antiaerea a reclamare poiché secondo loro le nostre luci si vedevano dal mare.


Su questa fotografia si possono osservare:
La bandierina del Rallye di Meina del l938. Per la chiusura della tenda non erano ancora state adottate le cerniere lampo, queste esistevano già perché sorte attorno il 1 926 ma erano ancora di dimensioni piccole e non sufficientemente robuste per le esigenze di tensione della tenda.
Si suppliva con bottoni costituiti da cilindretti di legno e relative asole. Era già un progresso perché le prime tende portavano lungo le due parti da chiudere degli occhielli attraverso i quali si faceva passare una corda come una cucitura; non era molto comodo, specialmente se si doveva uscire con una certa urgenza. La lampada a petrolio, universalmente adottata dai campeggiatori, dava grande sicurezza, funzionava sempre perfettamente, era di origine svedese, ma venne adottata dai campeggiatori derivandola dai carri da trasporto a cavalli: qualunque strada si percorresse di notte, se si incontrava un carro, ed erano numerosi poiché i trasporti con autocarri erano ancora pochi, appesa sotto il carro vi era questa lampada, che spesso era affiancata dal cane.

Ancora biciclette parcheggiate, ma si osserva anche un'automobile (Fiat 1100> Bergera aveva ottenuto un permesso speciale. Da osservare il cofano ed i parafanghi dipinti in bianco. Temp9 di guerra e quindi di oscuramento vigevano norme particolari che naturalmente oggi pochi ricordano. Le poche automobili circolanti dovevano portare sui fari delle cuffie nere con una piccola feritoia di cm 5 x 2, non per vedere, ma per farsi vedere.

Qui di seguito alcune altre foto a ricordo di quel periodo riguardanti la Segreteria del Campo, il Bar, i lavabi, e la bottega del barbiere:

( Foto di cui sopra)

Si rientrò a Torino in pulmann nel tardo e ancora afoso pomeriggio del 24 agosto.
Nella notte, alle ore 1,05 suonava già l'allarme aereo, brusco risveglio, addio alle dolci dormite cullate dalla risacca del mare, semi svestiti rapida discesa nel rifugio.
Durò un'ora e cinque minuti, era il 150 allarme dall'inizio della guerra. Sì iniziava un altro periodo sempre più tragico. Dal 2 giugno 1940 a Torino si ebbero 298 allarmi di cui 50 con bombardamenti.
In totale a Torino si trascorsero 321,31 ore nei rifugi ove si discese per l'ultima volta il 21 gennaio 1945!
Concludiamo così questo 1940 che nonostante la guerra è stato vissuto intensamente dal campeggio italiano; nella prossima puntata potremo ricordare alcuni degli "attrezzi" in uso in quel periodo da parte dei "soliti entusiasti......".

 

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