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Lidea
potrebbe apparire balzana: istituire una scuola per turisti
allaria aperta, far sedere sui banchi (anche se virtuali)
camperisti e roulottisti, amanti della tenda come del carrello.
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Eppure,
a ben pensarci, può risultare utile, dopo anni di turismo su
ruote, o, ancor meglio, se si è alla prima esperienza, trovare
qualcuno che aiuti a vivere in pieno il proprio hobby, a rispettare
in tutto e per tutto gli altri e lambiente, ad essere
in grado di cavarsela nel momento del bisogno senza dover ricorrere
al prossimo, anzi potendoci a nostra volta mettere a disposizione
degli altri.
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Del
resto numerose associazioni hanno tentato in questi anni, invitando
esperti o semplici camperisti a tenere lezioni, di creare una
sorta di scuola di secondo livello, senza libri ed interrogazioni,
in grado comunque non solo di riempire le uggiose serate invernali,
ma anche di fornire una serie di indispensabili informazioni
in grado di rendere sempre più cosciente e preparato chi frequenta
il mondo del turismo allaria aperta.
-
Informazioni
che riguardano non solo motore e manutenzione, pulizia del mezzo
ed accorgimenti prima e dopo il viaggio, ma che entrano nel
vivo della vita allaria aperta, occupandosi di etica e
di comportamento, di vita di relazione e di scelta dellitinerario,
di ambiente e di legislazione.
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Quello
che "Caravan e Camper" tenterà su questo e sul prossimo
numero è di fornire un bagaglio il più vasto possibile di informazioni
e di input, in grado anche di solleticare linteresse e
lattenzione dei club, dei rivenditori, degli stessi enti
locali che potrebbero, a loro volta, completare lopera
raggiungendo in modo capillare il variegato mondo di quanti
amano trascorrere in libertà, viaggiando e vivendo in mezzo
alla natura, il proprio tempo libero.
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-
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LETICA
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Questo
capitolo riveste, senza dubbio, unimportanza enorme: non
solo per questione di immagine, ma soprattutto perché, vivendo
in mezzo alla natura, non fra quattro mura, ma in mezzo alla
gente, anche se protetti dai pannelli di un camper o di una
roulotte, il turista allaria aperta è sotto osservazione
praticamente 24 ore il giorno.
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Non
è un caso che polemiche, restrizioni e divieti il più delle
volte trovino fondamenti in fatti o fattacci dei quali proprio
dei turisti si sono resi protagonisti.
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Un
comportamento corretto e rispettoso degli altri, intesi come
vicini di camper e di caravan o come abitanti del luogo nel
quale ci si trova, rappresenta un punto essenziale.
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La
ricerca dellarea attrezzata, lastenersi dallingolfare
a dismisura parcheggi già colmi o strade trafficate, pulizia
e decoro del luogo ove si sosta, rispetto del vicino sono degli
ingredienti indispensabili, senza i quali tutto si vanifica.
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Capita,
purtroppo parecchie volte, di assistere a scene disdicevoli:
scarichi selvaggi come vociare nel cuore della notte, musiche
ad alto volume e panni stesi senza ritegno, tavolate nelle piazze
o esposizione nelle aree pubbliche di tavoli, sedie, sdraio
e persino amache sistemate tra due mezzi.
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Se
questo è accettabile in un campeggio, lo è assai meno quando
ci si trova in una pubblica area: il pericolo è quello di ingenerare
reazioni a catena da parte della pubblica amministrazione con
successive ammende, polemiche, ordinanze e
sbarre.
-
Il
rispetto dei luoghi che ci ospitano è un obbligo al quale non
è possibile venir meno: lessenza del turismo su ruote
è proprio quella di conoscere e vivere dal di dentro realtà
e Paesi con abitudini anche diverse dalle nostre, ma del tutto
legittime, perché volute ed accettate dalla gente del posto.
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Recarsi
in paesi islamici ed ostentare bottiglie di liquore, oltre a
far correre rischi anche poco piacevoli, denota poco rispetto
per laltrui cultura.
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Del
resto, a parti invertite, mal sopporteremmo dei turisti intenti
a consumare un pic nic in una Chiesa o a correre allegri e spensierati
dentro un cimitero.
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Gli
stessi rapporti con le pubbliche amministrazioni debbono essere
improntati al rispetto ed alla ricerca del dialogo, più che
alla polemica ed alla contrapposizione feroce.
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Eppure,
parecchie volte, è successo di vedere persone intente a staccare
cartelli stradali di divieto, a farsene un baffo della segnaletica,
magari anche legittima e dettata da obiettive necessità e prescrizioni:
i nostri diritti sono sacrosanti, ma come cittadini abbiamo
pure dei doveri, questo è necessario tenerlo ben a mente.
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Il
rispetto dellindividuo costituisce un altro elemento importantissimo.
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Troppe
volte succede, perché si è in vacanza, che si mollino gli ormeggi
e ci si lasci andare a comportamenti ed azioni alquanto disdicevoli.
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Vivere
in un continuo stato di ebbrezza, uscire dal proprio mezzo e
viaggiare per la pubblica via vestiti in modo adamitico (o quasi),
cucinare in una piazza come se ci si trovasse in unaia,
dimenticarsi dei diritti di chi vive nel condominio di fronte
che presenta orari ed abitudini diverse dalla nostre, costituisce
un peccato certo non veniale.
-
Così
come il rispetto dellambiente è essenziale: non solo lo
scarico selvaggio, ma anche loccupazione di territori
senza essersi prima accertati sulla loro destinazione contribuisce
a creare unimpronta negativa per quanti praticano il turismo
di movimento.
-
Il
senso civico, insomma, deve essere posto come base per ogni
successiva azione: senza il rispetto degli altri come di noi
stessi, si è destinati a fare poca strada, in tutti in sensi,
e soprattutto ad innescare reazioni che possono anche rivelarsi
disdicevoli per tutta la categoria.
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-
-
I
DIRITTI
-
Capitolo,
questo, egualmente importante come il precedente: i diritti,
in un Paese democratico e rispettoso dei cittadini, vanno di
pari passo con i doveri ed entrambi sono certi.
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Mentre
i doveri, insegnavano alluniversità, sono certi e stabiliti
dalla legge oltre che dalla morale, il diritto rappresenta una
sfera del tutto esclusiva.
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In
un paese regolato da norme certe, tutto ciò che non è espressamente
vietato è pertanto lecito.
-
Non
si tratta di accademia, ma di unaffermazione con la quale
molto spesso, purtroppo, quanti praticano il turismo allaria
aperta si sono scontrati.
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Mi
è capitato, in oltre un decennio di attività nel mondo del turismo
itinerante, di scrivere centinaia e centinaia di ricorsi contro
provvedimenti adottati dalla Pubblica Amministrazione, per lo
più da agenti della polizia municipale, ebbene, nella stragrande
maggioranza dei casi ordinanze dei sindaci e regolamenti cozzano
con una norma che è garantita dalla Costituzione e dalle nostre
leggi: i provvedimenti pubblici debbono essere oggettivi e motivati.
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Il
più delle volte questo non succede: un fatto grave perché addirittura
individua, da parte di chi emette certi provvedimenti, violazioni
che entrano nella sfera del diritto penale.
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Il
nostro "diritto", dunque, discende innanzi tutto dalla
Costituzione della Repubblica Italiana, oltre che da accordi
e trattati con gli altri Paesi della CEE e deve essere difeso
a qualunque costo, anche con esposti allautorità giudiziaria
oltre che a quella amministrativa.
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Mai,
comunque, commettendo altri abusi che potrebbero farci passare
dalla parte della ragione a quella del torto.
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Scritta
questa affermazione di principio, scendiamo più concretamente
nel pratico.
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Ordinanze
di divieto e di limitazione del traffico o della sosta sono,
in linea teorica legittime, purché adottate nel rispetto della
legge o del Codice della Strada: non può un sindaco vietare
solo perché gli fa piacere farlo, né può discriminare tra veicolo
e veicolo senza che il proprio provvedimento sia suffragato
da ragioni di carattere oggettivo.
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Buona
parte dei divieti nei nostri comuni sono nulli perché o non
preceduti da specifiche ordinanze municipali o perché le stesse
non sono correttamente e sufficientemente motivate.
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A
volte sono sufficienti alcune fotografie per poi ottenere, senza
spesa alcuna, lannullamento delle multe e la rimozione
dei divieti.
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Altro
diritto assolutamente inalienabile è quello di essere considerati
cittadini a pieno titolo di uno Stato economicamente avanzato
con leggi specifiche a tutela dellindividuo.
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In
certi campeggi le autorità di controllo non hanno mai messi
piede, non si spiegherebbero altrimenti spine triple, assenza
di salvavita, servizi igienici insufficienti.
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Troppe
volte ci si accontenta di aver trovato un posto, ma il campeggiatore
è, in ogni caso, cittadino di uno stato di diritto e consumatore
a tutti gli effetti.
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E
suo preciso diritto, della sua famiglia, dei suoi bambini, che
larea che li ospita sia decorosa, pulita ed a norma di
sicurezza: a volte una telefonata allAgenzia per lAmbiente
o allAzienda Sanitaria Locale non guasterebbe.
-
Altro
specifico diritto è quello di poter utilizzare mezzi in regola
e sicuri: nella maggior parte dei casi caravan e camper messi
in commercio rispettano le norme della legge.
-
Ma
in altri casi questa affermazione non può essere fatta.
-
Pesi
al limite, assenza di protezioni, rischi connessi con limpianto
a gas: troppe volte lincolumità nostra e dei nostri famigliari
è stata messa a repentaglio.
-
E
nostro preciso diritto ottenere che i mezzi messi in commercio
siano adeguati: la rincorsa al ribasso dei costi non può mettere
a repentaglio la nostra stessa vita, così come il fai da te
non può spingersi oltre certi limiti.
-
Insomma,
il nostro diritto non può essere leso dagli altri: oltre tutto
stiamo ragionando sulla sfera del turismo, cioè su quella che
si occupa del tempo libero e dello svago di tutti noi.
-
Il
turismo rappresenta una ricchezza immensa per il nostro Paese,
certi soprusi lo danneggiano e di molto, per questo dobbiamo
reagire ogni qual volta senza ragione viene leso da terzi.
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Ed
ora dedichiamoci al nostro mezzo, allassicurazione alla
sua manutenzione, allutilizzo, alla pianificazione del
viaggio: lappuntamento é al prossimo numero.
-
-
-
-
SCUOLA
DI CARAVANNING
-
2°
parte
-
-
Camper
che passione, ma anche un minimo d'impegno e tanta disponibilità
a comprendere gli altri, ad accettare usi e costumi diversi,
a non ergerci a primi della classe.
-
In
fondo quando ci muoviamo entriamo in casa di altri.
-
La
pura teoria è stata oggetto dellarticolo apparso sullo
scorso numero di Caravan e Camper, ora addentriamoci in altri
settori.
-
-
-
LA
TUTELA ASSICURATIVA
-
Passiamo
dal teorico al pratico occupandoci di un settore che è delicato
quanto importante: la tutela assicurativa.
-
Si
tratta, come ben sanno i camperisti ed in genere tutti gli automobilisti,
di una vera e propria giungla: tariffe anche molti diverse tra
di loro, proposte allettanti utilizzate come specchietti per
le allodole, costi a volte enormi, altre volte offerte stracciate.
-
Regolarsi
è difficile, forse è meglio affidarsi a persone di fiducia o
alle associazioni e comunque impiegare un poco del proprio tempo
per informarsi al meglio leggendo attentamente tutte le clausole
inserite in polizza, anche quelle con i codicilli piccini piccini,
soprattutto queste ultime.
-
Lassicurazione
obbligatoria riguarda la R.C.A., quella che ognuno di noi deve
sottoscrivere prima di mettersi alla guida del proprio mezzo.
-
Negli
ultimi anni la maggior parte delle associazioni ha stipulato
convenzioni con compagnie assicurative, in questi casi (a volte
con qualche piccolo distinguo) si può sottoscrivere ad occhi
chiusi.
-
I
costi, notevolmente ribassati, si avvicinano di molto tra di
loro ed anche i massimali non si discostano.
-
Di
questo settore se ne è occupato Giovanni Carosso sul numero
di settembre di "Caravan e Camper": una massimale
di cinque miliardi unico, lassenza di franchigia, la possibilità
di sospendere lassicurazione, lassenza della possibilità
di rivalsa da parte della compagnia, o norme chiare in materia
costituiscono gli elementi essenziali da tenere in considerazione.
-
Occorre
stare molto attenti, a volte cinquantamila lire in più si possono
spendere, se la copertura è migliore ed il rischio di trovarsi
invischiati in qualche causa giudiziaria scongiurato.
-
In
ogni caso se si è optato per la scelta fiduciaria e personale
della compagnia, assicuriamoci sul suo stato di salute finanziario
e sulla propensione a liquidare i sinistri.
-
Compagnie
che, dopo lincidente si divertono a "far girare le
scatole" o speculano sui tempi di rimborso ve ne sono parecchie:
un conoscente si è trovato a dover affrontare un processo intentato
da un danneggiato, perché la compagnia faceva storie a pagare.
-
Un
rischio, questo, che non vale la pena correre.
-
Assistenza,
traino, invio dei pezzi di ricambio: settore altrettanto importante.
-
La
scorsa estate il mio camper ha deciso di fare i capricci negli
ultimi tornanti prima di giungere a Pas de la Casa, nel Principato
di Andorra.
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E
stata sufficiente una telefonata a Milano per ottenere, in pochissimo
tempo, linvio di un carro attrezzi che (senza che dovessi
sborsare una sola lira, o meglio un solo franco) mi ha trainato
fino ad unofficina distante una ventina di chilometri
dove hanno ovviato allinconveniente, mettendomi in poche
ore in condizione di entrare nel piccolo Stato e di spendere
una barca di soldi in cianfrusaglie.
-
Anche
in questo settore di compagnie che si occupano di "Assistance"
ve ne sono tante: occhio alle clausole ed alle condizioni.
-
Alcune
sono tassative sul peso del mezzo (e parecchi camper sforano),
altre prendono in considerazione autocaravan solo fino ad un
certo anno di immatricolazione (solitamente cinque) età, altre
ancora prevedono clausole giugulatorie.
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Consiglio
pratico: leggete bene le condizioni, non fidatevi delle parole
del primo venuto o dellassicuratore che vi proporrà condizioni
più o meno sofisticate, soprattutto se il settore del turismo
itinerante non è il suo, a voi interessa che il vostro camper,
al momento del bisogno venga trainato fino in officina, non
di trovarvi per strada senza assistenza.
-
E
meglio, anche in questo caso, rivolgersi al club più vicino
o ad un rivenditore di autocaravan che non trovarsi in mezzo
ai Pirenei col fegato gonfio ed il portafoglio vuoto!
-
In
questi anni ho conosciuto camperisti rimpatriati dalla Finlandia
o dal Marocco senza aver sborsato una sola lira ed altri che
hanno dovuto sborsare milioni per rientrare dalla Spagna: un
po dinformazione non guasta.
-
La
polizza del capofamiglia ognuno di noi dovrebbe averla sottoscritta:
in tutti i casi (o quasi), funziona perfettamente e copre anche
i danni causati mentre si campeggia o si sosta.
-
Bambini
che fanno danni con la bicicletta, barbecue che attizzano un
incendio, problemi anche gravi causati dallimpianto a
gas difettoso: con poco più di centomila lire è possibile tutelarsi.
Occhio al massimale, comunque, che non sia troppo basso.
-
Infine
il settore più dolente, quello della Kasco, dellincendio
e del furto: qui la situazione diventa addirittura scabrosa.
-
Le
tariffe impazzano da compagnia a compagnia, salgono e scendono
più di un ascensore.
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Rischiare
il "bidone", per di più sborsando un sacco di soldi
non è difficile, come non è impossibile spendere parecchio per
incassare poco al momento del bisogno.
-
Non
è sufficiente, in questo caso, tenere docchio il solo
massimale e non è vero che più alto è il valore dichiarato del
proprio mezzo, più sincassa.
-
"Caravan
e Camper" pubblica su ogni numero le valutazioni dellusato:
consultare questa rubrica ed informarci da un rivenditore sul
reale valore del nostro mezzo consente di risparmiare dei soldi
ottenendo il medesimo scopo che ci si era prefissi stipulando
la polizza.
-
La
spesa per le assicurazioni occupa una notevole parte del nostro
bilancio famigliare, qualche club ha cominciato a fornire servizi
di razionalizzazione della spesa e di informazione scomodando
broker e consulenti perché esaminino le singole necessità e
propongano soluzioni ad hoc: pensiamoci, lidea potrebbe
rivelarsi utile per le nostre tasche.
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-
-
IL
NOSTRO CAMPER
-
Eccolo,
finalmente, il nostro camper: si tratti del primo della nostra
carriera di cultori del turismo allaria aperta, o arrivi
dopo tanti altri mezzi, un primo obbligo si impone, quello di
conoscerlo a fondo prima di cominciare ad usarlo.
-
Sembra
un paradosso, ma non è raro che, fidandoci di noi stessi, si
decida di mettere in moto avendo imbarcato la famiglia ed un
po di acqua e di partire per il primo week end senza aver
prima fatto un minimo di pratica sotto casa ed aver compreso
il funzionamento nei meccanismi di base del nostro mezzo. Dal
concessionario, al momento dellacquisto, tutto appariva
facile e semplice: un gentilissimo ragazzo con velocità supersonica
accendeva e spegneva luci, faceva salire e scendere basculanti,
allargava e sistemava i letti, attivava e disattivava stufa,
boiler, frigorifero saltellando come un grillo da una parte
allaltra del mezzo.
-
In
quel momento, presi dalla frenesia di ritirare la nostra nuova
casetta appena acquistata, tutto appariva chiaro, semplice,
perfino scontato.
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Poi
scendono le tenebre!
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E
consigliabile che la notte non ci colga impreparati, soprattutto
se invernale, con bimbi a bordo ed una moglie appena un poco
irascibile o comunque se siamo dei precisini che desideriamo
che tutto fili liscio, altrimenti la nostra digestione si interrompe
e non riusciamo a prendere sonno.
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Ecco
perché é necessario dedicarsi ad un minimo di apprendimento
ed anche di lettura dei libretti di istruzione che ci vengono
consegnati.
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Se
il camper è usato, chiediamo al concessionario di consegnarci
almeno delle fotocopie delle istruzioni relative al funzionamento
della centralina e dei principali elettrodomestici.
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Discorso
analogo riguarda il libretto di istruzione del motore: è sufficiente
recarsi da una concessionaria per ottenerne una copia, quanto
mai utile al momento del e bisogno.
-
Non
fidiamoci mai troppo di noi stessi e della nostra conoscenza
delle lingue straniere: ad un meccanico, allestero, è
sempre meglio consegnare disegni e schemi, che cercare di farsi
capire, resi oltretutto tesi dalla concitazione del momento.
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Innanzi
tutto la centralina: è determinante conoscerne il funzionamento,
così come individuare tutti i posti ove sono posizionati i fusibili.
-
Questi
ultimi, in molti casi, non si trovano solo bene in vista nella
centralina, ma vengono posizionati anche in altre parti del
mezzo: in cabina sotto i sedili e nel cofano.
-
Poi,
tutto il nostro nuovo mezzo deve essere passato in rassegna,
con un occhio di riguardo per stufa, boiler e frigorifero.
-
Non
è raro, infatti, le prime volte, convincersi che gli elettrodomestici
siano rotti o comunque funzionino male, molto spesso le verità
è che non li conosciamo a fondo e quindi non li sappiamo usare
correttamente.
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La
stufa è troppo importante, in inverno, e boiler e frigorifero
sono elettrodomestici altrettanto indispensabili per costringerci
per un intero week end a farne a meno.
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Il
letto basculante, la modifica giorno/notte dellassetto
interno e limpianto di canalizzazione dellaria calda
debbono essere collaudati almeno una volta, prima di partire.
-
Così
come la capacità del serbatoio dellacqua: soprattutto
se si tratta del nostro primo mezzo o se il precedente era superaccessoriato
(succede quando si acquistano camper usati), potremmo dover
fare i conti con una capacità ridotta del serbatoio dellacqua
potabile, di quelli di raccolta dei liquidi o con un rubinetto
che "butta" di più.
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A
me è successo, proprio alla prima uscita, di trovarmi, la domenica,
senza acqua, un inconveniente facilmente ovviabile, ma non per
questo meno spiacevole.
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-
-
CAMBUSA,
VESTUTI E
ALTRO
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Prima
di iniziare a riempire cassetti, armadi e gavoni è utilissimo
porci la canonica domanda: "Questo oggetto serve a qualcosa?
Per caso non è un doppione?".
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Verifichiamo
inoltre attentamente lassetto di tutto il camper, i vari
ripostiti e ragioniamo un pochino prima di passare allazione.
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Una
volta riempiti gli spazi, non avremo voglia di apportare nuove
modifiche svuotando tutto, ragion per cui, pensiamoci bene prima
di iniziare il trasloco.
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Il
camper è il mezzo ideale per le avventure, ispira sogni magari
anche proibiti, difficilmente realizzabile, ma per i quali,
se non stiamo attenti, rischiamo di attrezzarci di tutto punto,
riempiendolo a dismisura.
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Insomma
la nostra meta usuale sarà una spiaggetta in riva al mare o
un pianoro in montagna sufficientemente vicino a casa nostra,
non partiamo ogni week end per un safari in Africa o alla volta
dei ghiacci polari!
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I
vestiti debbono essere in numero sufficiente e adatti alla stagione:
il camper non è una seconda casa, né un ripostiglio, questo
dobbiamo ben tenerlo a mente.
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Abbondiamo
un pochino i cambi per i ragazzini, ma per quanto ci riguarda
non esageriamo, anche perché, abito dopo abito, il peso della
nostra autocaravan cresce e lo spazio disponibile diminuisce.
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Giacche
a vento, cambi di scarpe, stivali per la pioggia, berretti,
calze termiche e pantaloni impermeabili: se stiamo pensando
ad unuscita invernale non devono mancare nel nostro guardaroba.
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Per
il resto non eccediamo, non è proprio il caso.
-
La
cambusa deve essere tenuta sotto controllo: un poco di scatolette
e qualche pacco di pasta non guastano mai.
-
Insomma
anche nel settore alimentare non dobbiamo esagerare: il pericolo,
infatti, è quello di lasciar scadere i cibi e di doverli gettare
via, o peggio ancora, di dimenticare pacchetti parti che possono
attirare insetti e topi.
-
Prendiamo
labitudine, ogni tanto, di svuotare completamente i gavoni
e gli armadi nei quali riponiamo i generi alimentari, portandoli
a casa e sostituendoli con altri più recenti.
-
Anche
nelle medicine non esageriamo. Ve ne sono alcune, di base, che
doppiamo sempre avere con noi, si tratta di pochi farmaci di
uso comune.
-
Per
il resto è inutile caricarci di medicine che non useremo mai
o delle quali nemmeno conosciamo bene gli effetti.
-
E
invece utilissimo individuare un unico cassetto nel quale riporre
tutti i documenti ed i vari libretti del camper.
-
Fotocopia
delle polizze assicurative (non dimentichiamo quella del capofamiglia
con estensione allestero), dei nostri documenti di identità,
delle tessere sanitarie di tutta la famiglia, dei bancomat e
delle carte di credito (ma non dei PIN che vanno conservati
in altri luoghi), un elenco telefonico anche dellanno
prima, la copia delle patenti di guida e delle principali chiavi
in utilizzo al camper e magari anche di casa: possono apparire
anche scontati, ma provate a subire un furto allestero
e a non possedere copia dei documenti!
-
Auguratevi
di non dovervi trovare nella necessità di dover bloccare la
carta di credito senza più ricordarne il numero o di farvi prescrivere
dei farmaci senza la tessera sanitaria.
-
Insomma,
è sufficiente un cassetto, anche piccolo, per risparmiarci tanti
problemi quando già ne dobbiamo affrontare magari di gravi.
-
Ed
ora siamo proprio pronti per partire: un momento, come preparare
un viaggio, scegliere i compagni, individuare le mete che più
si addicono a noi ed alla nostra famiglia?
-
La
risposta sul numero di gennaio di Caravan e Camper, naturalmente.
-
-
-
-
SCUOLA
DI CARAVANNING
-
3°
parte
-
-
Il
camper è anche, se non soprattutto, vita di relazione: mette
a contatto persone e genti, ci immerge in realtà diverse, splendide
o drammatiche, ci fa conoscere le situazioni, senza la mediazione
del racconto altrui o del giudizio espresso da terzi.
-
E
importante, per questo motivo, che quando si inizia un viaggio
soprattutto se impegnativo, siamo pienamente informati su quello
che andremo a vedere, su come ci troveremo ed anche su quali
siano le abitudini di chi si appresta a partire con noi.
-
-
PREPARARE
IL VIAGGIO
-
E
uno dei momenti più appassionanti: magari fuori sta nevicando
o il vento fischia a cento allora, ma noi già ci immaginiamo
sulle dune del deserto o parcheggiati su una spiaggetta con
la luna che illumina le onde.
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Dedicare
anche alcune sere a studiare il viaggio, ad informarsi, a sapere
quello cui andremo incontro è assolutamente necessario.
-
Occorre
procedere con metodo, se è possibile utilizzando i sistemi informatici,
altrimenti anche le classiche cartine ed un blocco per appunti
potranno rivelarsi più che utili.
-
Il
viaggio va programmato individuando, innanzi tutto, a grandi
linee cosa si vuole fare, cosa si intende visitare, il tempo
che si desidera dedicare al relax e quello destinato alle escursioni.
-
Di
regola conviene mediare tra i diversi interessi, per non rendere
le nostre vacanze stressanti o per non trovarsi a dover fare
i conti con compagni di viaggio scontenti o desiderosi solo
che le vacanze finiscano e di poter fare rientro a casa.
-
Occhio
dunque alla cartina: é inutile cercare di "fare tutto"
e di "vedere tutto", è meglio accontentarsi di poco,
ma predisporre un programma che poi verrà attuato, che non dover
modificare itinerario e previsioni tutti i giorni, col rischio
di creare attriti ed incomprensioni.
-
Valutiamo
dunque la velocità del nostro mezzo, lo stato delle strade,
la facilità o meno a trovare parcheggi e luoghi ove sostare,
la distanza tra le nostre mete.
-
La
situazione meteorologica della nazione che andremo a visitare
è alquanto importante.
-
In
estate si compiono meno chilometri in Grecia ed in Turchia che
non in Norvegia ed in Finlandia, in certe regioni è consigliabile
prevedere soste e pennichelle dopo il pranzo, in altre le ore
centrali della giornata sono le uniche utilizzabili per intero.
-
La
programmazione parte proprio da qui: dalla conoscenza dei luoghi
che andremo a visitare.
-
Ci
possono aiutare le informazioni di altri che vi sono stati,
varie guide turistiche, i siti internet ed i giornali specializzati.
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Anche
labbigliamento da condurre con noi è importante, così
come i generi alimentari che andranno a riempire la cambusa
di bordo.
-
In
certe nazioni i prezzi sono proibitivi, altre presentano costi
assolutamente inferiori a quelli italiani, ma è difficile reperire
certi tipi di merci.
-
Se
il nostro viaggio presenta una specifica meta, cerchiamo, ove
sia possibile, di raggiungerla il più in fretta possibile, così
da poter poi destinare il resto delle vacanze ai luoghi collaterali.
-
In
caso contrario ci si lascia prendere dalla frenesia di non farcela,
si tralasciano località anche interessanti, col rischio di avere,
alla fine, un sacco di giorni ancora disponibili, praticamente
sprecati visitando località che non cinteressano molto.
-
Lesempio
classico è quello di Capo Nord, si può raggiungere con estrema
velocità sfruttando un itinerario di non grossissimo interesse
(la parte svedese e quella finlandese fino a Rovaniemi), per
poi, una volta tolto il dente delle foto a mezzanotte in cima
al Continente, dedicarsi allinteressantissima parte Norvegese,
ricca di fiordi, isole e luoghi struggenti.
-
Se
litinerario prevedesse invece prima la parte norvegese
ed alla fine quella svedese, si correrebbe il rischio di tralasciare
località come Oslo, Bergen, le isole Lofoten, Tromso, Hammerfest
per timore di non farcela a raggiungere la nostra meta, per
poi vagare in località di minor interesse in attesa di far ritorno
a casa.
-
La
programmazione del viaggio, sotto questo aspetto, è importantissima
e merita qualche riflessione in più.
-
-
-
LA
SCELTA DEI COMPAGNI DI VIAGGIO
-
Questa
può rivelarsi la vera nota dolente delle nostre vacanze, è meglio
conoscere prima che
soffrire poi.
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Un
conto è trascorrere un week end in riva al mare o in montagna,
un conto è viaggiare e vivere insieme per tre settimane.
-
I
camper hanno pareti sottilissime, i commenti si sentono anche
dallesterno, le litigate sono sempre in agguato e rovinare
unamicizia non è difficile.
-
Come
non è difficile rendersi conto che i rapporti si stanno sfilacciando,
lasciarsi scappare qualche battuta poco simpatica ed alla fine
trasformare le "nostre" vacanze in una dolente "Via
Crucis".
-
E
meglio quindi essere molto chiari prima di partire, cercando
di conoscere le abitudini dei nostri compagni, di verificare
se sono compatibili con le nostre e mettere in chiaro cosa si
intende fare durante il viaggio.
-
Gli
orari rappresentano uno dei motivi di maggior attrito: è necessario
accordarsi prima di mettere in moto, quando ancora si progetta
il viaggio, su come si intenda procedere.
-
Sono
le località stesse che ci accingiamo a visitare che rendono
obbligatori certi standard di vita, ma a volte alcune abitudini
sono difficili da modificarle e costringere i compagni di viaggio
ad alzarsi abbastanza presto o a non andare a dormire con le
galline diventa unimpresa titanica.
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A
volte i compagni di viaggio si individuano per ragioni particolari:
presenza di ragazzi della stessa età, esperienza in un certo
settore, disponibilità a dare una mano in caso di bisogno.
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Questo
avviene soprattutto in presenza di neofiti o quando si intende
intraprendere un viaggio particolarmente impegnativo: in questa
circostanza, siamo noi a trovarci dalla parte del bisogno e
quindi siamo maggiormente disponibili a lasciare da parte le
nostre abitudini.
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In
altri casi polemiche e litigate sono sempre in agguato, è meglio
essere chiari prima di partire che non doversi lasciare poi
durante il viaggio.
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Anche
se è meglio avere il coraggio di "dare un taglio"
dopo pochi giorni che non trascorrere tre settimane con i nervi
a fior di pelle ed un unico sogno, quello di tornare a casa
il più in fretta possibile.
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Argomenti
di particolare attrito sono quelli che prevedono spese aggiuntive,
quali: cene in ristorante, pernottamento in campeggi, predisposizione
allo shopping, facilità di cedere alle richieste ed ai capricci
dei figli preferendo spendere piuttosto che rovinarsi il resto
della giornata
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Se
il nostro compagno di viaggio la pensa diversamente, se il nostro
modo di rapportarci con i figli è diametralmente opposto al
suo, se le nostre abitudini di vita sono agli antipodi innescheremo
un processo destinato a far nascere tensioni prima nel suo (o
nel nostro) nucleo famigliare e successivamente, tanto per aggiustare
la frittata in casa, a sfociare in qualche bella litigata.
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NON
SCORDIAMOCI DI CASA
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Rovinarsi
week end o ferie estive non è difficile: basta un ladro, un
antifurto impazzito, una tubazione dellacqua che fa i
capricci
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Una
serie di accorgimenti sono sufficienti per risolvere o almeno
tamponare il problema.
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Destiniamo
un cassetto della nostra autocaravan a raccogliere ordinatamente
quanto potrebbe rivelarsi utile, non occorre molto spazio.
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Un
elenco telefonico della nostra provincia, le fotocopie dei nostri
documenti e di quelli dei nostri famigliari e di quanti viaggiano
con noi, delle tessere dellAzienda Sanitaria Locale, del
veicolo, delle carte di credito (ma non del PIN), del bancomat,
dellautorizzazione ad utilizzare e detenere il CB, del
contratto del telefonino con relativi codici di sicurezza, non
dovrebbero mancare in ogni camper.
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Così
come, prima di partire, è necessario individuare qualche parente
o vicino (che non parta per le ferie pure lui, accertiamocene
),
lasciargli le chiavi di casa ed accordarci perché vada ogni
tanto a svuotare la cassetta delle lettere.
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Il
numero di cellulare del nostro medico, del pediatra, del meccanico
di fiducia e di chi effettua la manutenzione ordinaria del nostro
camper sono indispensabili.
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Se
ci rechiamo allestero, il nostro cellulare è super gettonato
e desideriamo un poco di privacy oppure preferiamo non spendere
somme esorbitanti essendo a nostro carico anche i costi delle
telefonate in arrivo, attiviamo per loccasione un secondo
numero attraverso le carte ricaricabili e comunichiamolo a pochi
intimi: si tratta di un consiglio validissimo sperimentato con
successo.
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Può
capitare di essere in cura per qualche malattia, di avere bisogno
di medicinali particolari o di seguire specifiche cure; ricordiamoci
di portare con noi le copie delle cartelle cliniche ed anche
i foglietti illustrativi che troviamo allinterno delle
confezioni di medicinali: se ci troviamo allestero, qualunque
farmacista sarà in grado di fornirci farmaci equivalenti come
composizione, ma dal nome diverso.
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Insomma,
senza sprecare troppo spazio, creiamo un piccolo archivio nel
camper, in fondo si tratta della nostra seconda casa!
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E
INFINE
. PARLIAMO DI NOI
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E
sì, perché in fondo siamo noi che definiamo il clima, latmosfera,
lambiente del nostro camper.
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Possiamo
essere "musoni" o espansivi, solitari o amanti della
compagnia, il nostro camper si adatta alle nostre abitudini,
le esalta, le arricchisce.
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Limportante
è non andare a cercare lesatto contrario di noi, di camuffare
la nostra indole, in una parola di mentire a noi stessi, essendo
inoltre ben consci di quello che stiamo facendo.
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Il
tutto ingigantito dal poco spazio allinterno del quale
dobbiamo vivere, con pareti che non sono muri, con finestre
che lasciano intravedere quello che succede allinterno.
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Se
abbiamo acquistato un camper è perché amiamo viaggiare e questo
avviene perché tutta la famiglia è daccordo.
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Non
è immaginabile, a lungo andare, che si possa vivere intensamente
lesperienza del turismo di movimento con un componente
del nostro nucleo famigliare assolutamente ostile.
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La
situazione, in questo caso, è destinata a sfilacciarsi rapidamente
ed il nostro camper a fare ottima mostra di sé in qualche rimessaggio.
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Alternative
non ve ne sono se non la sopportazione e lacquiescenza
del patner o un avvocato per la separazione.
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Scontata
quindi la comune passione di entrambi i coniugi (i figli, una
volta cresciuti, sono destinati ad operare scelte proprie, comunque
ed in ogni caso) si tratta di contemperare esigenze e passioni
diverse.
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E
necessario che tutti operiamo almeno un passo indietro, riconoscendo
la legittimità degli interessi dellaltro componente del
proprio nucleo famigliare.
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Questo
deve avvenire sia nella scelta del viaggio o delle località
nelle quali trascorrere il week end, sia nella programmazione
di cosa fare e cosa andare a visitare e quali località privilegiare.
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Un
valido aiuto arriva dalle tante associazioni e club sparso un
po in tutta lItalia.
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Frequentandoli
e partecipando ai raduni si stringono amicizie e si conoscono
persone dagli interessi comuni oltre che con figli della stessa
età.
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La
funzione delle associazioni è importante e tocca tanti settori,
quello della socializzazione è sicuramente uno dei più importanti.
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Ed
ora non ci resta che partire: lasciamo a casa, se possibile,
malumori, preoccupazioni, attriti e stress, il nostro camper
rappresenta senza dubbio la medicina migliore per rinvigorirci
e farci riscoprire, magari anche solo per poche ore, la gioia
di vivere.
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Sia
che scegliamo una spiaggetta solitaria o un pianoro innevato
in montagna o la piazza destinata a qualche raduno, limportante
è che, tornando a casa, ci si senta rinvigoriti e pronti per
affrontare una lunga settimana
di preparativi per il successivo
week end.
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Da
Caravan e Camper di gennaio 2000