CONSIGLI PRATICI - I PREPARATIVI
"Scuola di Caravanning"

di Beppe Tassone

L’idea potrebbe apparire balzana: istituire una scuola per turisti all’aria aperta, far sedere sui banchi (anche se virtuali) camperisti e roulottisti, amanti della tenda come del carrello.
Eppure, a ben pensarci, può risultare utile, dopo anni di turismo su ruote, o, ancor meglio, se si è alla prima esperienza, trovare qualcuno che aiuti a vivere in pieno il proprio hobby, a rispettare in tutto e per tutto gli altri e l’ambiente, ad essere in grado di cavarsela nel momento del bisogno senza dover ricorrere al prossimo, anzi potendoci a nostra volta mettere a disposizione degli altri.
Del resto numerose associazioni hanno tentato in questi anni, invitando esperti o semplici camperisti a tenere lezioni, di creare una sorta di scuola di secondo livello, senza libri ed interrogazioni, in grado comunque non solo di riempire le uggiose serate invernali, ma anche di fornire una serie di indispensabili informazioni in grado di rendere sempre più cosciente e preparato chi frequenta il mondo del turismo all’aria aperta.
Informazioni che riguardano non solo motore e manutenzione, pulizia del mezzo ed accorgimenti prima e dopo il viaggio, ma che entrano nel vivo della vita all’aria aperta, occupandosi di etica e di comportamento, di vita di relazione e di scelta dell’itinerario, di ambiente e di legislazione.
Quello che "Caravan e Camper" tenterà su questo e sul prossimo numero è di fornire un bagaglio il più vasto possibile di informazioni e di input, in grado anche di solleticare l’interesse e l’attenzione dei club, dei rivenditori, degli stessi enti locali che potrebbero, a loro volta, completare l’opera raggiungendo in modo capillare il variegato mondo di quanti amano trascorrere in libertà, viaggiando e vivendo in mezzo alla natura, il proprio tempo libero.
 
 
L’ETICA
Questo capitolo riveste, senza dubbio, un’importanza enorme: non solo per questione di immagine, ma soprattutto perché, vivendo in mezzo alla natura, non fra quattro mura, ma in mezzo alla gente, anche se protetti dai pannelli di un camper o di una roulotte, il turista all’aria aperta è sotto osservazione praticamente 24 ore il giorno.
Non è un caso che polemiche, restrizioni e divieti il più delle volte trovino fondamenti in fatti o fattacci dei quali proprio dei turisti si sono resi protagonisti.
Un comportamento corretto e rispettoso degli altri, intesi come vicini di camper e di caravan o come abitanti del luogo nel quale ci si trova, rappresenta un punto essenziale.
La ricerca dell’area attrezzata, l’astenersi dall’ingolfare a dismisura parcheggi già colmi o strade trafficate, pulizia e decoro del luogo ove si sosta, rispetto del vicino sono degli ingredienti indispensabili, senza i quali tutto si vanifica.
Capita, purtroppo parecchie volte, di assistere a scene disdicevoli: scarichi selvaggi come vociare nel cuore della notte, musiche ad alto volume e panni stesi senza ritegno, tavolate nelle piazze o esposizione nelle aree pubbliche di tavoli, sedie, sdraio e persino amache sistemate tra due mezzi.
Se questo è accettabile in un campeggio, lo è assai meno quando ci si trova in una pubblica area: il pericolo è quello di ingenerare reazioni a catena da parte della pubblica amministrazione con successive ammende, polemiche, ordinanze e … sbarre.
Il rispetto dei luoghi che ci ospitano è un obbligo al quale non è possibile venir meno: l’essenza del turismo su ruote è proprio quella di conoscere e vivere dal di dentro realtà e Paesi con abitudini anche diverse dalle nostre, ma del tutto legittime, perché volute ed accettate dalla gente del posto.
Recarsi in paesi islamici ed ostentare bottiglie di liquore, oltre a far correre rischi anche poco piacevoli, denota poco rispetto per l’altrui cultura.
Del resto, a parti invertite, mal sopporteremmo dei turisti intenti a consumare un pic nic in una Chiesa o a correre allegri e spensierati dentro un cimitero.
Gli stessi rapporti con le pubbliche amministrazioni debbono essere improntati al rispetto ed alla ricerca del dialogo, più che alla polemica ed alla contrapposizione feroce.
Eppure, parecchie volte, è successo di vedere persone intente a staccare cartelli stradali di divieto, a farsene un baffo della segnaletica, magari anche legittima e dettata da obiettive necessità e prescrizioni: i nostri diritti sono sacrosanti, ma come cittadini abbiamo pure dei doveri, questo è necessario tenerlo ben a mente.
Il rispetto dell’individuo costituisce un altro elemento importantissimo.
Troppe volte succede, perché si è in vacanza, che si mollino gli ormeggi e ci si lasci andare a comportamenti ed azioni alquanto disdicevoli.
Vivere in un continuo stato di ebbrezza, uscire dal proprio mezzo e viaggiare per la pubblica via vestiti in modo adamitico (o quasi), cucinare in una piazza come se ci si trovasse in un’aia, dimenticarsi dei diritti di chi vive nel condominio di fronte che presenta orari ed abitudini diverse dalla nostre, costituisce un peccato certo non veniale.
Così come il rispetto dell’ambiente è essenziale: non solo lo scarico selvaggio, ma anche l’occupazione di territori senza essersi prima accertati sulla loro destinazione contribuisce a creare un’impronta negativa per quanti praticano il turismo di movimento.
Il senso civico, insomma, deve essere posto come base per ogni successiva azione: senza il rispetto degli altri come di noi stessi, si è destinati a fare poca strada, in tutti in sensi, e soprattutto ad innescare reazioni che possono anche rivelarsi disdicevoli per tutta la categoria.
 
 
I DIRITTI
Capitolo, questo, egualmente importante come il precedente: i diritti, in un Paese democratico e rispettoso dei cittadini, vanno di pari passo con i doveri ed entrambi sono certi.
Mentre i doveri, insegnavano all’università, sono certi e stabiliti dalla legge oltre che dalla morale, il diritto rappresenta una sfera del tutto esclusiva.
In un paese regolato da norme certe, tutto ciò che non è espressamente vietato è pertanto lecito.
Non si tratta di accademia, ma di un’affermazione con la quale molto spesso, purtroppo, quanti praticano il turismo all’aria aperta si sono scontrati.
Mi è capitato, in oltre un decennio di attività nel mondo del turismo itinerante, di scrivere centinaia e centinaia di ricorsi contro provvedimenti adottati dalla Pubblica Amministrazione, per lo più da agenti della polizia municipale, ebbene, nella stragrande maggioranza dei casi ordinanze dei sindaci e regolamenti cozzano con una norma che è garantita dalla Costituzione e dalle nostre leggi: i provvedimenti pubblici debbono essere oggettivi e motivati.
Il più delle volte questo non succede: un fatto grave perché addirittura individua, da parte di chi emette certi provvedimenti, violazioni che entrano nella sfera del diritto penale.
Il nostro "diritto", dunque, discende innanzi tutto dalla Costituzione della Repubblica Italiana, oltre che da accordi e trattati con gli altri Paesi della CEE e deve essere difeso a qualunque costo, anche con esposti all’autorità giudiziaria oltre che a quella amministrativa.
Mai, comunque, commettendo altri abusi che potrebbero farci passare dalla parte della ragione a quella del torto.
Scritta questa affermazione di principio, scendiamo più concretamente nel pratico.
Ordinanze di divieto e di limitazione del traffico o della sosta sono, in linea teorica legittime, purché adottate nel rispetto della legge o del Codice della Strada: non può un sindaco vietare solo perché gli fa piacere farlo, né può discriminare tra veicolo e veicolo senza che il proprio provvedimento sia suffragato da ragioni di carattere oggettivo.
Buona parte dei divieti nei nostri comuni sono nulli perché o non preceduti da specifiche ordinanze municipali o perché le stesse non sono correttamente e sufficientemente motivate.
A volte sono sufficienti alcune fotografie per poi ottenere, senza spesa alcuna, l’annullamento delle multe e la rimozione dei divieti.
Altro diritto assolutamente inalienabile è quello di essere considerati cittadini a pieno titolo di uno Stato economicamente avanzato con leggi specifiche a tutela dell’individuo.
In certi campeggi le autorità di controllo non hanno mai messi piede, non si spiegherebbero altrimenti spine triple, assenza di salvavita, servizi igienici insufficienti.
Troppe volte ci si accontenta di aver trovato un posto, ma il campeggiatore è, in ogni caso, cittadino di uno stato di diritto e consumatore a tutti gli effetti.
E’ suo preciso diritto, della sua famiglia, dei suoi bambini, che l’area che li ospita sia decorosa, pulita ed a norma di sicurezza: a volte una telefonata all’Agenzia per l’Ambiente o all’Azienda Sanitaria Locale non guasterebbe.
Altro specifico diritto è quello di poter utilizzare mezzi in regola e sicuri: nella maggior parte dei casi caravan e camper messi in commercio rispettano le norme della legge.
Ma in altri casi questa affermazione non può essere fatta.
Pesi al limite, assenza di protezioni, rischi connessi con l’impianto a gas: troppe volte l’incolumità nostra e dei nostri famigliari è stata messa a repentaglio.
E’ nostro preciso diritto ottenere che i mezzi messi in commercio siano adeguati: la rincorsa al ribasso dei costi non può mettere a repentaglio la nostra stessa vita, così come il fai da te non può spingersi oltre certi limiti.
Insomma, il nostro diritto non può essere leso dagli altri: oltre tutto stiamo ragionando sulla sfera del turismo, cioè su quella che si occupa del tempo libero e dello svago di tutti noi.
Il turismo rappresenta una ricchezza immensa per il nostro Paese, certi soprusi lo danneggiano e di molto, per questo dobbiamo reagire ogni qual volta senza ragione viene leso da terzi.
Ed ora dedichiamoci al nostro mezzo, all’assicurazione alla sua manutenzione, all’utilizzo, alla pianificazione del viaggio: l’appuntamento é al prossimo numero.
 
 
 
SCUOLA DI CARAVANNING

2° parte

 
Camper che passione, ma anche un minimo d'impegno e tanta disponibilità a comprendere gli altri, ad accettare usi e costumi diversi, a non ergerci a primi della classe.
In fondo quando ci muoviamo entriamo in casa di altri.
La pura teoria è stata oggetto dell’articolo apparso sullo scorso numero di Caravan e Camper, ora addentriamoci in altri settori.
 
 
LA TUTELA ASSICURATIVA
Passiamo dal teorico al pratico occupandoci di un settore che è delicato quanto importante: la tutela assicurativa.
Si tratta, come ben sanno i camperisti ed in genere tutti gli automobilisti, di una vera e propria giungla: tariffe anche molti diverse tra di loro, proposte allettanti utilizzate come specchietti per le allodole, costi a volte enormi, altre volte offerte stracciate.
Regolarsi è difficile, forse è meglio affidarsi a persone di fiducia o alle associazioni e comunque impiegare un poco del proprio tempo per informarsi al meglio leggendo attentamente tutte le clausole inserite in polizza, anche quelle con i codicilli piccini piccini, soprattutto queste ultime.
L’assicurazione obbligatoria riguarda la R.C.A., quella che ognuno di noi deve sottoscrivere prima di mettersi alla guida del proprio mezzo.
Negli ultimi anni la maggior parte delle associazioni ha stipulato convenzioni con compagnie assicurative, in questi casi (a volte con qualche piccolo distinguo) si può sottoscrivere ad occhi chiusi.
I costi, notevolmente ribassati, si avvicinano di molto tra di loro ed anche i massimali non si discostano.
Di questo settore se ne è occupato Giovanni Carosso sul numero di settembre di "Caravan e Camper": una massimale di cinque miliardi unico, l’assenza di franchigia, la possibilità di sospendere l’assicurazione, l’assenza della possibilità di rivalsa da parte della compagnia, o norme chiare in materia costituiscono gli elementi essenziali da tenere in considerazione.
Occorre stare molto attenti, a volte cinquantamila lire in più si possono spendere, se la copertura è migliore ed il rischio di trovarsi invischiati in qualche causa giudiziaria scongiurato.
In ogni caso se si è optato per la scelta fiduciaria e personale della compagnia, assicuriamoci sul suo stato di salute finanziario e sulla propensione a liquidare i sinistri.
Compagnie che, dopo l’incidente si divertono a "far girare le scatole" o speculano sui tempi di rimborso ve ne sono parecchie: un conoscente si è trovato a dover affrontare un processo intentato da un danneggiato, perché la compagnia faceva storie a pagare.
Un rischio, questo, che non vale la pena correre.
Assistenza, traino, invio dei pezzi di ricambio: settore altrettanto importante.
La scorsa estate il mio camper ha deciso di fare i capricci negli ultimi tornanti prima di giungere a Pas de la Casa, nel Principato di Andorra.
E’ stata sufficiente una telefonata a Milano per ottenere, in pochissimo tempo, l’invio di un carro attrezzi che (senza che dovessi sborsare una sola lira, o meglio un solo franco) mi ha trainato fino ad un’officina distante una ventina di chilometri dove hanno ovviato all’inconveniente, mettendomi in poche ore in condizione di entrare nel piccolo Stato e di spendere una barca di soldi in cianfrusaglie.
Anche in questo settore di compagnie che si occupano di "Assistance" ve ne sono tante: occhio alle clausole ed alle condizioni.
Alcune sono tassative sul peso del mezzo (e parecchi camper sforano), altre prendono in considerazione autocaravan solo fino ad un certo anno di immatricolazione (solitamente cinque) età, altre ancora prevedono clausole giugulatorie.
Consiglio pratico: leggete bene le condizioni, non fidatevi delle parole del primo venuto o dell’assicuratore che vi proporrà condizioni più o meno sofisticate, soprattutto se il settore del turismo itinerante non è il suo, a voi interessa che il vostro camper, al momento del bisogno venga trainato fino in officina, non di trovarvi per strada senza assistenza.
E’ meglio, anche in questo caso, rivolgersi al club più vicino o ad un rivenditore di autocaravan che non trovarsi in mezzo ai Pirenei col fegato gonfio ed il portafoglio vuoto!
In questi anni ho conosciuto camperisti rimpatriati dalla Finlandia o dal Marocco senza aver sborsato una sola lira ed altri che hanno dovuto sborsare milioni per rientrare dalla Spagna: un po’ d’informazione non guasta.
La polizza del capofamiglia ognuno di noi dovrebbe averla sottoscritta: in tutti i casi (o quasi), funziona perfettamente e copre anche i danni causati mentre si campeggia o si sosta.
Bambini che fanno danni con la bicicletta, barbecue che attizzano un incendio, problemi anche gravi causati dall’impianto a gas difettoso: con poco più di centomila lire è possibile tutelarsi. Occhio al massimale, comunque, che non sia troppo basso.
Infine il settore più dolente, quello della Kasco, dell’incendio e del furto: qui la situazione diventa addirittura scabrosa.
Le tariffe impazzano da compagnia a compagnia, salgono e scendono più di un ascensore.
Rischiare il "bidone", per di più sborsando un sacco di soldi non è difficile, come non è impossibile spendere parecchio per incassare poco al momento del bisogno.
Non è sufficiente, in questo caso, tenere d’occhio il solo massimale e non è vero che più alto è il valore dichiarato del proprio mezzo, più s’incassa.
"Caravan e Camper" pubblica su ogni numero le valutazioni dell’usato: consultare questa rubrica ed informarci da un rivenditore sul reale valore del nostro mezzo consente di risparmiare dei soldi ottenendo il medesimo scopo che ci si era prefissi stipulando la polizza.
La spesa per le assicurazioni occupa una notevole parte del nostro bilancio famigliare, qualche club ha cominciato a fornire servizi di razionalizzazione della spesa e di informazione scomodando broker e consulenti perché esaminino le singole necessità e propongano soluzioni ad hoc: pensiamoci, l’idea potrebbe rivelarsi utile per le nostre tasche.
 
 
IL NOSTRO CAMPER
Eccolo, finalmente, il nostro camper: si tratti del primo della nostra carriera di cultori del turismo all’aria aperta, o arrivi dopo tanti altri mezzi, un primo obbligo si impone, quello di conoscerlo a fondo prima di cominciare ad usarlo.
Sembra un paradosso, ma non è raro che, fidandoci di noi stessi, si decida di mettere in moto avendo imbarcato la famiglia ed un po’ di acqua e di partire per il primo week end senza aver prima fatto un minimo di pratica sotto casa ed aver compreso il funzionamento nei meccanismi di base del nostro mezzo. Dal concessionario, al momento dell’acquisto, tutto appariva facile e semplice: un gentilissimo ragazzo con velocità supersonica accendeva e spegneva luci, faceva salire e scendere basculanti, allargava e sistemava i letti, attivava e disattivava stufa, boiler, frigorifero saltellando come un grillo da una parte all’altra del mezzo.
In quel momento, presi dalla frenesia di ritirare la nostra nuova casetta appena acquistata, tutto appariva chiaro, semplice, perfino scontato.
Poi… scendono le tenebre!
E’ consigliabile che la notte non ci colga impreparati, soprattutto se invernale, con bimbi a bordo ed una moglie appena un poco irascibile o comunque se siamo dei precisini che desideriamo che tutto fili liscio, altrimenti la nostra digestione si interrompe e non riusciamo a prendere sonno.
Ecco perché é necessario dedicarsi ad un minimo di apprendimento ed anche di lettura dei libretti di istruzione che ci vengono consegnati.
Se il camper è usato, chiediamo al concessionario di consegnarci almeno delle fotocopie delle istruzioni relative al funzionamento della centralina e dei principali elettrodomestici.
Discorso analogo riguarda il libretto di istruzione del motore: è sufficiente recarsi da una concessionaria per ottenerne una copia, quanto mai utile al momento del e bisogno.
Non fidiamoci mai troppo di noi stessi e della nostra conoscenza delle lingue straniere: ad un meccanico, all’estero, è sempre meglio consegnare disegni e schemi, che cercare di farsi capire, resi oltretutto tesi dalla concitazione del momento.
Innanzi tutto la centralina: è determinante conoscerne il funzionamento, così come individuare tutti i posti ove sono posizionati i fusibili.
Questi ultimi, in molti casi, non si trovano solo bene in vista nella centralina, ma vengono posizionati anche in altre parti del mezzo: in cabina sotto i sedili e nel cofano.
Poi, tutto il nostro nuovo mezzo deve essere passato in rassegna, con un occhio di riguardo per stufa, boiler e frigorifero.
Non è raro, infatti, le prime volte, convincersi che gli elettrodomestici siano rotti o comunque funzionino male, molto spesso le verità è che non li conosciamo a fondo e quindi non li sappiamo usare correttamente.
La stufa è troppo importante, in inverno, e boiler e frigorifero sono elettrodomestici altrettanto indispensabili per costringerci per un intero week end a farne a meno.
Il letto basculante, la modifica giorno/notte dell’assetto interno e l’impianto di canalizzazione dell’aria calda debbono essere collaudati almeno una volta, prima di partire.
Così come la capacità del serbatoio dell’acqua: soprattutto se si tratta del nostro primo mezzo o se il precedente era superaccessoriato (succede quando si acquistano camper usati), potremmo dover fare i conti con una capacità ridotta del serbatoio dell’acqua potabile, di quelli di raccolta dei liquidi o con un rubinetto che "butta" di più.
A me è successo, proprio alla prima uscita, di trovarmi, la domenica, senza acqua, un inconveniente facilmente ovviabile, ma non per questo meno spiacevole.
 
 
CAMBUSA, VESTUTI E… ALTRO
Prima di iniziare a riempire cassetti, armadi e gavoni è utilissimo porci la canonica domanda: "Questo oggetto serve a qualcosa? Per caso non è un doppione?".
Verifichiamo inoltre attentamente l’assetto di tutto il camper, i vari ripostiti e ragioniamo un pochino prima di passare all’azione.
Una volta riempiti gli spazi, non avremo voglia di apportare nuove modifiche svuotando tutto, ragion per cui, pensiamoci bene prima di iniziare il trasloco.
Il camper è il mezzo ideale per le avventure, ispira sogni magari anche proibiti, difficilmente realizzabile, ma per i quali, se non stiamo attenti, rischiamo di attrezzarci di tutto punto, riempiendolo a dismisura.
Insomma la nostra meta usuale sarà una spiaggetta in riva al mare o un pianoro in montagna sufficientemente vicino a casa nostra, non partiamo ogni week end per un safari in Africa o alla volta dei ghiacci polari!
I vestiti debbono essere in numero sufficiente e adatti alla stagione: il camper non è una seconda casa, né un ripostiglio, questo dobbiamo ben tenerlo a mente.
Abbondiamo un pochino i cambi per i ragazzini, ma per quanto ci riguarda non esageriamo, anche perché, abito dopo abito, il peso della nostra autocaravan cresce e lo spazio disponibile diminuisce.
Giacche a vento, cambi di scarpe, stivali per la pioggia, berretti, calze termiche e pantaloni impermeabili: se stiamo pensando ad un’uscita invernale non devono mancare nel nostro guardaroba.
Per il resto non eccediamo, non è proprio il caso.
La cambusa deve essere tenuta sotto controllo: un poco di scatolette e qualche pacco di pasta non guastano mai.
Insomma anche nel settore alimentare non dobbiamo esagerare: il pericolo, infatti, è quello di lasciar scadere i cibi e di doverli gettare via, o peggio ancora, di dimenticare pacchetti parti che possono attirare insetti e topi.
Prendiamo l’abitudine, ogni tanto, di svuotare completamente i gavoni e gli armadi nei quali riponiamo i generi alimentari, portandoli a casa e sostituendoli con altri più recenti.
Anche nelle medicine non esageriamo. Ve ne sono alcune, di base, che doppiamo sempre avere con noi, si tratta di pochi farmaci di uso comune.
Per il resto è inutile caricarci di medicine che non useremo mai o delle quali nemmeno conosciamo bene gli effetti.
E’ invece utilissimo individuare un unico cassetto nel quale riporre tutti i documenti ed i vari libretti del camper.
Fotocopia delle polizze assicurative (non dimentichiamo quella del capofamiglia con estensione all’estero), dei nostri documenti di identità, delle tessere sanitarie di tutta la famiglia, dei bancomat e delle carte di credito (ma non dei PIN che vanno conservati in altri luoghi), un elenco telefonico anche dell’anno prima, la copia delle patenti di guida e delle principali chiavi in utilizzo al camper e magari anche di casa: possono apparire anche scontati, ma provate a subire un furto all’estero e a non possedere copia dei documenti!
Auguratevi di non dovervi trovare nella necessità di dover bloccare la carta di credito senza più ricordarne il numero o di farvi prescrivere dei farmaci senza la tessera sanitaria.
Insomma, è sufficiente un cassetto, anche piccolo, per risparmiarci tanti problemi quando già ne dobbiamo affrontare magari di gravi.
Ed ora siamo proprio pronti per partire: un momento, come preparare un viaggio, scegliere i compagni, individuare le mete che più si addicono a noi ed alla nostra famiglia?
La risposta sul numero di gennaio di Caravan e Camper, naturalmente.
 
 
 
SCUOLA DI CARAVANNING

3° parte

 
Il camper è anche, se non soprattutto, vita di relazione: mette a contatto persone e genti, ci immerge in realtà diverse, splendide o drammatiche, ci fa conoscere le situazioni, senza la mediazione del racconto altrui o del giudizio espresso da terzi.
E’ importante, per questo motivo, che quando si inizia un viaggio soprattutto se impegnativo, siamo pienamente informati su quello che andremo a vedere, su come ci troveremo ed anche su quali siano le abitudini di chi si appresta a partire con noi.
 
PREPARARE IL VIAGGIO
E’ uno dei momenti più appassionanti: magari fuori sta nevicando o il vento fischia a cento all’ora, ma noi già ci immaginiamo sulle dune del deserto o parcheggiati su una spiaggetta con la luna che illumina le onde.
Dedicare anche alcune sere a studiare il viaggio, ad informarsi, a sapere quello cui andremo incontro è assolutamente necessario.
Occorre procedere con metodo, se è possibile utilizzando i sistemi informatici, altrimenti anche le classiche cartine ed un blocco per appunti potranno rivelarsi più che utili.
Il viaggio va programmato individuando, innanzi tutto, a grandi linee cosa si vuole fare, cosa si intende visitare, il tempo che si desidera dedicare al relax e quello destinato alle escursioni.
Di regola conviene mediare tra i diversi interessi, per non rendere le nostre vacanze stressanti o per non trovarsi a dover fare i conti con compagni di viaggio scontenti o desiderosi solo che le vacanze finiscano e di poter fare rientro a casa.
Occhio dunque alla cartina: é inutile cercare di "fare tutto" e di "vedere tutto", è meglio accontentarsi di poco, ma predisporre un programma che poi verrà attuato, che non dover modificare itinerario e previsioni tutti i giorni, col rischio di creare attriti ed incomprensioni.
Valutiamo dunque la velocità del nostro mezzo, lo stato delle strade, la facilità o meno a trovare parcheggi e luoghi ove sostare, la distanza tra le nostre mete.
La situazione meteorologica della nazione che andremo a visitare è alquanto importante.
In estate si compiono meno chilometri in Grecia ed in Turchia che non in Norvegia ed in Finlandia, in certe regioni è consigliabile prevedere soste e pennichelle dopo il pranzo, in altre le ore centrali della giornata sono le uniche utilizzabili per intero.
La programmazione parte proprio da qui: dalla conoscenza dei luoghi che andremo a visitare.
Ci possono aiutare le informazioni di altri che vi sono stati, varie guide turistiche, i siti internet ed i giornali specializzati.
Anche l’abbigliamento da condurre con noi è importante, così come i generi alimentari che andranno a riempire la cambusa di bordo.
In certe nazioni i prezzi sono proibitivi, altre presentano costi assolutamente inferiori a quelli italiani, ma è difficile reperire certi tipi di merci.
Se il nostro viaggio presenta una specifica meta, cerchiamo, ove sia possibile, di raggiungerla il più in fretta possibile, così da poter poi destinare il resto delle vacanze ai luoghi collaterali.
In caso contrario ci si lascia prendere dalla frenesia di non farcela, si tralasciano località anche interessanti, col rischio di avere, alla fine, un sacco di giorni ancora disponibili, praticamente sprecati visitando località che non c’interessano molto.
L’esempio classico è quello di Capo Nord, si può raggiungere con estrema velocità sfruttando un itinerario di non grossissimo interesse (la parte svedese e quella finlandese fino a Rovaniemi), per poi, una volta tolto il dente delle foto a mezzanotte in cima al Continente, dedicarsi all’interessantissima parte Norvegese, ricca di fiordi, isole e luoghi struggenti.
Se l’itinerario prevedesse invece prima la parte norvegese ed alla fine quella svedese, si correrebbe il rischio di tralasciare località come Oslo, Bergen, le isole Lofoten, Tromso, Hammerfest per timore di non farcela a raggiungere la nostra meta, per poi vagare in località di minor interesse in attesa di far ritorno a casa.
La programmazione del viaggio, sotto questo aspetto, è importantissima e merita qualche riflessione in più.
 
 
LA SCELTA DEI COMPAGNI DI VIAGGIO
Questa può rivelarsi la vera nota dolente delle nostre vacanze, è meglio conoscere prima che… soffrire poi.
Un conto è trascorrere un week end in riva al mare o in montagna, un conto è viaggiare e vivere insieme per tre settimane.
I camper hanno pareti sottilissime, i commenti si sentono anche dall’esterno, le litigate sono sempre in agguato e rovinare un’amicizia non è difficile.
Come non è difficile rendersi conto che i rapporti si stanno sfilacciando, lasciarsi scappare qualche battuta poco simpatica ed alla fine trasformare le "nostre" vacanze in una dolente "Via Crucis".
E’ meglio quindi essere molto chiari prima di partire, cercando di conoscere le abitudini dei nostri compagni, di verificare se sono compatibili con le nostre e mettere in chiaro cosa si intende fare durante il viaggio.
Gli orari rappresentano uno dei motivi di maggior attrito: è necessario accordarsi prima di mettere in moto, quando ancora si progetta il viaggio, su come si intenda procedere.
Sono le località stesse che ci accingiamo a visitare che rendono obbligatori certi standard di vita, ma a volte alcune abitudini sono difficili da modificarle e costringere i compagni di viaggio ad alzarsi abbastanza presto o a non andare a dormire con le galline diventa un’impresa titanica.
A volte i compagni di viaggio si individuano per ragioni particolari: presenza di ragazzi della stessa età, esperienza in un certo settore, disponibilità a dare una mano in caso di bisogno.
Questo avviene soprattutto in presenza di neofiti o quando si intende intraprendere un viaggio particolarmente impegnativo: in questa circostanza, siamo noi a trovarci dalla parte del bisogno e quindi siamo maggiormente disponibili a lasciare da parte le nostre abitudini.
In altri casi polemiche e litigate sono sempre in agguato, è meglio essere chiari prima di partire che non doversi lasciare poi durante il viaggio.
Anche se è meglio avere il coraggio di "dare un taglio" dopo pochi giorni che non trascorrere tre settimane con i nervi a fior di pelle ed un unico sogno, quello di tornare a casa il più in fretta possibile.
Argomenti di particolare attrito sono quelli che prevedono spese aggiuntive, quali: cene in ristorante, pernottamento in campeggi, predisposizione allo shopping, facilità di cedere alle richieste ed ai capricci dei figli preferendo spendere piuttosto che rovinarsi il resto della giornata
Se il nostro compagno di viaggio la pensa diversamente, se il nostro modo di rapportarci con i figli è diametralmente opposto al suo, se le nostre abitudini di vita sono agli antipodi innescheremo un processo destinato a far nascere tensioni prima nel suo (o nel nostro) nucleo famigliare e successivamente, tanto per aggiustare la frittata in casa, a sfociare in qualche bella litigata.
 
 
NON SCORDIAMOCI DI CASA
Rovinarsi week end o ferie estive non è difficile: basta un ladro, un antifurto impazzito, una tubazione dell’acqua che fa i capricci…
Una serie di accorgimenti sono sufficienti per risolvere o almeno tamponare il problema.
Destiniamo un cassetto della nostra autocaravan a raccogliere ordinatamente quanto potrebbe rivelarsi utile, non occorre molto spazio.
Un elenco telefonico della nostra provincia, le fotocopie dei nostri documenti e di quelli dei nostri famigliari e di quanti viaggiano con noi, delle tessere dell’Azienda Sanitaria Locale, del veicolo, delle carte di credito (ma non del PIN), del bancomat, dell’autorizzazione ad utilizzare e detenere il CB, del contratto del telefonino con relativi codici di sicurezza, non dovrebbero mancare in ogni camper.
Così come, prima di partire, è necessario individuare qualche parente o vicino (che non parta per le ferie pure lui, accertiamocene…), lasciargli le chiavi di casa ed accordarci perché vada ogni tanto a svuotare la cassetta delle lettere.
Il numero di cellulare del nostro medico, del pediatra, del meccanico di fiducia e di chi effettua la manutenzione ordinaria del nostro camper sono indispensabili.
Se ci rechiamo all’estero, il nostro cellulare è super gettonato e desideriamo un poco di privacy oppure preferiamo non spendere somme esorbitanti essendo a nostro carico anche i costi delle telefonate in arrivo, attiviamo per l’occasione un secondo numero attraverso le carte ricaricabili e comunichiamolo a pochi intimi: si tratta di un consiglio validissimo sperimentato con successo.
Può capitare di essere in cura per qualche malattia, di avere bisogno di medicinali particolari o di seguire specifiche cure; ricordiamoci di portare con noi le copie delle cartelle cliniche ed anche i foglietti illustrativi che troviamo all’interno delle confezioni di medicinali: se ci troviamo all’estero, qualunque farmacista sarà in grado di fornirci farmaci equivalenti come composizione, ma dal nome diverso.
Insomma, senza sprecare troppo spazio, creiamo un piccolo archivio nel camper, in fondo si tratta della nostra seconda casa!
 
 
E INFINE …. PARLIAMO DI NOI
E sì, perché in fondo siamo noi che definiamo il clima, l’atmosfera, l’ambiente del nostro camper.
Possiamo essere "musoni" o espansivi, solitari o amanti della compagnia, il nostro camper si adatta alle nostre abitudini, le esalta, le arricchisce.
L’importante è non andare a cercare l’esatto contrario di noi, di camuffare la nostra indole, in una parola di mentire a noi stessi, essendo inoltre ben consci di quello che stiamo facendo.
Il tutto ingigantito dal poco spazio all’interno del quale dobbiamo vivere, con pareti che non sono muri, con finestre che lasciano intravedere quello che succede all’interno.
Se abbiamo acquistato un camper è perché amiamo viaggiare e questo avviene perché tutta la famiglia è d’accordo.
Non è immaginabile, a lungo andare, che si possa vivere intensamente l’esperienza del turismo di movimento con un componente del nostro nucleo famigliare assolutamente ostile.
La situazione, in questo caso, è destinata a sfilacciarsi rapidamente ed il nostro camper a fare ottima mostra di sé in qualche rimessaggio.
Alternative non ve ne sono se non la sopportazione e l’acquiescenza del patner o un avvocato per la separazione.
Scontata quindi la comune passione di entrambi i coniugi (i figli, una volta cresciuti, sono destinati ad operare scelte proprie, comunque ed in ogni caso) si tratta di contemperare esigenze e passioni diverse.
E’ necessario che tutti operiamo almeno un passo indietro, riconoscendo la legittimità degli interessi dell’altro componente del proprio nucleo famigliare.
Questo deve avvenire sia nella scelta del viaggio o delle località nelle quali trascorrere il week end, sia nella programmazione di cosa fare e cosa andare a visitare e quali località privilegiare.
Un valido aiuto arriva dalle tante associazioni e club sparso un po’ in tutta l’Italia.
Frequentandoli e partecipando ai raduni si stringono amicizie e si conoscono persone dagli interessi comuni oltre che con figli della stessa età.
La funzione delle associazioni è importante e tocca tanti settori, quello della socializzazione è sicuramente uno dei più importanti.
Ed ora non ci resta che partire: lasciamo a casa, se possibile, malumori, preoccupazioni, attriti e stress, il nostro camper rappresenta senza dubbio la medicina migliore per rinvigorirci e farci riscoprire, magari anche solo per poche ore, la gioia di vivere.
Sia che scegliamo una spiaggetta solitaria o un pianoro innevato in montagna o la piazza destinata a qualche raduno, l’importante è che, tornando a casa, ci si senta rinvigoriti e pronti per affrontare una lunga settimana… di preparativi per il successivo week end.
 
Da Caravan e Camper di gennaio 2000
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