CONSIGLI PRATICI - IL VIAGGIO
"Inconvenienti di viaggio"

di Beppe Tassone

Questo, sia ben chiaro, non è l’articolo della "sfiga", quello da leggere tenendo in pugno un corposo mazzo di chiavi o facendo, ad ogni voltar di pagina, i classici scongiuri: al contrario un tentativo di prevenire quanto può succederci, aiutandoci a trascorrere serenamente le nostremeritate vacanze, evitando quei problemi che sono sempre in agguato.
Innanzi tutto la casa, quella costruita con cemento e mattoni, che abbiamo lasciato prima di intraprendere il viaggio.
I guai sono sempre dietro l’angolo: tubazioni rotte, ladri, l’antifurto che impazzisce o un gatto che decide di rimanere intrappolato in cantina.
Raggiungerci per informarci di quanto sta accadendo non è un’impresa difficile: il telefonino GSM mette continuamente in discussione la nostra privacy ed il desiderio di trovare un momento di serenità.
Il problema un poco più serio è un altro: cosa fare per non essere costretti ad interrompere le vacanze, evitando di dover ritornare a casa prima del previsto per rimediare all’intervento d’emergenza compiuto dai Vigili del Fuoco o da qualche fabbro?
Innanzi tutto ricordiamoci di consegnare un mazzo di chiavi completo (non scordiamoci della cantina, del box e del solaio) al vicino (assicurandoci che non parta anche lui per le ferie) o a qualche parente: si tratta di un consiglio scontato, ma sono molti che si dimenticano di metterlo in pratica, pentendosi poi amaramente.
Non scordiamoci dell’impianto antifurto: alcune volte è sufficiente un violento temporale per danneggiare la centralina ed interrompere il riposo dei vicino con il lancinante ululato della sirena.
Il recapito telefonico di chi lo ha installato deve essere inserito nella nostra agendina telefonica, così da essere in grado di ottenere un celere intervento che restituisca tranquillità al quartiere ed assicurando noi stessi sulla restituita operatività dell’impianto.
Il settore salute è altrettanto importante: in questo campo gli inconvenienti sono tanti ed i consigli si sprecano,
Non scordiamoci, se andiamo all’estero, di portare con noi il modello rilasciato dall’ASL, solo così potremo usufruire delle cure sanitarie senza gravosi esborsi.
Sulla nostra agendina, annotiamo i numeri telefonici del medico di famiglia (telefonino compreso), del pediatra e di eventuali specialisti che si stanno occupando della nostra salute.
Importante tenere d’occhio la nostra farmacia personale, sostituendo i farmaci scaduti o deteriorati: questo consiglio acquista ancora maggiore valore se stiamo seguendo terapie particolari o soffriamo di malattie croniche.
E’ consigliabile, prima di partire, non solo provvedere ad una scorta adeguata dei farmaci che solitamente utilizziamo, ma anche di conservare gelosamente, per quelli più importanti, il foglio illustrativo che è inserito in ogni confezione.
All’estero i farmaci hanno per lo più nomi diversi rispetto all’Italia: in caso di bisogno, portando con noi il foglio illustrativo, qualsiasi farmacista sarà in grado di consegnarci medicinali equivalenti dopo aver letto la composizione.
Se poi la salute fa difetto, è senza dubbio utile portare un estratto delle cartelle cliniche e degli ultimi esami sostenuti: dovendo ricorrere alle cure di qualche sanitario che non ci conosce, lo agevoleremo e perderemo molto meno tempo, fornendogli informazioni precise assieme con una documentazione adeguata.
Se con noi viaggiano bambini o persone che debbono seguire una dieta particolare, ricordiamoci di effettuare opportune scorte.
Reperire all’estero certi alimenti può risultare un’impresa ardua e se i bambini sono abituati a certi gusti possiamo anche andare incontro a spiacevoli capricci.
La meccanica costituisce una vera croce e delizia per chi possiede il camper.
Intervenire quando vi sono inconvenienti, dimostrare ai compagni di viaggio di possedere una vera e propria officina trasportabile, presentarsi con cassette ricche di strumenti, cacciaviti, pinze, fusibili, costituisce il vero sport nazionale.
Tante volte tutto fila liscio, altre occorre, alla fine, far ricorso alle cure del meccanico.
Non è raro che, soprattutto all’estero, trovandosi in località piccoline, il meccanico di turno si trovi in difficoltà nell’intervenire.
Aver stipulato una polizza di assistenza con una delle molte compagnie presenti in Italia costituisce senza dubbio un’ottima soluzione, anche in previsione del basso o nullo costo da sostenere per il rimpatrio in caso di guasto non riparabile sul posto.
Quando ci si trova distanti da casa è comunque utile aver registrato sull’inseparabile agendina il numero telefonico del nostro meccanico di fiducia.
Contattandolo direttamente potremo comprendere l’inconveniente che si è manifestato, aiutare il meccanico che sta intervenendo ed anche renderci conto della gravità della situazione.
Volendo affrontare un viaggio impegnativo, alcuni accorgimenti sono comunque d’obbligo.
Innanzi tutto l’olio del motore: fuori dai nostri confini certe marche sono introvabili, essere forniti di un discreto quantitativo anche solo per i rabbocchi è utile e può evitarci numerosi problemi.
Anche i filtri del gasolio, dell’olio e dell’aria dovrebbero trovare posto in qualche gavone: non occupano molto spazio e possono rivelarsi utili.
Viaggiando, soprattutto se il mezzo è stato accuratamente revisionato prima di partire da qualche tecnico specializzato, non accade solitamente nulla: piccoli inconvenienti, certo, sono sempre in agguato, ma di norma nulla di eccezionale.
Una serie di fusibili, qualche guarnizione per il gas, batterie di scorta per il rasoio, la macchina fotografica o la radiolina: insomma l’imprevisto è in agguato e non è possibile avere un duplicato di tutto, anche per ragioni di spazio o di peso.
Certamente vi sono alcune parti del nostro camper che, deteriorandosi, potrebbero rovinarci le vacanze: quella a maggior rischio, soprattutto se ci si approvvigiona zone non proprio sicure, è la pompa dell’acqua.
Se si rompe è difficile intervenire e, all’estero, può essere arduo trovare una persona in grado di sostituirla o di aggiustarla: considerato il poco spazio che occupa, è consigliabile acquistarne una, anche usata, dal nostro rivenditore di fiducia.
Spenderemo qualche decina di migliaia di lire, ma, in caso di necessità, in pochi minuti potremo rendere pienamente operativo il nostro mezzo.
Nastro adesivo per pacchi, qualche cinghia elastica ed un poco di nylon potranno rivelarsi utili in caso di rotture accidentali o dovute ai ladri, delle finestre del camper.
Una cosa occorre comunque tenere ben a mente: in quasi tutti i Paesi dell’Europa o del bacino del Mediterraneo, solita meta dei nostri viaggi, non è impossibile trovare in commercio quanto ci può servire.
Limitiamoci pertanto a portare l’essenziale!
Parlando di essenziale, ricordiamo di predisporre una cartellina con le fotocopie di tutti i documenti nostri e dell’equipaggio.
Carta d’identità, patente di guida, tessera sanitaria, autorizzazione CB, libretto di circolazione, carta di credito e bancomat possono essere trafugati o persi: per poter essere precisi nella denuncia all’autorità di polizia e per poter bloccare il flusso del nostro "denaro elettronico" è assolutamente utile conservare gelosamente una fotocopia di tutto.
Lo spazio che occupano è assolutamente limitato, ma l’utilità notevolissima.
Altro settore importante è quello della piena conoscenza dei luoghi che andiamo a visitare, degli usi, dei costumi e delle abitudini delle genti che li abitano.
Potrebbe apparire un capitolo superfluo, ma non lo è nella maniera più assoluta.
Ad esempio, volendo trascorrere le nostre vacanze in Grecia o in Spagna, Paesi notoriamente caldi, è meglio essere informati del fatto che la gente ama tirar tardi di notte ed esce di casa, anche durante la settimana, ad ora tarda.
Mi capitò, anni fa, di parcheggiare in una splendida e solitaria piazza di Alexandroupoli, in Grecia a pochi chilometri dalla Turchia: la notte era calda, il tempo splendido, il cielo stellato invogliava ad essere romantici ed a sognare.
Tutto trascorse in modo assolutamente tranquillo fino alle due di notte: a quell’ora fummo svegliati da un continuo vociare, la piazza, prima deserta, si era popolata di decine di persone che giocavano a calcio, mangiavano il gelato, scherzavano, ridevano.
Fu necessario attendere l’alba per ritrovare un poco di serenità: occhio pertanto a dove di parcheggia, non solo per scongiurare brutti incontri, ma anche per evitare di trascorrere notti insonni.
Altre informazioni sui posti che ci accingiamo a visitare sono assolutamente necessarie: clima, abitudini alimentari, divieto di consumo o anche solo di possesso di alcolici, disposizioni religiose particolari per quanto concerne l’abbigliamento.
Degli amici carissimi, che si recavano a Samarcanda, per concedersi, durante il pasto, mentre attraversavano l’Iran, un bicchiere di vino, erano costretti a chiudere tutti gli scuri prima di estrarre una bottiglia di coca cola riempita in Italia col "nettare degli dei", facendo ben attenzione a non essere sorpresi.
L’alcol può giocare brutti scherzi non solo nei Paesi di religione islamica: nel nord Europa una pattuglia di polizia con l’inseparabile palloncino è sempre in agguato, e le multe sono assai salate.
In altri Paesi sostare per la notte in parcheggi è vietato e può causare anche grane a non finire: non mi riferisco tanto all’Olanda, nazione nella quale, per ragioni di sicurezza, si rischia al massimo una multa se si sosta nei pressi alle dighe, quanto alla vicina Croazia.
La scorsa estate alcuni amici che avevano sfidato il divieto di sosta fuori dai campeggi, furono tradotti con auto della polizia a decine di chilometri di distanza, costretti a subire una sorta di processo, condannati a pagare poche lire, ma obbligati a trovare un taxi per tornare ai propri mezzi e riabbracciare le mogli che sicuramente non avevano trascorso delle piacevoli ore in attesa del ritorno dei propri mariti.
Quando si parte è utile avere con noi cartine ed almeno una guida del posto che ci apprestiamo a visitare. Sia per essere informati di cosa si trova intorno a noi, sia per avere almeno una sommaria informazione di come occorre comportarsi.
Anche la componente umana influisce, e parecchio, nella riuscita di un viaggio: non dimentichiamolo, possono esplodere le gomme, rompersi la pompa, sopravvenire sindromi influenzali, tutto si aggiusta, ma se la compagnia non è di quelle giuste, anche il migliore dei viaggi si trasforma in una vera e propria "Via Crucis", per porre rimedio alla quale occorrerà attendere le vacanze dell’anno successivo.
La scelta della compagnia di viaggio è dunque importante: occorre essere sinceri con gli altri, non nascondere le nostre abitudini ed anche i nostri difetti.
Costringere a viaggiare insieme un equipaggio che ama il campeggio con un altro che lo detesta cordialmente ed ama cercare piazzette o luoghi isolati, rappresenta ben peggio che un azzardo.
In egual misura non è possibile intraprendere un viaggio impegnativo senza essersi accordati per bene sulle ore di viaggio, di pasto e di riposo.
Immaginiaomoci cosa può succedere, avendo deciso di trascorrere le canoniche e sospirate tre settimane di ferie spingendosi fino in Scozia, se i due equipaggi presentano le seguenti caratteristiche.

I° equipaggio
  • quattro persone di cui due bambini piccoli al seguito;
  • sveglia intorno alle sette del mattino con colazione;
  • pranzo differenziato, a causa dell’età, alle tredici con successivo riposino delle "creature" per un’ora;
  • ricerca di un campeggio per "stare tranquilli" non oltre le ore diciassette;
  • necessità di coricare i bambini non oltre le ventidue;
2° equipaggio
  • tre persone di cui un ragazzo ultra quattordicenne;
  • sveglia non prima delle dieci;
  • pranzo alle quattordici;
  • ricerca di centri abitati nelle ore serali per il passeggio ed il gelato dopo cena;
  • desiderio di frequentare qualche ristorante e di recarsi nei pub nelle ore serali.
Queste sette persone, se costrette a viaggiare insieme per tre settimane, o si guadagneranno sul campo l’aureola di martiri oppure formeranno una miscela altamente esplosiva tale da rompere i rapporti anche per anni e da porre una pietra tombale anche sull’amicizia più collaudata.
Il consiglio è quello di parlarci bene ed a lungo in fase di progettazione, tanto per conoscerci meglio ed a fondo.
Poi, se proprio la sfortuna ci perseguita e ci accorgiamo che il nostro equipaggio non lega con l’altro, doppiamo avere il coraggio di affrontare l’argomento e non di nasconderlo, covando il malumore nel chiuso del camper.
E’ meglio lasciarci da buoni amici dopo pochi giorni evidenziando le "giuste", ma " differenti" esigenze di entrambi.
Al ritorno, in autunno, potremo riallacciare i rapporti e non perderemo i compagni delle nostre serate invernali e della pizza la domenica sera.
Scrive il Vangelo:" Non guardale la pagliuzza…: anche noi possiamo costituire un inconveniente per gli altri durante il viaggio.
Dopo i primi giorni di vacanza, quelli solitamente caratterizzati da entusiasmo e disponibilità, i differenti caratteri e le inclinazioni dei componenti il nostro nucleo famigliare emergeranno in modo chiaro.
Durante l’anno, presi dal lavoro, dalla casa, dagli hobby, in fondo non abbiamo dedicato molte ore consecutive alla famiglia e molte volte siamo stati ammorbiditi da veri e propri ammortizzatori quali la televisione, gli amici, i compiti dei figli.
Attenzione a non fare delle vacanze la cassa di risonanza delle contraddizioni non sono esplose durante l’anno.
Disponibilità, serenità e comprensione delle altrui esigenze debbono guidarci durante questo periodo: del resto stiamo trascorrendo le "nostre" vacanze con la "nostra" famiglia.
Anche perché in questo settore rimedi e consigli non ve ne sono: non possiamo permetterci il lusso di rovinare le vacanze a noi ed ai nostri famigliari.
Ed ora partite sereni: l’estate è lunga, calda, intrigante!
Sicuramente tutto andrà per il meglio, questo è un augurio che vi faccio con tutto il cuore.
 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net