Quello
che propongo non è un gioco al quale dedicarsi con tutta la
famiglia durante le uggiose serate autunnali, né un sistema
per occupare il tempo passeggiando in attesa che giunga lora
di cena, anche se sono convinto che ogni persona che pratica
il turismo itinerante, almeno una volta si sia lasciata andare
a sognare ad occhi aperti o a pronunciare la frase classica:
Se dipendesse da me, farei così
. Progettare
il campeggio del terzo millennio, abbandonare stereotipi un
podémodé, pensare con il massimo del realismo, ma anche
dando pieno spazio alla fantasia, a come sarà la vita di noi,
esploratori di un mondo ormai iper conosciuto, nel nuovo secolo.Questi
ultimi sessantanni hanno fatto esplodere il fenomeno turismo
itinerante: tende, carrelli, roulotte ed infine lautocaravan
hanno consentito che il desiderio di visitare e di conoscere
il pianeta raggiungesse livelli di massa.>Il miglioramento delle
condizioni economiche ha fatto il resto ed ora labitar
viaggiando non è più il parente povero, ma un modo di fare turismo
di tutto rispetto che scomoda sociologi ed economisti assicurando
ragguardevoli volumi di affari.E giunto il momento di
chiederci se le strutture siano adeguate, se gli operatori e
gli amministratori locali abbiamo preso in seria considerazione
questo fenomeno, sforzandosi di comprenderlo e non solo di sfruttarne
le potenzialità economiche come in molti casi si è verificato.Campeggi
ed aree di sosta rappresentano, assieme con i villaggi turistici
e gli ostelli, le strutture che sono di norma a disposizione
di quanti intendono compiere turismo senza affittare casa o
affidarsi agli hotel.Questi tipi di strutture non si sono adeguate
nel tempo al mutare degli usi e delle necessità. Sono tre le
categorie di persone che frequentano le aree turistiche attrezzate:
gli stanziali, coloro che, pur praticando un turismo di movimento,
si affidano per lo più alla tenda ed alla roulotte e si fermano
nel medesimo campeggio anche per un discreto numero di giorni
ed i camperisti che praticano un turismo di forte movimento,
con frequenti tappe e soste per lo più di una sola notte.Il
campeggio, soprattutto quello italiano, non ha saputo adeguarsi
a questultima categoria di persone anzi, in non poche
circostanze, lha osteggiata, cercando di penalizzarla
in ogni modo. Il costo a notte delle strutture ricettive, diventate
sempre più complesse e raffinate, è così lievitato e questo
ha ancora di più penalizzato l'accesso di quanti desiderano
fermarsi per poche ore. Poiché il turismo itinerante è diventato
fenomeno di massa, la scarsa propensione a frequentare i campeggi
è sfociata nella ricerca di soluzioni alternative, non sempre
realizzate con il consenso delle amministrazioni locali. E
inutile ricordare, perché quasi tutti i camperisti le hanno
sofferte sulla propria pelle, le sbarre del disonore,
le ordinanze di sgombero di alcuni sindaci, le polemiche anche
roventi innescate da alcune categorie produttive particolarmente
ostili. Si è così a venuta a generare una situazione conflittuale
che non ha giovato alleconomia del nostro Paese. Sono
occorsi una decina di anni, trascorsi non solo battagliando
e polemizzando, ma anche tessendo rapporti e spiegando limportanza
economica e sociale del fenomeno, perché la situazione si ribaltasse.Oggi
discutere di turismo itinerante non è unimpresa vana,
anzi commercianti ed esercenti, amministratori locali ed associazioni
produttive se ne interessano, avendo compreso quali e quante
potenzialità rechi con sé.Ma le strutture sono rimaste quelle
di una volta
La linea del Piave, in questo caso, non è
stata assolutamente varcata, anzi: sembra incredibile, ma uno
dei maggiori ostacoli quanti praticano il turismo itinerante
lo trovano nei gestori delle aree attrezzate.Si cerca di demonizzare
lesistenza del fenomeno, di ghettizzarlo se non addirittura
di scartarlo, come se potesse infettare quanti, seguendo unaltra
filosofia altrettanto degna e valida, prediligono la lunga o
media sosta nelle strutture ricettive.E giunto il momento
di superare questultimo ostacolo, con laiuto delle
amministrazioni comunali che possono e debbono svolgere un ruolo
fortemente propulsivo.In Italia si viaggia con il camper tutto
lanno, non solo nei mesi di luglio ed agosto, è il caso
che chi gestisce le aree attrezzate se ne renda conto e si adegui
ad un modo di vivere che è in grado di apportare favorevoli
vantaggi economici. Non ha senso, soprattutto nelle zone rivierasche,
che le strutture chiudano con larrivo dellautunno
e non si riconvertano ospitando quanti, soprattutto anziani,
hanno deciso di trascorrere anche non brevi lassi di tempo fuori
di casa, in zone climaticamente più favorite.Nel contempo non
è corretto che quanti praticano il turismo itinerante nei week
end non possano trovare aree adeguate e sicure ove fermarsi:
la microcriminalità non è uno scherzo, basta scorrere le pagine
dei giornali per rendersene drammaticamente conto.Non hanno
del tutto torto nemmeno quei sindaci che lamentano abnormi soste
di camper nei fine settimana o che vedono certe zone trasformarsi,
anche solo per pochi giorni, in vere camperopoli, con precarie
condizioni sanitarie e di sicurezza.E vero, sono sorte,
per iniziativa pubblica ed anche private, aree di sosta attrezzate,
ma il loro numero è ancora ristretto e certe leggi regionali
ne limitano a tal punto la funzionalità, da creare non pochi
problemi a chi le gestisce e le frequenta.Studiare il campeggio
del nuovo millennio, dare spazio alla fantasia aiutata dallesperienza
rappresenta dunque un dovere e non certo un gioco per quanti
hanno a cuore lo sviluppo del turismo itinerante. Deve finire,
più nella mente che nei fatti, lo stato conflittuale tra itineranti
e stanziali, deve soprattutto venir progettata con criteri nuovi
quellarea che ogni comune (affidandosi a cooperative o
alliniziativa pubblica o privata) dovrebbe veder sorgere
nel proprio territorio. La proposta del camper stop,
cioè di una tariffazione ridotta per quanti accedono ai campeggi
con lautocaravan per poche ore e non usufruiscono di tutte
le strutture rappresenta senza dubbio un validissimo punto di
partenza, non certo di arrivo. Sarebbe interessante che, tra
i lettori di Caravan e Camper si sviluppasse un
dibattito e soprattutto, dando spazio a fantasia e realismo,
fossero in molti proporre quello che intendono che sia il campeggio
del prossimo secolo.Sono convinto che il turismo su quattro
ruote rappresenti unenorme potenzialità economica per
il nostro Paese e soprattutto per le regioni del Mezzogiorno,
climaticamente più favorite.E necessario uno sforzo di
volontà per cercare di percorrere strade nuove: in questi anni,
percorrendo lItalia in lungo ed in largo, ho sperimentato
come siano molte le iniziative che i giovani, per lo più riuniti
in cooperative, hanno posto in essere.Su Caravan e Camper
ho scritto dei ragazzi di Ragusa e di quelli della provincia
di Livorno e delle loro iniziative, ma un po da ovunque
giungono buone notizie. E il caso che gli amministratori
locali diano fiducia e spazio, inserendo le proposte di iniziative
a favore di quanti praticano il turismo di movimento tra quello
da ammettere a finanziamento: non dimentichiamoci che esistono
fondi comunitari rimasti colpevolmente inutilizzati. Eppure
proprio il turismo di movimento può rappresentare una valvola
di >sfogo sicura in zone con difficoltà occupazionali. Siamo
in ottobre, in questo momento buona parte dellEuropa del
Nord, quella che ragiona come noi con lEuro e che ha la
nostra stessa bandiera blu con dodici stelline in circolo, sta
entrando nel tunnel di un nuovo, freddo inverno.Parecchi cittadini
di questa Europa stanno progettando di andare a trascorrere
i prossimi mesi in luoghi più temperati, utilizzando il camper
o la roulotte.Costoro, per colpa nostra, per la miopia di tanti
amministratori comunali, per la supponenza di tanti proprietari
o gestori di campeggi che hanno chiuso fino alla prossima Pasqua,
per lincapacità di quanti dovrebbero pubblicizzare e far
conoscere le nostre potenzialità, stanno consultando una cartina
stradale della Spagna, del Marocco o della Tunisia.E il
caso che tutti quanti ci diamo seriamente da fare perché fin
dal Duemila sui loro tavolini compaia, anche in inverno, una
cartina dellItalia, soprattutto di quella Meridionale.
Non darci da fare sarebbe veramente colpevole. LE LEGGI
REGIONALI SUI CAMPEGGI In Italia tocca alle regioni regolamentare
e individuare i criteri ai quali si debbono attenere quanti
vogliono realizzare e gestire un campeggio o, più in generale,
un complesso ricettivo allaperto. Ogni realtà territoriale
ha pertanto provveduto ad emanare apposite leggi, molte volte
estremamente diverse le une dalla altre, così che, andandole
ad esaminare ed a comparare, ne viene fuori una realtà estremamente
diversa da posto a posto, con norme a volte anche contrastanti
da Regione a Regione. Vi sono luoghi ove tutto è possibile,
altri nei quali praticamente ogni settore è normato anche con
puntigliosità. Un minimo di correlazione, magari utilizzando
la conferenza Stato Regioni sarebbe stata necessaria,
ma il turismo, ed in particolare quello itinerante o comunque
allaria aperta, per parecchio tempo non è stato considerato
in tutta la sua effettiva potenzialità, così che i legislatori
regionali spesso sono caduti nel pressappochismo o non hanno
tenuto effettivo conto delle sue potenzialità. Quella che proponiamo
è una carrellata, a volo duccello, qua e là per l
Italia, soffermandoci su alcune Regioni e tralasciandone altre,
nel tentativo di consentire a tutti di poter avere un primo
quadro dinsieme. Caravan e Camper è comunque a disposizione
per fornire informazioni ancora più dettagliate sulle singole
realtà, esaminando i quesiti che ci verranno proposti. VALLE
DAOSTA Riferimento legislativo: L.R. 22 luglio 1980 n.
34; Definizione dei complessi turistici: - Parchi di campeggio:
sono i campeggi veri e propri; - Villaggi turistici
(quando gli allestimenti fissi tipo bungalow eccedono il 10%
della ricettività complessiva);Norme particolari: larticolo
1 della L.R. vieta (salvo deroghe) qualsiasi forma di sosta
o soggiorno in tende anche per periodi inferiori alle 24 ore;
Ubicazione: i complessi ricettivi possono sorgere esclusivamente
nelle zone previste espressamente dai Piani Regolatori. Installazioni
fisse: sono considerati preingressi ai mezzi mobili le strutture
fisse in legno, plastica laminato o altro materiale. Il loro
scopo è quello di evitare la dispersione del calore. Tali vani
non possono avere unaltezza superiore di centimetri 20
a quella del mezzo cui sono annessi e la loro superficie non
può eccedere i 5 metri quadrati. Classificazione dei parchi
di campeggio: da 1 a 4 stelle; Piazzole: la loro superficie
varia, a seconda della classificazione, da unminimo di 50 ad
un massimo di 80 metri quadrati. Qualora la piazzola sia occupata
da un equipaggio inferiore a 4 persone, è consentito l
nsediamentoin piazzola di un secondo equipaggio di consistenza
non superiore a 2 persone. Stanziali: la L.R. non prevede alcune
norme particolari a loro riguardo; Deroghe: sono previste particolari
deroghe, soprattutto nel rapporto turisti/servizi per i complessi
posti ad unaltitudine superiore ai 1.000 metri. PIEMONTE
Riferimento legislativo: L.R. del 31 agosto 1979 n. 54, L.R.
del 27 maggio 1980 n. 63 e L.R. del 30 agosto 1984 n. 46. Definizione
dei complessi: - Campeggi; - Villaggi turistici (i complessi
sommariamente attrezzati per la sosta dei turisti con tende
o allestimenti mobili o allestimenti fissi non superiori a 45
mq che non possiedono le caratteristiche della ricettività alberghiera.
Questi complessi possono essere provvisti per un quantitativo
superiore al 10% della superficie di strutture atte alla sosta
ed al pernottamento di turisti sprovvisti di mezzi mobili).
Norme particolari: larticolo 16 precede la possibilità
di realizzazione di insediamenti occasionali, che non eccedano
le 48 ore, di singole tende o di altri mezzi di soggiorno in
località nelle quali non siano disponibili posti di campeggio
autorizzato. Questa norma di legge va anche correlata con il
Nuovo Codice della Strada e con la legge 336 del 1981 in materia
di sosta delle autocaravan. Sono inoltre previste possibilità
di ulteriori deroghe. Sono inoltre permessi campeggi mobili
organizzati da enti o associazioni senza fine di lucro per la
durata massima di 60 giorni. Ubicazione: gli insediamenti turistici
possono sorgere esclusivamente in aree previste dallo strumento
urbanistico in conformità alla L.R. 56 del 1977; Installazioni
fisse: la superficie dei preingressi non può superare i 4 mq
laltezza non può eccedere 25 cm a quella del mezzo. Per
i campeggi siti nelle zone montane la superficie dei preingressi
raddoppia.Classificazione: i campeggi sono classificati da 1
a 4 stelle; Piazzole: la superficie delle piazzole non può essere
inferiore a 60 mq, per i camping 4 stelle la superficie minima
è di 90 mq; Stanziali: il numero delle piazzole destinate agli
stanziali non può superare il 50% del totale;>Deroghe: sono
previste deroghe particolari relativamente ai servizi offerti
per i campeggi posto ad oltre 800 metri di altitudine; TRENTINO
Riferimento legislativo: L.P. 13 dicembre 1990 n. 33; Definizione
dei complessi: il campeggio viene definito complesso ricettivo
turistico allaperto. Norme particolari: larticolo
13 vieta il campeggio scopo turistico al di fuori dei complessi
consentendo peraltro, in zone non esplicitamente vietate, linsediamento
occasionale per un periodo non eccedente le 24 ore, insediamenti
posti a stretta vicinanza con la casa di abitazione per ospitare
occasionalmente partenti o affini, insediamenti presso operatori
agrituristici. I commi 2 e 3 dellarticolo 13 prevedono
la sosta delle autocaravan su strade e parcheggi pubblici e
quella in aree attrezzate per un periodo non eccedente le 24
ore; Ubicazione: la realizzazione delle strutture deve essere
compatibile con il Piano Urbanistico Provinciale;Classificazione:
i camping sono classificati da 1 a 4 stelle; Stanziali: gli
allestimenti stabili non possono superare il 30% della ricettività
massima autorizzata;Deroghe: sono previste deroghe particolari
per i complessi stagionali: Vi sono peraltro periodo di apertura
obbligatori e cioè, per i complessi estivi dal 16 giugno al
15 settembre, per quelli invernali dal 20 dicembre al 20 marzo.
Consentite ulteriori aperture stagionali in caso di particolari
ricorrenze. VENETORiferimento legislativo: L.R. 3 luglio
1984 n. 31;Definizione dei complessi:- Campeggi vengono definiti
gli esercizi ricettivi, aperti al pubblico recintati adibiti
alla sosta e soggiorno di turisti provvisti, di norma, di tende
o altre mezzi autonomi di pernottamento;
-
Villaggi turistici sono gli esercizi ricettivi destinati ad
ospitare persone sprovviste di mezzi autonomi di pernottamento;
Norme
particolari: Non costituisce complesso ricettivo, il campeggio
mobile organizzato da associazioni senza scopo di lucro per
un periodo non superiore a 20 giorni. Ogni altra sosta è disciplinata
dai regolamenti comunali e comunque, in assenza di ogni disciplina,
sono consentite soste occasionali per un periodo non eccedente
le 24 ore;
Ubicazione:
il campeggio può sorgere esclusivamente in zona destinata dallo
strumento urbanistico vigente e larea non sia inferiore
a 5.000 metri quadrati;
Classificazione:
i campeggi sono classificati da 1 a 4 stelle;
Piazzole:
la superficie minima è di 60 mq per i complessi ad una stella
e di 90 mq per quelli a 4 stelle;
Periodi
di apertura: è consentita, per quelli annuali, la chiusura per
un periodo complessivo non superiore a mesi tre. Per i camping
stagionali vi é unapertura minima obbligatoria che va
dal 15 maggio ( o 15 giugno per i complessi posti oltre i 400
metri di altitudine) al 15 settembre, per i complessi invernali
lapertura minima va dal 15 dicembre al 15 marzo. Installazioni
fisse: i preingressi non possono superare i 5 metri quadrati;
Deroghe:
sono previste in base allaltitudine del complesso. Il
Sindaco può autorizzare lapertura di campeggi mobili nel
rispetto delle norme dettate dallarticolom13 della L.R.
per un periodo non eccedente i 60 giorni.
LIGURIA
Riferimento
legislativo: L.R. 4 marzo 19872 n. 11, successivamente modificata
ed integrata con numerosi altre leggi regionali.
Definizione
dei complessi:
-
Villaggi turistici ovvero le aziende organizzate per la sosta
ed il soggiorno in tende, caravan o altro di turisti che non
utilizzano mezzi propri;
-
Campeggi: sono le aziende organizzate per la sosta ed il soggiorno
di turisti provvisti di tende o mezzi propri trasportabili per
via ordinaria, senza ricorrere al trasporto eccezionale;
-
Parchi per le vacanze si intendono le aziende organizzate per
la sosta ed il soggiorno di turisti provvisti di tende o mezzi
propri, trasportabili in via ordinaria, che occupino le piazzole
anche in assenza dei proprietari on corrispettivi forfettari.
Norme
particolari: la Regione Liguria si è dotata di una legge particolare
per quanto concerne la realizzazione delle aree di sosta per
autocaravan e per quanto concerne la sosta dei mezzi. Viene
recepito, e non potrebbeessere diversamente, il Codice della
Strada.
Ubicazione:
La L.R. 29 dicembre 1993 n. 62 integrando prevede che i comuni,
in sede di revisione del Piano regolatore, individuino aree
omogenee da destinare a strutture ricettive, dopo unanalisi
dei fabbisogni presumibili.
Lautorizzazione
allapertura di aziende ricettive allaperto è rilasciata
dal Sindaco in conformità con la disciplina urbanistica di cui
il comune di è dotato.
Classificazione:
tutte e tre le tipologie di aziende ricettive allaria
aperta sono classificate da 1 a 4 stelle.
Piazzole:
la superficie minima varia da 70 a 90 mq per i campeggi classificati
da 2 a 4 stelle;
Stanziali:
nei campeggi è consentita una presenza di tende, caravan ed
altri allestimenti tipici dei villaggi vacanza nel limite di
una capacità del 30% della ricettività complessiva.
Nei
parchi per vacanze nel periodo tra il 1°luglio ed il 20 agosto
loccupazione delle piazzole è subordinata all effettiva
presenza.
Installazioni:
sono consentiti i preingressi purché la loro superficie non
ecceda di cm 25 quella del mezzo mobile. Inoltre la superficie
coperta dai mezzi di pernottamento (ivi compresi i preingressi)
non può essere superiore ai 30 mq per i camping ad 1 stella
ed i 45 per quelli a 4 stelle.
Deroghe:
larticolo 22 della L.R. individua specifiche deroghe per
le attività ricreative senza fine di lucro.
EMILIA
ROMAGNA
Riferimento
legislativo: L.R. 7 gennaio 1985 n. 1;
Definizione
dei complessi:
-
Campeggi, così vengono definiti i complessi turistici attrezzati
per la sosta ed il soggiorno di turisti provvisti di tende o
altro mezzo di pernottamento autonomo. In tali strutture gli
allestimenti ed i mezzi mobili o fissi per il pernottamento,
che non siano di proprietà dei turisti, non può essere superiore
al 25 del numero complessivo delle piazzole autorizzate.
-
Villaggi turistici, si intendono i complessi realizzati per
la sosta ed il pernottamento di turisti sprovvisti di mezzi
propri.
Le
piazzole occupate da allestimenti stabili non possono superare
il 60% del totale.
Le
piazzole adibite ad ospitare i turisti con mezzi propri non
possono superare il 30%..
Norme
particolari: nel periodo di chiusura dei campeggi , se vengono
adibiti a rimessaggio, non è consentito il pernottamento. I
campeggi non aperti al pubblico appartenenti ad enti, associazioni
e cooperative possono ospitare esclusivamente i soci.
Nei
comuni privi di campeggi il Sindaco può autorizzare la formazione
di aree di sosta con carattere di provvisorietà per un numero
di piazzole superiore a 30. Lautorizzazione non può avere
validità superiore a 60 giorni e non può essere concessa per
più di una volta allanno. Dopo tale periodo il comune
individua adeguate aree allaperto.
Ubicazione:
anche in questo caso non si può prescindere dalla previsione
nello strumento urbanistico.
Classificazione:
i campeggi sono classificati da 1 a 4 stelle, i villaggi turistici
da 2 a 4.
Piazzole:
al fine della classificazione delle strutture ricettive, vengono
indicati particolari parametri sia per quanto concerne la superficie
delle piazzole, sia per aree alberate e per quello di parcheggio,
richiedendo in ogni caso indici superiori ai limiti di legge
da un minimo del 10% ad un massimo del 20%.
Apertura:
i campeggi stagionali debbono essere aperti almeno tra il 1°
giugno ed il 15 settembre se si tratta di strutture estive e
dal 20 dicembre al 28 febbraio se si tratta di strutture invernali.
ABRUZZO
Riferimento
legislativo: L.R. 16 novembre 1979 n. 57 e successive modificazioni.
Definizione
dei complessi:
-
Villaggi turistici, sono i centri attrezzati per ospitare i
turisti sprovvisti di mezzi propri per il pernottamento. Le
unità ricettive non possono superare i 40 mq.
-
Parchi di campeggio, sono terreni cintati attrezzati per la
sosta dei turisti dotati di mezzi propri
-
Aree di sosta previste dalla L.R. 28 dicembre 1998 n. 163;
Piazzole:
la legge regionale indica in 70 mq il limite minimo di superficie
per le piazzole.
Norme
particolari: la Regione Abruzzo agevola sia lo sviluppo del
campeggio sociale, anche mediante la costituzione di cooperative,
sia di quello collinare e montano.
CAMPANIA
Riferimento
legislativo: L.R. 26 marzo 1993 n. 13;
Definizione
dei complessi:
Campeggi,
si tratta degli esercizi ricettivi destinati alla sosta epernottamento
di turisti dotati, di norma, di mezzi propri. Possono essere
dotati di piazzole con unità abitative proprie in misura non
superiore al 30% del numero complessivo delle piazzole;
Villaggi
turistici, sono esercizi ricettivi attrezzati con unità abitative
proprie.
Ogni
unità abitativa non può avere una superficie inferiore ai 15
mq e superiore ai 40 mq: Nei villaggi turistici possono essere
riservate piazzole per turisti dotati di mezzi di pernottamento
propri in misura non superiore al 20%.
Norme
particolari: i campeggi stagionali devono restare aperti almeno
dal 5 giugno al 15 settembre se estivi e dal 25 dicembre al
25 febbraio se invernali. Le organizzazioni senza fine di lucro
possono realizzare complessi ricettivi allaria aperta,
previa autorizzazione comunale. I comuni sono invitati ad allestire
aree per ricettività gratuita, sono facilitate le associazioni
agrituristiche, inoltre si demanda ai regolamenti comunali il
soggiorno fuori dalle strutture dei turisti dotati di mezzi
autonomi.
Ubicazione:
la realizzazione delle aree è subordinata alla compatibilità
urbanistica. Una volta sorti i campeggi ed i villaggi turistici,
le aree vengono sottoposte a vincolo decennale di destinazione.
Sono previsti contributi ed agevolazioni per la realizzazione
delle strutture. Classificazione: Tutte e due le tipologie di
esercizi ricettivi sono classificati da 1 a 4 stelle.Piazzole:
la superficie minima per tutte le classificazioni è di 60 mq.
Deroghe: sono previste particolari deroghe per le strutture
ubicate oltre i 700 metri di altitudine.
PUGLIA
Riferimento
legislativo: L.R. 11 febbraio 1999 n. 11;
Definizione
dei complessi:
-
Villaggi turistici, si tratta delle strutture ricettive destinate
alla sosta e soggiorno di turisti sprovvisti di mezzi propri
di pernottamento. In queste aree la ricettività destinata a
chi è provvisto di mezzi per il pernottamento non può superare
il 25% del totale;
-
Campeggi, sono le strutture destinate a sosta di quanti posseggono
mezzi propri di pernottamento, possono assumere anche la denominazione
di Centro Vacanze qualora siano dotati di rilevanti
impianti e servizi sportivi, di svago o commerciali. In queste
aree P consentita loccupazione, per non oltre il 25% della
ricettività, con strutture fisse ed inoltre un ulteriore 20%
può essere destinato ad allestimenti mobili per il pernottamento
(case mobili, caravan) per ospitare turisti privi di mezzi propri.
Altre
tipologie di campeggi:
-
campeggi naturalistici
-
campeggi mobili
-
campeggi liberi ed isolati
-
mini
-aree
di sosta.
Norme
particolari: il Sindaco, accertata lesistenza dei requisiti
minimi, può consentire ai singoli turisti in transito il campeggio
libero ed isolato su alcune aree comunali. Le associazioni che
operano senza fine di lucro, per finalità ricreative, culturali,
religiose, possono esercitare attività turistiche riservate
ai propri associati. Per tale attività, sia a carattere stagionale
che annuale, lautorizzazione viene rilasciata dal Sindaco;
Ubicazione:
per la realizzazione delle aree non si può presupporre dalla
compatibilità con lo strumento urbanistico. I comuni i cui Piani
regolatori non prevedano aree destinate a campeggio, potranno
autorizzare la realizzazione, anche in deroga, limitandosi alla
deliberazione favorevole del Consiglio Comunale: questa deliberazione
equivarrà a variante al PRGC.
Classificazione:
i campeggi ed i villaggi turistici sono classificati da 1a 4
stelle;
Piazzole:
la loro superficie minima varia da 50 a 75 mq. Questa una breve
disamina delle leggi che regolano i campeggi adottate da alcune
regioni italiana.Il quadro che ne viene fuori dimostra come
siano diverse, a volte anche contrastanti le normative: addirittura
i campeggi acquisiscono nomi e definizioni diverse
da regione a regione. E impossibile stilare una classifica,
certo le Leggi Regionali della Puglia e della Liguria, così
distanti tra loro, appaiono le più adeguate.
Il
problema è un altro: chi le rispetta e soprattutto vi è qualcuno
che le fa rispettare e sanziona le violazioni? Sarà mai successo
che qualche agente sia entrato in un campeggio per constatare
la percentuale di itineranti rispetto agli stanziali o il numerodei
lavandini e del W.C: in riferimento alla popolazione della struttura?
Il rispetto del cittadino utente, dello straniero che viene
nel nostro Paese come della famiglia che si reca in villeggiatura
con la propria caravan o con il proprio camper inizia proprio
da qui.
Forse
non è di leggi che abbiamo bisogno, quando di una cultura del
rispetto del cittadino e di un maggior senso civico da parte
di tutti.
LOPINIONE
DEL CAMPER CLUB LA GRANDA
Turisti
stanziali e turisti itineranti, è possibile una serena convivenza?Qual
è la situazione attuale e quale la soluzione per garantire a
entrambe le realtà laccoglienza in campeggio? Quali le
colpe dei gestori, quali quelle dei campeggiatori e quali quelle
delle istituzioni? Sarebbe folle se mai dovesse iniziare una
guerra tra stanziali ed itineranti: tutti coloro che praticano
il turismo allaria aperta si trovano sulla medesima barca,
da una situazione conflittuale nessuno uscirebbe vincitore.
La serena convivenza esiste nei fatti, nel medesimo amore per
la vita e nellidentico rispetto per la natura, la differenza
esiste esclusivamente nel modo di interpretare una comune visione
delle cose.
La
situazione italiana, al di là delle leggi regionali che in teoria
dovrebbero regolare il settore, è quella, in molti casi, di
un vero eproprio caos con risvolti pesantemente negativi su
tutta lutenza. La soluzione auspicata è quella che le
aree attrezzate siano in grado di ospitare quanti prediligono
il turismo stanziale e quanti invece quello di movimento. Le
due categorie (in effetti sono comunque tre comprendendo anche
quella dei roulottisti e dei tendisti che normalmente effettuano
soste medie nei campeggi) sono in grado di sviluppare una favorevole
sinergia: senza gli stanziali molti gestori non riuscirebbero
a far quadrare, a fine anno, i conti, senza gli itineranti verrebbe
meno la stessa funzione del campeggio, che è quella di garantire
un luogo attrezzato e sicuro ove sostate per quanti viaggiano
per turismo e, nei casi di strutture pubbliche, anche di creare
utili sinergie con le realtà vicine.
Ecco
allora che dallo stesso ragionamento traspare la soluzione,
quella di creare aree in grado di assicurare una convivenza
serena a tutte le categorie che compongono il variegato mondo
del turismo allaria aperta. Colpe ve ne sono sicuramente
e non risparmiano alcuno. Sono colpevoli, se non altro di essersi
chiusi a riccio e di schienare quanti prediligono
il turismo di movimento, gli stanziali, che hanno, in molti
casi, elevato a livello di simil villa la propria
piazzola, dimenticandosi la vera essenza del campeggio e la
filosofia che lo regola.
Non
si salvano i gestori e proprietari che mal hanno digerito lesplosione
del fenomeno del turismo itinerante e che cercano di tenerlo
ai margini della propria area asserendo che non paga, che procura
solo perdite di tempo, che insomma rende poco o nulla.
La
stessa applicazione di tariffe esorbitanti, colloca fuori mercato
i nostri campeggi e genera forti flussi verso altre nazioni.agionamento
peraltro privo di coerenza se si pensa che buona parte degli
esposti contro gli agglomerati di camper in aree libere o contro
le aree di sosta attrezzate provengono proprio dai gestori dei
campeggi.
Pollice
verso anche verso le istituzioni: qui la miopia assume livelli
tali da richiedere lenti spessissime. Il turismo, sia quello
stanziale, sia a quello itinerante, producono enormi ricchezze,
occorre creare spazi e strutture che debbono restare aperte
tutto lanno: é inutile lamentarsi per le piazze piene
o, peggio ancora, penalizzare quanti hanno realizzato aree attrezzate
per i camper, se si consente ai campeggi di chiudere per sei,
sette mesi, con pesanti danni sia ai turisti nostrani, sia a
quelli stranieri.
La
soluzione è quella di imporre, al momento del rinnovo delle
concessioni sui terreni quasi sempre demaniali, lobbligo
di apertura anche fuori stagione. Gli stessi stanziali si dimostrano
di eccessiva bocca buona, accettando di pagare cifre a sei zeri
per una piazzola che potranno utilizzare solo per quattro, cinque
mesi lanno.Colpevoli anche gli itineranti che, desiderosi
di vendicarsi per le angherie subite, evitano di entrare nei
campeggi, e, più a parole che nei fatti, creano una situazione
di conflitto con i gestori delle strutture.
Carocampeggio:
perché i campeggi costano cari? In quale modo si potrebbe intervenire
per assicurare prezzi più equi e in base a quali parametri dovrebbero
essere calcolati?
La
prima cosa che balza agli occhi a chi viaggia con il camper
o la roulotte è che il costo dei campeggi, in Italia, é mediamente
molto più caro di quelli praticati allestero, anche in
nazioni con uneconomia più forte ed un costo della vita
più elevato.
Le
tariffe, da noi, sono più salate per una serie di cause diverse
che concorrono nel formare il prezzo: innanzi tutto il flusso
turistico è concentrato in due mesi, provocando così forti presenze
in alta stagione, al punto da rendere sature un po tutte
le aree e quindi limitando il fenomeno della concorrenza.
La
realizzazione di strutture di intrattenimento allinterno
dei campeggi, in molti casi trasformati in veri e propri villaggi
vacanza, rappresenta unaltra causa della lievitazione
dei costi.
Il
terzo motivo è dato dal reddito annuale dei gestori che si forma
mediamente in cinque sei mesi, essendo, nella brutta
stagione, le strutture chiuse.
Paradossalmente
ritengo che lomogeneizzazione agli standard europei delle
tariffe praticate in Italia possa avvenire solo se simporrà
(con la legge della domanda e dellofferta, più che con
la coercizione) ai gestori di tenere aperto tutto lanno.
In
questo caso la presenza in bassa stagione dei camper, il diverso
utilizzo delle strutture, la possibilità di ritornare
in certi mesi ad una visione più antica del campeggio visto
come terreno attrezzato atto ad una sosta tranquilla e non come
un villaggio per le vacanze, concorrerebbero a far ridimensionare
le tariffe, senza pregiudicare il guadagno del gestore, anzi
elevandolo ed assicurando nuovi posti di lavoro.
In
alta stagione, poi, potrebbe essere sperimentato, almeno il
prossimo anno in occasione del Giubileo, il camper stop:
si tratta di modulare il costo del campeggio sulla base dei
servizi usufruiti, riconoscendo le diversità che esistono tra
stanziali ed itineranti, tra chi vive nella struttura per mesi
e chi si ferma a volte poco più di dodici ore.
Insomma
un po di fantasia e qualche passo indietro da parte di
tutti quanti sono chiamati in causa, potrebbero rivelarsi la
medicina giusta.
In
fondo la barca è comune, al massimo sono diversi i ruoli, ma
questo conta fino ad un certo punto.
Da
Caravan e Camper di ottobre 1999