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di Beppe Tassone
Il sogno si è finalmente avverato, abbiamo in mano le chiavi
del nostro primo camper. Il mezzo è parcheggiato nel piazzale,
pronto, luccicante, la voglia di partire è tanta, la disponibilità
di tutta la famiglia eccezionale, il tempo splendido: gli ingredienti
per un’elettrizzante fine settimana vi sono proprio tutti.
Ma è la paura ad impadronirsi del "novellino":
"Sarò in grado di utilizzarlo al meglio? Non combinerò
guai?".
Ognuno di noi si ricorda del proprio viaggio inaugurale e soprattutto
della prima notte, altro che quella di matrimonio…
Già, perché è soprattutto la sera ad incutere
timore: quando le prime ombre della notte iniziano ad insinuarsi
ci si sente soli, abbandonati dal mondo intero in balia di un mezzo
che, fino a poche ore prima si giurava di conoscere a fondo e che
invece si rivela amletico, almeno quanto un rebus della Settimana
Enigmistica. Eppure, nell’attesa che il concessionario ci
consegnasse l’autocaravan appena acquistata, abbiamo letto
a fondo le istruzioni, simulando mentalmente ogni situazione, ora
siamo nudi di fronte al camper e la notte è ancora lunga.
Qualche consiglio per chi inizia la "splendida avventura"
del turismo all’aria aperta non guasta e se poi poche pagine
riescono ad evitare guai o momenti difficili, tanto di guadagnato.
IL PRIMO VIAGGIO
È la vera prova del fuoco, il momento nel quale la teoria
si tramuta in pratica, non dobbiamo assolutamente fallire, anche
se qualche contrattempo deve essere messo in programma.
In fondo che cosa racconteremo fra qualche anno quando, divenuti
provetti esploratori del Terzo Millennio, con gli amici rideremo
delle nostre prime disavventure. Il consiglio più importante
è quello di far durare la nostra prima uscita solo una fine
settimana e di non far coincidere l’esordio con le ferie.
Questo perché qualche problema sicuramente si manifesterà
e, pertanto, è consigliabile poter far ricorso, il lunedì,
al concessionario per risolverlo o, molto più probabilmente,
per essere consigliati sul corretto uso di qualche apparecchiatura.
Se invece la nostra prima uscita coincide con le vacanze estive,
mettiamo in previsione qualche arrabbiatura e soprattutto non dimentichiamo
a casa il numero telefonico di chi ci ha venduto il mezzo, sicuramente
ne avremo bisogno. Importante sarebbe, inoltre, poter partire assieme
con qualche amico esperto che possiede un camper simile al nostro,
in questo caso avremo a nostra disposizione un "maestro"
in grado di toglierci da molti impicci. La scelta del nostro primo
itinerario non deve assolutamente essere impegnative: accantoniamo
dunque suggestive ipotesi di strade strette di montagna, del panoramico
scorcio a duemila metri, della spiaggetta che si raggiunge attraverso
una stradina stretta, piena di curve e molto trafficata. Un’area
attrezzata, provvista anche di allacciamento all’energia elettrica
fa veramente per noi: cerchiamo di essere, almeno una volta, modesti,
non ce ne pentiremo.
Individuata la meta, prima di partire evitiamo di riempire il camper
di mille cose, questa operazione rinviamola alla fine del nostro
primo week end: è meglio non possedere subito decine di piatti
e privarsi per qualche ora di una radiolina a transistor che caricare
alla rinfusa il mezzo, ingolfandolo fin dal suo esordio. Ricordiamoci,
a questo proposito, che lo spazio nel camper è essenziale,
ogni oggetto, ogni vestito, ogni suppellettile che riponiamo, limita
il nostro movimento.
Chiedersi a cosa certi oggetti possano servire e, soprattutto, evitare
doppioni è assolutamente essenziale.
LE PRIME DISAVVENTURE
Grossi guai possono sempre succedere, ma se evitiamo di ricorrere
al cacciavite, oppure, non riuscendo a far funzionare la luce a
smontare la centralina, sicuramente eviteremo di spendere dei soldi
e, con un po’ di ragionamento o con l’aiuto delle istruzioni,
riusciremo a venire a capo di ogni situazione, anche della più
complicata. I primi problemi di solito nascono da situazioni non
importanti, ma creano quel minimo di tensione in famiglia: è
obbligatorio porvi rimedio con un po’ di buon senso e, soprattutto,
ricordando a tutti noi che il diavolo non è poi così
brutto come lo si vuole dipingere e che sicuramente vi è
una soluzione per tutti i problemi. E quali possono essere i primi
grossi problemi?
Innanzi tutto la capacità del nostro serbatoio dell’acqua
potabile e di quelli di raccolta. Se non siamo abituati ad utilizzare
l’acqua con parsimonia corriamo un duplice pericolo: quello
di vederla finire anzitempo, oppure di trovarci con i serbatoi pieni,
la spia rossa accesa e magari di trovarci in località prive
di pozzetti di scarico.
Per questo è consigliabile esordire con la nostra nuova autocaravan
in un’area attrezzata. Teniamo presente che i serbatoi dell’acqua
potabile sono sicuramente sufficienti per consentirci di trascorrere
un intero fine settimana senza problemi: l’importante è
utilizzare l’acqua con intelligenza, più che con parsimonia.
Altro problema solitamente nasce dalla sistemazione notturna. A
molti è successo di trascorrere delle inenarrabili prime
notti in camper, dormendo stretti stretti, non perché si
desiderava trovare un poco di intimità con il patner, quanto
perché il letto appariva di dimensioni lillipuziane.
Soprattutto in dinette, dove occorre procedere ad un assetto notturno,
può accadere che non predisponiamo al meglio ogni cosa, utilizzando
il tavolo giusto ed aprendo certi sportellini che consentono di
allargare il nostro "talamo". Dopo una notte trascorsa
imprecando, con le prime luci dell’alba troveremo sicuramente
qualche altro camperista che in quattro e quattr’otto ci allargherà
il letto e, col sorriso sulle labbra, confesserà che "E’
capitato anche a me… ma tanti anni fa". Prima di imprecare
contro il concessionario che ci ha venduto un mezzo che non funziona,
o, peggio ancora, prima di ricorrere al cacciavite (consiglio veramente
importante, la prima volta lasciamolo a casa…) se per caso
il fornello, la stufa o il boiler non funzionano, accertiamoci che
i tanti rubinetti, interni ed esterni, siamo aperti. Un nostro conoscente
sul lungomare di Ventimiglia smontò per intero il boiler,
senza poi riuscire nell’operazione opposta, prima di accorgersi
che il mancato funzionamento era dovuto non a rotture, ma all’assenza
dl gas. Insomma, partiamo sempre e comunque dal convincimento che
il mezzo che ci è stato venduto è pienamente funzionante
e che dell’unica cosa di cui non necessita è di un
nostro personale intervento, soprattutto se ancora non siamo esperti.
Poi, per carità, qualche inconveniente potrà anche
emergere, ma questo è il motivo per cui ci sentiamo in dovere
di consigliare di non effettuare subito un lungo viaggio, ma di
provare almeno per un week end il nostro mezzo e quindi di tornare
dal concessionario per gli indispensabili chiarimenti.
LA SCELTA DEL VIAGGIO E DELLA COMPAGNIA
Individuare una meta appetibile, ma raggiungibile attraverso strade
non estremamente impegnative è assolutamente importante.
Il primo viaggio non si scorda mai… meglio dunque se potremo
serbarne un ricordo completamente piacevole. È oltre tutto
estremamente importante che iniziamo ad impratichirci nella guida
del mezzo.
La prima cosa della quale tenere conto sono le sue dimensioni mezzo:
quelle in lunghezza sono più che ovvie, ma anche un occhio
all’altezza non guasta. Sicuramente nel corso dei primi viaggi
saremo estremamente prudenti, non effettueremo sorpassi azzardati,
né pigeremo sull’accelleratore: ma tutto questo può
non rivelarsi sufficiente. Dobbiamo ricordarci che il nostro mezzo
è molto alto, soggetto, in caso di vento, a piccoli sbandamenti
e, su strade un poco tortuose, anche al rischio di raschiare contro
dei rami o degli spuntoni di roccia. Con l’andare dei chilometri
questi consigli appariranno più che ovvii, ma la prima volta
è necessario tenerne conto.
Cerchiamo di viaggiare con persone con le quali siamo affiatati
o che sono disponibili a darci una mano senza sbuffare. Vi sono
degli "eterni agitati" che vivono con l’orologio
nel cervello, per i quali tutto è media, rispetto degli orari
e delle tabelle di marcia. Queste persone sono sicuramente consigliate
per viaggi lunghi ed assicurano il massimo della puntualità:
ma la prima volta è diverso. Aggreghiamoci a persone tranquille,
disposte anche a modificare o ridurre l’itinerario, eviteremo
di stressarci e sicuramente trarremo enormi vantaggi.
TOCCA AI GAVONI
Il nostro camper è bello e spazioso, anche perché
totalmente vuoto: occorre riempirlo di tutto punto. Il consiglio
è quello di farlo a gradi, di non farci prendere dalla smania
di avere tutto e subito: è consigliabile viaggiare per qualche
tempo sprovvisti anche di cose necessarie, piuttosto che sottoporsi
a spese inutili acquistando della merce che non ci servirà.
Parole peraltro destinate a rimanere lettera morta: ognuno di noi
viaggia con camper pieni all’inverosimile facendo percorrere
migliaia e migliaia di chilometri ad oggetti ancora imballati o
dei quali addirittura s’ignora l’esistenza. Ma tant'
é, la paura di rimanere sprovvisti di qualcosa di utilissimo
contagia un po’ tutti e poi… il portafoglio è
sempre pronto per nuovi acquisti.
Almeno per quanto concerne il pronto soccorso, se non siamo degli
esperti, lasciamoci consigliare. Rechiamoci pertanto in una farmacia
e cerchiamo di fornirci di poche medicine, ma in grado di venire
incontro alle prime emergenze. Tanto se avremo qualche problema
serio un medico lo troveremo ovunque e comunque non ci azzarderemo
a curaci da soli, tanto vale non portare con noi chili di medicinali
destinati esclusivamente a scadere e ad essere gettati nell’immondizia.
È IL MOMENTO DI SOCIALIZZARE
La necessità di stringere nuove amicizie si manifesta un
po’ in tutti: il camper permette escursioni meravigliose,
gite indimenticabili, viste mozzafiato, ma consente anche di effettuare
molte conoscenze e accrescere a dismisura il numero degli amici.
Come fare a trovare gli equipaggi "gemelli"? A volte è
la fortuna che viene in soccorso, in tante altre circostanze alla
sorte occorre dare una spintarella.
Attraverso le riviste specializzate informiamoci dei raduni che
i tantissimi club presenti in Italia organizzano nella nostra zona
e poi rechiamoci ad una di queste manifestazioni. Conosceremo tantissime
persone e soprattutto avremo la possibilità di fare esperienza
e di vedere, su mezzi simili al nostro, soluzioni ed accorgimenti
adottati da altri. Attraverso internet, con poca fatica utilizzando
i motori di ricerca è possibile individuare i siti di molte
associazioni, potremo anche dialogare a distanza. È importante
stringere amicizia con altri camperisti: è successo di conoscere
equipaggi che per scelta hanno deciso di "fare i solitari"
per anni, a volte può anche rivelarsi piacevole, ma, soprattutto
se vi sono bambini o ragazzi con noi, consentire loro di poter giocare
o di svagarsi con dei coetanei rappresenta la soluzione ideale e
consente anche di ovviare a proteste e tentativi di rimanere a casa
che, ad una certa età, sono soliti manifestarsi.
Affidiamoci comunque, con serenità, ai consigli del concessionario
che ci ha venduto il camper. Certo, quando illustrano il funzionamento
del nostro nuovo mezzo, parlano velocemente ed il più delle
volte danno tutto per scontato. Questo fatto può crearci
qualche problema, ecco perché il consiglio è quello
di affrontare, la prima volta, un viaggio che duri lo spazio di
un solo week end.
RICORDI E SOUVENIR
Ogni viaggio, anche il più piccolo ed il meno impegnativo,
costituisce una nuova esperienza, un arricchimento, sicuramente
un piacere.
La vita in camper ci conquisterà giorno dopo giorno, chilometro
dopo chilometro e con essa la voglia di serbare un ricordo duraturo
dei tanti momenti felici trascorsi. Questa necessità si manifesta
con il desiderio di acquistare ricordi, souvenirs od oggetti tipici
del posto che stiamo visitando. Evitiamo di acquistare del materiale
ingombrante, anche perché, col passare degli anni, la nostra
collezione diventerà imponente e necessiterà di molto
spazio. Ma iniziamo fin dal primo viaggio la nostra collezione,
a distanza di tempo farà piacere, attraverso qualche modesto
ricordo, rivivere ore felici e momenti elettrizzanti.
Io, ad esempio, raccolgo (su album, perché i camper si cambiano
anche e normalmente le porte ed i vetri non possiamo trattenerli
e poi sono ingombranti!) gli adesivi delle località che visito.
Ne possiedo più di tremila, catalogati anche con il computer,
a volte si rivelano utilissimi per qualche articolo o anche solo
per trovare il numero di telefono di qualche campeggio da suggerire
agli amici.
Anche le cartoline servono ottimamente allo scopo: occupano poco
spazio e sono facilmente archiviabili. Collegare la nostra vita
in camper anche ad una collezione è importante per evitare
il più possibile il fenomeno stanziale: quello cioè
di tornare per settimane e settimane consecutive nello stesso posto,
sarà anche piacevole, ma lo spirito dei viaggiatori del terzo
millennio è quello di conoscere e visitare sempre posti nuovi,
posti magari anche a pochi chilometri da casa nostra.
Quando siamo all’estero, ma questa è forse una deformazione,
può essere piacevole, e costa poco, acquistare un giornale
del posto.
Tempi e regimi passano: pensate cosa è possibile rinvenire
in una collezione di alcuni lustri… Il camper è un
mezzo meraviglioso, ci consentirà di compiere esperienze
che altrimenti ci sarebbero negate, avere un cattivo approccio la
prima volta non è dunque giusto e soprattutto potrebbe rinviarci
il piacere di vivere una splendida esperienza all’aria aperta.
LE AREE ATTREZZATE
In Italia, in questi ultimi anni sono sorte tantissime aree attrezzate:
è consigliabile che chi si affaccia per la prima volta al
mondo del turismo itinerante, le frequenti, evitando il più
possibile, le prime volte, strade, piazze e luoghi isolati. Per
questione di sicurezza, anche perché all’inizio non
si è ancora smaliziati (per esempio non tutti si ricordano
di attivare l’antifurto prima di andare a dormire) e per poter
conoscere altre persone ed al limite usufruire del loro aiuto o
dei loro consigli.
Come fare a conoscere dove si trovano le aree di sosta attrezzate?
Innanzi tutto ricorrendo ai club ed alle associazioni che esistono
sul nostro territorio e poi leggendo le riviste specializzate del
settore.
L’informazione è assolutamente importante, sia perché
ci consente di conoscere accorgimenti e soluzioni, sia per le idee
di viaggi che farà nascere in noi. Nessuno di noi è
nato possedendo ogni tipo di conoscenza, le riviste specializzate
svolgono un ruolo assolutamente insostituibile, così come
i tanti giornali che le associazioni ed i club pubblicano ed inviano
ai propri soci. Cerchiamo pertanto, le prime volte, di non chiedere,
a noi stessi, alla nostra famiglia ed al nostro mezzo troppo, limitiamoci,
ne trarremo indubbio vantaggio. Poi, appena impratichiti, tempo
qualche settimana, non di più, potremo lasciarsi andare a
compiere viaggi lunghi, a valicare passi alpini o a scoprire spiagge
dorate sulle quali trascorrere, solitari, indimenticabili ore.
Ogni cosa ha un suo tempo, anche il camper richiede un minimo di
esperienza e di conoscenza. Poche settimane di rodaggio e saremo
pronti, in fondo Capo Nord si trova solo a poco più di 2.000
chilometri oltre Oslo… una bazzeccola!
CONSIGLI PRATICI
ISTRUZIONI E GARANZIE
Raccogliamo tutti i documenti che il concessionario ci ha consegnato,
le istruzioni e le garanzie dei vari elettrodomestici e della centralina
che troviamo un po’ ovunque nei cassetti, negli armadi e dentro
il frigorifero in una sola cartellina. Inseriamo pure in questo
raccoglitore le fotocopie della carta d’identità, del
passaporto di tutta la nostra famiglia, delle tessere dell’A.S.L.,
delle patenti di guida, della carta di credito (ma non il numero
PIN), una guida telefonica della nostra provincia, la fotocopia
del contratto del telefonino e la copia della concessione del CB.
LE CHIAVI
Assicuriamoci innanzi tutto che ci siano state consegnate tutte
le chiavi: formiamo un solo mazzo con tutte le copie ed indichiamovi
sopra che cosa aprono utilizzando le apposite etichette.
Conserviamo il mazzo in un cassetto separato o nella cassaforte
che è opportuno farci istallare in qualche gavone.
Acquistiamo un nuovo tappo per il carburante, così che la
chiave di apertura non coincida con quella di avviamento del motore
e teniamola separata dentro il portaoggetti in cabina.
Al momento di fare il pieno consegneremo esclusivamente la chiave
del tappo mentre quella di avviamento resterà comunque sempre
in nostro possesso, consiglio questo utile per evitare, soprattutto
in certi Stati, spiacevoli ricatti ed anche, in pessime circostanze,
per essere in grado di mettere in moto e di andare via.
I FUSIBILI E L’IMPIANTO ELETTRICO
Facciamo una veloce ricognizione su dove sono installati i fusibili.
Di norma si trovano in tre luoghi: nella centralina, sotto il sedile
lato passeggero e nel cofano ed acquistiamone una serie in caso
di emergenza. Accertiamoci poi dell’esistenza di eventuali
interruttori salva vita: normalmente è inserito in centralina
ed è ben visibile, ma può pure trovarsi in luoghi
non facilmente accessibili, con ogni probabilità nell’armadietto
della cucina.
Verifichiamo di essere in possesso di un cavo di alimentazione intercambiabile
con i vari tipi di spina in uso nel nostro simpatico Continente:
in Italia la quasi totalità dei camping e delle aree attrezzate
utilizza quello azzurro CEE, in Francia, in Gran Bretagna, in Svizzera
ed in Germania invece le spine sono diverse, figuriamoci in certi
Stati del bacino del Mediterraneo…
PORTE, CHIUSURE E ANTIFURTO
Se con noi vi sono dei bambini in tenera età, non sempre
è facile tenerli d’occhio mentre si viaggia. Un consiglio
sicuramente utile è quello di inserire, nella porta di accesso
del mezzo un chiavistello o un blocco in alto, fuori dalla loro
portata. Si eviterà che, nel corso del viaggio possano aprire
la porta: la maniglia, infatti, è abbastanza bassa.
Per quanto concerne le portiere della cabina di guida, esistono
aggeggi, anche artigianali, che consentono il loro blocco dall’interno:
un accorgimento senza dubbio utile di notte.
Utile anche far installare un antifurto, peraltro non estremamente
sensibile, che ci consenta di attivarlo anche su strade di forte
transito senza che lo spostamento dell’aria lo faccia entrare
in funzione e, soprattutto, di notte quando stiamo dormendo.
La protezione delle finestre è pressoché inutile:
sono il vero punto debole del nostro mezzo, dobbiamo farcene una
ragione.
CARTINE GEOGRAFICHE, ATLANTI STRADALI E GUIDE TURISTICHE
Non lesiniamo in questo settore: essere informati sullo stato delle
strade, sulle località vicine a quelle ove ci troviamo, su
escursioni possibili è molto importante. Da un lato si evita
il rischio di "imbarcarsi" in tragitti proibitivi, dall’altro
di mangiarsi i pugni per non aver saputo che a pochi chilometri
si trovava qualcosa di interessante.
Anche se il viaggio va sempre programmato prima, a tavolino, qualche
variante è sempre possibile. In questo senso utilizzare il
computer dopo aver acquistato i programmi stradali sia dell’Italia,
sia dell’Europa è senza dubbio consigliabile, così
come leggere le riviste del settore ed impratichirsi con i siti
internet.
LA MESSA IN MOTO
Il motore diesel, richiede alcune operazioni preliminari di accensione
e di riscaldamento.
Un tempo, occorreva fare il preriscaldamento ed attendere che le
candelette fossero riscaldate, con i motori moderni questo non è
più necessario.
Un minimo di attenzione, anche in questo settore è comunque
necessario, soprattutto se la temperatura esterna è molto
fredda.
Occorre fare attenzione al sistema che regola l’idroguida,
non "forzando" le ruote con il volante prima di aver messo
in moto il mezzo.
Può essere utile avere con noi i cavi per collegare la batteria,
in caso di problemi nella messa in moto o, addirittura, farsi montare
da un elettrauto un sistema che possa mettere in coppia l’accumulatore
del motore con quello di servizio: in pieno inverno questo fatto
potrebbe toglierci da molti impicci
Non è più necessario far girare il motore per parecchi
minuti prima di partire: un bel vantaggio per noi e, soprattutto,
per i vicini che non sono più costretti a respirare i fumi
del nostro motore.
L’operazione di "far girare" il motore prima di
partire è assolutamente sconsigliata da tutti i meccanici,
teniamone ben conto.
LIVELLI SEMPRE OK
Il livello dell'olio motore deve essere controllato periodicamente,
a seconda del chilometraggio percorso. Può essere necessario
di tanto in tanto un rabbocco, perciò è bene sapere
quale tipo di olio è stato usato. Se non si vuole procedere
autonomamente, qualsiasi stazione di servizio è in grado
di effettuare questa verifica.
Ricordiamoci di controllare periodicamente anche il livello dell’olio
del cambio: l’astina è posta in una situazione scomoda,
questo è vero, ma trovarsi lontano da casa con grossi problemi
è ancor più sconveniente.
Alcuni motori creavano problemi anche grossi perché, in quinti
dopo lunghe percorrenze, espellevano quasi tutto l’olio: adesso
questo inconveniente è stato risulto, è comunque necessario
far controllare attentamente il livello almeno ogni 10.000 chilometri.
Anche il livello del liquido refrigerante deve essere controllato
frequentemente a motore freddo. Valgono le stesse regole sopra indicate.
IMPIANTO ELETTRICO
L'impianto elettrico è costituito da un pannello di comando,
interruttori delle luci, pompa dell'acqua, eventuale presa a 12
Volt, interruttore generale per 220 Volt con differenziale salvavita
e interruttore magnetotermico di protezione ai corti circuiti, indicatori
del livello acque potabili e tensioni delle batterie del mezzo e
dei servizi.
La batteria supplementare viene ricaricata dall'alternatore del
mezzo quando è in funzione il motore, o dalla rete esterna
220. Un relais da 40 Ampére assicura lo stacco della batteria
del mezzo quando l'alternatore non è in funzione. Controllare
l'accensione della luce sul pannello per verificare il funzionamento
o del trasformatore quando inserito il 220 Volt. Quando il livello
di carica della batteria supplementare scende sotto i 10 Volt non
è possibile utilizzarla ulteriormente (si accende una luce
rossa sul pannello comandi o suona un allarme o si spengono le luci
interne salvo la luce centrale collegata direttamente per emergenza)
e occorre rimetterla in carica. Provvedere quindi alla ricarica
controllando che il relais stacca batteria funzioni tramite le spie
del caricamento sul pannello comandi. Verificare l'efficienza del
differenziale (salvavita) premendo l'apposito pulsante test in presenza
di 220 V. (in caso positivo l'interruttore deve scattare automaticamente
a 0).
Alcune centraline permettono la ricarica anche della batteria dell'automezzo
sia con alternatore motore sia con il trasformatore. Per ottenere
ciò occorre posizionare l'apposito interruttore su ON. Alcune
centraline possono escludere completamente gli utilizzi a 12 Volt
mediante apposito interruttore.
La pompa dell'acqua, può essere avviata previo inserimento
del comando pompa e funziona fintanto che esiste acqua sul serbatoio.
Osservare quando il livello di minimo delle acque si accende, azionando
il test, per eventualmente riempire il serbatoio e quindi evitare
di rimanere senza acqua.
Una luce rossa posizionata sul cruscotto davanti al sedile di guida,
a volte integrata da un segnale acustico indica se il gradino esterno
è rimasto aperto quando il mezzo viene messo in moto.
IL FRIGORIFERO TRIVALENTE
È un frigorifero che funziona in tre modi diversi: a 12 Volt,
a 220 Volt e a gas. Il funzionamento a 220 Volt è consigliabile
ogni qualvolta ci si possa collegare alla corrente elettrica. In
ogni caso, in caso di stazionamento, è preferibile usare
l'alimentazione a gas piuttosto che a 12 Volt per preservare la
batteria. La scelta dell'alimentazione a 12 o 220 Volt avviene tramite
due interruttori di colore diverso (rosso per il 220 Volt e verde
per il 12 Volt). La regolazione della potenza refrigerante avviene
tramite l'apposita manopola.
Ecco le operazioni da effettuare per il funzionamento a gas:
- Assicurarsi che il rubinetto della bombola sia aperto (in marcia
si deve sempre chiudere il gas)
- assicurarsi che sia aperto anche il rubinetto interno di solito
situato dentro un mobile in cucina insieme ad altri rubinetti.
- posizionare la manopola di controllo temperatura sulla gradazione
desiderata.
Accendere il frigorifero in uno dei seguenti modi a seconda del
modello di frigorifero.
- Elctrolux con accensione elettronica: premere il pulsante di colore
rosso assieme alla manopola temperatura collocati sul pannello comandi;
una luce rossa lampeggiante accompagnata da un ticchettio, scandirà
le scariche di accensione sul fornello fino ad accensione avvenuta.
Dopo l'accensione, mantenere premuta la manopola temperatura per
qualche secondo.
- Electrolux con accensione piezoelettrica: premere per 3 o 4 volte
il pulsante di colore rosso posizionato sul pannello frigo e verificare
sulla spia collocata dentro il vano frigo in basso a sinistra l'avvenuta
accensione. Ripetere l'operazione qualora necessario.
Il frigorifero trivalente, dispone di una centralina di controllo
che blocca l'uscita del gas in caso di spegnimento. Funziona con
posizioni del veicolo fuori piano fino a 15° di inclinazione.
Per un miglior funzionamento è importante porre il fianco
del veicolo dove sono presenti le griglie di areazione frigo in
posizione ventilata e meno assolata possibile.
E’ consigliabile far montare un a ventola che aumenti la circolazione
dell’aria: il suo funziuonamento può essere sia manuale,
sia automatico attraverso un bulbo.
Questa apparecchiatura è assolutamente necessaria nel periodo
estivo, soprattutto in luoghi caldi o nei quali vi è scarsa
circolazione di aria ( ad esempio nelle navi).
IL FRIGORIFERO A COMPRESSORE
Funziona esclusivamente a 12 Volt corrente ridotta e raddrizzata
dall'alimentatore. Si inserisce attraverso l'interruttore frigo
nel pannello centralina. Una volta spento, il frigo ha la capacità
di conservare il freddo (a sportello chiuso) per circa 8-10 ore.
Il consumo medio si aggira intorno a 4-5 Ampere/h, per cui valutando
la disponibilità della batteria supplementare al 50% il frigo
ha una autonomia di funzionamento di circa 10 ore continue.
La temperatura è prefissata da un termostato collocato sul
retro e tarato all'origine, oppure da un regolatore all'interno
della cellula.
Eccessiva umidità nell'aria o troppo frequenti aperture dello
sportello possono causare brinature all'interno del corpo refrigerante.
Lo scioglimento di tale ghiaccio può avere come conseguenza
presenza di acqua sotto il frigorifero. Il funzionamento del frigo
è condizionato al fatto che la tensione della batteria non
sia inferiore a 10,5 Volt.
I FORNELLI
I fornelli a gas sono dotati di interruttore di sicurezza termosensibile
che interrompe il flusso di gas qualora si spenga la fiamma. Per
sbloccare tale termocoppia occorre accendere il fornello e tenere
premuta la manopola per almeno 20 secondi
Periodicamente controlliamo il funzionamento della termocoppia,
così da essere sicuri che interrrompa il flusso del caso
in caso di accidentale spegnimento della fiamma.
Controlliamo anche che il gas giunga con una pressione corretta:
in molti casi (soprattutto in presenza di bombolone GPL) può
avvenire che il riduttore di pressione si rompa o che addirittura
giunga gas liquido ai servizi del mezzo.
Questo fatto è pericolosissimo: stare attenti al gas e non
sottovalutarne gli inconvenienti, anche quelli piccoli, rappresenta
una prudenza assolutamente necessaria.
IL RISCALDAMENTO
La stufa funziona a gas riscaldando un radiatore mediante combustione.
L'aria fredda viene convogliata sul radiatore e, una volta riscaldata,
diffusa nell'ambiente. Per accendere la stufa occorre assicurarsi
che sia aperto l'apposito rubinetto gas alloggiato nel vano cucina.
Per le stufe con accensione piezoelettrica, si deve premere a fondo
la manopola di regolazione, dopo averla posizionata a metà
corsa, e attendere qualche secondo perché la termocoppia
si riscaldi. Per capire se la stufa si è accesa, si guardi
nella parte inferiore sinistra della stufa dove dovrebbe essere
accesa la fiamma pilota. Le stufe con accensione elettronica si
accendono automaticamente non appena si ruota la manopola di regolazione.
GRADINO ESTERNO RIBALTABILE
Nei modelli più economici, il gradino esterno ribaltabile
è azionato tramite una leva posizionata internamente in prossimità
della porta di ingresso della cellula abitativa.
- per aprire ruotare il pomello nero della leva in senso antiorario
e quindi tirare.
- per richiudere esercitare soltanto con la mano una spinta sul
pomello fino a scatto di chiusura avvenuto.
Più frequentemente, invece, i gradini sono azionati tramite
interruttore. Sono elettrici quelli per i quali si deve tenere premuto
l'interruttore fino a estensione/ritiro avvenuto. Sono elettronici
quelli per i quali è sufficiente premere l'interruttore una
volta per aprirli o chiuderli. In entrambi i casi è importante
aspettare che il gradino si sia aperto completamente, per non scardinare
il meccanismo di apertura/chiusura.
IL BOILER
Il boiler più utilizzato è quello ad accumulo della
Truma da 10 o 12 litri. Per l'accensione è sufficiente posizionare
l'interruttore, di solito separato, su una delle due posizioni:
40° o 60°. In posizione centrale è spento.
Se viviamo in zone particolarmente fredde, assicuriamoci che sia
stato installato il rubinetto per il totale scarico dell’acqua.
Non vi è infatti altro sistema per liberare completamente
il boiler dall’acqua una volta fermi.
Per effettuare al meglio questa operazione dobbiamo disattivare
la pompa dalla centralina, aprire tutti i rubinetti e la valvola
di scarico del boiler: lo svuotamento avverrà automaticamente.
Alla fine dell’operazione riattiviamo per qualche istante
la pompa, così da far defluire quel poco di acqua rimasta.
In ogni caso lasciamo sempre tutti i rubinetti aperti, ma non quello
di scarico del boiler.
Infatti, in caso di partenze a basse temperature potrebbe essere
bloccato dal gelo e ci verremmo a trovare nella spiacevole situazione
di non poter caricare i serbatoi con l’acqua potabile.
Il W.C.
Qualunque sia il WC di cui è dotato il nostro mezzo, non
sono richiesti particolari accorgimenti.
Per evitare intasamenti è comunque necessario utilizzare
gli appositi liquidi in commercio e, in certi casi, anche la carta
igienica apposita che si scioglie con maggiore facilità.
Non utilizziamo come scarico di materiali varie soprattutto guardiamoci
da inserirvi acidi o altre sostanze chimiche che potrebbero creare
micidiali reazioni.
Svuotiamolo periodicamente, soprattutto in estate e controlliamo
l’esistenza di perdite.
BOX DUE COLONNE
BATTERIE: PRECAUZIONI D'USO
La scarica protratta oltre i limiti stabiliti rende più difficile
la ricarica richiedendo un tempo maggiore. Ciò spesso avviene
su quelle batterie che vengono tolte dalla carica prima che siano
completamente caricate. Nella successiva scarica esse possono essere
scaricate ad un punto ancora più basso, iniziando, quindi,
un ciclo vizioso che con il tempo causerà danni permanenti.
Il valore di densità dell'acido al di sotto del quale è
sconsigliabile scaricare la batteria, può variare da un elemento
ad un altro; orientativamente si può considerare come limite
un valore compreso tra 1,10 e 1,2 Kg./litro.
Quando la batteria è stata scaricata profondamente è
importante che essa venga ricaricata il più presto possibile.
È consigliabile non lasciarla in condizioni di scarica completa
per più di un giorno.
Spesso una batteria si deteriora a causa di alcuni piccoli difetti
che, se rilevati in tempo, possono essere facilmente eliminati.
Se si riscontrano sintomi di funzionamento irregolare occorre cercare
di individuare le possibili cause:
1) Controllare accuratamente i collegamenti tra gli elementi costituenti
la batteria e veicolo. Assicurarsi che i contatti siano buoni e
ben serrati.
2) Rilevare la densità dell'elettrolito in ogni elemento
per controllarne la uniformità.
3) Se la densità di qualche elemento è sensibilmente
più bassa rispetto agli altri elementi, è necessario
accertarsi che non vi siano recipienti rotti che perdono acido.
Una volta esclusa questa causa si dovrà accertare che non
vi siano corti circuiti interni agli elementi.
Durante i periodi di inattività le batterie si scaricano
spontaneamente (autoscarica). L'autoscarica, priva ogni giorno la
batteria di parte della sua carica e provoca inoltre una solfatazione
delle piastre che progredisce con il passare del tempo, con pregiudizio
dell'efficienza della batteria stessa.
1) Se la batteria non viene utilizzata in modo continuo, occorre
sottoporla ad una carica di rinfresco almeno una volta al mese.
Ciò deve essere fatto se le misurazioni del peso specifico
danno valori elevati.
2) Se la batteria rimane inattiva per lunghi periodi di tempo deve
essere conservata in luogo asciutto e fresco. Una volta al mese
deve essere caricata con la densità di corrente indicata
come "finale", finchè si nota in tutti gli elementi
un vivace sviluppo di gas e finchè le letture di tensione
e di peso specifico rimangono costanti per 3-4 ore.
3) In ogni caso, prima di rimettere in servizio una batteria rimasta
per lungo tempo inattiva, essa deve essere ricaricata e controllata
per un giusto livello dell'ellettrolito
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