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L’attività del club –
Canelli, camperisti … all’Assedio
Da oltre un decennio il nostro club partecipa ad un raduno particolare
in una cittadina nel cuore del Monferrato nella terza domenica di
Giugno, questa cittadina, patria delle bollicine, è Canelli.
L'Assedio di Canelli è molto più di una semplice rievocazione
storica: è la festa dei canellesi che, rivivendo il passato,
sanciscono forte e chiara la propria identità, e si riappropriano
di quelle "radici" che sono il presupposto fondamentale
di ogni comunità.
E' una festa in cui l'esatta ricostruzione storica viene resa viva
ed autentica dal coinvolgimento popolare, che riesce a creare un
clima difficilmente riscontrabile in altre manifestazioni in costume.
La manifestazione prende il via da un fatto storico ben documentato
che si inquadra nell'ambito delle guerre per la successione del
Ducato di Monferrato (1613-1617).
Il Camper Club La Granda deve molto a Canelli, cittadina nella quale
nella calda estate del 2003 ha conseguito un Guinness prestigioso
con una sfilata di oltre 1000 camper.
Ma veniamo al motivo per cui ho deciso questa volta di scrivere
alcune righe in questa rubrica dal titolo “L’attività
del club”.
Nell’edizione del giugno scorso hanno partecipato alla manifestazione
anche due altri camper club, “Camper & Figli” e
“Camper Club Val Seriana”. Entrambi si sono posizionati
nello stesso piazzale dove eravamo anche noi. Dopo i saluti di rito
li abbiamo subito coinvolti nelle varie attività che erano
programmate per il raduno, dalle visite alle famose cantine alla
partecipazione al gruppo storico in costume del Camper Club la Granda
che prende parte ormai da anni alle manifestazioni dell’Assedio
e che in questa occasione ha potuto sfoggiare il suo nuovo gonfalone
storico in stile 1613.
Il sabato mattina, per chi doveva sfilare nel pomeriggio in costume,
vi era molto fermento e nella zona dove operavano le sarte del club
le quali con forbice, cucitrice e molto “mestiere”,
in tempi brevissimi sapevano ritagliare ora una gonna, ora una improvvisata
camicetta, ora un copri scarpa, rigorosamente in stile 1613. Era
bello vedere come attorno ai tavoli erano presenti bambini, genitori
e nonni, tutti intenti a “cucirsi addosso” il vestito
da “Popolani” che è il gruppo che interpretiamo
da anni.
Nel primo pomeriggio, dopo alcune spiegazioni di quello che sarà
il nostro compito operativo, tutti in marcia al via della manifestazione,
festanti, e, per chi era alla prima volta un misto tra stupore e
anche timore di non sapere recitare bene la propria parte. Neppure
un temporale nel pomeriggio del sabato ha fermato i nostri bravi
barellieri i quali incuranti della pioggia battente facevano la
spola tra il campo di battaglia e la tenda del medico dove trasportavano
i feriti o i morti in battaglia.
Ma il momento importante doveva ancora venire in quanto nella mattinata
di domenica saremmo stati tra i protagonisti assoluti.
Nella fresca e insolita notte canellese tutti hanno potuto ritemprarsi
per essere pronti la mattina successiva.
Un bel sole ha illuminato il risveglio dei “popolani”
che si sono riportati sul teatro di guerra della manifestazione.
Nella giornata del sabato la battaglia rappresentata è di
tipo campale sulle alture della cittadina, invece la domenica questa
è svolta nei pressi della porta storica fedelmente ricostruita
nella piazza principale della cittadina. Il finale della manifestazione
ci vede protagonisti assoluti in quanto, è grazie all’intervento
dei popolani che, armati di soli bastoni e forconi, arrivando dalle
retrovie riescono a respingere l’ultimo attacco dei mantovani
invasori e a cacciarli dalla città. Per finire i popolani
hanno il diritto del giro d’onore a fianco del Colonnello
Taffini comandante delle truppe canellesi.
Inutile dire che il momento dell’attacco finale, quando i
nostri camperisti con i soli bastoni si trovano a combattere le
guarnigioni dei mantovani in assetto di guerra con spade e picche
è quello più esaltante e che appaga il partecipante
di questa improvvisata performance.
Tutta questa manifestazione, mette in luce, un momento veramente
bello dove le famiglie sono coinvolte totalmente in tutti i loro
componenti, dai bambini ai nonni, bimbi in braccio ai papà
che esultavano per la vittoria, nei loro occhi momenti di vera felicità.
Grazie anche al club Camper e Figli, la nascita del loro club ha
avuto come finalità, quello di riunire le famiglie con i
propri ragazzi, per dare loro quei sani valori dei quali spesso
molti si dimenticano.
Posso anche dire che l’esperienza di aggregare con noi altri
club è stata molto positiva, ci ha arricchito di altri valori,
abbiamo trovato nuovi amici con i quali speriamo di ritrovarci in
qualche altra occasione.
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